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I cicloamatori: "Sempre più rischi sulle strade"

I cicloamatori: "Sempre più rischi sulle strade"
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di Caterina Zanirato

La sicurezza dei ciclisti? E’ to­talmente in mano agli automo­bilisti. La strage di Lamezia Ter­me, che ha visto la morte sul col­po di 7 ciclisti a causa di un sor­passo, è solo l’ultimo di tanti casi drammatici. E che purtroppo so­no in continuo aumento, dato che in crescita è il traffico sulle strade, che rimangono sempre le stesse. Di conseguenza, cresce anche la paura dei cicloamatori parmigiani: la forza di gambe che ogni giorno riescono a pe­dalare anche per 100 o 150 chi­lometri non è nulla contro quella di un suv che sfreccia in una stra­da di campagna.

«Siamo consapevoli dei rischi che corriamo e che purtroppo au­mentano con gli anni - spiega Claudio Folli, presidente del cir­colo Filippelli Vecchia Parma ­. Anche nel nostro gruppo, che conta circa 90 iscritti, ci sono stati molti incidenti, a volte anche mortali. I più tragici sono stati quelli in cui hanno perso la vita Lorenzo Susca e Ivano Taciti. Il primo, appena 29enne, è stato tamponato da un auto pirata a San Polo ed è andato a sbattere contro l'unica colonna che c'era lungo la strada. Il secondo, 49en­ne, è stato urtato da un’auto a Langhirano, è caduto proprio nel momento in cui dall’altro lato ne stava transitando un’altra. A vol­te è colpa degli automobilisti in­disciplinati. Altre volte è proprio la sfortuna: basta una caduta, una scivolata. E un’auto in arrivo..

L'articolo completo e altre interviste sono sulla Gazzetta di Parma in edicola

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  • Nandone

    10 Dicembre @ 16.42

    Condoglianze alle famiglie delle vittime della strada. Buon senso e civilta' sono la ricetta, ma purtroppo sono ingredienti duri da reperire. Per motivi di lavoro e per svago sono alternativamente da una parte e dall'altra del tavolo della "controversia" e devo dire che in auto chiudo il 2010 con 50.000 km e pochissime infrazioni al codice, unica macchia nel curriculum un divieto di sosta sanzionato, in bicicletta chiudo l'anno con circa 3500 km e devo dire che si' sono in linea con tutti gli amanti delle due ruote e ammetto che sono molto piu' indisciplinato in bici che in auto, capita di fare dei contromano in citta' e via dicendo penso che almeno una ventina di verbali me li abbiano abbuonato i vigili urbani. Pensandoci bene se avessi una targa attaccata alla bici sarei molto piu' disciplinato Cmq ragazzi buon senso da entrambe le parti e civilta' Come sempre aria fritta

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  • Andrea Violi

    08 Dicembre @ 18.50

    Secondo me non bisogna dividersi in fazioni (automobilisti contro ciclisti e così via) perché bisognerebbe che usasse la bici, quando può, anche chi di solito va in auto. Io ho la patente e devo andare al lavoro in auto (faccio 30 km ad ogni viaggio) ma quando posso amo usare la bici e se ho tempo vado anche a piedi. Il problema non è chi è più furbo, se uno al volante o uno al manubrio. Il problema non è il mezzo che si usa, ma il modo con cui lo si usa: auto bici camion si possono usare in modo intelligente oppure in modo poco intelligente. Esempi di comportamenti poco illuminati: le bici che imboccano strade contromano, i conducenti delle auto che si lanciano in sorpassi azzardati, gente che usa il cellulare alla guida di auto e di biciclette, così è distratta e fa disastri... Insomma, pensiamo tutti a come migliorare le cose, anziché scannarci fra noi e dividerci come al solito in "partiti", cioè in gruppi uno contro l'altro.

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  • caspao

    08 Dicembre @ 18.47

    premessa: vi sono automobilisti indisciplinati e ciclisti indisciplinati se tutti facessero la loro parte vi sarebbe qualche incidente in meno. Purtroppo rimane la fatalità, rimane la distrazione, rimane l'automobilista che tampona un ciclista perchè si accorge troppo tardi che non riesce a sorpassarlo e la strada è stretta ed arriva un'altra auto (ad esempio in via montanara verso Gaione). PURTROPPO la coesistenza di mezzi cosi diversi in cui uno dei due è palesemente più vulnerabile fa si che il problema non ha soluzione. Se non piste separate ma non è certo facile affinacare ad ogni strada extraurbana una ciclibale. Diverso il discorso in città li basta la prudenza da parte di tutti. Io non pratico lo sport della bicicletta perchè non metto la mia vita nelle mani di chi mi raggiunge alle spalle!! Non c'è soluzione al problema!

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  • daniele

    08 Dicembre @ 18.27

    io guido un camion e vado in bici, devo dire che spesso sono in difficoltà non solo con le bici ma con scooter e auto la scorsa settimana una donna in auto con su un bebè mi ha affiancato in una rotonda nei pressi dell'enia str baganzola!!!! secondo voi? voleva avere ragione... spesso i ciclisti sono sovra pensiero oppure chiacchierano e sono distratti gli automobilisti sono sempre di fretta ed è inevitabile il disastro appunto per questo ho mollato la bici da strada e ora uso la mountain bike, col culo che ho verro impallinato da un cacciatore!!! BISOGNA ESSERE PRUDENTI TUTTI

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  • Condominio Rustici

    08 Dicembre @ 18.20

    In questi ultimi vent'anni si è fatto molto per la sicurezza stradale: asfalti drenanti, illuminazioni, segnalazioni, piste riservate, auto e moto tecnologiche. E la bicicletta? E' ancora quella di Bartali, del "gruppo" che corre su strade extraurbane, ora troppo frequentate per essere sicure. Tutti gli sport, dalla briscola alla caccia, si sono adeguati a nuove norme su salute e sicurezza. Se non ci sono più le condizioni per il giretto domenicale amatoriale, consiglio di girare in pista!

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