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Gli asili e l'accoglienza, la Provincia è capofila di un progetto nazionale

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A fronte della varietà di servizi e di prassi che in questi anni hanno caratterizzato l’asilo e l’accoglienza, si punta a costruire linee guida condivise per armonizzare gli approcci. A questo mira il progetto “Per un’accoglienza e una relazione d’aiuto transculturali. Linee guida per un'accoglienza integrata e attenta alle situazioni vulnerabili dei richiedenti e/o titolari di protezione internazionale”, con cui la Provincia di Parma partecipa al Fondo europeo per i rifugiati (Fer).
Proprio la Provincia è l’ente capofila dell’iniziativa, di portata nazionale, che coinvolge otto realtà impegnate da anni in progetti di aiuto e sostegno ai rifugiati e richiedenti asilo: si tratta di Naga, Associazione volontaria di assistenza socio-sanitaria e per i diritti di cittadini stranieri, Rom e Sinti, Milano; dell’Associazione Centro Astalli, Roma; di Simm, Società italiana di medicina delle migrazioni, Roma; dell’Asgi, Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, Torino; di Save the Children Italia, Roma; di Crs, Cooperativa Roma Solidarietà cooperativa sociale (Caritas), Roma; del Cerisc, Centro ricerche e interventi nei sistemi complessi, Prato; del Ciac, Centro immigrazione asilo e cooperazione internazionale, Parma-Fidenza.
Il progetto, che ha preso avvio oggi con la firma di un protocollo, è suddiviso in due azioni distinte: l’elaborazione di linee guida condivise, che poi confluiranno in un manuale, e la loro pubblicazione, diffusione e applicazione attraverso seminari e corsi formativi. Il tutto è indirizzato agli operatori dei centri di accoglienza di tutto il territorio nazionale.

Le linee guida avranno carattere multidisciplinare, e si occuperanno di problematiche giuridiche, profili psico-sociali e sanitari, gestione dei programmi di accoglienza, gestione del lavoro di rete. Il loro obiettivo è dare al “sistema asilo” gli strumenti per compiere un salto di qualità verso l’armonizzazione dei servizi e delle procedure di accoglienza. A oltre dieci anni dalla diffusione in tutto il territorio nazionale di numerosi progetti su richiedenti asilo e rifugiati, ciò che emerge è infatti la varietà e diversità delle azioni realizzate da enti di tutela, enti locali, aziende sanitarie, prefetture. Di qui la necessità di uniformare.
Il 2011 si aprirà con la pubblicazione delle linee guida. La loro diffusione cartacea ed elettronica sarà integrata da specifici incontri seminariali di carattere formativo in ogni centro di accoglienza per richiedenti protezione internazionale: incontri mirati a migliorare le condizioni di accoglienza, prestando particolare attenzione alle categorie vulnerabili.

Il progetto e le sue tappe
L’obiettivo è quello di produrre linee guida per operatori ed enti gestori di Cara (Centri di accoglienza per richiedenti asilo), Cda (Centri di accoglienza), Prefetture, Enti locali, Enti di tutela; linee guida di facile consultazione e d’indirizzo che contengano procedure e indicazioni, applicabili in concreto, per gestire al meglio i complessi interventi connessi all’accoglienza integrata dei richiedenti/titolari di protezione internazionale, con particolare attenzione alle situazioni vulnerabili, attraverso un processo di elaborazione basato su una metodologia consultiva, multilivello, multidisciplinare e transculturale. Si partirà con una ricognizione di manuali, pubblicazioni scientifiche, procedure, buone prassi, vademecum esistenti e con l’analisi della normativa statale e regionale, con particolare attenzione alle disposizioni vigenti in materia di organizzazione dei servizi socio-sanitari e alla programmazione degli interventi sul territorio; si procederà poi con la consultazione dei “portatori di interesse” (dagli organismi internazionali alle Asl e ad enti e associazioni impegnati nel settore), con un ampio confronto in un workshop nazionale previsto in Provincia di Parma e infine con l’elaborazione delle linee guida in base a quanto emerso dall’analisi della letteratura scientifica e manualistica esistente, dagli incontri di consultazione e dal workshop nazionale.

“È un tema importante, sul quale la Provincia e il nostro territorio sono impegnati da anni e sul quale abbiamo maturato un’esperienza significativa. Ora, insieme a realtà di grande prestigio, mettiamo in rete il nostro patrimonio di conoscenze in questa nuova sfida di livello nazionale, sperando che tutto ciò serva anche ad aumentare la sensibilità generale al problema”, ha detto il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli.
“È una tematica che è di sfondo a un paese che vive con complessità l’approccio alla questione, perché non esiste una normativa di riferimento particolarmente dettagliata ed esistono modalità di approccio all’aiuto, all’accoglienza e anche all’approfondimento dei temi giuridici in materia che sono molto differenziate nello scenario nazionale. A Parma viene riconosciuta una capacità di guida, avendo nel tempo avuto esperienze di grande rilievo”, ha aggiunto l’assessore alle Politiche sociali Marcella Saccani, che ha sottolineato la rete “con le associazioni che più sono impegnate a livello nazionale. Da un lato c’è l’orgoglio di far parte di un sistema che ha affrontato e affronta con serietà il problema, e dall’altro l’obiettivo di continuare in un percorso che sia di sostegno e di aiuto alle realtà che devono affrontare il tema dei richiedenti asilo”.

Sul lavoro di rete si è soffermato anche il presidente del Ciac Emilio Rossi: “Il Ciac ha dieci anni, e fin dall’inizio l’imperativo è stato sempre quello di creare una rete. Rete con i comuni, con la Provincia, con le associazioni, con le realtà che a livello non solo locale si occupano di questi temi. Il progetto che prende avvio oggi va nella stessa direzione: è tutto molto coerente con la nostra storia e con quello che fin qui abbiamo fatto. Ora dobbiamo impegnarci al meglio valorizzando al massimo le potenzialità di questa rete, formata di soggetti di grande esperienza”.

Per Gianfranco Schiavone dell’Asgi, quello che parte oggi “è un progetto che può sembrare piccolo ma ha una dimensione di carattere nazionale: questo insieme di realtà si prefigge di elaborare un “manuale” per gli operatori, per presa in carico, assistenza e accompagnamento di situazioni particolarmente vulnerabili. Linee guida che saranno diffuse su tutto il territorio nazionale e che saranno oggetto di venti seminari in tutta Italia”.

Partecipazione convinta anche da parte della Caritas di Roma: “Abbiamo aderito volentieri, conoscendo l’esperienza della Provincia di Parma e pensando che l’impegno del pubblico sia fondamentale in questo tipo di progetti, insieme alla collaborazione di tutti gli altri enti - ha commentato la responsabile dell’Area immigrati Le Quyen Ngo Dinh -. Pensiamo che i tempi siano maturi per raccogliere le idee e le esperienze: pensiamo sia importante fare concretezza”.

 

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