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Trasporto pubblico, gara a Busitalia. Tep all'attacco: "Verificheremo se l'assegnazione è legittima"

Offerte eccessivamente al ribasso - dice la Tep - possono poi avere pesantissime ripercussioni sul servizio, sugli utenti e sui lavoratori

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Il management di Tep vuole vederci chiaro sull'aggiudicazione a Busitalia, in via provvisoria, della gara per il servizio pubblico a Parma. Il consiglio d'amministrazione - dice una nota dell'azienda - "effettuerà l’accesso agli atti, verificherà la legittimità dell'assegnazione e, qualora ne ravvisasse le condizioni, intraprenderà tutte le azioni necessarie affinché gli interessi della città e del territorio vengano tutelati". Secondo gli attuali vertici della Tep, infatti, non è chiaro su quali aspetti dell'attività aziendale l'eventuale nuovo gestore potrà realizzare economie: "Offerte eccessivamente al ribasso - dice la Tep - possono poi avere pesantissime ripercussioni sul servizio, sugli utenti che pagano il biglietto, e sui lavoratori, sia quelli coperti che quelli, purtroppo molti, non coperti da clausola sociale". D'altre parte, secondo l'azienda, "voler vincere a tutti i costi, presentare numeri finti, insostenibili, e scaricare il problema sulle gestioni future" sarebbe stato "un comportamento irresponsabile", che è stato evitato. Per questo il consiglio d'amministrazione in carica promette che continuerà "a lavorare duro".

Busitalia, da parte sua, accogliendo con soddisfazione questo importante passaggio verso l’affidamento definitivo, "conferma la volontà e l’impegno a perseguire, a Parma come nelle realtà dove già opera con successo, gli obiettivi delineati dal piano industriale di FS Italiane".


Ecco il comunicato integrale della Tep: 

E’ stata comunicata da SMTP la conclusione della fase istruttoria sulle offerte di gara svoltasi negli ultimi 4 mesi, che assegna in via provvisoria all'Associazione temporanea di imprese (ATI) Busitalia/Autoguidovie la gestione dei servizi di trasporto pubblico nel bacino di Parma. 
Da quanto riportato recentemente dagli organi di stampa, le verifiche di anomalia non si sono esaurite con la prima richiesta di chiarimenti, né con la seconda. Sembra si sia giunti all’audizione finale, necessaria per legge prima di escludere un’offerta anomala.  Già in fase di apertura delle buste relative all'offerta economica, nel segnalare la presunzione di anomalia TEP aveva evidenziato come i numeri presentati dall'ATI suscitassero notevoli perplessità sulla tenuta del piano economico finanziario.
TEP conosce perfettamente un mercato come quello del trasporto locale di Parma, avendovi operato per quasi 70 anni.
TEP sa perfettamente quanto l’offerta che lei stessa ha presentato fosse già impegnativa e sfidante, ma comunque sostenibile dal punto di vista economico e finanziario. TEP sa anche che investimenti che sembrerebbero quasi doppi e ribassi sul prezzo di gara superiori del 25%, avrebbero reso il raggiungimento del pareggio di bilancio pura utopia. Un comportamento irresponsabile sarebbe stato quello di voler vincere a tutti i costi, presentare numeri finti, insostenibili, e scaricare il problema sulle gestioni future. Non è stato fatto, né mai l’idea ha lontanamente sfiorato l’azienda. Ora che, come prevede la legge, sarà possibile effettuare l’accesso agli atti, sarà quindi interessante capire i dettagli dell’offerta temporaneamente aggiudicataria e su che voci i concorrenti intendono realizzare le economie. Personale? Manutenzioni? Sicurezza? Sarà interessante capire l’esito delle due richieste di chiarimenti, come mai sembrerebbe essere stato necessario giungere all'audizione finale e cosa sia stato prodotto di così rilevante durante l’audizione stessa.  Sicuramente sarebbe molto più semplice per il Consiglio d'Amministrazione dimettersi, come invocato da qualcuno addirittura già all’apertura delle buste, e lasciare la questione in mano a malcapitati catapultati su un treno in piena corsa. Oppure galleggiare, lasciare che le cose facciano il loro corso, senza fare accesso agli atti e eventuali ricorsi, in modo da chiudere rapidamente una fase di transizione durata sicuramente fin troppo – ma non certo per colpa di TEP – arrivare ad aggiudicazione definitiva all’ATI e portare in liquidazione l’azienda, con una dote di svariate decine di milioni di euro da dividere tra i soci. Il CdA invece non esiterà ad assumersi le sue – e solo le sue - responsabilità e ad assicurare l’impegno che questa delicata fase richiede. Effettuerà l’accesso agli atti, verificherà la legittimità dell'assegnazione e, qualora ne ravvisasse le condizioni, intraprenderà tutte le azioni necessarie affinché gli interessi della città e del territorio vengano tutelati. Il fatto è che offerte eccessivamente al ribasso possono poi avere pesantissime ripercussioni sul servizio, sugli utenti che pagano il biglietto, e sui lavoratori, sia quelli coperti che quelli, purtroppo molti, non coperti da clausola sociale. E’ per senso di responsabilità, quindi, che l’attuale management continuerà a lavorare duro, e a fare tutto il possibile per tutelare il patrimonio che quest’azienda, con una storia alle spalle lunga quasi settantanni, rappresenta per la città, il territorio, e i lavoratori. 

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  • Franca

    21 Febbraio @ 08.52

    Se tutto cambierà, assisteremo ad imbarazzanti ritorni. Ed allora sì che dalla padella si cadrà nelle brace. Meditate gente, meditate...!

    Rispondi

    • Filippo

      21 Febbraio @ 12.11

      L'unica cosa veramente imbarazzante, sarebbe confermare questi incapaci, arroganti e raccontatori di diverse verità (pare che mistificatori non si possa scrivere...): quasi tutto il resto, è meglio.

      Rispondi

    • Filippo

      21 Febbraio @ 12.01

      L'unica cosa veramente imbarazzante, sarebbe confermare questi incapaci, arroganti e raccontatori di diverse verità (pare che mistificatori non si possa scrivere...): quasi tutto il resto, è meglio.

      Rispondi

  • Nicola Martini

    20 Febbraio @ 19.25

    Purtroppo l'apertura alla concorrenza rispetto a servizi di base quali ad es. il TPL, che hanno una forte valenza sotto il profilo sociale, non pare la soluzione migliore. Nel caso del TPL che gli Enti pubblici locali non facciano parte della compagine societaria può essere un danno, in quanto con una propria società partecipata si può giungere ad una modulazione dei servizi ottimale, puntando magari ad una sostenibilità economica in pareggio o quasi a cui una gestione privatistica non tende per ovvie ragioni. Resto perplesso, inoltre, rispetto al piano industriale FS che ultimamente si è inserita nel trasporto su gomma (TPL e non) e che con ciò, temo, produrrà alla lunga con tutta probabilità (sotto un profilo generale) una riduzione dell'offerta del trasporto su ferro sopratutto sulle tratte secondarie, sebbene il treno sia uno dei mezzi più sostenibili sotto il profilo ambientale ed in P. Padana bisognerebbe tenerlo bene a mente. Per quanto riguarda Tep, sebbene i servizi fossero del tutto perfettibili, tale azienda è da considerarsi un patrimonio per la città, non solo perchè di proprietà degli Enti del territorio ma anche perchè è un soggetto che ha trovato negli anni un equilibrio economico, dopo aver risanato con grandi sforzi negli anni '90 il deficit ed il debito. Tale risanamento l'abbiamo pagato anche noi parmigiani in termini di riduzione del servizio. Non aver pensato in prossimità della gara ad una strategia efficace (es. affiliazioni) per un soggetto di piccole dimensioni come Tep, facendo oltretutto distribuire dividendi lo scorso anno (come segnalato sulla stampa da alcuni Consiglieri), credo sia una responsabilità politica di non poco conto dato che la società avrebbe dovuto gareggiare con competitor particolarmente agguerriti. Da ultimo, con tutta probabilità, semplicemente con una certa volontà politica da parte degli Enti proprietari si sarebbe potuta evitare la gara e affidare direttamente il servizio a Tep, tutelando così un patrimonio pubblico del nostro territorio. In base al Regolamento UE 1370/07 (v. Link) la regola è la gara ma si può anche utilizzare l'affidamento c.d. in house ex art. 5 c. 2. Se la strada dell'in house providing era praticabile per tutelare Tep credo che certe scelte siano da giustificare con cura da parte dei soggetti politici di maggioranza presenti in Comune e Provincia. Spero che l'azienda non finisca in liquidazione. http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2007:315:0001:0013:IT:PDF

    Rispondi

  • StekkoPardo

    20 Febbraio @ 19.14

    Chissà se anche BusItalia manderà il proprio personale in Norvegia per verificare l'acquisto di bus usati. La speranza è che con la nuova gestione si cambi non solo mentalità e atteggiamento, ma anche (e soprattutto) la dirigenza con i suoi yes-man....altrimenti per parmigiani e utenti sarà l'ennesima occasione persa.

    Rispondi

  • Filippo

    20 Febbraio @ 18.40

    Un encomio collettivo a Rizzi, Rubini, Pizzarotti e Frittelli: dei veri geni dell'economia. La città vi ringrazia sentitamente, ma non riesco ad accodarmi a cuor leggero a chi dice che è difficile non far meglio di Tep: come ben dimostra Iren, non c'è limite al peggio.

    Rispondi

  • Alberto

    20 Febbraio @ 18.30

    Speriamo di non cadere dalla padella nella brace.

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