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Caritas: in Emilia crescono nuovi poveri tra chi ha lavoro

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Una regione che soffre la crisi in modo leggermente inferiore alla media nazionale, ma in cui non mancano le nuove forme di povertà. È la fotografia dell’Emilia-Romagna come emerge dal secondo dossier sulle povertà presentato dalla Caritas regionale a Bologna.

«Questo rapporto non è un punto di arrivo ma un punto di ripartenza – ha detto il delegato regionale Caritas Gianmarco Marocchini aprendo i lavori – Vuole essere un modo per parlare e fare delle riflessioni sulla povertà». Il documento, intitolato 'Quanto manca all’aurora?', è basato sui dati Istat e su quelli delle persone che si sono rivolte ai centri di ascolto Caritas suddivisi per diocesi. Il risultato è una regione in cui, nonostante un sistema di ammortizzatori sociali e familiari sostanzialmente funzionante, i poveri sono in aumento.

Secondo l’Istat, nel 2009 in Emilia-Romagna le famiglie in condizione di povertà relativa erano oltre 73.000, pari al 4,1% del totale. In aggiunta ci sono i cosiddetti nuovi poveri ossia persone occupate o in cassaintegrazione improvvisamente travolte da spese che non riescono più a sostenere. Non a caso è aumentata la percentuale di occupati che si sono rivolti ai centri di ascolto dell’Imolese, del Ravennate, nella zona di Carpi e nella provincia di Piacenza in cui i 'working poor' hanno superato il 20% del totale.

Lo scorso anno la Caritas ha incontrato 18.396 persone. A pesare molto sono soprattutto la carenza di abitazioni adeguate, i problemi legati a sfratti per morosità e l’indebitamento. In aumento anche le donne, gli stranieri con permesso di soggiorno e le persone con disturbi psicologici. «Dalla chiesa viene uno stimolo alla giustizia ed è compito della politica rimuovere gli ostacoli che ci sono – ha detto l’assessore regionale alle politiche sociali Teresa Marzocchi – Nella lotta alla povertà stiamo andando bene, ma siamo in grandissima difficoltà. Durante la crisi abbiamo lavorato soprattutto su coloro che hanno sceso lo scalino della povertà. Uno sforzo che economicamente ci ha tagliato le gambe. Vogliamo preservare il welfare sviluppando dei nuovi modelli di intervento».

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  • Geronimo

    24 Ottobre @ 19.55

    La crisi esiste anche perchè si preferisce cambiare ogni 6 mesi il cellulare e prenderlo da 500 euro all'ultima moda piuttosto che mangiarsi una pizza. siamo il paese al mondo con più cellulari procapite, ne abbiamo più di uno a testa. Ma mi chiedo, siamo normali?

    Rispondi

  • coruzzi angela

    24 Ottobre @ 15.02

    Per Peter: La Caritas - quindi la Chiesa - aiuta tutti indistintamente, senza guardare la provenienza geografica delle persone, tantomeno il loro credo politico o religioso. Glielo assicuro, perchè ho la fortuna/sfortuna di toccare con mano, nel vero senso della parola! Sono tanti gli aiuti, dai generi alimentari, agli indumenti, al pagamento delle bollette, ecc. al fine di non farli ulteriormente indebitare presso finanziarie senza scrupoli o - peggio ancora - strozzini. La Caritas aiuta tutti coloro i quali si ritrovano in una situazione di povertà e purtroppo anche gli italiani che non arrivano più a fine mese e le garantisco che sono tanti... tantissimi. Si vede che il Popolo Italiano aveva alzato troppo la cresta e stava troppo bene... E allora vai che gli tagliamo le gambe! Il nostro governo dovrebbe essere più ragionevole e noi Italiani più riflessivi di fronte alla scheda elettorale. Saluti. Charlotte

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  • morris

    24 Ottobre @ 10.41

    Naturalmente per rimediare a questa situazione di disagio il rimedio esiste ed e' semplice: " accogliere un numero crescente di immigrati"..... e la Caritas e' in prima linea nell'applicazione di questo principio di " buon senso"..... congratulazioni vivissime.

    Rispondi

  • Way to Freedom

    24 Ottobre @ 10.41

    I nuovi poveri sono tutti quelli che guadagnano intorno ai mille euro al mese e magari devono anche mantenere una famiglia. Quando siamo entrati nell'euro ci avevano raccontato che era una cosa necessaria per risanare il debito pubblico ma il debito pubblico non è calato, anzi è continuato ad aumentare. Forse l'euro sarà servito a livello statale ad ottenere qualche finanziamento in piu', ed a coprire gli sperperi e i tanti errori della classe dirigente che tra l'altro non perde mai occasione per criticare le nuove generazioni (vero Padoa Schioppa?, tra l'altro la ringrazio per averci fatto entrare in Europa, adesso magari potro' fare il povero a Berlino o a Dublino e chissà dove, ancora grazie ) Fatto sta che i sacrifici per entrare nell'euro sono stati TUTTI scaricati sulla gente e i prezzi sono andati completamente fuori controllo. Maledetto euro ci stai rovinando. Io sinceramente spiragli per il futuro non ne vedo. Buona fortuna a tutti.

    Rispondi

  • Damn

    24 Ottobre @ 09.02

    Ma che strano! A sentire certi telegiornali sembra che la crisi sia già finita da tempo! In TV non si parla di altro che di ripresa! Mah, è evidente che queste notizie sono diffuse dai comunisti (sarcasmo).

    Rispondi

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