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Tangenti Enìa: Tannoia fa scena muta

Tangenti Enìa: Tannoia fa scena muta
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Georgia Azzali

Chi fa scena muta e chi parla. Ma anche chi non apre bocca, non è detto che nelle prossime settimane non sia pronto a vuotare il sacco. Magari inguaiando qualcun altro del mondo che ruota attorno alla gestione del verde pubblico. Tutti gli arrestati per il giro di tangenti e fatture gonfiate non sono stati rinchiusi in via Burla ma in quattro carceri diverse della regione: Reggio, Modena, Bologna e Ferrara. Per tutti, quindi, interrogatorio per rogatoria, davanti a un gip del tribunale in cui ha sede il penitenziario. Risultato? A sentire gli indagati sarà un giudice che conosce a malapena le carte. E ciò può aver indotto qualcuno a rinviare l'appuntamento per eventuali dichiarazioni direttamente davanti al pm. L'unico che si è presentato ieri davanti al gip di Modena è stato Nunzio Tannoia, il responsabile del settore manutenzione verde pubblico di Enìa inchiodato dai filmati della Finanza che lo riprendono mentre intasca le bustarelle degli imprenditori per i quali l'appalto era assicurato. Il dipendente della multiutility partecipata dal Comune si è avvalso della facoltà di non rispondere.«Abbiamo fatto questa scelta perché prima è necessario studiare le carte e fare una serie di valutazioni - sottolinea Amerigo Ghirardi, difensore di Tannoia -. L'arresto è di ieri mattina (venerdì, ndr), per cui è trascorso veramente poco tempo. Trattandosi, poi, di un interrogatorio per rogatoria, non abbiamo avanzato richieste di misure alternative».Sceglierà il silenzio anche Francesco Borriello, il titolare della FB costruzioni e di Edil Green, rinchiuso nel carcere di Ferrara e accusato di sei episodi di corruzione: dall'aprile 2009 allo scorso gennaio avrebbe consegnato bustarelle da migliaia di euro nelle mani di Tannoia. L'interrogatorio di garanzia non è ancora stato fissato, ma si svolgerà tra domani e martedì. «Quella di avvalersi della facoltà di non rispondere è praticamente una scelta obbligata, perché il gip di Ferrara non conosce l'inchiesta - spiega Donata Cappelluto, difensore di Borriello -. Poi, valuteremo se farci interrogare dal pm». Tutt'altra strategia difensiva, invece, per Sandro Milani e Paola Fornari, i legali di Gian Luca Allodi, amministratore della ditta omonima, accusato di aver fatto scivolare nelle tasche del dipendente Enìa due bustarelle con qualche migliaia di euro. La scelta di campo è netta, anche se l'interrogatorio di garanzia si svolgerà domani a Reggio. «Mi è parso molto provato - sottolinea Milani - tuttavia abbiano avuto un colloquio franco. Ciò che posso dire è che lunedì (domani, ndr) si assumerà le sue responsabilità davanti al giudice durante l'interrogatorio di garanzia».D'altra parte, l'inchiesta, coordinata dal pm Paola Dal Monte, ha sicuramente fondamenta più che solide: gli scambi di bustarelle sono stati immortalati - a meno che qualcuno voglia spingersi a sostenere che quegli involucri contenevano altro - e c'è una miriade di intercettazioni telefoniche e ambientali in cui i protagonisti si fanno ben pochi scrupoli a parlare di denaro e fatture con cifre spropositate. Non solo. Dipendenti ed ex impiegati di Enìa sono già stati sentiti a sommarie informazioni dalla Finanza e hanno parlato delle auto di Tannoia cambiate quasi ogni mese, oltre che dei costi spesso sproporzionati messi nero su bianco sulle fatture poi liquidate agli imprenditori. Per lavori, per altro, «spesso scadenti», come sottolinea il gip Maria Cristina Sarli nell'ordinanza di custodia cautelare. Altri tasselli, poi, potrebbero aggiungersi grazie al materiale sequestrato venerdì dalle Fiamme gialle: dalle abitazioni e dagli uffici di tutti gli indagati sono infatti stati sequestrati pc, palmari, agende e tutta la documentazione relativa ai contratti. Materiale che potrebbe trasformarsi in nuove prove.

L'assessore Sassi: "Vogliamo verificare fino in fondo" (Tg Parma)

LA VICENDA - (11-6) La Guardia di Finanza di Parma ha arrestato per corruzione quattro persone, un funzionario Enìa e tre imprenditori, per il pagamento di tangenti di diverse migliaia di euro (ognuna dai 4mila ai 7mila euro).  In manette Nunzio Tannoia, 48 anni, parmigiano, incaricato della gestione delle opere di manutenzione ordinaria e straordinaria di Enìa, Alessandro Forni, 41 anni di Sarzana, Francesco Borriello, 41 anni originario di Casa di Principe e Gian Luca Allodi, parmigiano di 42 anni. . L'operazione "Green Money" ha portato a diverse perquisizioni in città e provincia.
Le indagini che hanno portato agli arresti, compiuti dai militari del Nucleo di Polizia tributaria, erano cominciate qualche mese fa su iniziativa delle Fiamme Gialle di Parma e coordinate dal pm Paola Dal Monte per verificare la correttezza degli appalti per la realizzazione di opere di manutenzione ordinaria e straordinaria del verde pubblico della città.
L'attività, svolta nel massimo riserbo anche con l’ausilio di indagini tecniche, ha consentito di raccogliere prove su numerosi episodi di corruzione, per importi di diverse migliaia di euro, in relazione ad opere di manutenzione del verde pubblico, assegnate dietro pagamento di tangenti a imprenditori locali compiacenti. Nel corso delle indagini è emerso che le opere venivano assegnate a prezzi notevolmente superiori a quelli effettivi, in modo tale da creare grosse disponibilità finanziarie agli imprenditori e, di conseguenza, il sistematico pagamento di tangenti. Sono state eseguite anche numerose perquisizioni in uffici e abitazioni degli indagati.
Il sodalizio criminale è stato completamente individuato e smantellato, ha detto la Guardia di Finanza che ha ulteriormente intensificato l’attività di 'intelligence' sul territorio, dedicando attenzione particolare al settore della tutela della spesa pubblica, del mercato e della libera concorrenza.

I quattro, secondo le indagini, avevano messo in piedi un sistema di tangenti per diverse migliaia di euro che ruotava intorno all’assegnazione degli appalti per la tenuta del verde pubblico cittadino, la pulizia dei marciapiedi, la manutenzione delle rotonde e delle piste ciclabili. Le Fiamme Gialle hanno notato un notevole incremento della spesa per la realizzazione delle opere e delle attività manutentive rispetto agli anni precedenti dal 2005, quando Tannoia ha assunto l’incarico in Enia. Il funzionario, con il ruolo nella gestione e nell’assegnazione degli appalti, secondo gli accertamenti dei militari ha incrementato il costo dei lavori.
Le intercettazioni sono cominciate nell’aprile 2009 e sono continuate fino alle ore precedenti gli arresti: «Se le intercettazioni fossero durate solo 75 giorni, noi avremmo potuto documentare un solo episodio di quelli contestati agli arrestati», ha commentato il Procuratore della Repubblica Gerardo Laguardia. «L'ausilio del mezzo tecnico è stato indispensabile in questa inchiesta – ha aggiunto il colonnello Guido Mario Geremia, comandante provinciale della GdF – Se ci fossimo dovuti affidare alla sola documentazione cartolare sarebbe stato estremamente difficile dimostrare gli illeciti».


ENIA: "PIENA FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA"
- "Enìa ha appreso in data odierna dalla conferenza stampa del Procuratore Dott. La Guardia, che un proprio dipendente è stato raggiunto da un provvedimento di custodia cautelare nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Parma per fatti corruttivi - scrive la multiutility in una nota stampa - Enìa, nell’esprimere piena fiducia nell’operato della magistratura, dichiara la propria estraneità rispetto ai fatti contestati al dipendente, nei confronti del quale ha assunto un provvedimento di sospensione dal servizio e dalla retribuzione. L’azienda, come parte lesa, ha ritenuto opportuno nominare un legale di fiducia per tutelare i propri interessi e la propria immagine".
 
 

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  • MIELE

    04 Luglio @ 00.16

    Io terrei sottochio i parenti dei funzionari , più che altro quelli acquisiti, perchè meno sospettabili , per accertare un'eventuale riciclaggio di soldi - scoprirei se non hanno fatto ultimamente acquisti di immobili, macchine ecc.

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  • Ippotommaso

    14 Giugno @ 12.55

    Già, affari in mano ai casalesi e quello che prima era a Palazzo Rangoni diceva che a Parma era tutto 'pulito' che Saviano fave solo delle 'sparate'. Si parla di appalti per il verde pubblico, non oso immaginare che giri ci siano per cose di maggiore valore economico. Pov'ra Pärma. :'(

    Rispondi

  • PAOLO

    14 Giugno @ 10.16

    E adesso avanti a tutta forza verso l'inceneritore!!

    Rispondi

  • gian luca

    14 Giugno @ 09.49

    Bene , gli appalti erano in mano ai casalesi : e il comune non commenta? Da quel che si dice l'onesto dirigente arrivava in Enia proprio dal comune ( e qui chiedo alla redazione se si può in informare in merito ) e poi aveva iniziato ad appaltare ai compari casalesi ( mi sa che Saviano aveva ragione , allora ) ..... Aspettiamo le prossime elezioni , arriveranno al pettine i nodi che si stanno creando : certo che Ubaldi era veramente un'altra cosa....

    Rispondi

  • Andrea Cantadori

    14 Giugno @ 09.24

    Molti commenti che puntano giustamente il dito contro i dirigenti che non controllavano, l'assessore e il sindaco che non si facevano domande, ecc. Aggiungo: nessuno dei colleghi del funzionario ENIA si è mai accorto di nulla? Perché, ricordiamolo, la libertà e la democrazia, la legalità ed il rispetto non scendono dall'alto, non sono doni graziosamente elargiti da chi ci sta sopra. Tutto va guadagnato, giorno dopo giorno, lottando e denunciando se è il caso. Se il mio vicino d'ufficio cambia auto ogni mese, come ho letto, non mi viene qualche sospetto? Vergogniamoci tutti, ma non illudiamoci che sia finita qui.

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