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Studenti, dopo il corteo contro il ddl Gelmini, oggi manifestazione in piazza Garibaldi

Studenti, dopo il corteo contro il ddl Gelmini, oggi manifestazione in piazza Garibaldi
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Prima, alle 14,30, si sono trovati in assemblea nella Facoltà di Lettere. Poi, subito dopo, hanno deciso di manifestare per le vie del centro. Circa 150 studenti universitari e delle scuola secondaria, questo pomeriggio si sono diretti con striscioni e cori ("Bloccare il ddl Gelmini si può") verso piazza Garibaldi, dopo aver bloccato il traffico nella rotonda di piazzale Santa Croce. Si sono poi fermati in Rettorato mezz'ora cercando di parlare con il rettore, ma senza riuscirci, e successivamente si sono diretti sul Lungoparma verso la stazione. Le proteste - fanno sapere attraverso un comunicato stampa - continueranno anche domani, finché la riforma non verrà rimandata.

E poco più tardi è stata effettuata una occupazione dei locali di Lettere, in via D'Azeglio.

IL RETTORE SUL TETTO - Questa mattina, il rettore è salito sul tetto di Matematica. Gino Ferretti, intorno alle 11, ha voluto portare il suo saluto agli studenti e ai ricercatori che stanno protestando contro il ddl Gelmini. "Mi dispiace che si sia arrivati a salire sul tetto, perché questa è una protesta di sacrifici". Ferretti, nonostante si sia detto consapevole del fatto che buona parte del mondo universitario non condivida la riforma, è però convinto che sarà votata alla Camera. Il rettore ha anche spiegato che dal suo punto di vista il ddl "non è catastrofico", ma ha aspetti positivi e negativi e uno di questi ultimi è l'ingresso di esterni (che possono essere anche politici in pensione) negli organi maggiori di ateneo.
Gli studenti, che non si sono fatti fermare dalla neve, intanto continuano la loro protesta e questa mattina hanno convocato una conferenza stampa per ribadire le loro ragioni "Non è vero che difendiamo i baroni: i baroni sono gli unici che non protestano - hanno spiegato - perché verranno istituite commissioni di concorso gestite da loro. Questa non è una riforma per gli studenti, ma elimina il reddito per l'ottenimento di borse di studio, blocca le assunzioni e lascia che 27mila ricercatori vedano il loro ruolo ad esaurimento".

DOMANI LA PROTESTA IN PIAZZA GARIBALDI - "Gli studenti e le studentesse, i ricercatori e le ricercatrici e tutto il corpo vivo delle nostre università  sono nelle piazze, sui tetti e nelle facoltà occupate, sopra i monumenti più famosi delle città italiane, per difendere il futuro di tutti gli studenti, i precari ed un bene comune come l'università, fondamentale per la nostra società e per il nostro paese - hanno scritto alcuni studenti in un comunicato stampa a firma di Casa Cantoniera Autogestita -. Anche noi non possiamo più rimanere immobili di fronte a quanto accade. Il nostro futuro è in pericolo e dobbiamo riconquistarci la parola, l'indignazione, l'azione e le nostre stesse vite.
Vogliamo sentirci artefici noi stessi del nostro percorso formativo ed essere protagonisti di un'università e di un paese che relega ai giovani un ruolo marginale di disciplina, subordinazione, precarietà e sfruttamento. Ora abbiamo il dovere di mobilitarci perchè tutti sappiano che ancora l'indignazione brucia nei nostri cuori e che il governo, il ministro Gelmini non possono contare sul nostro silenzio ma solo sulla nostra rabbia. Oggi, lunedì 29 novembre alle 14 assemblea di ateneo a lettere per decidere le mobilitazioni di martedì e rilanciare la lotta degli universitari; martedì 30 novembre ore 10 in piazza Garibaldi mobilitazione universitaria. Alle 13:30 si uniranno anche gli studenti delle scuole superiori.  Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città!"
 

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  • katiatorri

    30 Novembre @ 15.23

    scusa Andrea,l'Italia è il Paese che spende di meno,Paese occidentale intendo,per la ricerca e questo poco verrà ulteriormente tagliato...come potrà portare a qualcosa di buono?come potranno dei politici nei consigli di amministrazione impedire gli sprechi?non ci sono i soldi?solo per scuola ricerca e sociale non ci sono per altre cose,spese militari in primis o megaopere i soldi si trovano sempre

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  • sabcarrera

    30 Novembre @ 12.04

    Le università hanno voluto l'autonomia che è stata usata per moltiplicare le cattedre. Una situazione insostenibile creata per riempire le tasche dei docenti. Purtroppo la riforma farà poco per risolverla dato che questi cattedratici sono intoccabili e presso la pensione quando riscuoteranno ancora senza aver contribuito in maniera sufficiente. Chi li manterrà? Sortissero dai piedi. Da pensionati continuano a girare per i corridoi delle facoltà.

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  • pit

    30 Novembre @ 10.28

    I problemi dell' universuta sono utilizza male i sold. troppe universita rapportate al numero di studenti troppi docenti il risultato si spende troppo per mantenere questo sistema come si risolve???? se spendo troppo da una parte ho meno soldi x ricercatori e ricerca. se poi i concorsi non sono limpidi e non c'è controllo....... le rette direi che vanno piu' che bene paragonote alla media europei nn credete??? non farebbero comodo capitali privati nelle universuta pubbliche ? che c fa un universita' con una casa discografica un agriturismo una cantina una radio ecc..... cosa ci fanno distaccamenti che contano annnualmente milioni di euro con 30 studenti???? cosa c fanno corsi con 1 3 7 14 studenti?????? se non c fossero tutti questi sprechi dispersione di risorse direi che non è giusto tagliare

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  • pit

    30 Novembre @ 09.47

    vedo che non si vuole capire o che conviene non farlo non c sono i SOLDI chiaro???? volete le rette a 10000 euro? bene problema risolto ma solo in parte no troppo alte allora lasciate entrare il capitale privato no le multinazionali noooooo IL PROBLEMA NON SONO I TAGLI MA COME VENGONO SPESI I SOLDI BUTTATI NEL CESSO SPARTITI X INTERESSI NON DIDATTICI FONTE OCSE : ITALIA TROPPE UNIVERSITA' IN PROPORZIONE al numero di alunni troppi docenti

    Rispondi

  • Valeria

    30 Novembre @ 08.54

    Solo un piccolo esempio di meritocrazia: chi è uscito quest'anno con la lode si vede ridotto, qualcuno lo chiama l premio, per me è una borsa di studio per chi si è impegnato seriamente e utile per i costi futuri universitari, da 1000,00 euro a 650,00 euro. Per la Gelimini e i nostri politici sarà poco ma per molte famiglie è tanto! Senza parlare delle agevolazioni delle tasse universitarie, praticamente sparite! E poi quanti dei nostri politici sono anche professori universitari con il posto in caldo? Comincino loro a mollare e a dare l'esempio!

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