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Laguardia: "Soddisfatto? Sì, anche se me lo aspettavo"

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Minimizza,  se lo  aspettava: il «giorno dopo» di Gerardo Laguardia è un giorno come gli altri. All'indomani della sua conferma decisa dal Csm  -  fino al 2013  - ai vertici dell'ufficio giudiziario (che guida dal 2005)  Laguardia sembra semmai  sorpreso del fatto che alla sua porta si siano assiepati i cronisti. «Sono contento, ma me l'aspettavo – dice – è abbastanza normale, a meno che uno non abbia fatto grandi ''cavolate''».
Il Csm ha in pratica «promosso» l'attività della procura in questi anni?
«Sì, è stato riconosciuto che   abbiamo lavorato bene, nonostante siano stati complessi. Sono stati anni impegnativi, con buona parte delle risorse dell'ufficio, già scarse,  assorbite e concentrate essenzialmente su Parmalat. E' stato riconosciuto da tutti che la nostra procura, per dimensioni e personale, non era attrezzata per affrontare un procedimento, anzi più procedimenti, legati a una vicenda di quelle dimensioni. Invece siamo arrivati a buon punto. E poi non dobbiamo dimenticare che abbiamo dovuto affrontare situazioni difficili anche nell'attività ordinaria, basti pensare alla serie di omicidi senza precedenti per Parma che ha caratterizzato il 2006. Il  Csm ha valutato l'attività del quadriennio e, come dimostra il provvedimento, l'ha giudicata positivamente»
A proposito di processo Parmalat, in attesa che venga chiusa con il deposito del 415 bis l'indagine relativa al vecchio Parma calcio, e che gli ultimi filoni giungano a conclusione, quali sono i tempi previsti per l'epilogo del procedimento principale?
«Il sedici di settembre inizia la requisitoria. La sentenza è quindi imminente, arriverà  sicuramente prima della fine dell'anno».
Anche per quanto riguarda il calendario delle udienze (davanti al gup,  giudice monocratico e  tribunale  collegiale), gli impegni, a partire dalla ripresa dell'attività ormai imminente, sono tanti e pressanti. E poi non vanno dimenticate le numerose inchieste in atto, a partire dalle acquisizione dei documenti da parte della finanza negli uffici della pubblica amministrazione e quelle che potrebbero  nascere, una su tutte quella relativa ai reiterati  incendi dolosi sulla pontremolese.
 «La finanza ha effettuato  acquisizioni di documenti che erano già state programmate, mentre per quanto attiene agli incendi le indagini sono allo stadio iniziale ed è presto per fare diagnosi.  Vedremo, il lavoro non manca, come sempre del resto».
Ma oggi come oggi, dopo periodi bui,  qual'è la reale situazione dell'organico dell'ufficio? 
 «La dottoressa Blasco lascerà a fine anno in quanto è in scadenza  e non è più rinnovabile la sua applicazione extradistrettuale.  E' appena arrivato il dottor Imperato, che resterà applicato per sei mesi, mentre in aprile  arriverà a Parma un uditore giudiziario.  Inoltre siamo in attesa di sapere se ci saranno domande, visto che il termine scade il 15 settembre,  per le applicazioni extradistrettuali che il  Csm ha deliberato».  Obiettivamente siamo lontani anni luce dalle drammatiche emergenze di alcuni anni fa, ma è chiaro che - rispetto alla pianta organica - il piatto continua a piangere.
Marco Imperato, il nuovo pm  in arrivo dalla procura generale di Bologna, sarà applicato come detto per sei mesi. Dopo aver fatto una sostituzione a Reggio Emilia, Imperato verrà a Parma per colmare almeno temporaneamente i buchi in organico. Con il trasferimento a Milano in aprile del pm Anna Ferrari e la nomina a maggio di Giorgio Grandinetti a capo della procura di Reggio Emilia, la procura si è trovata a fare i conti con due magistrati in meno. Una situazione resa ancora più pesante dal fatto che tre dei sostituti - Paola Reggiani, Lucia Russo e Vincenzo Picciotti - saranno impegnati a tempo pieno ancora per qualche mese sul caso Parmalat. Imperato rimarrà a Parma per sei mesi, mentre ad aprile dovrebbe entrare in servizio un uditore giudiziario. Come detto a dicembre, inoltre, scadrà, senza possibilità di proroga, visto che è stato raggiunto il limite dei due anni, l'applicazione del pm Adriana Blasco. E sempre a fine anno la procura dovrebbe perdere un altro sostituto: Francesco Gigliotti dovrebbe infatti andare in pensione a dicembre. Insomma, la situazione rimane sempre al limite, ma l'arrivo di Imperato consentirà di smaltire almeno in parte i carichi di lavoro. In attesa che, entro la fine dell'anno, possa essere bandito un nuovo concorso per pm. E sperando, soprattutto, che non vada deserto come quello dei mesi scorsi.
 

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