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Tep, Stt e Banca MB: la Procura indaga, l'opposizione attacca. Vignali: "O ha ragione il presidente Tep o dovrà dimettersi"

Tep, Stt e Banca MB: la Procura indaga, l'opposizione attacca. Vignali: "O ha ragione il presidente Tep o dovrà dimettersi"
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IL PUNTO - «E' opportuno approfondire questa vicenda di cui siamo ve­nuti a conoscenza attraverso la stampa». Così ieri mattina il pro­curatore della Repubblica di Parma si è espresso in relazione alle notizie che fanno riferimen­to alla vicenda degli 8,5 milioni che Tep ha investito in Banca MB, istituto di credito attual­mente commissariato, una cui quota di partecipazione è risul­tata appartenere ad Andrea Co­sta, presidente della holding del Comune di Parma Stt ed ex pre­sidente della Tep.

Il caso Tep-MB-Stt agita la po­litica. Per tutta la giornata si so­no inseguite e attorcigliate prese di posizioni e repliche. Giorgio Pagliari (Pd), Marco Ablondi (Prc) e Maria Teresa Guarnieri (Ap-Av) sono tornati all'attacco di Andrea Costa e del sindaco Pietro Vignali. Il sindaco ha di­chiarato di «essere il primo a chiedere chiarezza. Ci deve es­sere un limite alle operazioni fi­nanziarie azzardate, sia un limi­te alle speculazioni politiche. Co­me socio di Tep mi preme il rien­tro della disponibilità dei soldi, come sindaco l'interesse pubbli­co ».

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La cronaca di venerdì "minuto per minuto"

L'opposizione in Consiglio comunale ha scritto questa mattina una lettera aperta al sindaco di Parma attraverso cui chiede l'autosospensione del presidente di Stt Andrea Costa "che non poteva non sapere" - si scrive - dell'acquisizione da parte della società di cui è azionista di maggioranza della partecipazione azionaria in Banca Mb. I consiglieri di minoranza,attraverso i loro rappresentanti, chiedono anche che si faccia chiarezza su sette società di cui risultano soci Costa "e/o la consorte e/o il figlio" che hanno sede in viale Mentana 45, e in particolare sui rapporti che queste, il Comune e/o le società partecipate.
Questa la lettera inviata al sindaco e alla stampa:

"Caro Sindaco,
la stampa riporta le dichiarazioni dei presidenti di Stt S.p.A. e di Tep S.p.A. in presunto riscontro al nostro comunicato di ieri.
Il nostro interlocutore, diretto ed esclusivo, resti Tu, quale Sindaco, che rappresenta il Comune di Parma nelle assemblee societarie e che porta la responsabilità della scelta delle due Persone, in quanto indicate nell’esercizio della competenza esclusiva in tema di designazione dei rappresentanti del Comune negli Enti di II grado.
Or bene, il Presidente di STT riconosce che una Società, di cui è azionista di maggioranza, ha una partecipazione azionaria in Banca MB S.p.A., ma dice di non aver saputo che era stata acquisita tale partecipazione. La tesi è incredibile, come Tu ben devi sapere o come Tu devi verificare. La Società titolare della predetta partecipazione è la C&C and Partners S.p.A., con sede in Parma, viale Mentana 45. Di questa S.p.A., il Presidente di STT possiede 3 milioni di euro di quota, mentre il Figlio di questi ne possiede 2 milioni.
Nella medesima Società, il Presidente predetto riveste il ruolo di Presidente del C.d.A. e di Consigliere Delegato.
L’investimento di C&C and Partners S.p.A. in Banca MB S.p.A. risulta effettuato tra il 04.08.2008 (data dell’atto di ammissione nella compagine sociale) e il 29.04.2009 (data dell’ultimo adempimento al quale ha preso parte il Socio) e si è concretizzato nell’acquisto di complessivi Euro 3.160.000,00 di azioni ordinarie: poteva il socio di maggioranza non sapere?
Poteva, per una S.p.A. con un capitale versato di € 5.000.000,00 e costituita il 21.05.2008 (cioè, poco più di due mesi prima dell’ingresso in Banca MB S.p.A., con un investimento iniziale superiore al milione di euro), un’operazione così rilevante essere considerata ordinaria ed essere decisa senza l’assenso del Socio di maggioranza?
La risposta non è credibile e accentua l’esigenza di chiarezza, rafforzando la richiesta di autosospensione del Presidente di STT S.p.A.. Peraltro, sempre le visure camerali attestano che allo stesso indirizzo di viale Mentana 45 in Parma, hanno sede altre sette Società (Globalgest s.r.l., Terredifiori s.r.l.-Società Agricola, Tenuta Duecorti s.r.l.-Società Agricola, Tenute Costa-s.r.l., Electa-s.r.l., Intergest-Interporto Gestioni-s.r.l., Prima s.r.l.), di cui risultano soci lo stesso Presidente e/o la Consorte e/o il Figlio.
“Nulla quaestio” se non si trattasse di società che operano in ambiti che possono comportare rapporti professionali ed operativi con il Comune o con sue Società partecipate, cosicché, stante la posizione di grande rilievo della Presidenza di STT S.p.A., è necessario chiarire se rapporti siano stati creati tra queste Società, il Comune e/o le Società partecipate: è una questione di trasparenza e di etica pubblica, cui sollecitano anche le notizie apparse sulla stampa locale di oggi.
Ti chiediamo formalmente, nell’esercizio del diritto di accesso, di voler accertare le suddette circostanze e di riferire nella seduta consiliare del 12 c.m.. Diversamente, attendiamo, comunque, il riscontro scritto alla presente istanza di accesso.
Ti chiediamo, altresì, di richiedere al Presidente di STT S.p.A. di verificare se, davvero, non sussistano, o siano sussistiti, sul piano sostanziale, rapporti tra STT S.p.A. ed ex-Dirigenti e – aggiungiamo oggi – attuali Dirigenti della Banca MB S.p.A..
Quanto al Presidente di TEP, prendiamo atto che – come anche da noi richiesto – il C.d.A. ha deliberato la richiesta di restituzione delle incredibili erogazioni ad una banca sotto ispezione della Banca d’Italia, sotto osservazione del Mondo economico-finanziario, in noto stato di difficoltà finanziaria e a rischio di commissariamento, poi intervenuto.
Ci sarebbe mancato altro! Con tutto questo, però, il Presidente, che, oltre tutto, in arbitraria solitudine, ha deliberato una tale operazione, deve dimettersi od essere dimissionato. E Tu, Sindaco, che lo hai designato, hai il dovere di farTi parte attiva senza indugio.
Con i migliori saluti"
 
COSTA: "NESSUN RAPPORTO FRA LE MIE SOCIETA' E IL COMUNE" -  “Mai ho dichiarato di non sapere dell’ingresso di una società, di cui sono azionista, in banca Mb. Ci mancherebbe visto che sono il socio di maggioranza e il presidente di questa mia società. Quindi o mala fede o disattenzione da parte dell’opposizione nel leggere il mio comunicato di ieri - ha detto il presidente Stt Andrea Costa -  Tengo poi a sottolineare, per tranquillizzare l’opposizione, che non c’è mai stato, né c’è tuttora, alcun rapporto di alcun tipo fra le mie società e il Comune di Parma, o qualche sua partecipata. Infine ribadisco che alcun dirigente di Mb ha alcun tipo di rapporto diretto o indiretto con Stt.”

VIGNALI: "VOGLIO FARE CHIAREZZA" - Il sindaco Pietro Vignali, a margine di una conferenza stampa, questa mattina ha spiegato di volere "fare chiarezza" sulla questione. "Ci deve essere un limite alle operazioni finanziarie azzardate e alle speculazioni politiche", ha detto. Vignali ha riferito anche di aver incontrato il presidente Tep che gli avrebbe dato garanzie sul rientro del capitale depositato dalla società di trasporto pubblico in banca MB. "Come socio di Tep mi preme il rientro della disponibilità dei soldi - ha detto -, mentre come sindaco mi preme l'interesse pubblico". A questo punto, ha continuato, "o ha ragione il presidente Tep e chi ha alzato il polverone politico dovrà chiedere scusa, oppure il presidente Tep dovrà dimettersi".

LA PROCURA - Nella tarda mattinata, incontrando i giornalisti, il procuratore capo Laguardia ha annunciato l'apertura di una fascicolo sulla vicenda ("appresa - ha detto Laguardia - dalle notizie di stampa"), che per ora è un "modello 45". termine tecnico che indica una inchiesta al momento senza persone indagate e senza ipotesi di reato.



                                                                                                         

       

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  • Giorgio Morelli

    09 Ottobre @ 18.33

    Non conosco questo signor Costa ma mi occupo, per passione e ormai anche professionalmente, di risparmio gestito e private banking. Allora cerco di capirci di più, e mi chiedo: se Costa ha investito del suo patrimonio personale in una private bank e questa, attirata su Parma, ha poi offerto conti correnti a tassi molto vantaggiosi ad altri soggetti, ad altre realtà di Parma, dov’è il problema? Direi che siamo di fronte al tipico trade-in di una banca che riceve una partecipazione azionaria privata da quello che la buona prassi americana definisce “influent member of the community”, lo riconosce come consigliere nel suo Cda e reinveste quella somma per sviluppare rapporti di affidamento sul territorio. Stante a questi fatti, non solo è tutto corretto, ma mi permetto di dire che è un comportamento virtuoso e sano, così come è sano che Banca d’Italia vigili, prudentemente, sulla banca in questione, Mb, sulla quale non si conoscono giudizi di merito negativi.

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  • gazzettadiparma.it

    09 Ottobre @ 07.32

    Il post passa, ma ci dà l'occasione per ricordare - a chi parla di prigione - che per arrestare qualcuno occorrono un reato e una persona che lo abbia commesso. Ma oggi, come ha spiegato il procuratore, non ci sono nè l'uno nè l'altra. (G.B.)

    Rispondi

  • franco

    08 Ottobre @ 23.37

    FEDERICOOOOO MA KE MINKIA DICI!!!!!! I RUMENI SARANNO PURE UN PROBLEMA......MA QUELLI LI METTI DENTRO QUANDO IL PRENDI.......QUESTI INVECE.....LIBERI ED INVISIBILI COME I SOMMERGIBILI!!!!!!!!! A PROPOSITO IL "VATE" VILLANI STA' MUTO COME UN PESCE??????? DI SOLITO INTERVIENE SU TUTTO.......... P.S. OK OK BILLY LO SO GIA' .......QUESTO POST NON PASSA!!!!!!!!!

    Rispondi

  • zigozago

    08 Ottobre @ 19.22

    A me pare che la questione sia semplice : a) la TEP ha effettuato un'operazione finanziaria speculativa (investimento di liquidità ad un tasso alto per il mercato), ed essendo una società pubblica questo non va bene, perchè si mettono a rischio capitali pubblici b) l'investimento è stato effettuato in una banca fortemente a rischio controllata da un ex presidente della tep ed uomo forte di Parma, essendo il padre padrone della cassaforte di famiglia... c) per questo incauto investimento, il presidente Mauro deve dimettersi, avendo effettuato operazioni rischiose, senza neanche l'avallo dei consiglieri di amministrazione e del collegio sindacale d) Il Sig Costa controlla una Banca che viene commissariata ed amministra una società che vanta debiti per molti milioni di euro e con un patrimonio aleatorio. Sembra essere un amministratore che non bada ai debiti.... forse andrebbero verificati i requisiti per poter essere amministratore pubblico (onorabilità docet) e) Il Sindaco Vignali afferma che ci deve essere un limite alle operazioni finanziarie spregiudicate ... in raltà sbaglia un amministratore pubblico non deve compiere operazioni finanziare spregiudicate, in quanto amministra soldi dei cittadini.... conclusione l'amministrazione comunale deve chiedere scusa ai parmigiani per non aver vigilato sui comportamenti dei suoi amministratori (Mauro e Costa) e questi ultimi dovrebbero avere la dignità di dimettersi per non procurare nocumento all'immagine dell'amministrazione comunale.

    Rispondi

  • federico

    08 Ottobre @ 19.03

    ma il vero problema a Parma sono i Rumeni che rubano e gli albanesi che spacciano....

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