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Editoriale - Il Pd alle Regionali: risorgere o morire

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Giuliano Molossi

Il progetto del Pd è fallito. Non lo diciamo noi, lo dicono loro, gli stessi democratici annichiliti dalle ultime figuracce del partito.
Matteo Renzi, giovane e rampante sindaco di Firenze: «Siamo lontani, astratti, autoreferenziali, non sappiamo parlare né alla pancia né al cuore della gente». Sergio Chiamparino: «Siamo avvitati su noi stessi, prigionieri di gruppi e gruppetti, di correnti e sottocorrenti, dopo le Regionali bisogna rifare tutto, bisogna pensare a un nuovo Ulivo, questo Pd è finito». Barbara Palombelli: «Manca una strategia politica, non ho mai creduto nel Pd. E' stato un grave errore fondere a tavolino Ds e Margherita. I fatti mi hanno dato ragione. Il Pd adesso è in agonia, morirà». Pierluigi Castagnetti: «Il Pd esisterà ancora dopo le Regionali? E chi lo sa? Chi può dirlo?».
Il Pd oggi è come un pugile in grave difficoltà, alle corde, che lotta per non andare al tappeto. Dopo la vergognosa pagina del caso Marrazzo e la paradossale vicenda Bonino (che corre col Pd nel Lazio e contro il Pd in Lombardia), nel giro di 48 ore ha subito un micidiale uno-due con il pasticciaccio pugliese (Boccia, il candidato di Bersani e D'Alema, umiliato da Vendola alle primarie) e con lo scandalo di Bologna che ha costretto alle dimissioni il sindaco Delbono. Domani il segretario del Pd sarà a Bologna per quella che si annuncia una tempestosa riunione delle direzione regionale del partito. C'è da scegliere il candidato sindaco da opporre all'ex direttore del «Carlino», Giancarlo Mazzuca, designato dal Pdl. E ancora non è chiaro se si passerà attraverso le primarie oppure no. Questa delle primarie è diventata una farsa. O si decide di farle dappertutto (almeno dove sono presenti più candidature) o non si fanno. Non si può pensare di farle solo dove conviene e imporre un candidato dall'alto negli altri posti. Non si può subirle per la pressione della base, dopo averle rifiutate. Agli elettori del Pd le primarie piacciono, lo dimostrano i 200 mila pugliesi che sono corsi a votare Vendola contro le indicazioni del partito. Se fatte seriamente, sono uno strumento di democrazia. E tra l'altro consentono al Pd di dire: «Vedete, noi i candidati li facciamo scegliere alla gente, mica come Berlusconi che li sceglie da solo a Palazzo Grazioli». Un tempo, a Bologna, la sinistra poteva candidare chiunque ed essere sicura di vincere. Oggi non è più così: con l'appoggio della Lega e delle liste civiche Mazzuca diventa un avversario da non prendere troppo sottogamba. Ma Bologna è solo uno dei tanti problemi di Bersani, nemmeno quello più grave. Nel Pd ci sono mille focolai di tensione, scontri e divisioni fra ex comunisti e cattolici, rischio di altre dimissioni dopo gli abbandoni di Carra e Lusetti.
C'è soprattutto da sciogliere il nodo principale, quello della strategia politica: si va verso il centro moderato, coinvolgendo l'Udc come in Piemonte e in Liguria, o ci si allea con l'Italia dei Valori, come nelle altre undici regioni? E se si sceglie, come pare, questa seconda strada non c'è il pericolo di allevarsi una serpe (Di Pietro) in seno?
Una cosa è sicura: da solo, questo Pd non vincerà mai. Per sperare di sconfiggere Berlusconi deve allargare il più possibile la coalizione. Per un partito smarrito e confuso, come è oggi il Pd, quello delle Regionali del 28 marzo sarà un appuntamento decisivo. Può risorgere o morire. Se tiene solo le quattro regioni rosse (Emilia, Toscana, Umbria e Marche) e perde in tutte le altre, Bersani va a casa. Ma una disfatta del genere è piuttosto improbabile. E' più facile immaginare che il Pd, grazie all'appoggio di Casini, vinca anche in Liguria e Piemonte. E fanno 6. Poi c'è la Basilicata, tutto sommato alla portata, e la Puglia dove il centrodestra, correndo diviso, va incontro ad un suicidio annunciato. E siamo a 8. Ecco, se ce la farà a conquistare almeno 7-8 regioni, il Pd potrà risollevarsi. Ma a partire dal giorno dopo, dovrà decidere cosa fare da grande. E con chi stare.


 

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  • gianfranco ferrari

    01 Febbraio @ 14.53

    Il PD purtroppo è ormai morto, verrà votato solo da coloro che hanno interessi di bottega, se è vero affermare che nel PDL convivono vari partiti con un sultano, ma non credo che tutte le teorie della lega siano strampalate, dove sono i principi o i valori tanto decantati dal PD ? Difendere i delinquenti ? i dico ? Luxuria ? la farsa delle primarie ? molti mi fanno sorgere la sensazione di facinorosi alla costante caccia della sedia. Ho visto quando sono saliti allo scranno con Prodi cosa succedeva in periferia. Andatevi a rivedere l'ultima puntata di REPORT di dicembre , poi c'è da vergognarsi a parlare di valori, a meno che si intenda danari ! Con questo non voglio fare di tutta l'erba un fascio, nel PD come negli altri partiti ci sono persone valide, integre moralmente e con idee interessanti come per esempio Cacciari, chi lo ha ascoltato in questi 15 anni capisce perfettamente perchè uscirà dal PD e non può che approvare la sua scelta. E' un bene che il PD muoia e speriamo che nasca qualcosa di migliore.

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  • fly

    01 Febbraio @ 10.12

    Il male dei nostri ex-comunisti è quello di pensare solo ed esclusivamente ad annientare Berlusconi. Quello che dovrebbero fare per essere CREDIBILI agli occhi dell'elettorato è pensare a costruire un partito che abbia un vero programma rivolto a risolvere i tanti problemi che affliggono l'Italia e che li coinvolga in un'organizzazione partitica riformista e moderna dove correnti e sottocorrenti non possano trovare spazio e minare le fondamenta del partito. Dopo la fine della prima repubblica hanno creduto di poter dominare la scena politica italiana spostandosi politicamente al centro per recuperare i voti di ex-democristiani e ex-socialisti senza pensare che quello non è il loro posto e la nascita di tutte queste correnti e sottocorrenti ne è la prova. Il PD di democratico non ha nulla perchè sono ancora ancorati ai vecchi schemi politici e non basta sbandierare le primarie per far vedere che sono DEMOCRATICI e che i rappresentanti li sceglie il popolo. Personalmente credo che le primarie siano una farsa perchè i rappresentanti vengono scelti dagli organismi che reggono le sezioni dei partiti e non dai citadini. L'odio (verso Berlusconi) è una brutta bestia che acceca e non permette al cervello di funzionare al meglio.

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  • Angelo T.

    01 Febbraio @ 01.08

    Caro Direttore, se ragioniamo un momento sul perchè si concentrano (giustamente) tante critiche sul PD, ci rendiamo conto che succede perchè si fatica ad accettare che un grande Partito, veramente - qualcuno dice esageratamente - democratico, vicino alla gente onesta, ai lavoratori che pagano le tasse ed ai pensionati, possa compiere tanti errori di strategia politica ed i suoi rappresentanti possano fare figuracce di scarsa moralità davanti ai propri elettori. Detto questo, occcore però guardare dall'altra parte, dove sono bastati 15 anni , tanti soldi e molti programmi TV per fare accettare e considerare normale un partito monarchico come il PDL (ex Forza Italia), dove non esiste democrazia interna, dove si gareggia non a fare buona politica ma a raccogliere i favori del sultano prevenendone i desideri, dove si accettano senza commenti tutte le strampalate teorie leghiste, dove convivono - in totale silenzio - ex liberali. ex socialisti, ex fascisti, ex democristiani , tutti pronti a seguire senza discutere le direttive del Capo e quando è possibile fare i propri interessi. Non si può governare come fa questo Governo e pretendere di essere il Nuovo, di non avere mai sbagliato, di cancellare ogni forma di critica o dissenso, di conciliare il diavolo (leaders che divorziano, che vanno con prostitute, che prendono tangenti, che frequentano ambienti mafiosi) con l'acqua santa (difesa dei principi cattolici, lotta alla corruzione, aiuto alle famiglie, ai disoccupati ed agli immigrati). In conclusione, chi crede che la verità e al giustizia siano solo dalla propria parte o è incosciente o in malafede. In ogni caso porta alla malora questo Paese. Cordialmente Angelo

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  • mauro

    31 Gennaio @ 22.46

    non e' che questo editoriale mi abbia aiutato molto a districarmi nel casino che c'e' in questo partito.

    Rispondi

  • Lorenzo

    31 Gennaio @ 18.41

    Certo che considerare Di Pietro (sarebbe più corretto dire l'Italia dei Valori) una serpe in seno... beh... allora si ha proprio una cultura politica da telegiornale! E' rimasto l'unico partito che fa Vera Opposizione: il PD (e mi dispiace molto per chi ancora s'illude che sia un partito che fa gli interessi della gente) è un gruppetto di inciucisti ormai morto e sepolto da un pezzo!

    Rispondi

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