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Il vescovo ai giovani: "Spero in una Chiesa che non chiuda per mancanza di personale, troverete carismi nuovi"

Il vescovo ai giovani: "Spero in una Chiesa che non chiuda per mancanza di personale, troverete carismi nuovi"
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di Luca Molinari

Ha riscosso un grande successo di pubblico anche il secondo appuntamento dei «Quasi martedì del vescovo». Ieri sera nella chiesa di San Giovanni Battista, in via Anna Frank, tantissimi giovani hanno dialogato con il vescovo Enrico Solmi.
Per l’occasione il presule ha risposto ad alcune domande scritte dai ragazzi nel precedente appuntamento, assieme ad altre formulate ieri sera. Partendo dall’esempio della Madonna, che non ha avuto paura di pronunciare un sì che le ha cambiato la vita, si è andati alla scoperta della «responsabilità».

La speranza del vescovo è che i giovani giochino un ruolo di primo piano nella Chiesa di Parma. «Spero molto in voi - ha affermato il vescovo Enrico Solmi durante la sua riflessione - la mia speranza è che possiate conoscere il Signore e voi stessi e il mondo che avete attorno per essere portatori di una parola che non è soltanto vostra. Spero anche in una Chiesa che non chiuda i battenti per mancanza di personale, ma scommetto che voi troverete dei carismi e doni nuovi».

Dopo la lettura del brano del vangelo di Luca che racconta l’incontro tra Elisabetta (incinta di Giovanni Battista) e la Madonna (in attesa di Gesù), monsignor Solmi ha presentato alcune riflessioni, invitando i giovani a cogliere i segnali che Dio ci manda. «Per amore - ha affermato il vescovo - bisogna essere capaci di cogliere dei segnali; leggere negli occhi dell’altro, capire che ti sta dicendo qualcosa. Per farlo bisogna seguire la strada della preghiera e della carità». È importante inoltre compiere passi in avanti assieme «come Chiesa - ha aggiunto - intesa come comunità nella quale ci si sostiene e anche si soffre assieme».
 

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  • Hector

    16 Dicembre @ 17.13

    Di certo meglio la nostra bistrattata chiesa che l'invasione islamica... Mi sa che tra qualche anno ci saranno molti piu' minareti che campanili!!!

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  • angelo

    16 Dicembre @ 14.35

    Spero in una selezione più accurata del "personale" alrimenti i cattolici si allontaneranno sempre più, non basta la disponibilità di tempo o una condizione di solitudine o di vuoto di rapporti sociali per essere idonei alla posizione di diaconi o catechisti ed i parroci devono essere attenti ( e scrupolosi) prima di delegare a questi volenterosi volontari importanti compiti di alta valenza psicologica, formativa,e comportamentale.Chi conosce la situazione della bassa (e chi deve sapere sa) capisce perfettamente a cosa si fa allusione...

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  • morris

    16 Dicembre @ 14.10

    Se non ricordo male, non piu' di 10 giorni fa, Sua Eccellenza, invitava i giovani a scendere nell'agone politico. Ora mi chiedo perche' i giovani dovrebbero sacrificare la loro vita per aderire al sacerdozio, quando e' molto piu' comodo testimoniare il cattolicesimo in politica, come fanno la Bindi, Casini ecc. Infatti sono questi fulgidi esempi di coerenza cristiana che allontanano i fedeli dalla chiesa e i giovani dalle vocazioni. Certamente non sono solo queste le cause, ma faccio notare che ogni volta che la Chiesa diventa un soggetto politico, si allontana dal suo fine ultimo e provoca un rigetto nelle coscienze di molti fedeli e, di tutto cio' gli alti Prelati dovrebbero farsi carico, poiche' credo che anche loro non siano esenti da colpe.

    Rispondi

  • valter vitali

    16 Dicembre @ 13.08

    Leggendo l'articolo mi viene un pensiero. Una volta le classiche vocazioni per diventare prelato (il "personale") della Chiesa erano agevolate dalla condizione di tante famiglie che, in quanto numerose, non sempre potevano sfamare i figli cosi' le vocazioni venivano "aiutate" cosi' almeno i figli mangiavano tutti i giorni. Cosi' per le famiglie nobili i secondigeniti e i terzogeniti facevano spesso carriera ecclesiastica per non disperdere il patrimonio a favore del primogenito. Ora queste problematiche non ci sono piu' e purtroppo i giovani non sempre si avvicinano alla Chiesa a tal punto di avere una vocazione. Sara' per certi esempi a volte non sempre belli. Che volete che vi dica.... Per la Chiesa speriamo bene

    Rispondi

  • www.gazzettadiparma.it

    16 Dicembre @ 11.33

    Sig. Francesco, in questo articolo non le è stato cancellato alcun commento e - come diciamo sempre - quando non viene pubblicato un commento non è per amore di censura. Se si tratta di "commenti normali" come dice lei, non c'è ragione di cestinarli. Ma in generale se ci sono affermazioni da querela, offese gratuite e pesanti... non si tratta di "commenti normali". Nel caso specifico non si capisce da dove derivi questa sua accusa di censura.

    Rispondi

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