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Legionella, assemblea pubblica per rispondere ai dubbi dei cittadini

E oggi i primi dati sul monitoraggio dell'acquedotto

Il sindaco chiama a raccolta la città
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E il sindaco chiama a raccolta la città per fare il punto sul “casus” legionella.

L’appuntamento è fissato per domani alle 21, nell’auditorium della scuola Don Milani (via Montebello 18).

E parteciperanno tutte le istituzioni in campo: dall’Ausl a Iren. Per mettere a fuoco – quanto è possibile – la situazione, sciogliendo dubbi e rispondendo ai parmigiani. Sarà una giornata campale quella di domani, visto che l’assemblea pubblica arriverà a stretto giro di posta dal vertice interistituzionale – sempre presieduto da Pizzarotti - con le aziende sanitarie per fare il punto e dopo la riunione tecnica dell’Unità di crisi regionale con l’Istituto Superiore della sanità. Insomma domani potrebbe essere il giorno di una parziale, ma pur significativa verità sullo stato attuale delle cose.

«Si mantiene alta e costante l’attenzione e il monitoraggio delle istituzioni cittadine riguardo la legionella – scrive nero su bianco il palazzo di piazza Garibaldi - vicenda che sta destando preoccupazione nella nostra città, in particolare nel quartiere Montebello e nelle zone attorno al parco Bizzozero e a Piazzale Maestri, dove risiedono, sono domiciliati o abitualmente frequentanti, le persone colpite dal virus».

E ricorda come «il sindaco Federico Pizzarotti segue da diversi giorni l’evoluzione della situazione in tempo reale, tenendosi in contatto con i soggetti preposti a mettere in atto tutti gli accorgimenti possibili per ridurre la situazione di rischio». Oltre alle rassicurazioni, però, vengono ricordati tutti gli accorgimenti necessari a limitare la diffusione del contagio che si contrae solo per le vie respiratorie, non passa da persona a persona e che non ha origini di natura alimentare. «Rimane fondamentale la collaborazione dei cittadini che vivono o frequentano la zona interessata, ai quali si fa l’appello di attenersi alle disposizioni delle autorità sanitarie, utili per evitare di contrarre la legionella – prosegue la nota che ripercorre il vademecum - far scorrere l’acqua calda per alcuni minuti mantenendosi a distanza, pulire i filtri dei rubinetti e delle docce, evitare i ristagni d’acqua, non usare l’idromassaggio».

Intanto l’Unità di Crisi istituita dalla Regione Emilia-Romagna nelle riunione di oggi dovrebbe rendere noti i dati del monitoraggio che Arpa ha effettuato in vari punti dell’Acquedotto di Parma. Le persone colpite risiedono tutte in una zona ben definita della città e la fonte più probabile del contagio resta la rete idrica dell’acqua potabile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Michele

    05 Ottobre @ 18.19

    mandra_sala@libero.it

    Peccato che ci si muova così in ritardo. Solo l'inizio. ... per arrivare ad una conclusione con questa velocità occorreranno anni. Peccato che nel frattempo due persone hanno perso la vita.

    Rispondi

  • Vercingetorige

    05 Ottobre @ 11.32

    Bene l' assemblea pubblica per informare i Cittadini , purché non finisca per diffondere panico ! " Le persone colpite risiedono tutte in una zona ben definita della città e la fonte più probabile del contagio resta la rete idrica dell' acqua potabile" . Un' affermazione che , se mal recepita da chi ascolta ( e succede spesso ) può sollevare dubbi sulla potabilità dell' acqua , che non ci sono. Senz' altro la rete idrica può essere tra i maggiori sospettati , ma sono , a mio avviso , sospettabili pure i luoghi pubblici del quartiere Montebello , frequentati da molta gente di diversa estrazione sociale , come potrebbero essere , per esempio , centri commerciali , supermercati , poliambulatori , uffici pubblici. Sono stati controllati ? In particolare , sono stati controllati i loro impianti di condizionamento d' aria , perché , la prima epidemia di legionellosi , negli Stati Uniti , era partita da lì .

    Rispondi

    • Achille

      05 Ottobre @ 16.02

      Secondo lei , se fosse un impianto di condizionamento di un centro commerciale o di un poliambulatorio , non ci sarebbe almeno un contagiato di un'altro quartiere ?

      Rispondi

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