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Movida e Ztl, il Comitato Farini ancora all'attacco

Movida e Ztl, il Comitato Farini ancora all'attacco
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E' ancora polemica sulla Movida di via Farini e sugli orari della Ztl in centro storico. Il Comitato Civico Farini, infatti, questa mattina ha diffuso una nota stampa in cui polemizza sulla riduzione di mezz'ora degli orari di apertura notturna dei locali (00,30 durante la settimana e 1,30 il venerdì e il sabato) e sull'accesso al centro storico che sarebbe troppo "blindato" durante il giorno e troppo permissivo di notte. Per quanto riguarda il divertimento notturno, gli auspici del comitato dei residenti della via sono quelli di ridurre ulteriormente l'orario di apertura all'1 il venerdì e il sabato e di introdurre le figure di steward "controllori". Nel secondo caso, il comitato chiede che sia tutelato maggiormente il centro storico con le sue attività durante il giorno e di contrastare quella specie di "luna park notturno" che si crea aprendo le Ztl. Di seguito il testo della nota:

"Dopo le recenti ordinanze del Sindaco di Parma n. 447 e 468 in materia di movida, il Comitato civico Farini intende esprimere il punto di vista dei residenti che rappresenta.
In primo luogo esprimiamo piena approvazione per l'ordinanza 468/2010, poiché chiarisce che il limite orario delle 23.30 per il contenimento delle emissioni sonore degli esercizi pubblici deve valere in generale, sia all'esterno che all'interno dei locali. Ci sembrano invece poco comprensibili gli attacchi provenienti dalle associazioni dei commercianti, poiché la nuova ordinanza si limita ad aggiungere un inciso alla precedente ordinanza in materia, la 248/2009, per precisare che dopo le 23.30 si deve abbassare il volume anche all'interno dei locali pubblici, mentre devono senz’altro cessare le attività musicali all’esterno, per cui è richiesta specifica autorizzazione, esattamente come previsto già dal 2009.
Non ci lascia per nulla soddisfatti, invece, l'ordinanza 447, che riduce di mezz'ora gli orari di apertura notturna dei locali in zona Farini, con chiusura prevista alle 01.30 il venerdì e sabato e alle 00.30 gli altri giorni della settimana, dal 1 luglio al 30 settembre.
Va subito detto che nell'incontro avvenuto in sala Giunta il 15 giugno scorso tra Sindaco, Assessori e il Comitato Farini erano stati formalizzati impegni diversi, e precisamente era stata concordata una riduzione di orario maggiore, con chiusura dei locali alle 01.00 il venerdì e sabato e sempre alle 00.30 gli altri giorni, in via definitiva e non limitata al solo periodo estivo, in più era stata garantita l'introduzione degli stewart a cura degli esercenti, per assicurare un servizio d'ordine contro gli eccessi, infine era stato previsto il passaggio dei mezzi Enia di pulizia strade, agli stessi orari di chiusura dei locali, per favorire il deflusso dei frequentatori della movida.
A prescindere dalle questioni di principio, per cui appare discutibile non rispettare gli impegni presi, vogliamo ribadire che i residenti non pretendono di cancellare la movida, ma chiedono che finisca a un'ora ragionevole, almeno come fenomeno notturno di massa sulla pubblica via che, anche alla luce dei recenti rilievi ARPA sull'inquinamento acustico, risulta chiaramente illegale.
Consentire che si producano in ore notturne 75/80 decibel sotto le finestre delle abitazioni significa infatti avallare un illecito penale (disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone - art. 659 c.p.), un illecito civile (lesione del diritto al sonno e alla salute - art. 32 Cost.) e infine un illecito amministrativo (violazione del piano di zonizzazione acustica del Comune di Parma del 2005).
In molti sembrano non rendersi conto che il vero problema sta nel fatto che la movida si svolge prevalentemente sulla strada e non all'interno dei locali: gli esercenti di fatto moltiplicano la loro superficie consentendo agli avventori di appropriarsi della pubblica via ben oltre le aree loro riservate con gli eventuali plateatici, e il risultato è l'assembramento di migliaia di persone che producono un boato da stadio fino a notte fonda.
Occorre allora prendere provvedimenti che, ben prima della chiusura dei locali, contrastino questa specie di occupazione militare delle strade, e ciò è possibile solo se si limitano gli accessi e si favorisce il rientro dei frequentatori all'interno dei locali.
Per fare l'esempio di Barcellona, spesso citata a sproposito dai movidari, va detto che la città catalana con l'ordinanza del 2005 sulla “convivencia y civisme” ha stabilito che nei quartieri residenziali la movida deve terminare alle 23.00, col risultato che gli esercenti ritirano tavoli e sedie e invitano i clienti a entrare nei locali o ad andarsene, mentre l'assembramento delle persone su strada, dopo la stessa ora, è vietato e sanzionato severamente.
Anche a Parma era stato deciso qualcosa di simile con l'ordinanza 248 del 2009, che prevede la responsabilità oggettiva degli esercenti per gli affollamenti e i rumori eccessivi nel raggio di 20 metri dai propri locali, ma questa disposizione è rimasta sostanzialmente disapplicata. A Barcellona la Polizia municipale fa verbali a esercenti e singoli disturbatori, ma a Parma, in centro storico, questo non succede quasi mai. L'amara constatazione è che le ordinanze senza controlli non servono a nulla: si sperava negli stewart ma, complice il niet degli esercenti, per il momento hanno deciso di fermarsi oltremanica.
Anche le recenti polemiche sui varchi elettronici e sulle ZTL ci portano a chiedere all'Amministrazione di ripensare la fruizione del centro storico, che attualmente risulta assolutamente blindato di giorno e terra di nessuno la notte.
La politica delle ZTL rigide che chiudono il centro dalle 7.30 alle 20.30 (con la parziale eccezione dell'area XXII Luglio) per poi riaprirlo indiscriminatamente la sera e la notte, sta trasformando il centro in un deserto diurno e in una specie di luna park notturno, che non piace certamente ad artigiani, commercianti e professionisti, ma piace ancora meno ai residenti, perché muore il terziario e si cancella la quiete pubblica.
Come residenti siamo preoccupati nel vedere sparire botteghe artigiane e negozi di vicinato, mentre gli altri commercianti arrancano e gli studi professionali traslocano: così il centro si impoverisce per tutti, residenti compresi.
Ancora più grave il fatto che il centro si spalanchi dopo le 20.30, come se dopo quell'ora le auto smettessero di inquinare, per dare inizio alle carrere in auto e alle feste chiassose su strada, che cancellano il riposo di chi in centro ci abita e vorrebbe anche prendere sonno prima dell’alba.
Assurdo infine che non si possa fare una commissione o ricevere una visita in centro, perché i varchi elettronici ci recludono fino alle 20.30, anche il sabato e la domenica.
La proposta del Comitato Farini è allora di cogliere l'occasione dei varchi elettronici per rivedere le ZTL, pensando a forme di flessibilità, con finestre di apertura diurna e una fascia di chiusura notturna, ad esempio dopo le 23.30, per scoraggiare il traffico parassitario nelle ore di punta e in piena notte, rendendo comunque raggiungibile il centro in orari utili e meno trafficati di giorno.
In particolare la previsione di una fascia oraria notturna di limitazione del traffico, già sperimentata con successo in varie città italiane come Roma, Milano, Firenze, Pisa e altre, se adeguatamente posticipata (ad es. dalle 23.30 alle 03.00), consentirebbe di scoraggiare i nottambuli automuniti senza danneggiare ristoratori ed esercenti, e sarebbe automaticamente fatta rispettare dai vigili elettronici.
Il destino del centro storico e la qualità della vita di una città sono cose serie, che meritano la massima attenzione: la speranza è che l’Amministrazione sappia ascoltare e decidere responsabilmente, confrontandosi con le esperienze diverse, in Italia e all’estero, per poi dare risposte innovative".
 

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  • andrea e vincenzo

    05 Agosto @ 14.48

    io sono andato ad abitare fuori citta, avendo abitato in pieno centro a parma. avendo pure lavorato in centro storico, stremato da continue lotte con le forze dell'ordine ordinanze varie ed eventuali a seconda di come ci si sveglia al mattino, balzelli continui con relativa perdita di tempo per permessi su permessi su permessi, e solo per lavorare in centro? Ma dico, è possibile che io non possa andare a trovare una mia amica, oppure riportarla a casa od andarla a prendere, come e quando voglio? devo sottostare ad un rigido regolamento da caserma? se oso, volendola accompagnare fin sotto casa per impedire il peggio vengo subito punito a suon di euro dalla mia citta? fate passare la voglia di vivere il centro della mia città da 36 anni,

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  • Geronimo

    16 Luglio @ 15.39

    Io sono stato varie volte a roma di sera, a bologna e, forse più simile a noi, a Modena ma ho sempre visto, salvo rare eccezioni, un comportamento educato da parte dalle persone. Sono anche stato sulla rambla, ok li c'è il caos ma nelle vie limitrofe non si creano problemi, le persone che hanno i comportamenti peggiori sono gli italiani, sempre a urlare e far casino. Non penso che noi a parma siamo peggio di altri, penso solo che ci siamo lasciati prendere la mano dal permissivismo e dalla cecità degli amministratori e polizia municipale negli ultimi anni. Io do ragione agli abitanti, al comitato, io frequento la movida e vorrei continuare a farlo ma per farlo occorre darsi una regolata. ci sono ancora 2 mesi abbondanti di estate, se ne approfitti per iniziare a sanzionare i comportamenti incivili, la auto parcheggiate in mezzo alla strada e tutto quello che non va. non penso che con questa tolleranza zero si svuoti la zona ma anzi penso che i casinisti si darebbero una regolata e piano piano tutto si sistemi per il meglio. Naturalmente però tutti devono fare la loro parte, a partire da tutti gli esercizi pubblici che dovrebbero mettere a disposizione, come previsto dalla legge, i servizi igienici e magari rinunciare ai 7 euro del cocktail evitando di dare da bene ad uno ubriaco. Il comune potrebbe iniziare mettendo qualche bidone per i rifiuti e qualche bagno che promette senza mantenere da qualche anno

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  • Armella

    16 Luglio @ 10.11

    Ermanno: "folle" è una parola grossa. Anch'io nei miei primi interventi su quest'argomento dicevo "la verità sta nel mezzo" o "troviamo un accordo". Il problema è che il comune ha già imposto un sacco di restrizioni su pressione del comitato Farini e questi continuano a chiederne; tant'è che il titolo dell'articolo dice "comitato Farini ANCORA all'attacco". Non è mai troppo tardi per negoziare ma la volontà ci dev'essere da entrambe le parti. Il suggerimento di vendere casa e di comprarne una in periferia (volutamente esagerato), riflette solo il mio punto di vista, quello che farei io se fossi un abitante di via Farini. Perché rovinarsi la vita fondando comitati per combattere battaglie perse in partenza? Forse un giorno quelli del comitato otterranno ciò che vogliono ma a che spese? Via ristoranti e bar dal centro? Oppure, che restino bar e ristoranti, ma alle 11 tutti a nanna? Che bel centro! Per favore... io credo che questa sia l'unica città al mondo dove accadono queste cose, l'unica città che invece di progredire regredisce, l'unica città che invece di dare spazio ai giovani da ragione ai vecchi, l'unica città che si autocompiace del suo immobilismo.

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  • new boy 1973

    16 Luglio @ 07.14

    ".....comitato Farini.......tè bèlé dit tut!!!!! fare un comitato per cacciare la gente solo da via Farini..... chi se la sente di fondare il comitato Movida???? Sono riusciti a buttare fuori dei cittadini parmigiani da una zona specifica.....Secondo me è anticostituzionale. Il comitato Movida si oppone a: 1)L'inquinamento dei condizionatori che funzionano tutto il giorno, non solo negli uffici. 2)Le luci accese negli appartamenti attirano la zanzara tigre. 3)I televisori rompono quel clima fiabesco delle notti Parmigiane 4)E' assurdo che esistano delle persone di età maggiore di 60 anni 5)Non si riesce a passare per i borghi quando viene messa fuori la spazzatura 6)Il camioncino dell'ENIA inquina oltre ogni limite i borghi, con rumori assordanti 7)Basta alle auto dei residenti che "spingono" via le persone per passare (giustamente), ma rischiando di gambizzare i passanti 8)Stesso discorso per le bici dei residenti, che piuttosto di scendere e spingere (la legge lo impone nelle zone pedonali), tagliano le gambe ai passanti con i pedali. Chi volesse aderire al comitato Movida può (naturalmente in modo ironico, non si sa mai che quelli del comitato Farini la prendano sul serio) mandare altre idee e punti basilari sui quali si fonderà lo stesso comitato. "

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  • new boy 1973

    15 Luglio @ 22.07

    ....ma non ci sono dei costituzionalisti che possono chiarirci il fatto se sia più o meno costituzionale che un gruppo di cittadini ghettizzi altri gruppi, semplicemente basandosi sull'età e modo di esprimersi?

    Rispondi

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