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«Stop al cantiere del termovalorizzatore: valutare le alternative»

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di Chiara Pozzati

Sei mesi di «stop ai lavori» per valutare lo studio di fattibilità alternativo alla realizzazione del termovalorizzatore. Questa la richiesta avanzata dal Coordinamento gestione corretta rifiuti e risorse che chiede alle autorità una «decisione definitiva». «Non c'è più tempo per procrastinare la scelta, abbiamo bisogno di sapere se sono disponibili ad accettare questa «tregua» temporanea - spiega Aldo Caffagnini, componente del movimento, di fronte a una platea gremita di uditori fra i quali spiccano l’assessore all’Ambiente Cristina Sassi e Fabrizio Pallini, delegato del sindaco alle Politiche per la Salute. Secondo le analisi condotte, il coordinamento ha rilanciato la richiesta durante l’incontro che si è tenuto all’Hotel Savoy.  Stando allo studio realizzato dai tecnici  messi a disposizione dall’Ordine degli ingegneri parmensi, «la quantità di rifiuti prodotti dai parmigiani non sarebbe tale da poter giustificare la costruzione di un inceneritore. A fronte di 26mila tonnellate di indifferenziato -  continua  Caffagnini - escono dal forno circa 39mila tonnellate di scorie». Ma durante l’assemblea di cifre ne sono state snocciolate poche: «Il nostro obiettivo è quello di porre l’attenzione su un modo alternativo di gestire i rifiuti -  proseguono i componenti del coordinamento -, un modo che miri al riciclo e non al trattamento». Se da un lato il Comune si è mostrato propenso al confronto, pur chiarendo che non spetta a lui la decisione ultima, dall’altro - a detta del movimento -  «i tecnici della Provincia pur essendosi mostrati interessati allo studio, hanno ribadito l’ineluttabilità di ciò che già è stato approvato». Diverse parole sono state spese poi sui vizi procedurali denunciati nei giorni scorsi dall’avvocato Pietro De Angelis. «Nelle schiere dei contrari, o quanto meno dei dubbiosi sull'effettiva necessità dell’impianto possiamo conta-
re una cinquantina di imprese parmensi - aggiunge Manrico Guerra - tra le quali compaiono gruppi di spicco. Ora spetta solo alle autorità in questione esprimersi». 

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  • Saverio Aiolfi

    20 Giugno @ 19.58

    se gli amministratori di parma fossero buoni amministratori non avrebbero nemmeno pensato di prenderlo in considerazione l'inceneritore. possono ancora rimediare, annullando la costruzione e installando al suo posto un impianto per il trattamento a freddo del rifiuto residuo (quello che rimane dopo il riciclo di quello che è riciclabile), come hanno fatto a vedelago in provincia di treviso. sarebbe la prima cosa a cui avrebbe dovuto pensare e proporre un buon amministratore di una città come parma, con una vocazione alimentare così forte. ma sarebbe la prima cosa che dovrebbe pensare e proporre qualsiasi buon amministratore di qualsiasi città italiana. evidentemente ne abbiamo molto pochi...

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    • libaldus

      20 Giugno @ 20.36

      Per fortuna i parmigiani si stanno accorgendo che i veri danni alla salute verrebbero proprio dal forno inceneritore! La Metro sarebbe stato un grande danno economico, la Ghiaia è un danno d'immagine! Il forno inceneritore, al contrario, è un immenso, inclacolabile danno alla salute! Parmigiani svegliatevi, questo è il vero, immenso danno da contrastare, assolutamente, per noi, per i nostri figli e per i nostri nipoti!

      Rispondi

  • Gabriele

    20 Giugno @ 14.18

    Egr. Direttore un signore/a sulla gazzetta del 20 giugno chiede dove metteremo i rifiuti se non facciamo l'inceneritore. Cerco di rispondere, in poche righe, con alcune azioni che ci permettono di non inquinare ulteriormente l'aria di Parma: 1) togliamo i cassonetti dell'indifferenziato 2) facciamo pagare meno a chi differenzia più 3) riduciamo la produzione di rifiuti (beviamo l'acqua del rubinetto; compriamo solo prodotti con imballi necessari; etc.) 4) portiamo i rifiuti ingombranti nelle eco-stazioni (queste ultime dovranno essere raddoppiate). 5) usiamo prodotti alla spina 6) incentiviamo l'uso di pannolini lavabili 7) trattiamo la frazione residua plastica non riciclabile con sistema ad estrusione già in funzione, con ottimi risultati e senza inquinare, a Vedelago (TV) … potrei andare avanti ancora per molto, ma lo spazio è ridotto. In sintesi, dobbiamo decidere che strada prendere. Il mondo sta andando in una direzione: cercare di limitare il consumo delle risorse e non compromettere definitivamente l'aria che respiriamo. E' richiesto l'aiuto di tutti: dalle aziende, alle amministrazioni, ai semplici cittadini. E' giunto il momento di smettere di riempirsi la bocca con la parola "sostenibilità" e cominciare a metterla in pratica. Se siamo consapevoli che questo è un momento decisivo per la salvaguardia del pianeta, a Parma possiamo prendere una decisione che va in questo senso e, con l'impegno di tutti, riusciremo a raggiungere l'obiettivo della sostenibilità. Se invece vogliamo andare in direzione opposta, continuano pure come abbiamo fatto finora.

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  • guitelmo

    20 Giugno @ 12.37

    La protesta con la "pseudo gazzetta" era forse sponsorizzata dalla Barilla? Pare che il patron Guido non veda di buon occhio un inceneritore (sia pure termovalorizzatore) di fianco al suo "mulino bianco". Anzichè frutto di un fantasioso creativo, la prima pagina potrebbe essere uscita direttamente dalle rotative di via Mantova, su disposizione del presidente...

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  • antonio

    20 Giugno @ 12.36

    Parma a chiesto di diventare la capitale europea dell'industria alimentare. Bisogna fare delle scelte. Non si puo costruire un inceneritore, in mezzo a delle industrie alimentari.

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  • Stefania

    20 Giugno @ 10.21

    Penso che accettare la proposta di una "tregua" per valutare seriamente e professionalmente le alternative all'inceneritore (progetto Rifiuto Zero ad esempio) sia un dovere delle autorità nei confronti dei cittadini e aziende che ripetutamente hanno chiesto e chiedono di portare sul tavolo dei progetti alternativi esistenti e funzionali. Parma ha una grande opportunità di diventare all'avanguardia nel campo della gestione dei rifiuti, e speriamo che la colga. Rivalutare seriamente le alternative è un'opportunità delle autorità per dimostrare la propria serietà e il proprio dovere nei confronti di chi li ha eletti.

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