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Città per la famiglia: a Parma 50 sindaci per la nascita del network italiano

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Comunicato stampa

Il NETWORK ITALIANO DI CITTA’ PER LA FAMIGLIA, fondato dai Comuni di Parma, Roma, Bari e Varese, è stato costituito e sottoscritto stamane dal Sindaco di Parma Pietro Vignali (Civico), e dal sindaco di Roma Gianni Alemanno (PDL), dall’assessore Filippo Barattolo in rappresentanza del sindaco di Bari Michele Emiliano (PD), dal sindaco di Varese Attilio Fontana (LEGA) e dai sindaci di gran parte dei circa 50 Comuni che hanno aderito al network.. L’evento si è svolto presso la Sala Consiliare del Comune di Parma.
Gli impegni dei firmatari
Ogni città che sottoscrive il documento si impegna a:
- mettere in campo una fiscalità locale a misura di famiglia (rimodulazioni del sistema di tariffazione e accesso a tutti i servizi comunali);
- porre particolare attenzione al fatto che le politiche comunali e le scelte amministrative siano effettivamente orientate a un sostegno delle famiglie (per esempio grazie alla costituzione di Agenzie con delega alla Famiglia, quali organismi trasversali a più assessorati garanti di una politica di governo della città nella sua interezza a “misura di famiglia”);
- studiare strategie di valorizzazione del ruolo sussidiario non solo del nucleo famigliare ma anche delle associazioni all’interno del welfare locale;
- promuovere a livello nazionale di un fisco a misura di famiglia.
La tutela della famiglia obiettivo bipartisan
La tutela della famiglia risulta una questione percepita nella sua urgenza da schieramenti politici eterogenei. Per questo, la natura dell’organismo istituito stamane è strutturalmente bipartisan e proposta risultata interessante dal Nord al Centro e al Sud del Paese.
Il ruolo dell’Agenzia per la Famiglia
Tra i contenuti fondamentali dell’accordo siglato stamane a Parma si evidenziano inoltre quelli della famiglia come soggetto che fonda la possibilità del benessere sociale e come ambito naturale di custodia, protezione ed educazione di ciascuna persona. Per rendere possibile tutto questo, l’Agenzia per la Famiglia del Comune di Parma, organismo trasversale a più assessorati, costituito sin dal Luglio 2007 da Cecilia Maria Greci, ha avviato un metodo di lavoro capillare e il più possibile sussidiario, coinvolgendo le associazioni familiari del territorio (riunite nella Consulta delle Associazioni Famigliari) e quelle a livello nazionale, secondo una logica in cui la famiglia è una risorsa per chi amministra.
I dati sulla famiglia in Italia
Secondo la classifica EUROSTAT 2009 del valore in percentuale sul Pil della spesa di sostegno alla famiglia, l’Italia si colloca nell’Europa dei 27 al diciottesimo posto (1,2% sul Pil) insieme a Portogallo, Spagna, Lettonia, Slovacchia e Romania. Dagli ultimi dati Istat disponibili (2007) risulta che oltre un quinto (il 22,4%) delle famiglie italiane con cinque o più componenti si trova in condizione di povertà. La presenza di più figli minori all’interno della famiglia si associa a un disagio economico ancor più evidente: l’incidenza di povertà, pari al 14% tra le coppie con due figli e al 22,8% tra quelle con almeno tre, sale al 15,5% e al 27,1% se i figli sono minori. Tra le famiglie con un solo componente anziano, il peso della povertà si attesta sull’11,8% nella media nazionale, ma sale al 16,9% se ve ne sono almeno due. Inoltre, dalla classificazione delle famiglie a rischio indigenza, risulta che il 3,5% dei nuclei fa registrare livelli di spesa mensile inferiori di solo il 20% alla linea standard di povertà (986,35 mese), il 2,7% si colloca al di sotto della linea ad una distanza del 10%, e il 3,7% è costituito da famiglie che presentano valori di spesa superiori alla linea di povertà di non oltre il 10%. Dall’Istat (2007) risulta anche che la % della spesa nel settore sociale sul totale delle spese correnti (impegni) delle amministrazioni comunali per regione, il Friuli è la quella più virtuosa (25,60%), seguita da Emilia Romagna (21,90%) e  Sardegna (21,51%). La media italiana è del 15,82%.
Le dichiarazioni
“L’introduzione di un fisco a misura di famiglia, come già hanno fatto paesi come la Francia – spiega il sindaco di Parma Pietro Vignali che insieme ai colleghi di Roma, Bari e Varese ha promosso l’incontro – non è più rimandabile. Chiediamo al Governo di introdurre il quoziente familiare già nella prossima riforma fiscale”.
“La presenza dei rappresentanti di quasi cinquanta comuni a Parma è un segnale importante – aggiunge Vignali – I comuni  infatti rappresentano da anni il motore di sviluppo per tutto il Paese. La nascita del network  è un esempio di sussidiarietà e federalismo reale. L’incontro di oggi rappresenta inoltre un grande stimolo per il governo a introdurre un fisco a misura di famiglia. La presenza di città importanti come Roma dà autorevolezza all’operazione e testimonia come il quoziente familiare si possa realizzare in tutte le città italiane”.
“E’ innegabile – prosegue il primo cittadino di Parma - che la famiglia sia stata la vera grande misura anticrisi del Paese e rappresenti la prima agenzia educativa, di welfare, di relazioni tra le generazioni”.
I prossimi incontri del network si terranno nella capitale e a L’Aquila: “la famiglia – conclude Vignali – può essere  la base da cui partire per ricostruire tessuto sociale e prospettive di rinascita in questa zona colpita dal terremoto”.
Cecilia Maria Greci, delegata all’Agenzia per la Famiglia del Comune di Parma
“Saluto con piacere i Comuni che sono qui convenuti, le associazioni e i singoli cittadini. È questa la nostra forza: l’Amministrazione ha avviato dei percorsi virtuosi per le politiche familiari che hanno trovato consensi e collaborazione da parte di tante realtà, all’interno e fuori della città. È partito da qui il progetto di costruire insieme città sempre più a misura di famiglia e solo insieme potremo farlo”.
Gianni Alemanno, sindaco di Roma
“Il network che oggi viene ufficializzato è importante per due motivi. In primo luogo perché serve a lanciare un messaggio alla politica nazionale affinché il quoziente familiare sia alla base della futura riforma fiscale. Il sostegno alla famiglia è la miglior risposta ai problemi sociali del Paese, è sulle famiglie che si forma il reddito reale del Paese, per cui la scelta a favore della famiglia è una scelta a favore della realtà. Noi dobbiamo guardare alla concretezza delle persone e capire che se c’è crisi è anche perché le famiglie fanno fatica. La riforma deve essere ispirata alla sussidiarietà e avere come punto di riferimento la società civile. Il secondo motivo è che grazie a questa rete potremo condividere le buone esperienze dei Comuni. Noi a Roma, ad esempio, abbiamo imparato dal quoziente Parma e stiamo realizzando il quoziente familiare: questo vuol dire che è possibile anche in altri comuni. Noi oggi vogliamo affermare con forza che il quoziente familiare non è un’utopia e si può introdurre nonostante il momento di crisi”.
“E’ molto positivo – ha sottolineato Attilio Fontana, sindaco di Varese – che così tanti sindaci si alleino per sostenere la famiglia. Dobbiamo essere orgogliosi del risultato finora ottenuto e continuare su questa strada che porta al federalismo. E’ necessario lavorare sui meccanismi di calcolo del quoziente familiare e sostenere le politiche a sostegno della famiglia in vario modo. A Varese abbiamo chiesto che il 5 per Mille venga destinato al comune per dar vita a politiche pro famiglia

Filippo Barattolo, assessore in rappresentanza del Comune di Bari
“Il Comune di Bari ha posto la famiglia come punto centrale del programma del sindaco. Adesso stiamo portando avanti tutti quei provvedimenti che vanno in questa direzione, tra i quali la costituzione di un’Agenzia dedicata. La famiglia deve essere il perno attorno cui ruota l’operato amministrativo, al di sopra e al di là delle divergenze politiche: per questo è necessario spingere il Governo ad adottare il quoziente familiare. Oggi è l’inizio di un cammino importante”.

“C’è bisogno di leggi a misura di famiglia – ha affermato Belletti presidente del Forum delle Associazioni familiari – e i comuni sono la prima realtà con cui le associazioni familiari possono dialogare e interagire. Ben venga quindi la nascita di questo network, che rappresenta un segnale forte al governo, al quale offrire una piena collaborazione”.


 
 

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  • gazzettadiparma.it

    21 Maggio @ 18.58

    Mauro, ben vengano i lettori che incitano i giornalisti a fare di meglio. Purchè sia consentito anche il contrario: e allora ti dico che, contrariamente a quello che sembrerebbe a chi ti legge, il caso Bonsu ha avuto per tutta settimana ampio risalto e lo avrà ancora, anche grazie ai vostri commenti. Quindi questa è una critica che non raccolgo nemmeno. Quanto al "pistolotto" (che ha comunque richiamato a Parma 50 sindaci compresi alcuni del Pd: tutta propaganda ?) avrà a sua volta il decorso delle notizie, come facciamo da due anni a dispetto della tua dietrologia. Spero che la prossima critica, che certamente meriteremo, sia di maggior spessore. (G.B.)

    Rispondi

  • mauro

    21 Maggio @ 18.31

    aspettiamo domani per vedere se il pistolotto resta in home page. visto che in meno di 24 ore avete tolto la notizia sulle prime sentenze del caso Bonsu. ovviamente "l'articolo completo sulle gazzetta in edicola" anche il pistolotto completo pero' .......sulla gazzetta in edicola : ma poi non potevate aggiungerci una riga e scrivere che al comune sono stati riconosciuti 5000 eurini di provisionale? e un'altra per dirci a che titolo

    Rispondi

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