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Disagio under 18: dalla storia della dodicenne di Parma alla baby-gang e ai bulli di Reggio

Disagio under 18: dalla storia della dodicenne di Parma alla baby-gang e ai bulli di Reggio
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L'unica differenza è che non si usa più quella formula stereotipata e quasi burocratica tanto in voga negli anni '80 e '90: "disagio giovanile". Ma anche per i ragazzi del terzo millennio, non mancano gli episodi che fanno da spia a problemi davvero seri, che in teoria non si dovrebbero accompagnare all' età "più bella" (anche se in realtà non è  sempre così).

Mentre anche cinema e libri tornano ad occuparsene ("La solitudine dei numeri primi", "Beautiful malice"), la cronaca fra Parma e Reggio mette sul piatto in pochi giorni una serie di episodi. E se lasciamo ad altri il compito di indagare se sia solo una coincidenza o qualcosa di più significativo, noi da cronisti ci limitiamo  ad elencare e raccontare i tre episodi, lasciando poi le valutazioni e le riflessioni a voi lettori, attraverso lo spazio commenti in fondo a questo articolo.

L'episodio di Parma è già noto ai nostri lettori: è la vicenda di una dodicenne nel mirino dei compagni di scuola media , che pare la costringessero anche a dare loro dei soldi, che forse la ragazza ruvaba dalla cassa del negozio dei genitori.

Il secondo episodio è un caso di bullismo di cui è stato vittima uno studente reggiano. Due studenti stranieri di 17
anni, residenti a Reggio Emilia, sono stati denunciati dalla squadra Mobile al Tribunale dei minori per minacce e lesioni gravi ai danni di un altro studente reggiano. Quest’ultimo, alle 7.30 del 19 ottobre, era in attesa alla fermata dell’autobus che lo avrebbe portato a scuola, in piazzale Europa, quando è stato avvicinato da altri quattro studenti, due dei quali appena diciottenni, che lo hanno aggredito senza motivo. In particolare lo hanno colpito in due, con una testata in faccia e un pugno in bocca, facendolo finire a terra: i quattro poi sono scappati ed il giovane, soccorso dai sanitari con un’ambulanza, è stato giudicato guaribile in srtte giorni al pronto soccorso.

I due poi intorno alle 10.30, all’orario di ricreazione, hanno raggiunto l’Istituto della vittima, il Tecnico Zanelli, per cercarlo: non trovandolo, hanno saputo che il ragazzo era stato accompagnato in ospedale. A quel punto hanno intimidito i compagni di classe, percuotendo uno di loro, con la minaccia che se qualcuno avesse parlato lo avrebbero ammazzato. Gli investigatori in breve tempo, grazie alle descrizioni fornite da alcuni testimoni, hanno identificato i due diciassettenni.

Il terzo episodio, ancora nel reggiano, parla di una vera e propria "baby-gang". Tre studenti di 16 e 17 anni sono stati arrestati dai carabinieri perchè ritenuti autori di una serie di furti compiuti nei mesi scorsi nel Reggiano.

Nei confronti di due il tribunale dei minori ha disposto la misura cautelare della permanenza in casa, il terzo è stato affidato ad una comunità. Secondo le indagini dei militari di Castelnovo Monti, il terzetto in almeno nove occasioni aveva razziato denaro contante, macchine fotografiche, chiavette usb, cellulari e monili in oro in abitazioni, in un panificio e per due volte in una scuola materna. Per vendere alcuni oggetti nei negozi che acquistano oro usato, i ragazzi – essendo minori – si sono serviti di passanti, che hanno poi ricompensato con denaro per l’occasionale 'intermediazionè.

I carabinieri ora sono proprio alla ricerca degli adulti, che potrebbero rispondere di ricettazione se dalle indagini dovesse emergere che sapevano della provenienza furtiva degli oggetti. Parte della refurtiva è stata recuperata e restituita ai derubati.

Tornando a Parma. e limitandosi alla cronaca del 2010, non vanno dimenticati episodi che vanno dalla spedizione punitiva all'Ipsia per motivi di gelosia , alla festa "open bar" di Moletolo finita con troppi giovani in preda all'alcol e soprattutto con un tentato stupro , a una più banale ma plateale lite fra ragazzine in via Cavour .

Per fortuna siamo ben lontani dai clamorosi fatti, anche tragici, che insanguinarono Parma 20 o 30 anni fa. Ma non va dimenticato che non è trascorso nemmeno un anno dalla tragedia di Guri , accoltellato a morte in piazzale Sicilia.  E se naturalmente non vanno dimenticati i tantissimi giovani che "non fanno notizia", ma fanno mille cose in positivo, forse è il caso di soffermarsi un momento, davanti a questo succedersi di episodi, per capire se siamo appunto di fronte a semplici coincidenze, o a campanelli d'allarme di un problema pià serio e diffuso. A voi la parola.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • MAX

    30 Ottobre @ 09.14

    cosa si può pretendere dai giovani di oggi che non hanno alcuna aspettativa di un futuro stabile con lavoro sicuro? generazione persa nel nulla grazie alle privatizzazioni e al precariato nel lavoro! fra pochi anni scoppierò il vero caos e chi sarà stato responsabile pagherà, eccome se pagherà!

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  • parmense doc

    29 Ottobre @ 13.43

    reggio non è più italia,....dominano i GIOVANI TUNISINI che in classe, nei bus ect fanno quello che vogliono...chi si oppone viene malmenato..e se risponde viene accusato di razzismo...

    Rispondi

  • Luca

    29 Ottobre @ 11.55

    Purtroppo qui il problema non sono i ragazzi. Sono i genitori, che o non sono presenti nella famiglia, oppure sono i classici "GENITORI SI" che pur di non avere problemi coi figli e pur di accontentarli, non dicono mai no e non fanno capire quale siano i veri valori. Io non ho mai fatto nulla di ciò, ma mi rendo conto di aver avuto una famiglia rigida quanto basta da farmi capire il rispetto e la legalità, oltre all'educazione.

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  • sc

    29 Ottobre @ 11.45

    come padre di 2 ragazzi delle superiori, uno 17enne e l'altro 14enne, rimango sbigottito dal pensare che i miei ragazzi potrebbero essere protagonisti volontari o involontari di vicende di qsto genere, cioè come carnefici o come vittime... credo xò ke seguendo i ragazzi quotidianamente sia difficile x un genitore o x un tutore non accorgersi ke c'è qcosa ke non funziona... i segnali di disagio arrivano, bisogna solo prestare attenzione e soprattutto x noi adulti guardare ai modelli comportamentali ke forniamo ai ns figli... se anke noi crediamo ke apparire sia + importante di essere allora potrebbe diventare + probabile scontrarsi con realtà del genere... i ragazzi non nascono buoni o cattivi; l'aggressività e la voglia di sopraffazione sono conseguenze di un abbandono precoce ke se non è fisico è cmq di relazione.. aiutiamo questi ragazzi con percorsi di recupero affinchè non rimangano dei disadattati e non diventino come purtroppo spesso accade dei criminali a vita

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  • mo69

    29 Ottobre @ 11.31

    Sono la mamma di una bimba di 5 anni . Certi gesti si sono sempre visti (bullismo, furtarelli,....) e credo che sempre si vedranno. Ma ora voglio dire e senza generalizzare: ma le famiglie dove cavolo sono? se è vero che delle volte i soggetti arrivano da famiglie per bene vedo tutti i giorni con i miei occhi già alla scuola materna delle situazioni incredibili. Volete un esempio? un bimbo a scuola di mia figlia ha tirato giù i pantaloni a un bimbo ed ha cercato di toccare in parti intime e con malizia una bimba. Ditemi voi se un bambino di 5 anni ha questa malizia di suo o se ha visto degli esempi in giro. Mia figlia non si sognerebbe mai di fare una cosa del genere. La famiglia del bimbo? ma è un angioletto, non è colpa sua! e intanto il "bimbo" mena anche altri bimbi, compresa la mia. La scuola? impotente, perchè le insegnanti più che avvisare la famiglia non possono fare nulla - e poi da grandi diventanto teppisti o peggio........

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