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Agosto di sangue sulle strade: un morto ogni quattro giorni - E anche a Parma aumentano i "pirati"

Agosto di sangue sulle strade: un morto ogni quattro giorni - E anche a Parma aumentano i "pirati"
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Quattro morti nella prima metà di agosto: uno ogni quattro giorni. La crudezza delle cifre colpisce come un pugno allo stomaco, e fotografa in modo drammatici il ritorno (purtroppo ciclico) dell'emergenza incidenti sulle nostre strade. Un dato che già supera quelli dell'agosto 2009 e dell'intero mese di luglio appena trascorso.

UNA TRAGICA SEQUENZA - La morte dell'anziano che era rimasto coinvolto nello scontro fra tre auto a Castelguelfo (vedi articolo in home page) ha allungato, nel giorno di ferragosto, una sequenza già pesantissima: quattro incidenti in una settimana. Una sequenza che era iniziata con il tremendo schianto a Traversetolo, tra un camioncino e uina moto, che era costato la vita al ristoratore Costoncelli. Poi la caramnola impazzita nella tangenziale sud: anche qui vittima un motociclista (Francesco Cantiello), con il successivo dibattito sulla necessità di intervenire per sistemare un guardrail oggi inesistente e pericolosissimo (e altri due incidenti, per fortuna senza conseguenze così drammatiche) sono poi avvenute nello stesso tratto nei giorni successivi. Quindi la disgraziata escursione in jeep sopra Noceto, costata la vita a Luciano Ratto. E poi, appunto lo scontro di Castelguelfo, dove si è anche registrata l'ennesimo episodio di pirati dela strada fuggiti  (in questo caso a piedi) anzichè fermarsi a prestare soccorso.

Quattro vittime, dietro il cui crudo dato statistico ci sono i drammi familiari di chi ha perso il padre o il marito. E se è giusto rimarcare le carenze delle strutture, come per la tangenziale sud, è altrettanto doveroso ricordare la necessità di rispettare non solo le norme del codice (che da sole non basterano mai), ma anche le regole di una prudenza che prima di tutto serve a noi, oltre ovviamente a tutelare gli altri.

TROPPE INFRAZIONI - Troppi parmigiani girano in auto mentre parlano con il telefonino (e qui occorerebbero maggiori controlli, perchè è una delle circostanze che più distraggono dalla guida). E troppi utenti della strada (su quattro o due ruote, e spesso anche a piedi) circolano ignorando le regole o infischiandone. Ieri pomeriggio, percorrendo il tragitto Parma-Tizzano, se avessi avuto al fianco un cameraman, avrei potuto realizzare un vero e proprio documentario della trasgressione stradale: sorpassi azzardati con linea continua (in auto come in moto), curve "tagliate", velocità oltre i limiti, e appunto tanti automobilisti con telefonino...  Insomma, se davvero vogliamo affrontare questa piaga, oltre a Anas, Comune o Provincia, anche noi dobbiamo iniziare a costruire qualche "guard rail" mentale per la nostra sicurezza.  (g.b.)

(Nella foto, uno degli incidenti dei giorni scorsi in tangenziale sud)

 

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  • Ugo

    18 Agosto @ 03.05

    Purtroppo la tracotanza e la presunzione degli utenti della strada, siano essi su due, quattro o più ruote, non conosce ritegno. I controlli, indipendentemente da quanto siano frequenti, diventano una sfida da vincere indipendentemente dal fatto se si ha o meno ragione. L'agente, se commina la sanzione, è colui che limita la nostra libertà di fare ciò che vogliamo sulla strada e noi lo vediamo come un essere ottuso e privo di capacità di capire che, infondo, non abbiamo fatto del male a nessuo (fortunatamente la maggior parte dei casi), mentre se cagioniamo un danno fisico non lo abbiamo fatto di certo apposta! Al contrario, se non ci fa la contravvenzione, è un lavativo che, una volta allontanatici da lui, ci fa sorridere soddisfatti in quanto lo abbiamo fregato e ci fa sentire che nessuno al mondo è furbo quanto noi. Ciò che ci distingue in peggio e che ci espone al ludibrio internazionale, nasce dal fatto che, di fronte alle regole, l'italiano medio ritiene che queste vanno applicate per gli altri ed interpretate nella forma più permissiva per noi stessi. Occorre riscoprire il senso civico ormai lettera morta per i più e se per far rispettere le regole sono utili i sistemi elettronici, che questi vengano utilizzati sempre di più. E' triste dire questo, ma la realtà va decisamente in questa direzione.

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  • lela

    17 Agosto @ 21.14

    Cerchiamo ad ogni costo la sicurezza passiva ma dimentichiamo che la prudenza e o consapevolezza di "infrangere anche se pur modestamente le regole" dipende da noi...

    Rispondi

  • Valeria

    16 Agosto @ 21.22

    Dimenticavo: bravi, complimenti per l'articolo, rispecchia assolutamente la realtà!

    Rispondi

    • daniele

      25 Agosto @ 20.22

      In effetti anche il telefonino potrebbe distrarre dalla guida.....ma siamo sicuri che non siano "le minigonne" per strada?...... p.s. La mia è una provocazione.

      Rispondi

  • Valeria

    16 Agosto @ 21.19

    Possiamo continuare a modificare il codice della strada ma ciò che manca sono i controlli a tappeto: oggi via Cremonese un pulmino tipo ducato ha cominciato a sorpassarmi dove c'è il limite dei 90 (io ero circa a 80 KM ora) in semicurva con visibilità ridotta, sfrecciando raggiungendo la macchina davanti a me e superandola a tutta velocità nei pressi di un incrocio!! E non vi dico le persone al telefono e che magari ti stanno a ridosso del paraurti posteriore! Sono perfettamente d'accordo con Nic non si rispettano i limiti di velocità, la distanza di sicurezza e aggiungerei il telefonino sempre in mano mentre si guida! Controlli controlli controlli è l'unica soluzione.

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  • papalima1

    16 Agosto @ 19.59

    Questo significa che la sicurezza , come termine letterario, non è quella che pensano i più cioè la lotta alla criminalità Ma la sicurezza è tutto ciò che si percepisce insicuro nel momento che si vive. La strada crea più vittime della criminalità ma non si percepisce come nemico in quanto si pensa che il peggio potrà capitare solo agli altri. I veicoli creati con potenza superiore alle norme stradali, gli stessi creati con particolari non a norma delle caratteristiche di legge, lo stress quotidiano, la troppa sicurezza, la troppa fretta, le strade con manutenzione scarsa, sono fattori a rischio incidenti . Usiamo la testa in strada non i cavalli motore.

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