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La polemica sul boss scarcerato - Il giudice di sorveglianza: "Una richiesta del carcere di Parma"

La polemica sul boss scarcerato - Il giudice di sorveglianza: "Una richiesta del carcere di Parma"
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La decisione del tribunale di sorveglianza di Bologna di concedere gli arresti domiciliari a Gerlando Alberti Junior, uno dei due assassini di Graziella Campagna, è stata presa dal tribunale collegiale, formato da quattro giudici, con il parere favorevole del procuratore generale. In particolare, ha chiarito all’ANSA il presidente del tribunale, Francesco Maisto, il provvedimento «nasce solo da una richiesta specifica e ufficiale fatta dal carcere di Parma per le gravi condizioni di salute del detenuto. E dopo non c'è stato nessuno ricorso in Cassazione».
 

Maisto ha sostenuto al proposito che «se la gente muore in carcere, poi si dice che il giudice sbaglia....». Nessun commento dal magistrato a proposito della verifica disposta dal Guardasigilli Alfano per accertare la regolarità della decisione. «Non mi stupisce – si è limitato a dire il giudice- è nei poteri del Ministro».

"GRAVI MOTIVI DI SALUTE" - Una cartella clinica poderosa chea ttesta gravi patologie, «con tumori maligni e benigni», ha fatto decidere il Tribunale di sorveglianza di Bologna per la concessione della detenzione domiciliare a termine per Gerlando Alberti jr., condannato all’ergastolo per l’'uccisione di Graziella Campagna.
A quanto si apprende in ambienti penitenziari e del tribunale di sorveglianza, il provvedimento collegiale, deciso 15 giornif a, si è basato anche su una segnalazione dell’Istituto penitenziario di Parma dove Alberti, era detenuto, che segnala per il detenuto «gravi motivi di salute».

La decisione del tribunale di sorveglianza, definita «rigorosa» in ambienti giudiziari, ha avuto il parere favorevole del procuratore generale. Alberti può lasciare gli arresti domiciliari solo scortato e per motivi di terapia; e può vedere solo la moglie e i figli. Gli arresti domiciliari gli sono stati concessi per un periodo di otto mesi, «in luogo del differimento della pena», in base- secondo quanto si è appreso – all’art. 147 del Codice Penale, che fa riferimento alla pietas quando per il detenuto sussiste il pericolo di morire in carcere.

LA NOTIZIA (11-12-2009) - Gerlando Alberti Junior, uno degliassassini di Graziella Campagna, la ragazza di 17 anni uccisanel Messinese il 12 dicembre '85, si trova agli arrestidomiciliari a Falcone (Me). L’ha reso noto il suo avvocato,Antonio Scordo, spiegando che il provvedimento è stato emessodal tribunale di sorveglianza di Bologna che ha accolto larichiesta del legale di retrodatare la carcerazione del suoassistito, come previsto dall’ordinamento penitenziario, in modoche Alberti potesse usufruire dei domiciliari. Domani ricorre l’anniversario della morte di GraziellaCampagna, che sarà ricordata a Saponara nel corso di alcuneiniziative. Gerlando Alberti junior era tornato in carcere amezzanotte del 18 marzo 2008, un’ora dopo la sentenza dellaCorte d’Assise d’Appello che aveva confermato il carcere a vitaper lui e per il suo complice Giovanni Sutera.
La ragazza, che aveva 17 anni e faceva la stiratrice, vennerapita e uccisa perchè Alberti, allora latitante, sospettavache avesse visto un’agendina con numeri di telefonocompromettenti, dimenticata nella tasca di un capo portato nellalavanderia dove lavorava la giovane.
 

 

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  • franco

    13 Dicembre @ 16.20

    bela roba!

    Rispondi

  • Mike

    13 Dicembre @ 08.57

    RICO..... mai sentito parlare di Stefano Cucchi e Aldo Bianzino ? ricerca le loro storie ..... Oppure potrei farti altri nomi di gente comune deceduta non in carcere ma pur sempre uccisa dalle mani dello Stato che aspetta ancora giustizia ( Aldrovandi , Gabriele Sandri , ecc.) ........E intanto liberiamo i boss che hanno trucidato una ventenne.

    Rispondi

  • gennaro

    12 Dicembre @ 23.58

    i giudici che pure credono di applicare le leggi , molto spesso dimenticano il dolore infinito che per tutta la loro esistenza porteranno dentro i loro familiari

    Rispondi

  • Giorgio Ossimprandi

    12 Dicembre @ 17.25

    peccato che le vittime non possano più ammalarsi.................

    Rispondi

  • Mike

    12 Dicembre @ 15.05

    questa e' l'italia ( volutamente lettera minuscola ) ....in carcere ci muori di botte se ti ritrovano con qualche canna in tasca ....ma i boss che hanno ammazzato vengono liberati ....ha ragione Corona , anch'io mi vergogno ad essere italiano .

    Rispondi

    • Errico

      12 Dicembre @ 16.24

      Perdona la mia intrusione...ma chi ti ha detto che in carcere si muore di botte per uno spinello??? L'hai sognato...??? Attento a come parli perche non e' affatto giusto verso le persone che nel carcere si sacrificano lavorandoci........

      Rispondi

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