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Consiglieri di minoranza da Stt "Documenti negati" - Polemica con il segretario del Comune - Il sindaco: "Ho chiesto a Stt di mettere a disposizione gli atti"

Consiglieri di minoranza da Stt "Documenti negati" - Polemica con il segretario del Comune - Il sindaco: "Ho chiesto a Stt di mettere a disposizione gli atti"
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Non è stato sufficiente presentarsi nella sede di Stt di via Conforti. I consiglieri di minoranza rappresentati da Maria Teresa Guarnieri (Ap-Av), Giorgio Pagliari (Pd) e Marco Ablondi (Prc), infatti, questa mattina si sono visti negare l'accesso agli atti di cui avevano richiesto copia nelle settimane scorse relativamente a compensi, incarichi e operazioni delle società Stt e Alfa. I tre politici hanno incontrato nella sede innanzitutto due militari della guardia di finanza in borghese, che occupano stabilmente da diverse settimane un ufficio nella sede di Stt, nel quale esaminano e fanno fotocopie dei documenti che risultano di interesse per l'indagine tuttora in corso.

Il segretario generale del comune ha fatto sapere che la richiesta e la consegna dei documenti deve avvenire a suo tramite. "E' un intervento a gamba tesa che limita il diritto che abbiamo quali consiglieri di acquisire documenti direttamente dalle società partecipate", ha detto Pagliari.

IL SEGRETARIO: "HO SEGUITO IL REGOLAMENTO" - “Il mio preciso dovere è seguire la legge e invitare i consiglieri comunali ad esercitare il loro diritto nel modo che loro stessi hanno deciso, votando il regolamento comunale”. Michele Pinzuti, segretario comunale del Comune di Parma, nega qualsiasi divieto di diffusione degli atti relativi a Stt: “Nessun intervento a gamba tesa – precisa – ma solo il richiamo al rispetto delle regole che è condizione di garanzia e trasparenza per tutti, maggioranza e opposizione”.
Regolamento e testo unico degli enti locali alla mano, poi, lo stesso Pinzuti richiama le norme: “L’esercizio del diritto di accesso da parte del consigliere comunale è disciplinato nell’articolo  23, comma 1 e 2, del regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale che gli stessi consiglieri hanno deciso e votato. Seconda questa norma le richieste pervengono alle società partecipate dal Comune, in questo caso Stt, per il tramite dei gruppi degli uffici consigliari così come è stato fra l’altro chiarito ieri sera in conferenza dei capigruppo”.
Pinzuti aggiunge, anche, che c’è un motivo per tutto questo “e deriva dall’articolo 43 comma 2 della legge sul testo unico degli enti locali, che precisa come il diritto di accesso del Consigliere è qualificato dall’esercizio del mandato pubblico e la documentazione, a garanzia delle prerogative del Consigliere stesso, deve riportare la dizione “si rilascia la presente per gli usi consentiti dal mandato”.
Infine Pinzuti si dice “dispiaciuto di non poter svolgere con serenità il mio ruolo, ribadendo che ho sempre richiesto e sollecitato ai presidenti delle società partecipate dal Comune il rilascio della documentazione richiesta, quando questa rispetta il regolamento del Comune”.

NUOVO COMUNICATO DI PAGLIARI SUL DIRITTO DI ACCESSO - Poco dopo le 19, un nuovo comunicato firmato da Pagliari:

Riteniamo doverosa una precisazione alla Cittadinanza.
L’art. 43, secondo comma, del Testo Unico degli Enti Locali stabilisce testualmente “I consiglieri comunali e provinciali hanno diritto di ottenere dagli uffici, rispettivamente, del comune e della provincia, nonché dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato. Essi sono tenuti al segreto nei casi specificamente determinati dalla legge”.
E’ evidente, pertanto, al di là di ogni sofisma, che i Consiglieri comunali hanno diritto di ottenere direttamente dalle Società Partecipate i documenti, che abbiano richiesto.
Il Regolamento comunale, quale fonte subordinata alla legge, non può certo introdurre limitazioni al predetto diritto dei Consiglieri comunali e, ove li introducesse, andrebbe disapplicato.
Questo problema non si pone per il Regolamento del Comune di Parma perché il Regolamento stesso sancisce, in modo inequivocabile il diritto dei Consiglieri comunali di avere le copie degli atti - direttamente - dall’Ente, al quale li hanno richiesti.
La modalità di trasmissione della richiesta di accesso agli atti tramite l’Ufficio dei Gruppi consiliari, indicata dallo stesso Regolamento, non è certamente una modalità che incide sulla efficacia della richiesta e sul conseguente obbligo di riscontro da parte dell’Ente destinatario. E ciò si precisa non senza sottolineare che la norma regolamentare si riferisce alla “richiesta” di accesso agli atti e non alla “risposta” da parte dell’Ente destinatario della richiesta medesima, con l’evidente conseguenza che è quest’ultimo che deve trasmettere le copie dei documenti, una volta ricevuta la richiesta; circostanza quest’ultima, che, nel caso, è provata tanto dal report del fax, quanto dalla ricevuta di ritorno delle raccomandate. E deve l’Ente trasmetterle direttamente agli interessati, non essendo ammessa nessuna supervisione degli Uffici comunali: basta, al riguardo, leggere il citato art. 43 del Testo Unico degli Enti Locali.
Ciò precisato, le nostre richieste, cui si è opposto oggi un pretestuoso rifiuto, sono state mandate il14 e il 22 ottobre e il 15 novembre u.s., contemporaneamente, ad S.T.T. Holding S.p.A., ad ALFA S.p.A., al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale e al Segretario comunale: nessuno, quindi, può dire di non averle ricevute dal giorno del loro invio.
In questo quadro, crediamo che ci sia una sola strada percorribile: la consegna – in tempo reale – dei documenti richiesti con una puntuale e completa evasione degli istanze di accesso agli atti.
Ogni cavillo rimane sempre e solo un cavillo rispetto ad un diritto inequivocabile e, al di là di tutto, riconosciuto anche da chi, di fatto, frappone ostacoli al suo esercizio. Aggiungiamo, infine, che né la legge, né il Regolamento prevedono che le copie dei documenti rilasciate ai Consiglieri comunali in evasione del loro diritto di accesso debbano recare visti o timbri di alcun Ufficio comunale, meno che meno, quando provengano da Società comunali, che sono soggetti giuridicamente distinti dal Comune e autonomamente gravati dall’obbligo di evadere le richieste di accesso agli atti.

IL SINDACO: "HO SCRITTO A STT"  - In serata, l'Ufficio stampa del Comune ha diffuso un comunicato con una dichiarazione del sindaco. Ecco il testo:

Per completezza d’informazione sulla vicenda dell’accesso agli atti di Stt da parte dei consiglieri d’opposizione, è opportuno ricordare che,  nonostante le domande fossero erroneamente indirizzate ai Presidenti di società e per conoscenza al sindaco, contrariamente a quanto stabilito dal regolamento del Consiglio Comunale che prevede che queste richieste vengano indirizzate al Segretario generale e al presidente del Consiglio comunale, il sindaco Pietro Vignali lo scorso venerdì 12 novembre ha scritto formalmente  al presidente di Stt per sollecitare la messa a disposizione dei documenti richiesti. Richiesta che verrà evasa al più presto.
 
Commissario Banca d’Italia conferma un solo conto da 3mila euro - Inoltre, dopo la dichiarazione scritta da parte del direttore generale di Banca Mb dell’esistenza di un solo conto corrente della società Alfa presso l’istituto di credito di oltre 3 mila euro, dichiarazione ritenuta insufficiente dai consiglieri della minoranza, l’Amministrazione ha trasmesso il documento del commissario straordinario di Banca Mb, nominato dalla Banca d’Italia, che sollecitato a rispondere circa tutti i rapporti in essere tra società Alfa e l’istituto di credito, ne conferma il contenuto. 
 

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  • Filippo

    19 Novembre @ 15.12

    Gualtiero, solo una precisazione. In Tep NON si parla di cassa integrazione perché per il settore autoferrotranvieri NON ESISTONO

    Rispondi

  • andrea

    19 Novembre @ 15.01

    Io dico solo una cosa: se ci fosse stato Ubaldi tutto ciò non sarebbe successo. Come sempre accade il pesce puzza sempre dalla testa. E ricordiamoci che simile attira il simile: ovvero, se certa gente occupa determinate posizioni e non fa onore alla carica che ricopre, la responsabilità vera è di chi ha operato queste scelte.

    Rispondi

  • Mario

    19 Novembre @ 13.16

    Pettegoli? Ma stiamo scherzando? Qui si parla di soldi pubblici non di micio micio bau bau. Teniamo conto che i protagonisti di queste vicende sono sempre gli stessi che da svariati anni fanno il bello ed il brutto tempo nelle aziende pubbliche di questa città, ma sempre con soldi altrui! Per chi non lo sapesse alla Tep, proprio a causa della mancanza di quei ormai tristemente noti milioni (che quelle cime hanno investito (regalato) a banca MB) si parla di esuberi e di cassa integrazione! A chi si deve dire grazie per tutto questo? Ripeto: per me la strada che porta in via Burla dovrebbe essere la più praticata da questi signori, sempre dopo aver risarcito i danni procurati. Quando scrivo "questi signori" nessuno si deve sentire escluso. Mi auguro solo che al Procuratore non vengano messi i bastoni fra le ruote, perchè in questa società, che trovo al limite del marcio, niente è da escludere.

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  • Geronimo

    19 Novembre @ 11.45

    Gigi, si parla di documenti pubblici, non atti dell'inchiesta. Sono due cose diverse

    Rispondi

  • pier luigi

    19 Novembre @ 08.50

    Ma se è in corso una inchiesta, gli atti non sono secretati? perchè andare a rompere i 'turun' a chi stà lavorando con il segreto istruttorio? per dar voce ai pettegoli?

    Rispondi

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