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Rio e Tributo ai Litfiba al Fuori Orario

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Nell’esatto punto di sintesi tra il rock e il pop e tra il linguaggio cantautorale e quello da band si muovono i Rio, capitanati dal chitarrista Marco Ligabue (fratello minore di Luciano) e dal cantante Fabio Mora, che venerdì 22 ottobre sbarcano al circolo Arci Fuori Orario di Taneto di Gattatico  per un concerto ispirato al nuovissimo album «Il sognatore» e ai loro vecchi hit. Lo show inizia alle 22.30, preceduto alle 21.30 da immagini e proiezioni a tema, con ingresso riservato ai soci Arci e consumazione obbligatoria a 12 euro; alle 20 apertura del circolo, del punto ristoro (prenotazioni allo 0522-671970 o 346-6053342) e degli aperitivi gratuiti fino alle 21 in compagnia degli artisti; info www.arcifuori.it.
Riprende così dal Fuori Orario il tour dei Rio, che, forti del successo del loro terzo album «Il sognatore» uscito a luglio per RiservaRossa/Sony Music, sono pronti a calcare ancora una volta i palchi di tutta Italia con tutto il loro meglio, a partire dagli ultimi due singoli «Pezzo di cielo» e «In ogni istante» (che sta funzionando col suo bel video «on the road») per arrivare, in una sorta di viaggio a ritroso, ai brani più significativi degli anni scorsi. Il live della band reggiana si preannuncia come un’esplosione di rock ed energia destinata a catturare ogni singolo spettatore.
I Rio sono infatti famosi per la loro capacità di rendere al massimo proprio dal vivo, quando hanno la possibilità di entrare in stretto contatto e interagire con la loro ben nutrita schiera di fedelissimi fan. I membri del «Mariachi Hotel», questo il nome del fan club ufficiale, sono attivissimi, aggiornatissimi e sempre disposti a coinvolgere nuovi adepti a ogni show! Oltre ai fondatori, nonché autori delle canzoni e leader indiscussi della band Marco Ligabue (correggese, allievo di suo fratello Luciano) e Fabio Mora (parmigiano d’adozione), la formazione dei Rio si basa anche su Fabio «Bronsky» Ferraboschi al basso e Alberto Paderni alla batteria.
Con il cd di inediti «Il sognatore» sono passati alla Sony Music (Rca). Facendo un piccolo salto all’indietro, nel 2009 i Rio sono stati uno dei gruppi più trasmessi dalle radio grazie al singolo «Il Gigante», inciso insieme a Fiorella Mannoia e Paolo Rossi in occasione della 39ª Giornata Mondiale della Terra, con l’obiettivo di concretizzare il protocollo di Kyoto. Un altro importante momento recente lo hanno vissuto nel gennaio 2010 partecipando al viaggio sul «Treno della memoria» verso gli ex campi di concentramento nazisti. Dunque, non solo rock, ma pure tanta sensibilità. 

Sabato, invece, dalle 21,30 si affaccia al circolo i Santiago, specializzati nel «Tributo ai Litfiba» e provenienti da Firenze come Piero Pelù e Ghigo Renzulli. Il gruppo esiste dal 2001, ma è alla sua primissima esibizione al Fuori Orario. Preceduto alle 21.30 da immagini e proiezioni a tema, il concerto inizia alle ore 22.30, con ingresso riservato ai soci Arci e consumazione obbligatoria a 12 euro; alle 20 apertura del circolo, del punto ristoro (prenotazioni allo 0522-671970 o 346-6053342) e degli aperitivi gratuiti fino alle 21 in compagnia della band; info www.arcifuori.it.
I Santiago sono in cinque: Ivan «Ivanhoe» Casale alla voce, Claudio «Camicia de foho» Romagnoli alle chitarre, «Lupo» Alberto Donatini al basso e ai cori, Luca «Pesta» Razzai alla batteria e Lorenzo «Piero» Pierini alla chitarra e ai cori. La loro nascita artistica risale all’inverno del 2001 a Firenze, grazie - come dicono loro - «a una tardiva illuminazione di Ivan, quello che canta». Dopo anni trascorsi a suonare in giro per l’Italia e oltre, cavalcando ogni esperienza possibile, dal canto parrocchiale ai gruppetti adolescenziali, dalla band «che forse ce la fa» fino ai matrimoni e ai pianobar, Ivan nota le più svariate reazioni del pubblico, di cui una rimane sempre costante: «Sai che sembri Piero Pelù?!». Ed è proprio da questa constatazione che prende vita l’idea di creare una tribute band dei Litfiba.
Gli inizi non sono facili e, dopo qualche tira e molla anche sul possibile nome da adottare (il più gettonato sembra per qualche tempo Animali di Zona), finalmente Ivan dà la scossa e il progetto Santiago subisce una svolta improvvisa, ma l’idillio dura poco e nel febbraio del 2003 il gruppo si scioglie. Però Ivan non abbandona l’idea e, passati alcuni mesi, ci riprova insieme al chitarrista Lorenzo: stavolta i due trovano gli elementi giusti per completare la band e mettere in piedi un repertorio. Nel giugno 2003 arriva anche il nome Santiago, desunto da una vecchia canzone dei Litfiba in cui i suoni morbidi e melodici si mescolano di colpo con quelli più duri e grintosi, una canzone di condanna verso il potere.
Ormai i cambi di formazione, che si susseguono negli anni, non rallentano più la corsa di questa band, capace di superare tutte le difficoltà e di trovare posti dove suonare. Nessuno dei Santiago ha la presunzione di voler assomigliare ai veri Litfiba. «La nostra intenzione - spiegano i componenti del gruppo - è quella di trasmettere le sensazioni che certe canzoni ci e vi hanno dato e continuano a dare quando le ascoltate, di smuovere la memoria di tempi passati e anche presenti».

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