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«Sotto il cielo di Parma» si sposta al Parco Ducale

«Sotto il cielo di Parma» si sposta al Parco Ducale
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di Mara Varoli

La musica arriverà. Già, prima dell'estate. Portata da quel «soffio» di vento che il cantastorie intonava più di quarant'anni fa, in quella che divenne la bandiera della pace. Anche «Blowin' in the wind» arriverà, «Sotto il cielo di Parma»: il manifesto della bella stagione, ancora una volta e meglio di prima.
Sarà al Parco Ducale, nella magia di questo «pezzo» della città che è nel cuore di ognuno di noi. Dal 18 giugno al 24 luglio, la via Emilia sentirà suonare un'armonica a bocca e una chitarra. Poi, dal Minnesota e dal plauso per Bob Dylan si «volerà» in Piemonte su una «Topolino amaranto», con quel ruvido pianoforte, diretto dalla poesia di Paolo Conte. 
«Via con me», secondo uno stile anche un po' francese la musica approderà alla contemporaneità di Giovanni Allevi e al suo estro; da lì agli inseparabili Lucio Dalla e De Gregori, come ai tempi di «Banana Republic». 
«Una programmazione - assicura il sindaco Pietro Vignali - che testimonia la volontà di un'amministrazione, che punta principalmente sulla cultura, come stimolo per una crescita degli stessi cittadini, ma anche come motivo di attrattività della città. Grazie a questi nomi importanti, che segnano un percorso ideale di continuità con il Festival Verdi e gli altri eventi». 
Un viaggio, dunque, questo «Sotto il cielo di Parma», che non copia ma propone, attraverso un cartellone che se ne frega delle tournée e si muove per conto suo: con il folk, le intrusioni jazz, il pop e il classico. 
Un viaggio atteso. Certo, ci sarà il balletto, ma anche la lirica, la stessa che piace nelle parole di Elisa, attraverso l'internazionalità della canzone. E ci sarà il ritmo, irregolare e persino che fa «rumore», lo stesso voluto dall'imprevedibile chitarra elettrica di Emir Kusturica & The No Smoking Orchestra. Un cartellone itinerante, in questo senso, che abbraccia le voci del mondo: dalle sonorità americane a quelle della Bosnia. Tutto questo «Sotto il cielo di Parma». Perchè con questi nomi non si perde la rotta, abbandonando la Pilotta. Anzi, l'emozione del concerto sarà completata dalla spettacolarità del Parco Ducale: davanti a Palazzo e all'ombra del «verde» di Maria Luigia. Là dove ognuno troverà posto, grazie a una platea per cinquemila e una piccola tribuna. 
«Fin dall'inizio - aggiunge il sindaco Vignali - insieme all'assessore Sommi abbiamo cercato di ampliare E' GrandEstate, prima in Pilotta e ora al Parco Ducale: anche questo è un salto di qualità. Perché il Parco sta a cuore ai parmigiani e queste iniziative servono a tenerlo ancora più vivo. Non dimentichiamo che in passato ci sono stati dei problemi di sicurezza in certi orari, e quindi la cultura trova qui una propria funzionalità anche per tenere lontano il degrado e i rischi». 
La musica, ancora una volta, racconterà le serate, in questa città che pur avendo ben presente la propria vocazione, a volte se ne dimentica. E si spegne, senza colore. 
Ma l'idea 2010 l'ha rivalutata: musica che scrive pagine da Ovest a Est, che parla lingue diverse e che si distingue per l'unicità della traccia. E i parmigiani dovranno contendersela con il pubblico delle città vicine e lontane. «Sotto il cielo di Parma» non passerà inosservato ai buongustai fuori «porta», con tanto di cappello.
 Che non rimarranno a guardare, ma saranno pronti a indossare i panni di quelli della prima fila. Fa piacere, quando l'inverno cede all'estate e il teatro Regio passa il testimone al Parco Ducale: là dove Parma rimane un motivo di attrazione turistica, oltre l'opera e attraverso il pop. E anche questo non guasta.
«Non a caso, infatti, abbiamo deciso di allestire il palcoscenico per Sotto il cielo di Parma al Parco Ducale - conferma l'assessore alla Cultura del Comune Luca Sommi -. Volevamo una platea più ampia rispetto alle edizioni realizzate alla Pilotta, dove c'erano 1.500 posti. Oltre al fatto che così si allarga l'offerta al pubblico, è anche un modo per risparmiare, in quanto i produttori hanno la possibilità di sostenere maggiormente i concerti. Quindi, da un lato siamo arrivati a una platea modulabile di cinquemila posti, dall'altro per tutta la rassegna spendiamo il 40 per cento dell'anno scorso e con un cartellone più ricco. E per questo dobbiamo ringraziare i partner che ci sono vicini: il teatro Regio, Arci-Caos, Albertini e Puzzle, senza dimenticare la preziosa collaborazione dell'Arma dei carabinieri e della Sovrintendenza. Per cui siamo molto contenti».
Un cambio di programma, ma non in corsa, che è nato anche da una necessità: «quella - precisa Sommi - di superare la crisi economica generale con le idee». E l'idea paga, si sa. Soprattutto, quando la canzone è firmata da autori che hanno segnato la storia della musica nazionale e internazionale. «Gli appuntamenti - continua Sommi - saranno oltre una decina, anche se il cartellone è ancora in via di definizione. Un cartellone che si aprirà il 18 giugno con Bob Dylan, per il quale sottolineo con orgoglio che quella di Parma è l'unica data italiana, almeno fino a questo momento: la vendita  dei biglietti, infatti, sta andando benissimo». E presto ne sapremo di più. A giorni ci sarà la presentazione ufficiale con tutte le info sulle prenotazioni e sui prezzi.  
 

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  • totò

    06 Maggio @ 17.37

    ma io non vi capisco... cioè avete l'occasione di vedere Bob dylan, Paolo conte, Emir kusturica e vi mettete a frignare come i bambini. Io non vedo quale possa essere il problema(anche se non ho capito dove verrà messo il palco) a ospitare 5000 persone nel parco. Il parco ducale non è un ecosistema naturale, questo lo sapete vero? è antropizzato tanto quanto la pilotta... Il centro di parma è bello ma se fate un giro dopo le 10 sembra di essere in guerra, tutto chiuso, poca gente per le strade, niente sociale. Ma se il centro non viene utilizzato dai cittadini a cosa serve averlo bello? Sapete avete tanto da imparare da quei ragazzi di colore che si divertono la sera all' aperto, a giocare a pallone e bere birra...mentre i parmensi buttatti nelle varie discoteche o nei locali fuori dal centro. Mi sa che il vostro turno è passato se vi preoccupate più del benessere degli uccelli(poi quali) che di quello della vostra specie(homo). Io andrò a vedere Bob Dylan e non vedo l'ora, ci sono cresciuto.

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  • giancarlo

    19 Aprile @ 18.42

    Non si può pensare una cosa più oscena.Chiamare musica qugli spettacoli e peggio di una bestemmia.Transeat un concerto di vera musica,purchè non sia invadente ed il pubblico molto educato.Potrebbero essere fatti concerti di piccoli complessi d'archi. Certo no richiamerebbero molto pubblico,ma potrebbero essere l'occasione di invitare a conoscere i gioielli musicali oggi ignorati.Un festival internazionale sarebbe splendido per consentire uno spettacolo culturale e non contrasterebbe con la tradizione di Parma per la vera musica e la cultura che è estranea dai suoni da campo sportivo

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  • ososita

    19 Aprile @ 14.47

    Giuliano, il mio discorso è un altro: è ipocrita che i cittadini accusino la giunta di non rispettare il regolamento del Parco Ducale quando ogni giorno i cittadini lo violano andando in bici, sui pattini, grilli o altro, giocando, cantando ecc. E non iniziamo a dire "ah io non lo faccio" perchè basta uscire e andare a vedere per constatare come i cittadini VIVONO il parco. Chi fa il giro in bici con la famiglia, chi bivacca nei prati (e giurerei talvolta di veder spuntare qualche panino... ommioddio sarà mica un picnic illegale??), chi va sui pattini... E vedo spesso i bambini giocare, in modo non proprio silenzioso e quieto, ma guai se non fosse così! E' bellissimo, a mio modesto parere, che il parco sia vissuto in così tanti modi! Io ho dei bellissimi ricordi della mia infanzia vissuti al parco. Possiamo discutere del fatto che 5000 persone a un concerto fanno un macello e che questo sicuramente comporta tanti problemi da risolvere, ma non facciamo le verginelle! Il regolamento non è quotidianamente rispettato in diverse sue parti dagli stessi cittadini che poi però invocano la movida in centro sotto la casa di gente cui la movida non interessa (anzi). Oppure sono gli stessi cittadini a cui non è mai importato delle giostre in cittadella, o delle feste al Ferrari (non ci girava un fantomatico pipistrello-volpe volante o quel che è?). Mi scuso se sono sembrata insensibile verso l'habitat del parco ducale, non volevo, però trovo eccessiva e ipocrita questa serie di accuse verso la giunta (su cui sono spesso critica in realtà, nonostante l'abbia votata, confesso!). Ripeto: fare dei concerti al ducale è una bella rogna. Mi auguro che pensino a tutti i vari aspetti da curare, perchè non ci sono in ballo noccioline. Spero che almeno questo lo sappiano.

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  • Giuliano

    19 Aprile @ 13.32

    LisaSimpson ma sa di che cosa si sta parlando? ha presente un concerto? sa quanti decibel escono dalle casse acustiche? un parco non è un luogo pensato e progettato per ospitare concerti di musica rock, un parco serve a tutti i cittadini per passare qualche momento di tranquillità altrimenti chi non lo vuole vada alla sua movida della sua giunta.

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  • ososita

    19 Aprile @ 11.45

    A chi tira in ballo il rispetto delle regole, vorrei far gentilmente notare come le regole vietino anche alle bici di circolare nelle strade perimetrali e di come dovrebbero essere cmq condotte a mano (anzi la norma parla di velocipedi, biciclette, tricicli e grilli, monopattini, pattini a rotelle, skate-board, ecc.). Eppure nessuno rispetta questa norma. Ci sono ragazzini che giocano e, ommioddio, emettono i tanto pericolosi schiamazzi. Per non parlare poi di quelli che vanno sul grillo... Adesso però, perchè c'è di mezzo la giunta Vignali, tutti improvvisamente a chiedere il rispetto dei regolamenti? Che ipocrisia!!

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