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Movida e polemiche - Pagliari: "Occorrono più vigilanza e più pulizia" - Zoni: "Proporremo un patto agli esercenti"

Movida e polemiche - Pagliari: "Occorrono più vigilanza e più pulizia" - Zoni: "Proporremo un patto agli esercenti"
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Botta e risposta sul tema della movida, fra il capogruppo del PD Giorgio Pagliari e l'assessore comunale al commercio Paolo Zoni

1) La lettera aperta di Pagliari

L’avvicinarsi della primavera e le recenti prese di posizione di un folto gruppo di residenti di Via Farini, ripropone, con maggiore evidenza, il tema della  cosidetta “ Movida”, che oggi è tema non solo di via Farini, di via Nazario Sauro e di borgo Tommasini, ma anche di via D’Azeglio così come della zona della Pilotta.
Se da un lato può apparire positivo il fatto che le persone, i giovani ritrovino il piacere di stare insieme sulla pubblica via e che settori economici importanti per la città e per i turisti si adoperino per soddisfare i nuovi bisogni, non può essere taciuta la necessità di varare finalmente una serie di azioni e regole chiare che assicuri la compatibilità tra l’attività dei locali interessati e i diritti dei residenti. Fino ad ora abbiamo invece assistito a provvedimenti repressivi, all’emanazione di ordinanze e protocolli d’intesa, ai quali solo le imprese commerciali si sono attenute mentre per ciò che riguarda l’Amministrazione Comunale, nulla è stato fatto, se non dichiarazioni, studi  e comunicati alla stampa.

E’ stato predisposto ad esempio un piano di vigilanza notturna permanente, almeno per le serate più frequentate? Sono state individuate le zone ove collocare bagni mobili o i locali presso i quali realizzare wc pubblici custoditi? Enia è in grado di garantire un servizio adeguato di pulizia? Via Farini sarà pedonalizzata tutta ? Sono solo alcune delle azioni, degli impegni fino ad oggi rimasti sulla carta, disattesi e dei quali  sarebbe invece opportuno parlare.
Or bene, l’esperienza passata ha insegnato – almeno si crede – che manifestazioni, come la “Movida”, non possono che svolgersi in un contesto che assicuri il contemperamento tra le diverse esigenze, che, se anche tendenzialmente contrapposte, possono non essere poste in radicale contrasto ove l’Amministrazione faccia applicare, con equilibrio, la legge e imponga comportamenti rispettosi dei diritti altrui.

In altri termini, i residenti non possono richiedere il silenzio assoluto, ma i frequentatori e gli esercenti interessati debbono assumersi fino in fondo anche le loro responsabilità sociali. Un’amministrazione attenta può – e deve – raggiungere questo obiettivo, che consente di non espellere la movida, di valorizzarne l’opportunità per movimentare la vita della città nelle ore serali e di pensarne il suo collegamento con le manifestazioni successive della vita notturna, che deve svolgersi nei luoghi deputati, anche in funzione della nostra capacità attrattiva in chiave turistica e di sicurezza stradale per i giovani che rimangono in città..
La Commissione delle Atttività Produttive appare lo strumento istituzionale, cui affidarsi per una discussione sul tema finalizzata a definire il quadro delle regole, coinvolgendo anche le associazioni di categoria che rappresentano i locali del centro storico.
Per quanto di necessità, chiederò ai miei Colleghi, membri della suddetta Commissione, di inoltrare formale richiesta di convocazione della Commissione suddetta.
Con i migliori saluti.

                                                                        Giorgio Pagliari
                                                                        Capogruppo PD

2) La replica di Zoni

Movida, verso un patto di responsabilità sociale tra Comune di Parma e esercenti.
 
Ringrazio il consigliere Pagliari per aver toccato una questione importante per la vita sociale della nostra città. Nel 2009 la Movida di via D’Azeglio si è caratterizzata per una forte innovazione proprio sui temi citati dal capogruppo Pd, seguendo un accordo sottoscritto tra Comune ed esercenti, i cui punti salienti elenco rapidamente: collaborazione tra agenti della Municipale e security private dei bar, controlli ambientali congiunti, autoregolamentazione e controlli dell’impatto acustico, accordi su pulizia della sede stradale e orari di chiusura, presenza di bagni chimici temporanei, dialogo e collaborazione costante tra esercenti e Amministrazione. Sicuramente ci sono ancora margini di miglioramento nel processo complessivo di gestione delle movide, alla ricerca di un equilibrio tra le esigenze dell’animazione, attrattività e sicurezza con quelle legate alla qualità ambientale e tranquillità dei residenti, infatti è questo il tema dell’incontro tra Comune ed esercenti che avverrà nei prossimi giorni allo scopo di definire le movide dell’estate 2010.

Quel che è certo è la linea politica tracciata dall’Amministrazione comunale: 1) rispetto dei ruoli e governance condivisa delle movide, non certo con scelte imposte dall’alto o dirigistiche che lascia intendere il consigliere Pagliari; 2) definizione congiunta di standard qualitativi dei servizi, degli orari e dei controlli; 3) sensibilizzazione continua della cittadinanza, sia clienti sia residenti, per un reciproco rispetto. Affermare che l’Amministrazione ha operato attraverso provvedimenti repressivi significa che il consigliere Pagliari non ha mai partecipato a una movida o forse era assente per motivi di lavoro: avrebbe anche notato i bagni chimici temporanei istallati lungo via D’Azeglio.
La sfida è appunto condividere un processo di crescita del divertimento notturno e governarne l’impatto sociale e ambientale. Non siamo all’anno zero, molte cose sono state realizzate in questi anni, anche se è possibile fare di più. Per queste regioni proporremo agli esercenti un “patto di responsabilità sociale”, consapevoli che le innovazioni hanno bisogno dell’impegno di tutti gli attori sociali perché risultino efficaci e siano osservate dai cittadini. 
 
Paolo Zoni, assessore al Commercio Comune di Parma

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • pier luigi

    07 Marzo @ 11.15

    Potrebbe essere un'idea quella di mandare tutti allo spip, con igli interessati (baristi) che si muniscono di bar viaggianti e tavolini, seggiole e altro e poi.... Via farini dormirebbe i suoi sonni tranquilli e qualche turnista potrebbe usufruirne. Gli autobus potrebbero iniziare il servizio alle quattro del mattino per raccattare i 'resistenti' . Calestani ci sono capannoni liberi?

    Rispondi

  • Nocciola

    06 Marzo @ 13.08

    @Leo: ammazza che pensiero profondo il tuo! Davvero hai dato un bel contributo alla discussione. Scommetto che dietro c'è un ragionamento complicatissimo eh... "non fare di tutta l'erba un fascio"... che perla di saggezza! Puntualizziamo un paio di cose: 1) "Sei stato scelto per fare selezione sulla qualità della gente... " ma hai letto il mio commento o hai fatto finta? Non ha senso sta cosa.... ma vabbeh. 2) I maleducati ci son sempre stati, e quindi? Dobbiamo sopportare e non fare nulla? Anche perchè da come viene ridotta la città dopo la movida mi sembra che di maleducati ce ne siano fin troppi tra coloro che vi partecipano... Anche a sentire le lamentele dei residenti del centro mi sembra che invece sia il caso di generalizzare. 3) parli di "penalizzare chi vuole semplicemente trascorrere un venerdì sera tranquillo".... Ma tranquillo per chi, scusa? Non certo per chi in centro ci vive e ci lavora. Non certo per chi il giorno dopo deve pulire i quintali di immondizia che lasciate in giro, nonchè le pisciate che decorano regolarmente i muri delle case o i piastroni di vomito... Per non parlare dell'ubriachezza molesta... eh sì, che tranquillità! La città è di tutti quindi se si vogliono organizzare le serate in strada, allora che si faccia in modo di creare attrattive per TUTTI, giovani, meno giovani, single, famiglie.... Questo è il solo modo per rendere la città attiva anche di notte ma in modo intelligente. Consegnare la città nelle mani di chi non ha la benchè minima attenzione e preoccupazione verso quel che fa e le sue conseguenze è una boiata bell'e buona. Pugno duro contro i deficienti, altro che storie! Che dire, il tono del tuo commento la dice lunga...

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  • Leo

    06 Marzo @ 11.52

    Caro Sig. Nocciola... Sei stato scelto per fare selezione sulla qualità della gente... Mamma mia che discorsi si leggono... I maleducati ci sono sempre stati e sempre ci saranno, non bisogna fare di tutta l'erba un fascio e dunque penalizzare persone che decidono semplicemente di trascorrere un venerdi sera tranquillo in centro. Pugno duro contro chi fa di tutto per far morire la Movida!

    Rispondi

  • SIFTO'

    06 Marzo @ 11.22

    io la sposterei a Moletolo/Baganzola/Fognano

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  • Nocciola

    06 Marzo @ 10.03

    Beh ma chissenefrega della Spagna! Mica è il paese perfetto da imitare in tutto (anzi, da un po' sono messi peggio di noi, quindi....lasèma ster). Il problema è che i giovani (entro cui mi ricomprendo per fattore anagrafico) vogliono tutto ciò che fa loro comodo e se ne fregano allegramente degli altri. C'è modo e modo di vivere la città ed attrarre gente per "portare la vita in strada". Intanto l'apertura serale-notturna degli esercizi commerciali dovrebbe avere carattere di regolarità, così come il trasporto pubblico dovrebbe essere garantito tutta notte o, per lo meno, fino a mezzanotte (e per garantito, intendo i bus che passino almeno ogni 15 minuti, mica ogni morte di papa e poi fino alle 22:00). Parma non offre nessun servizio che sia veramente valido la sera (vogliamo parlare dui quella grandissima ca...volata del prontobus? Non sarebbe il caso di avere vere linee di trasporto notturno?). Infine sul piatto della bilancia contano molto di più le esigenze dei residenti. Non ci sono scuse che tengano: la gente ha diritto di stare tranquilla in casa propria. I luoghi per divertirsi ci sono, non è necessario piazzarsi sotto le finestre della gente. La scusa di tenere vive le strade anche di notte (per la sicurezza) è una gran balla: perchè se davvero ci si tenesse, si cercherebbe di coinvolgere tutti e non solo i fighetti da struscio (mo maaaaama!) e gli scalmanati che alla città non rendono alcun servizio (anzi sappiamo tutti come la movida riduce il centro), Puntare sulla qualità della gente e non sulla quantità.

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