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Il procuratore generale di Milano chiede l'arresto di Tanzi: "Pericolo di fuga o reiterazione del reato"

Il procuratore generale di Milano chiede l'arresto di Tanzi: "Pericolo di fuga o reiterazione del reato"
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Dopo la condanna in secondo grado a 10 anni di reclusione il Pg di Milano ha chiesto l’arresto per l'ex patron di Parmalat Calisto Tanzi per il pericolo di reiterazione del reato o di fuga. L’istanza è stata discussa oggi davanti al Tribunale del Riesame.
L'istanza di incarcerazione Calisto Tanzi è stata ribadita questa mattina davanti ai giudici del Riesame dal pm milanese Eugenio Fusco, dopo che la Corte d’Appello aveva respinto un’analoga richiesta avanzata tempo fa dalla procura generale in seguito alla conferma della condanna in secondo grado per l’ex patron Parmalat. Per questo il Pg ha impugnato il provvedimento di rigetto, che oggi è stato discusso. I giudici si sono riservati di decidere.

La richiesta d’arresto riguarda il processo per aggiotaggio, ostacolo all’attività degli organi di vigilanza e falso in bilancio, per il quale è stato condannato anche in secondo grado a dieci anni di reclusione. Tanzi oggi era presente in aula. In secondo grado si era visto anche avanzare una richiesta di risarcimento a titolo di provvisionale di oltre 100 milioni di euro ai risparmiatori danneggiati, che si sono costituiti parte civile al processo. In sostanza l’ex patron di Parmalat avrebbe dato false comunicazioni al mercato facendo risultare sana l’azienda che poi è stata travolta dal fallimento con un buco di 14 miliardi e gli azionisti che si sono ritrovati in mano, al posto delle azioni, carta straccia.

A quanto si è appreso, il Pg chiede l'arresto per la vicenda della sottrazione dei quadri da parte di Calisto Tanzi, emersa con i sequestri degli scorsi mesi disposti dalla Procura di Parma. Il pericolo di reiterazione del reato, infatti, è connesso proprio al nuovo elemento emerso con il sequestro dei quadri. La procura generale ha chiesto il carcere per Tanzi sulla base dell'articolo 275 del Codice di procedura penale, che permette agli inquirenti di chiedere l’arresto dopo una sentenza, quando ci sono "elementi sopravvenuti" a carico del condannato. A quanto si è appreso, invece, la richiesta non è legata alla nuova attività imprenditoriale di Tanzi. Il pericolo di fuga, invece, si riferisce al fatto che la sentenza di condanna di secondo grado è prossima a passare in giudicato, mancando solo la pronuncia della Corte di Cassazione.

RIPRENDE IL PROCESSO A PARMA. CHIESTI 2 MILIARDI DI EURO. Due miliardi di euro. A tanto ammonta la provvisionale chiesta nel corso del processo Parmalat contro gli ex amministratori e sindaci del colosso di Collecchio da Marco De Luca, avvocato della Parmalat di Enrico Bondi. De Luca ha chiesto la provvisionale a titolo di risarcimento danni, perlomeno parziali, perché per determinare l’ammontare dell’intero risarcimento da destinarsi alla Parmalat sorta dalle ceneri di quella di Calisto Tanzi sarà necessario un «separato giudizio in sede civile».

Ammonta invece a 107 milioni di euro la provvisionale chiesta dall’avvocato Carlo Federico Grosso, che rappresenta gli oltre 32mila risparmiatori del Sanpaolo-Imi, «vittime» dei bond della vecchia Parmalat. La cifra richiesta da Grosso ammonta al 40% dell’intero danno subito dai risparmiatori costituiti in giudizio a Parma. Il 10% rappresenta il danno patrimoniale mentre il 30% di questa cifra è rappresentato dal danno morale, calcolati sui crediti «vantati dai nostri assistiti», ha spiegato Grosso.

Sia il legale di Parmalat sia il legale dei risparmiatori del Sanpaolo hanno chiesto «la condanna in solido degli imputati al risarcimento dei danni».

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  • Hugo the Boss

    28 Settembre @ 14.58

    Harris, ti sfugge che qui non si tratta di godere di disgrazie altrui, ma di GIUSTIZIA! Mi pare che la parola da se sia una spiegazione. La carità cristiana è valida, ma lasciamola a chi se la merita, anche la chiesa perdona, ma da la giusta pena!!!!

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  • ParmigianoFiero

    28 Settembre @ 14.03

    Beh, Harris, il mio pensiero è molto chiaro, io non provo nessuna pietà per il Cavaliere, nè quello del latte, nè quello della TV! Semplicemente, vorrei in galera anche quelli delle banche che hanno partecipato alla truffa ai danni dei risparmiatori.

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  • stefano

    28 Settembre @ 11.52

    Per Piero. Io le dico sempre giuste. Fa ment a mi! C'è un pezzo dei Promessi Sposi di Manzoni che dice "Verrà un giorno!" . Questa frase viene detta da Padre Cristoforo a Don Rodrigo, quasi un vendetta, una gioia dove tutto accadrà, si saprà e verrà fuori. Adesso io dico "Verrà un giorno".... verrà un giorno in cui chi prova pietà per il Cavaliere e sta godendo magari farà la stessa fine, e allora io con il sorriso e il volto goduto andrò a Fraore a godere di felicità.

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  • il Viandante delle Beccherie

    28 Settembre @ 10.40

    Scusate la riflessione. Qui i difensori d'ufficio del Cavaliere Smascherato puntano il dito contro i banchieri, il "reverendo" HARRIS81 in primis, già chiamato in Vaticano per l'apertura del processo di canonizzazione del martire San Calisto da Alberi. Chiedo scusa ma non era la Parmalat che inviava alle banche italiane ed americane, per ottenere capitali a prestito, finti affidamenti bancari, su banche off-shore, realizzati a Collecchio su carta taroccata e lo scanner? Alla Cassa di Risparmio non siedeva il commercialista di Tanzi? Alla Banca Monte non siedeva il direttore finanziario di Parmalat? Parmalat non aveva quote della Banca Agricola Mantovana, di Mediocredito Centrale, Banca Akros e qualche altro istituto di credito? Parmalat stessa aveva interessi nelle banche e otteneva favori dalle banche. Ma perchè era una Azienda-Banca li chiedeva e li voleva questi favori, o secondo voi esistono banche che godono a dare liquidi random senza vederli tornare indietro? Guardate che sono state le banche ad imporre la presenza di Bondi nel Cda, ancor prima che scoppiasse il crac, perchè erano venute a conoscenza della situazione e cercavano una via di uscita, ma ovviamente troppo tardi. Certo la soluzione tutta all'italiana di dare addosso all'entità generica "Banche", rende la cosa più sopportabil, rende i responsabili meno colpevoli e scagiona la comunità parmigiana dall'essere testimone, e forse, a volte, complice morale, del più grande disastro finanziario d'Europa. Contenti voi......

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  • ParmigianoFiero

    28 Settembre @ 08.52

    Una volta tanto Harris ne ha detta una giusta, o almeno una parte: "andate a casa (anche) dei banchieri"...

    Rispondi

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