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Monica e quell'autostop "da brivido"

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Una lettrice ci ha scritto queste righe:

Mi chiamo Monica e abito appena fuori Parma. Leggo il vostro sito ogni giorno ed anche se non sono abituata a scrivere mi sono decisa a farlo per raccontarvi un piccolo episodio che mi è capitato alcuni giorni fa, che mi ha creato molta ansia per il rischio che ho corso. Lo faccio per mettere in guardia le persone come me, istintivamente generose e qualche volte anche ingenue a non mettersi in pericolo per un semplice gesto di altruismo. Vi racconto in breve: mercoledì scorso, come ogni giorno,  mi stavo recando in città per lavoro con la mia utilitaria. Mancavano pochi minuti alle 15 e mi trovavo nel rettilineo che dal sottopasso dell'autostrada arriva al quartier generale della Barilla, direzione Parma. Sul lato della strada appena prima della rotonda vedo un uomo di mezza età, capelli grigi, vestito da lavoro, probabilmente un operaio edile che chiede un passaggio, senza niente in mano. Faceva ancora un gran caldo nel primo pomeriggio. A ragionarci un attimo in situazioni come questa la prudenza porterebbe alla saggia decisione di non far mai salire sconosciuti sulla propria auto. Non so cosa sia stato, ma mi sono ritrovata in un secondo a pigiare sul freno e ad aprire la portiera all'autostoppista.

Subito non ho pensato ad una scelta precipitosa, poi la persona mi è sembrata piuttosto agitata. Mi ha chiesto se avevo venti euro da cambiare, se avevo una sigaretta e intravedevo  mentre guidavo che lui mi stava osservando. Un brivido ha percorso la mia schiena, un attimo ed ho pensato: «Se questo signore tirasse fuori un coltello cosa faccio?». Ho accelerato leggermente e gli ho chiesto dove volesse essere lasciato. La strada non sembrava finire più eppure erano pochi chilometri. Giunti al punto indicato mi sono fermata e quella persona mi ha ringraziato ed è scesa veloce dalla macchina. Ho pensato una sola cosa in quel momento: «Mi è andata bene, non è più come una volta,  se dovesse succedermi di nuovo non mi fermo più».

Voi come la pensate: è stata imprudente Monica? O sbaglia adesso a non volersi mai più fermare per dare un passaggio? Dite la vostra nello spazio commenti

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  • gazzettadiparma.it

    11 Ottobre @ 11.02

    Due critiche, due doverose risposte. - Parto da Aristarco. Per definizione i giornalisti sono degli "ignoranti", nel senso che "sanno poco di tutto", soprattutto in giornali di provincia nei quali per natura non esistono le iper-specializzazioni che invece ci sono a volte altrove (ma anche lì l- ala fine - a situazione non cambia di molto). Nel caso di argomenti medici, spesso la nostra "ignoranza" risalta ancora di più, e per questo cerchiamo di stare molto attenti ad affrontare certi argomenti: un'intervista su temi di medicina è uno dei rarissimi casi in cui chiedo all'intervistato di leggere preventivamente ciò che ho scritto, proprio per evitare di pubblicare inesattezze che possono anche creare danni ai lettori. In questo modo, però, le posso dire che non ricordo grandissime smentite a nostri articoli, neppure su questo tema - Per rebelde. Su un punto ha ragione: la scelta della parola "episodio". E le posso assicurare che me ne ero accorto quando ho riletto la mia mail, però già pubblicata. Detto questo, però, è ovvio che nessun giornalista può mai essere sicuro al 100% di ciò che pubblica, visto che (a parte il secondo aereo sulle Torri gemelle o eccezionali casi simili) non è quasi mai presente al momento del fatto (come ad esempio per il tragico incidente sull'A1 di domenica notte). Il nostro lavoro, quindi, consiste proprio nel "verificare" la veridicità: a volte lo si fa con le forze del'ordine, a volte incrociando altfre fonti, a volte valutando nei modi possibili la credibilità dell'unica fonte disponibile. Che è ovviamente quello che abbiamo fatto anche in questo caso. Ecco perchè mi sento di poterle dire (al 99%, così come per l'articolo sulla A1 o su tutti i fatti che lei legge su gazzetta o Corriere della sera) che la notizia - adesso ho corretto il termine così spero che tutto sia più chiaro - può essere ritenuta vera. E le posso aggiungere che lei fa l'errore opposto a quelo che irmprovera a me: senza sentire il sottoscritto (e ovviamente senza conoscere la protagonista della storia) lei ha stabilito che è una bufala. E lei che verifiche ha fatto per affermarlo? Riassumendo: un conto è contestare la paura di Monica, un altro è avere un dubbio (Iegittimo, ma io non lo condivido) sul suo racconto, un altro ancora (per me inaccettabile, anche perchè faccio questo lavoro da 35 anni e credo di farlo seriamente) è ipotizzare che qui si prenda la prima voce che ci arriva in redazione e la si pubblichi senza dubbi o verifiche. Mi spiace contraddire l'idea che forse avete di noi, ma le assicuro (e almeno su questo non sono disposto ad accettare insinuazioni diverse) non è così. Esattamente come penso che lei, fino a prova contraria, faccia con scrupolo il suo lavoro anche quando eventualmente commette degli errori. (G.B. = Gabriele Balestrazzi , cronista a Parma dal 1975).

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  • LC

    11 Ottobre @ 09.47

    Trovo, invece, interessante che la Gazzetta di Parma riporti occasionalemente queste micro-storie che avvengono nella nostra città. Si tratta di un vissuto di una nostra concittadina che è stato indubbiamente reale e che rispecchia un "sentire" diffuso. Poi sui commenti a questo fatto, ognuno si può sbizzarrire come vuole. Premetto che non sono un gran estimatore della Gazzetta di Parma, ma per altri motivi (ad esempio, quando sulla Gazzetta di Parma sono pubblicati articoli su argomenti relativi alla salute in senso lato, appare chiaro che nella redazione non vi sia nessuno che abbia neppure lontanamente delle competenze mediche e il dilettantismo la fa da padrone).

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  • rebelde

    11 Ottobre @ 09.26

    anchi'io credo fermamamente che questa notizia sia una bufala bella e buona! forse per mancanza di notizie migliori da inserire, ma questo sarebbe grave e significherebbe che cè pokissima gente che lavora attorno a questo giornale e quindi non si ha la possibilità della tempistica nell'avere sempre nuove notizie fresche se non quelle "rubate" da internet da altri giornali... Ma sapete dove si evince che è una bella bufala????????? Si evince da una risposta di GB della gazzetta dove testualmente dice: "Diverso è che lei metta in dubbio la veridicità dell'episodio: è questo che non le consento, perchè l'episodio è vero." Attenzione, l'episodio e non la notizia. Bene caro GB della gazzetta, come fa ad essere sicuro che l'episodio sia vero? era lei per caso presente al fatto??? come può essere certo che la persona non si sia inventato tutto quanto per puro scopo di mitomania???? ecco dove si evince l'enorme dubbio che anche molti lettori hanno avuto. Le notizie, prima di metterle, vanno verificate! siccome questa notizia non è verificabile allora è inutile metterla! ma allora perchè sarebbe stata messa ugualmente? a questo punto credo che ercole abbia colpito nel centro con il suo messagio.......

    Rispondi

  • Matteo

    11 Ottobre @ 08.45

    Ma che storia è questa?? Monica bevi meno!!! E’ te che devono rinchiudere! Cioè te sei fuori….questo non ha fatto niente a parte chiederti se avevi cambiargli 20 euro e chiederti una sigaretta e te scrivi alla Gazzetta perché ti è capitata una cosa spaventosa, brividi lungo la schiena…ti conviene andare in cura da uno psichiatra!

    Rispondi

  • new boy 1973

    11 Ottobre @ 07.20

    ....CHE BRUTTI SCHERZI FA LA MENTE DELLE PERSONE.... IO QUESTA STORIA L'AVREI RACCONTATA ALLO PSICOLOGO,NON ALLA GAZZETTA!

    Rispondi

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