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La battaglia del Comune contro il commercio abusivo

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Comunicato stampa


Contraffazione e commercio abusivo, una mercato illecito che danneggia l’economia e finanzia attività illegali.
Per combatterli occorre l’impegno di tutti i cittadini.
L’iniziativa promossa oggi dall’assessorato alla Sicurezza, che prevede sia la donazione di materiale sequestrato non contraffatto all’associazione di volontariato “Armadio del povero”, sia la distruzione del materiale sequestrato con marchi contraffatti, come previsto dalle norme vigenti, è finalizzata a sensibilizzare ulteriormente i cittadini sul tema della contraffazione e dell’abusivismo commerciale. Occorre richiamare l’attenzione del consumatore in merito a questo fenomeno illegale, spesso trascurato dall’opinione pubblica, che porta con sé pesanti risvolti sociali ed economici.
I dati relativi al fenomeno della contraffazione, dell’anno 2008, sono davvero significativi: 7,1 miliardi di fatturato, 130.000 posti di lavoro sottratti all'economia regolare, per lo Stato 5,3 miliardi di gettito fiscale perduto. Sono questi i numeri del mercato del falso in Italia.
I cittadini stessi che acquistono materiale contraffatto, oltre che commettere un illecito punibile con una sanzione da 100 a 7.000 €, finanziano indirettamente mercati illegali, che servono a favorire l’acquisto di sostanze stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione e l’acquisto di armi.
Senza dimenticare che oggi sono oggetto di contraffazione alimentare anche particolari prodotti tipici delle nostre zone, come ad esempio il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma, con gravi ripercussioni non solo sull’economia locale ma anche sulla salute dei consumatori, attraverso prodotti di qualità scadente.
 

Dichiarazioni
Fabio Fecci, assessore alla Sicurezza Comune di Parma
“Vogliamo trasmettere un forte messaggio che sottolinei come la contraffazione intacca i presupposti dell'economia e dell'attività commerciale legale: dietro a ogni singolo oggetto prodotto c’è la ricerca degli specialisti, gli investimenti degli imprenditori, il lavoro della manodopera, il lavoro del venditore. Tutte questi stadi vengono saltati dal mercato illegale dei beni falsificati. E si crea una concorrenza sleale che mina il nostro sistema economico.
Molti si chiedono che male c’è a comprare un paio di occhiali “taroccati” o una borsa griffata.
Spesso il bene contraffatto è al centro di un’attività basata sul lavoro nero, molte volte realizzato anche grazie allo sfruttamento minorile, che successivamente consente il riciclaggio del denaro e il suo re-investimento in altre attività illegali, come l’acquisto e lo spaccio della droga, lo sfruttamento della prostituzione, il mercato illegale delle armi.
Non dobbiamo contrastare solo i singoli venditori abusivi, spesso vittime loro stesse del racket, ma dobbiamo combattere alla “fonte” il fenomeno del commercio abusivo in collaborazione con le Forze dell’Ordine.
Allo stesso tempo, però, occorre anche sanzionare - come tra l’altro previsto dalla legge - i cittadini stessi che acquistano il materiale contraffatto, al fine di disincentivare questa abitudine illecita”.
Paolo Zoni, assessore alle Politiche per lo Sviluppo del Commercio
“L’abusivismo è un fenomeno in continua crescita negli ultimi anni e che colpisce il comparto del commercio, sia su aree pubbliche che in sede fissa. Ha alle spalle una rete organizzata di contraffattori che, eludendo ogni norma amministrativa e di sicurezza, producono e distribuiscono prodotti senza nessuna garanzia a persone sfruttate come rete di vendita. Spesso l’attenzione e la preoccupazione si concentrano su quest’ultimo anello della catena, mentre il problema vero dell’abusivismo sta alla fonte, nei centri illegali di produzione e distribuzione.
Questo fenomeno, che preoccupa molto, da cui purtroppo anche il nostro territorio non è immune e a cui bisogna porre un freno, per il bene, oltre che della legalità, della nostra economia, può essere contrastato oltre che dall’impegno delle Forze dell’Ordine da un rinnovato senso civico in cui a tutti deve essere chiaro che acquistare merce contraffatta o comunque venduta abusivamente è un reato.
Voglio precisare, inoltre, che la donazione che vien fatta oggi all’“Armadio del povero” vuole essere un gesto concreto e simbolico al contempo: l’assessorato al Commercio del Comune sta, infatti, elaborando un progetto che, tramite apposito bando, permetterà di recuperare, donandolo alle associazioni accreditate, il materiale sequestrato e non contraffatto che, in quanto tale, può essere destinato ad atti di solidarietà”.

Fabrizio Pallini, delegato del sindaco alla Sanità
“E’ un’iniziativa della quale è condivisibile lo spirito etico e pratico. Va a supporto delle categorie del territorio e, in particolare, contro l’abusivismo commerciale, grave piaga che ci attanaglia. Un aspetto importantissimo, che mi preme sottolineare, è quello di tutela della salute dei cittadini: se si pensa alla contraffazione alimentare e ai prodotti che vengono messi in circolo senza nessun controllo, è chiaro come combattere questo fenomeno vuol dire evitare problemi di carattere sanitario”.

 

Claudio Franchini, responsabile Area Servizi Associativi di Ascom Parma
“Il proliferare di questo tipo di attività rischia di compromettere seriamente l’immagine e la qualità del commercio, spesso messo in difficoltà a causa di fenomeni di concorrenza sleale, con operatori che svolgono attività commerciali senza la necessaria autorizzazione, e quindi senza i requisiti previsti dalla legge. Il dilagare di questa situazione crea nei commercianti regolari un profondo senso di frustrazione, che si accompagna, oltre al danno economico, anche al danno di immagine. Succede così che, ad esempio, i mercati ambulanti da luogo piacevole e ricco di relazioni sociali, vadano trasformandosi sempre più in un ambiente insicuro e in una fonte di confusione per il consumatore, che non riesce più a distinguere il valore di un prodotto acquistato.
Da ultimo, l’invito a tutti i consumatori e ai cittadini in generale è quello di dimostrare senso civico non acquistando prodotti di provenienza non certa”.

Roberto Quintavalla presidente ANVA Confesercenti Parma
“Apprezziamo l’impegno dell’Amministrazione comunale nel dare continuità a questo tipo di iniziative. Si ringrazia pertanto il Comune, nella persona dell’assessore Fecci, per aver dato risposta alle richieste di Confesercenti Parma e di tutta la categoria per quanto riguarda la sensibilizzazione della città su queste tematiche”.
 

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