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Barriere architettoniche, Alba critica il nuovo Pronto soccorso: "Salita scomoda e bagni da rifare"

Barriere architettoniche, Alba critica il nuovo Pronto soccorso: "Salita scomoda e bagni da rifare"
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di Andrea Violi

Bastano una maniglia troppo alta, una scala senza scivoli o una salita troppo ripida per rendere la vita impossibile a chi è in sedia a rotelle o anche solo una gamba ingessata. La lotta contro le barriere architettoniche a Parma prosegue da tempo, con risultati positivi, ma resta tanto lavoro da fare. Bruna Bucci Guerra, presidente dell’Associazione lotta alle barriere architettoniche (Alba), punta il dito verso le nuove costruzioni, compreso il nuovo Pronto soccorso del Maggiore. Anche quando le normative contro le «barriere» sono fondamentalmente rispettate, si possono trovare singoli aspetti da sistemare.

«Il Libro bianco contiene forti principi di rispetto delle persone, è un inno alla solidarietà, ma da solo non serve a niente - dice Bruna Bucci Guerra -. A Parma, che si definisce sempre una città europea, abbiamo situazioni positive ma tante altre da sistemare. Anche nel nuovo Pronto soccorso, dove abbiamo ottenuto di effettuare un collaudo».
La presidente e altri volontari di Alba sono andati in via Abbeveratoia con un ragazzo in carrozzella. Prima prova: la salita d’ingresso del Pronto soccorso. «La legge stabilisce una pendenza massima dell’8% - spiega la Bucci Guerra -. Anche se qui non si supera l’8%, come ci hanno spiegato, secondo noi avrebbe dovuto esserci uno scivolo con una pendenza talmente dolce da permettere davvero a tutti di entrare senza problemi. In questo modo, invece, se arriva una persona in carrozzella con le braccia robuste riesce a entrare. Ma non tutti hanno una forza atletica nelle braccia. Visto che Parma è una città europea e parla di integrazione e diritti, perché non fare un’entrata più moderna, con un tapis roulant…?».
Questa non è l’unica critica al Pronto soccorso, non ancora del  tutto “a misura di disabile” secondo la presidente di Alba (che parla sempre a nome dell’associazione). «I corrimani sono troppo alti per chi è in carrozzella - dice la Bucci Guerra -. Nella scala manca il corrimano centrale per dare una mano a chi ha difficoltà a salire e scendere. Manca una segnaletica in terra per aiutare le persone ipovedenti».
Forse piccole cose per le persone “normali”, ma quando si hanno problemi a muoversi o alla vista la prospettiva cambia. Persino quando si va nei bagni: quelli del Pronto soccorso «dovranno essere modificati, come ci hanno assicurato un responsabile dell’ospedale e uno dell’impresa costruttrice. Nei bagni non deve esserci solo un maniglione e, durante la nostra prova, quando il ragazzo si è appoggiato, il maniglione si è staccato. I maniglioni devono essere forti e collaudati per le persone di 50 chili come quelle di 100».

L’associazione Alba assicura che terrà alta l’attenzione sulle modifiche promesse. Allo stesso modo, dice la presidente, «siamo attenti alla stazione ferroviaria. Alba è intervenuta per prima; in seguito si è alzato un gran polverone e sono stati promessi tre ascensori… ma non si vede ancora niente. Vorremmo che gli amministratori spiegassero cosa succede.
Nelle costruzioni nuove, inoltre, osserviamo che non sempre le leggi sull’accessibilità sono rispettate al cento per cento. Ad esempio, maniglie dei garage altissime per una persona in carrozzella; i balconi, secondo la legge, devono essere aperti per permettere di guardare fuori a chi è seduto ma continuano a farli chiusi. Bisogna controllare le maniglie, i corrimani negli scale, gli zerbini (vanno incassati in terra altrimenti con la carrozzella si fatica a passare). Bisogna controllare l’altezza delle cassette postali e dei campanelli… Tutte cose troppo spesso ignorate. Non si tiene presente che in questa città esiste un volontariato disponibile alla collaborazione. Se chi decide chiedesse anche il contributo delle persone costrette a deambulare in carrozzina, certi problemi si eviterebbero».
Ma non ci sono esempi positivi di luoghi a misura di disabile? «Sì - conclude la presidente di Alba -. Al Palazzo del Governatore: chi è andato a vedere la mostra Nove100 si è trovato molto bene. Ma perché in certi casi si seguono le regole e in altri no?».
 

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  • Italo Saccani

    21 Febbraio @ 01.47

    Io vivo grazie ad un pace-maker al cuore: perchè nessuno parla mai delle porte magnetiche di fronte alle quali io devo fermarmi per non avere "sprogrammazioni" del mio computerino salva vita. Gradirei una risposta esauriente da parte di chi è preposto alla risoluzione di questo mio importantissimo problema ( io dovrei superare una barriera invisibile e come tale viene considerata inesistente? )

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