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Gazzetta: sciopero di giornalisti e poligrafici - Domani il giornale non sarà in edicola - Oggi il nostro sito non sarà aggiornato

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Ai lettori

Domani, giovedì 24, a causa   di uno sciopero   proclamato dai giornalisti e dai tipografi,   la Gazzetta  di Parma  non uscirà. Tornerà in edicola domenica  27 dicembre.  Sempre a causa dello sciopero, il nostro sito non sarà aggiornato nella giornata di oggi: le notizie in tempo reale torneranno domani, giovedì 24

- Comunicato dei giornalisti

Oggi i giornalisti della Gazzetta scioperano.  Una scelta meditata e sofferta che domani vi priverà del vostro giornale (e che potrebbe ripetersi in futuro).
A voi lettori è giusto far sapere che non scioperiamo per rivendicazioni economiche.  Noi chiediamo solo il mantenimento degli impegni presi e risposte adeguate sul futuro di alcuni colleghi precari, utilizzati ormai da anni a tempo pieno e per posti di lavoro previsti in organico.  La redazione ha sempre dimostrato la propria disponibilità ad accettare scelte anche dolorose in un momento difficile per tutto il settore editoriale.  Al contrario, l'azienda ha deciso di tagliare due posti di lavoro in pochi mesi, l'ultimo qualche settimana fa.   La redazione non può accettare che qualcuno giochi con il destino dei giornalisti, proponendo una soluzione un giorno e rimangiandosela qualche ora dopo.  Come hanno fatto i vertici aziendali senza il minimo rispetto per le persone coinvolte.
 Questo è un modo di procedere inaccettabile e non fa parte della tradizione delle relazioni  sindacali di questa azienda da sempre improntate alla correttezza e al rispetto delle persone.

La redazione

- Comunicato della Rsu

Nella giornata odierna le assemblee dei circa sessanta poligrafici della Gazzetta di Parma hanno deciso, all’interno di un pacchetto di tre giorni di mobilitazioni già programmate, le prime iniziative di sciopero contro il piano di riorganizzazione aziendale presentato dall’amministratore delegato della testata. In assenza di aperture da parte della dirigenza aziendale, la prima giornata di sciopero, proclamato unitariamente da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, si svolgerà domani, mercoledì 23 dicembre, e riguarderà l’intero turno di lavoro. La protesta dei lavoratori si rende necessaria per ribadire la netta contrarietà nei confronti del modo in cui il management aziendale sta pensando di affrontare quella che a tutti gli effetti si presenta come la più grave crisi editoriale degli ultimi tempi: esternalizzazione di lavorazioni, soppressione di funzioni, cassa integrazione straordinaria nei reparti coinvolti da una nuova organizzazione del lavoro, come centro stampa, servizi generali, area di preparazione (tipografia). In un momento in cui tutto il mondo editoriale sta attraversando un periodo di frenetica trasformazione, una crisi dovuta in gran parte ai minori ricavi pubblicitari, occorrerebbe sempre più ragionare in un’ottica di integrazione dei mezzi di informazione e su progetti editoriali seri e articolati; la scelta della Gazzetta di Parma, invece, è quella di puntare unicamente sulla riduzione dei costi e sui tagli degli organici. Ancora una volta si fa pagare ai lavoratori una incapacità strategica, aggravata peraltro da una indisponibilità alle relazioni sindacali nonostante i lunghi mesi di trattativa e di tentativo di dialogare da parte delle organizzazioni di categoria. Qualora non vi fossero, da parte della dirigenza, segnali di disponibilità, nei prossimi giorni saranno comunicate le ulteriori iniziative di sciopero dei lavoratori poligrafici della Gazzetta.
 

- Comunicato dell'azienda

Chiediamo scusa ai nostri lettori che domani non troveranno la Gazzetta in edicola a causa di agitazioni sindacali.  Sta incominciando un periodo in cui questo potrà succedere altre volte.
Sul nostro settore si è abbattuta una crisi senza precedenti che ci impone grandi cambiamenti organizzativi, molto faticosi da portare avanti ma che sono una medicina necessaria per poter continuare a guardare al futuro con ottimismo. 
 Purtroppo, come spesso accade, sono gli utenti (e cioè voi lettori) a dover sopportare i disagi derivanti dalle conseguenti resistenze sindacali e ce ne dispiace.   Ci scusiamo quindi per il disagio che ne potrete avere.
Ne approfittiamo per porgere a tutti i nostri lettori i migliori auguri di buon Natale.

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • marco

    24 Dicembre @ 16.08

    Complimenti! uno sciopero per difendere i precari. non me lo aspettavo dai giornalisti della gazzetta....

    Rispondi

  • pier luigi

    23 Dicembre @ 19.32

    Peccato, volevo avere notizie sulla Parma voladora!

    Rispondi

  • Mario

    23 Dicembre @ 19.17

    Da profano noto che nel comunicato dell'azienda niente viene detto su quello che hanno scritto i giornalisti. Come mai? Invece degli auguri non era meglio entrare nello specifico dell'agitazione? Cosa me ne faccio degli auguri se poi alcune persone perdono il posto e l'azienda non mi dice nulla di ciò?

    Rispondi

  • Francesco

    23 Dicembre @ 12.53

    Questo è il risultato di trent' anni di "Waterloo" del Sindacalismo italiano. Trent' anni in cui sono state distrutte tutte le conquiste sindacali del ventesimo secolo ! Il crollo è iniziato quando è stata accettata l' abolizione della "scala mobile" , "firmata" anche dalla CGIL, poi c' è stato un progressivo , continuo, disatroso degrado sociale e sindacale. Lavoro "in nero" , lavoro "precario", legittimazione del "caporalato" ! Se ci avessero provato cinquant' anni fa, quando la CGIL era la CGIL, e i padroni tremavano solo a sentirne il nome, quando il Partito Comunista era il Partito Comunista , e il Partito Socialista , prima di Craxi, era il Partito Socialista , fatto di Gente esemplare e per bene , non di "mazzettari" , se ci avessero provato allora si sarebbero trovati col Paese paralizzato dallo sciopero generale, e con le piazze ribaltate da sotto in su. Oggi non c' è più neanche il diritto costituzionale di sciopero . Ci sono la "regolamentazione" e la "precettazione" . Insomma, si può far sciopero quando e come fa comodo al padrone ! Se ce l' avessero detto cinquant' anni fa , ci saremmo messi a ridere ! Certo, per la Sinistra , anche allora all' opposizione in Italia, ma comunque una delle più forti del Mondo Occidentale , era comodo tenere sotto scacco , sotto la minaccia di una possibile sconfitta elettorale , la Democrazia Cristiana . che doveva dire di si, per non rischiare di farsi scavalcare. E' anche vero che un così esteso e costoso "welfare state" è stato determinante, insieme con la tutt' ora impunita ed enorme evasione fiscale, nel procurarci uno dei più alti debiti pubblici del Mondo. Però i giovani avevano un lavoro stabile , potevano formarsi una famiglia, potevano avere una casa, potevano avere figli , ricevevano stipendi proporzionati al costo della vita (sebbene i soldi non bastino mai), potevano sperare in una pensione che consentisse loro una vecchiaia serena. DI TUTTO QUESTO NON E' RIMASTO PIU' NIENTE ! IL DENARO NON E' PIU' UNO STRUMENTO AL SERVIZIO DELL' UOMO , MA E' L' UOMO AD ESSER DIVENTATO UNO STRUMENTO AL SERVIZIO DEL DENARO ! E chi, da anni, sta avvertendo del pericolo, è insultato come "sinistro" , "komunista" , "companero" , "don Scoccoglio" , e tutto il consimile florilegio che ci troviamo anche su questo "blog" ! Già da vent' anni Naomi Klein, ma non solo lei, lo ha detto perfino Tremonti, avvertiva nei suoi libri ed articoli che , con la "globalizzazione" , cioè l' abbattimento delle barriere doganali , i padroni avrebbero chiuso le fabbriche nei Paesi progrediti , avrebbero sbattuto sul lastrico milioni di famiglie, avrebbero fatto fabbricare i loro prodotti da bambini cinesi che lavorano sette giorni alla settimana, per diciotto ore al giorno, a un dollaro, e, poi, quell' oggetto che era costato quattro o cinque euro, l' avrebbero rivenduto a noi a cinquanta. Si è risposto che i "no global" sono teppisti da "manganellare". Ora siamo qua , coi Sindacati che non hanno più nessun seguito , né credibilità, con la Sinistra che non esiste più. Recuperare questa situazione richiederebbe anni di lotte durissime, che nessuno sembra neanche voler cominciare. Giornalisti e Poligrafici della "Gazzetta" , fate un pò tenerezza quando parlate di "risposte adeguate" e "mantenimento degli impegni presi" . Credete ancora che si possa trattare coi padroni ? Auguri ! Le conquiste sindacali i lavoratori se le sono prese, mica hanno aspettato che glie le dessero i padroni !

    Rispondi

  • Ari

    23 Dicembre @ 10.30

    In effetti gli scioperi alla Gazzetta sono quasi un evento storico e un segnale allarmante.

    Rispondi

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