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Parma 1950-2000 - Un viaggio di mezzo secolo nelle cronache della Gazzetta - prima puntata

Parma 1950-2000 - Un viaggio di mezzo secolo nelle cronache della Gazzetta - prima puntata
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Nello "scaffale parmigiano", sono tante le storie di Parma. Scritte nel corso dei secoli, si fermano ovviamente alle epoche dei rispettivi autori. E anche le più recenti arrivano generalmente fino alla prima parte del Millenovecento. Una di queste ( Parma, la vita e gli amori di Luigi Alfieri - Mup editore  ) la trovate sul nostro sito, nella sezione che abbiamo appunto dedicato alla storia di Parma . Per quanto invece riguarda il dopoguerra, a parte alcune pubblicazioni uscite a caldo su episodi specifici (come alcune elezioni o il crac Parmalat), l'unico periodo davvero scandagliato è quello dall'8 settembre alla Liberazione e al primissimo dopoguerra, negli eccezionali volumi (Parma kaputt e Parma anno zero) lasciati da Baldassarre Molossi e Aldo Curti.

E mentre attendiamo che si compia l'importante progetto della Storia di Parma in dodici volumi, partito negli anni scorsi sempre a cura di Mup, ci è sembrato interessante iniziare sul nostro sito un viaggio nella cronaca (che certo è diversa dalla Storia, ma è a sua volta importante), per conoscere e far conoscere la parte più recente della vita della città, e per capire come si è arrivati alla Parma del terzo millennio che stiamo vivendo. Un viaggio che percorreremo a puntate, attraverso le raccolte della Gazzetta: un passo alla volta per "navigare" (visto che siamo sul web) in mezzo secolo di vita parmigiana. Magari anche con il vostro aiuto, attraverso il consueto strumento dello spazio commenti.

  

PARMA 1950-2000 - Un viaggio di mezzo secolo nelle cronache della Gazzetta

Gabriele Balestrazzi

 

1950

Gennaio

" Il 1950 sarà un anno tranquillo: accadranno solo due fatti di sangue, ci sarà una breve scossa di terremoto e pioverà molto in autunno".

Ci si accontentava di poco, nel Capodanno che segnava anche l'inizio di un nuovo decennio, dopo quello disastroso della guerra. E ci si accontentava di poco anche dal punto di vista giornalistico, se l'apertura della cronaca della città di quel 1° gennaio (allora i giornali uscivano anche nel giorno di Capodanno) si basava sulle dichiarazioni di una 72enne, vedova di un pensionato dell'esercito, nota in città perchè nel suo salotto era solita anche "predire l'avvenire alle fanciulle e alle spose, ma senza abusare delle proprie facoltà divinatrici"...

La più concreta cronaca nera e giudiziaria si lilmita in quel primo giorno del 1950 alla condanna per un furto in stalla a Bedonia; quella economica registra le lamentele dei negozianti per la concorrenza impropria, nella vendita di dolciumi e liquori, degli spacci di banche e aziende; la cronaca degli spettacoli annuncia al Regio il successo e le repliche di Madama Butterfly, con la concittadina Mercedes Fortunati; lo sport, infine, apre l'anno con i Crociati impegnati al Tardini contro il Rimini (e sarebbe finita con un augurante 3-0 siglato da Bronzoni e da una doppietta di Marconi).

Prati Bocchi e viale Fratti: i progetti per lo sviluppo edilizio - Martedì 3 ad aprire la cronaca della città è un appassionato intervento di Italo Clerici, che ripercorrendo una storia di passione e difficoltà ("il primo nostro compenso fu di venti lire...") si impegna a proseguire l'attività della Compagnia dialettale Parmigiana, per "portar fuori dalle mura la nostra caratteristica parlata". Ma intanto non mancano importanti vertenze economiche: quella dell'impresa Ottico Meccanica Italiana vede in discussione, nella filiale di Parma di via Linati, il futuro di 80 lavoratori, che hanno occupato simbolicamente i locali e ripreso di propria iniziativa il lavoro. Di contro, si fa onore anche all'estero (dalla Bulgaria al Brasile) una azienda parmigiana: la Tito Manzini. E se Alcide De Gasperi illustra agli italiani i programmi del nuovo governo (tra cui la riforma agraria), anche il consiglio comunale si prepara a riprendere l'attività: nell'ordine del giorno della prima seduta, spicca l'acquisto da parte dell'Amministrazione di alcuni terreni destinati allo sviluppo edilizio, dai Prati Bocchi a viale Fratti e borgo Gazzola.

Ma accanto ai progetti di sviluppo c'è ancora tanta miseria: come quella che spinge i soliti ignoti nella "infame impresa" di profanare le tombe del cimitero di Gaione, alla ricerca di oggetti d'oro. E figuratevi quindi le polemiche sull'utilizzo di un milione di lire comunali per la stagione lirica natalizia, in attesa di sovvenzioni romane promesse ma poi non più tanto sicure: come si vede, le polemiche di qualche mese fa su Regio e Festival Verdi non sono poi qualcosa di tanto inedito...

Si sogna la Parma-Mare - In quel gennaio 1950 si inizia a parlare di un progetto affascinante e ambizioso: la Parma-Mare. E' nato il comitato promotore della "Camionale", e si svolgono le prime riunioni per i dettagli tecnici e soprattutto il piano finanziario. Per vedere realizzata quella che oggi conosciamo come Autocisa, occorrerà ancora un paio di decenni, ma già allora a Parma si intuisce che quel progetto può coinvolgere altre realtà: e infatti, lunedì 9, i delegati di Parma incontreranno quelli di altre 10 province, per discutere insieme delle prospettive di una comunicazione diretta fra il porto di La Spezia, che sta per essere potenziato, e la direttrice per il Brennero.

E in attesa della futura autostrada, alla viabilità si ricollega un titolo che sembra preso dai giorni nostri o dai commenti che arrivano al nostro sito: "Anche i ciclisti dovrebbero avere la patente!".  I parmigiani su due ruote, infatti, vengono definiti "pericoli pubblici" insieme ai pedoni, per la "maleducazione stradale" che le due categorie esibiscono per le vie della città.

Il ladro dei villini - Non c'erano le bande delle ville (nè, certo, le paure legate all'immigrazione), ma i furti non mancavano nemmeno allora. "Il ladro dei villini" è un piacentino autore di quattro furti, due dei quali in viale Campanini: l'ultimo gli è fatale, e la Gazzetta registra per lui la condanna a cinque anni di carcere.  E approda in cronaca anche il mondo della scuola, con la protesta di un gruppo di genitori per la ventilata soppressione di due classi al Liceo scientifico Marconi. In provincia, invece, tiene banco il "piromane fantasma di Busseto", che ha appiccato in un podere l'ennesimo incendio (l'ottavo in tre mesi) con un danno di circa due milioni.

I problemi di Parma - La Gazzetta del 1950 è di sole 4 pagine, e quindi ovviamente non esiste ancora quella delle lettere. Ma già allora il dialogo fra il quotidiano e i suoi lettori trova spazio, e sabato 14 gennaio al centro della cronaca cittadina c'è proprio una lettera, a firma A.Ba., che propone spunti di riflessione sui "grandi problemi di Parma", dove "ancora si risente della guerra, l'estetica è meno curata di un tempo e mancano le attrattive che esistevano fino al 1940". Il lettore fa una analisi a tutto campo, dal trasporto pubblico (allora affidato ai tram) alla mancanza di una classe dirigente adeguata (e "non ci sono personaggi eminenti in campo nazionale, se si eccettuano Toscanini e Pizzetti"...); elogia alcuni progetti innovativi come la già citata Parma-Mare e la Mostra delle conserve. Cade poi nel mito della "antica capitale", vizio che del resto non abbiamo ancora perso nel terzo millennio, ma semina spunti interessanti: e la Gazzetta dimostra di essere già "interattiva" con largo anticipo su internet.

Sono già presenti anche disoccupazione e burocrazia. Che si mescolano nella storia raccontata da un altro lettore, che da San Lazzaro denuncia la necessità di dover percorrere 10 km al giorno per andare a ritirare l'indennità di disoccupazione, pari a 227 lire giornaliere.

Il giallo di Ponte Dattaro - Non si può invece dire che nel 1950 il giornalismo di provincia speculi sulla cronaca nera. L'articolo sulle indagini per l'omicidio dell'autista Pietro Merlini, avvenuto nei pressi del ponte Dattaro il 10 dicembre, merita solo un breve pezzo su due colonne, che ha meno importanza della imminente apertura a Parma della Scuola per infermiere. Oggi, un delitto irrisolto in città ("forse commesso con il calcio di una pistola") giustificherebbe intere pagine e mezzi telegiornali locali. Paradossalmente, sulla Gazzetta di quel 17 gennaio ha più spazio la cronaca, da Milano,  del processo contro Rina Fort, per uno dei primi grandi delitti nazionali del dopoguerra, su cui scriverà pagine memorabili - sul Corriere della sera - Dino Buzzati. In compenso, il giorno successivo, la Gazzetta riporta i dati (di fonte Polizia) che danno in regresso la criminalità a Parma nel secondo semestre del 1949: per ora, preoccupano soprattutto le truffe. E c'è anche un "cold case" ante litteram:  ci sarebbe infatti una persona denunciata per un duplice omicidio a Santa Maria del Taro del 1947.

Segnali di ripresa - La rinascita dai disastri della guerra è ancora per molti versi da completare. Ma qua e là se ne avvertono i segnali: l'Università istituirà la Facoltà di Agraria, riapre i battenti il Museo etnografico cinese, e dall'8 al 25 settembre si annuncia una importante edizione della Mostra delle Conserve (con gli auguri della Gazzetta al nuovo presidente, sen. Gustavo Ghidini). Piccole "macchie" di ottimismo che si estendono alla provincia con il ritorno del Carnevale di Busseto, per il quale stanno giungendo adesioni da tutta la provincia e perfino da Viareggio, al punto che si spera di rinverdire i fasti  delle edizioni pre-belliche del 1938 e '39.

Dal Carnevale al Don Giovanni: l'opera di Mozart sarà rappresentata a Parma per la prima volta, nel cartellone della stagione lirica 1950. E dalla lirica al cinema, non ci si può non soffermare, nella Gazzetta di venerdì 27 sulla folgorante sintesi del critico cinematografico di allora (A. B. , ovvero Attilio Bertolucci) , che nel recensire il film "Campane a martello", meno felice di altri del regista Zampa, spiega che a farlo piacevole sono soprattutto "le graziette della Lollobrigida".

Febbraio 

Volo transoceanico a 6 anni - “Dagli Appennini alle Ande”: sulla scia del libro Cuore, fa notizia (e in fondo la farebbe anche oggi) l'avventura di una bambina che da sola, una volta rimasta orfana, prende l'aereo per raggiungere il padre in Argentina. La cosa eccezionale è che, mentre lo stesso padre e i parenti avevano concordato di attendere che un conoscente comune potesse accompagnarla, la piccola Silvana Mercati prende su e, accompagnata dalla nonna, si reca a Milano alla direzione dell'Alitalia dove “esprime con fermezza il proprio proposito”. E dopo due giorni nell'albergo dell'aeroporto (sotto il controllo dei dirigenti della compagnia), la piccola grande Silvana viene imbarcata e, coccolata da hostess e piloti, raggiunge il Sudamerica e il padre.


 

Meno nobili i motivi per cui la cronaca si occupa della ventenne Maria C., di Borgotaro, che compare davanti ai giudici della Corte d'assise con l'accusa di avere avvelenato il marito.


 

La polemica del loggione - Domenica 5 febbraio torna protagonista una lettera al direttore, nella quale un loggionista lamenta la deprecabile abitudine, al Regio, di ritardare l'inizio delle rappresentazioni liriche, rispetto all'orario previsto, nell'attesa dell'arrivo dei frequentatori dei “soli palchi”. “ A teatro – spiega l'inviperito loggionista – ci si va per ascoltare la musica, e solo che è intenzionato in questo senso si guarda bene dal rendersi irriverente verso l'arte”. A fianco, una notizia che sembra ripresa pari pari dai giorni nostri: “gli assistenti universitari sospendono l'attività didattica”, per “gli intralci che trovano negli organi responsabili del Governo”.

Nelle cronache sportive, invece, al Tardini è di scena il rugby, che nella pagina sportiva ottiene quasi sempre più spazio del calcio. Ma lo sport del fair play non figura benissimo, nella sfida fra Rugby Parma e Rugby Napoli (19-6), che il titolo della Gazzetta definisce “scorrettissima e poco edificante”, con il contributo anchew di gruppi di tifosi a questa “corsa verso l'affossamento dello sport”.


 

Ubaldo Bertoli al Monte di Pietà – Quella che apre la pagina venerdì 10, più che una cronaca, è una storia da antologia letteraria. A firmarla, del resto, è Ubaldo Bertoli, che per raccontare quello che accade al Monte di Pietà inizia dall'arrivo di un bambino, somigliante ad “Oliviero Twist”, venuto mestsamente insieme al padre ad impegnare la propria bicicletta, “sulla quale tante volte si era improvvisato, proteso e felice, Coppi o Bartali”. Una pagina di grande giornalismo, che meriterebbe di essere ripubblicata.


 

“Mi manda vostro figlio” - Sono già in azione anche i truffatori che odiosamente scelgono come vittime gli anziani. Ma quello che si presenta in via Repubblica 95, dicendo di essere “mandato dal figlio per ritirare la sua bicicletta”, non riesce a convincere la signora Concetta Robuschi, che si mostra dubbiosa fino a convincere il truffatore a darsi alla fuga.


 

Trasporti in primo piano – Mentre il progetto per la Parma-Mare viene consegnato agli organi ministeriali, in Consiglio comunale tiene banco il dibattito sul trasporto pubblico: viene approvata l'integrazione dell'attuale sistema tranviario con un servizio di autobus urbani. E si annunciano novità anche in campo ferroviario: un possibile collegamento diretto con Pisa o Viareggio, e nuovi orari sulla Parma-Spezia, linea di crescente importanza per i collegamenti con la Valle del Taro, mentre si invocano comunicazioni più dirette tra Parma e Cremona, magari facendo proseguire fino ala nostra città la littorina che unisce Cremona e Fidenza.


 

Dietro le quinte del Regio - Giovedì 16, non può non cadere l'occhio sulla firma che campeggia nella pagina culturale. E' quella di Baldassarre Molossi, e anche questa è una pagina di antologia.

Fra i segreti della claque (in dialetto i “biglietti ciocadòr”), smoking e decolletèes, acclamazioni al tenore per la “Pira” e brindisi nei retropalchi, Molossi descrive a modo suo la serata del Trovatore. E nel pieno delle polemiche sul destino delle sculture dedicate al Cigno di Busseto, conclude fulminante: “Mercoledì sera tutta Parma era piena di Verdi. Bisognerebbe fargli un monumento ! (Sia detto senz'alcuna ombra di malignità”).


 

Non mancano, in quell'inizio d'anno, tensioni sindacali: la Gazzetta registra uno scambio fra Camera del Lavoro e Unione industriali sulla situazione della Vetreria Luigi Bormioli. Per il resto, la Gazzetta invoca “buon senso e ordine per impedire i tanti incidenti stradali”, e registra che “i furti di galline sono sempre all'ordine del giorno”. Altre esigenze, invece, vengono soddisfatte in pieno centro della città, in via del Parmigianino, finchè i carabinieri non scoprono l'attività della frequentatissima casa di appuntamenti.

(segue...)

 

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