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Tommy: ergastolo confermato per Alessi, processo da rifare per la Conserva - Mamma Paola: "Calvario senza fine"

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LA SENTENZA -  Confermata dalla Cassazione la condanna all’ergastolo nei confronti di Mario Alessi, il manovale pregiudicato accusato dell’omicidio e del rapimento del piccolo Tommaso Onofri, avvenuto la sera del 2 marzo 2006 a Casal Baroncolo (Parma).

La Cassazione ha inoltre annullato con rinvio, ad altra sezione della Corte d’Assise d’Appello di Bologna, la condanna a 30 anni di reclusione per la sua convivente e complice Antonella Conserva. Per lei ci sarà dunque un nuovo processo per chiarire meglio la sua responsabilità nella tragica vicenda.

LA REAZIONE DELLA MAMMA DI TOMMY -  Risponde con titubanza al te­lefono. E' come se si aspettasse la rivelazione di qualcosa che negli ultimi giorni la turbava. Di una sensazione che aveva cercato di soffocare, eppure tornava. Ad in­termittenze cariche di dolore. «E' un calvario senza fine», sus­surra la madre di Tommy, ap­pena viene a sapere che ci sarà un nuovo processo per Antonel­la Conserva.

Un'altra prova fatta di ricordi carichi di sofferenza e rabbia per Paola Pellinghelli. «E' come se da cinque anni a questa parte, tutto dovesse capitare a me e alla mia famiglia», si limita ad ag­giungere. Tommy, suo marito in coma dall'agosto 2008, negli ul­timi tempi anche la malattia del padre. E ora almeno altri due processi da affrontare.

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VOGLIA DI VERITA'  (13 dicembre) - Le sentenze non si dovrebbero commentare, tanto meno prima di conoscerne le motivazioni. Chi sceglie il difficilissimo mestiere di giudice ha il dovere di percorrere tutti i dubbi, prima di pronunciare una sentenza di condanna. E se per Antonella Conserva la giustizia ha dei dubbi, è giusto che ci sia ancora un processo, e che ci siano nuovi approfondimenti.

L'unica cosa che invece rimane certa, e che del resto nemmeno una sentenza di condanna potrebbe cambiare, è l'atroce dolore della famiglia di Tommy. Ed è, come diceva stamattina alla Gazzetta mamma Paola, l'angoscia per il fatto di non conoscere nemmeno il perchè, di quel gesto così crudele e inumano.

E allora, se è giusto rimettersi alla giustizia - per quanto possa apparire difficile, di fronte alla donna che bollò come "svampita" la barista che smontava l'alibi di Alessi, dalla Conserva sempre sostenuto - ancora più giusto, questa sera, è stringersi idealmente a Paola e a tutta la sua famiglia, ancora in attesa della verità e con davanti nuove terribili prove da affrontare e superare, non bastasse quel dolore tremendo che non avrà mai fine.  (g.b.)

L'UDIENZA IN CASSAZIONE

L'accusa -  «Per l’eccezionale gravità del delitto e il disvalore morale e sociale del sequestro di un minore, culminato con la sua uccisione», il sostituto procuratore generale della Cassazione, Giuseppe Galati, ha chiesto ai giudici della quinta sezione penale della Suprema Corte di confermare la condanna all’ergastolo nei confronti di Mario Alessi, il manovale che sequestrò il piccolo Tommaso Onofri, di appena 18 mesi, nel Parmense, il 2 marzo 2006. Il Pg ha chiesto anche la conferma della condanna a 30 anni di reclusione per la sua convivente e complice, Antonella Conserva. Il bambino, che soffriva gravemente di epilessia e aveva bisogno di farmaci salvavita, fu ucciso per soffocamento e con colpi di badile, la sera stessa del sequestro.

Nella sua requisitoria, il pg Galati ha messo in evidenza «la congruenza logica del complesso motivazionale del verdetto di condanna emesso dalla Corte d’assise d’appello di Bologna, che è ancorato a prove congrue e logiche, che evidenziano la consistenza delle accuse». Secondo il Pg, tra Alessi e la Conserva c'era stato un «accordo preventivo nell’ideazione del piano di sequestro, al quale la donna contribuì anche cucendo i passamontagna, e una consapevole partecipazione della complice anche all’eventualità che il proposito criminoso potesse culminare con la morte del piccolo ostaggio».

Al rapimento e al delitto prese parte, materialmente, un terzo complice: Salvatore Raimondi, condannato con rito abbreviato a 20 anni di reclusione, con verdetto passato in giudicato. In serata la Cassazione deciderà se confermare o meno la sentenza di condanna emessa dalla Corte d’assise d’appello di Bologna il 4 novembre 2009. In primo grado gli imputati erano stati condannati alla stessa pena il 28 maggio 2008, ad Alessi era stato inflitto anche l’isolamento diurno per l'aggravante della crudeltà, consistita nell’aver fratturato la mascella del piccolo. Questa aggravante, però, è stata disapplicata in secondo grado in quanto la ricostruzione dei fatti non ha potuto accertare chi dei due, tra Alessi e Raimondi, infierì a tal punto su Tommy. Alessi è detenuto a Viterbo, Raimondi a Ferrara e la Conserva a Verona.

La difesa di Alessi -  «Nei confronti di Mario Alessi c'è stato un processo mediatico, entrato, non dico proprio nella testa dei giudici, ma senz'altro nell’atmosfera del processo: sin dall’inizio è stato martoriato con la definizione di 'mostrò, mentre è solo un ignorante e confusionario, che ha comunque diritto ad un processo non inquinato da influenze esterne». Questo uno dei passaggi dell’arringa difensiva dell’avvocato Laura Ferraboschi, che ha chiesto, per il manovale condannato all’ergastolo per il sequestro ed omicidio del piccolo Tommy Onofri, l’annullamento con rinvio del verdetto d’appello e la celebrazione di un nuovo processo.

L'avvocato ha anche reso noto che Alessi, detenuto nel carcere di Viterbo, ha intenzione di fare ricorso alla Corte di giustizia di Strasburgo.

IL COMMENTO DEI DIFENSORI DELLA CONSERVA DOPO LA SENTENZA - L'annullamento della sentenza di condanna di Antonella Conserva con rinvio ad un nuovo processo secondo il criminologo Carmelo Lavorino, che fa parte del collegio difensivo della compagna di Mario Alessi, «è la vittoria della logica, della scienza dell’investigazione criminale, del diritto e del collegio di difesa».

«E' stato il pool di difesa – ha spiegato – a dimostrare che sulla scena del crimine dove è stato massacrato Tommy erano
Alessi e Raimomndi, che Raimondi ha turlupinato inquirenti e avvocati dei familiari di Tommy, che contro Antonella Conserva c¨erano mille dubbi e nessuna certezza».

«Il collegio – ha aggiunto tra l’altro Lavorino – ha frantumato ed annullato l’impianto accusatorio, ha dimostrato che non vi era nulla contro l’imputata che poteva essere considerata prova o indizio, ha dimostrato che non vi era nemmeno un indizio 'gravè o 'precisò, immaginiamoci, poi, se poteva esserci la possibilità della 'concordanzà. Ha dimostrato che contro la Conserva vi erano solo suggestioni, illazioni, sospetti, dicerie ed equivoci, se non, addirittura,
l'indiscusso travisamento della realtà oggettiva dei fatti. Che Raimondi ha prodotto una serie di non riscontri, di contraddizioni soggettive e oggettive, di accuse gratuite. Il collegio difensivo ha sostenuto che Raimondi ha accusato Antonella Conserva per coprire la propria presenza mentre veniva attuato l’omicidio di Tommaso sull'epicentro della scena dell’omicidio»

LA VIGILIA  E LE PAROLE DELLA MAMMA

Tommy, ultimo atto - Georgia Azzali (Gazzetta di Parma 13-12)

Ci sono dolori ineffabili che lasciano solo il vuoto. E ci sono dolori ineffabili che ti cata­pultano all'inferno, re­galandoti una nuova forza. Quat­tro anni e nove mesi dopo il buio, Paola Pellinghelli, la madre di Tommy, riesce ancora ad indi­gnarsi. A urlare di rabbia. Ma an­che a sorridere. Con disincanto.

Oggi - salvo colpi di scena - la giustizia finirà di scrivere la sto­ria del sequestro e dell'omicidio di suo figlio, sfilato dal seggio­lone di casa quando non aveva ancora compiuto 18 mesi. Giu­dizio di Cassazione, l'ultimo at­to per Mario Alessi, ergastolo in primo e secondo grado, e l'ex compagna Antonella Conserva, 30 anni da scontare. L'altro complice, Salvatore Raimondi, è già stato condannato in via definitiva a 20 anni, mentre Pa­squale Barbera è uscito di scena nel febbraio 2009 con un'asso­luzione. Sei processi, tre con­danne, ma è una verità che non dà pace. «Mi auguro che oggi la sentenza venga confermata, ma anche se ciò accadrà, ci sono ancora trop­pe zone d'ombra, interrogativi che non hanno avuto risposta. A cominciare dal movente: perché hanno rapito e ucciso Tommy? Io non so perché è successo».

L'articolo completo sulla Gazzetta di Parma 13 dicembre

L'ULTIMA CARTA DELLA DIFESA -  La difesa di Antonella Conserva ha diffuso un documento in cui questa vlta, per proclamare l'innocenza della donna, si fa riferimenti a una "entità segreta" che avrebbe organizzato il rapimento e la morte di Tommaso, basandosi come "prova" su un incontro che Alessi e Raimondi avrebbero avuto nel tragitto fra Casalbaroncolo e strada del Traglione, e che spiegherebbe - sempre secondo la tesi difensiva della Conserva - i tempi impiegati per precorrere quei chilometri.

Tommy, Parma non dimentica : il racconto di quei giorni angosciosi che commossero tutta l'Italia

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  • Pier Paolo

    15 Dicembre @ 14.24

    SONO UN AVVOCATO. VI SPIEGO: QUELLO CHE SOSTIENE LAVORINO E' PRATICAMENTE IMPOSSIBILE. LA CORTE DI CASSAZIONE NON ENTRA NEL MERITO DELLA RESPONSABILITA' DEGLI IMPUTATI, MA SOLO SU VIZI DI CARATTERE PROCEDURALE O FORMALE. QUINDI LA CORTE DI BOLOGNA AVRA' COMMESSO UN VIZIO NELLA PROCEDURA CHE DOVRA' ESSER SANATO CON UN NUOVO GIUDIZIO. MA MICA VUOL DIRE CHE DEVE RIFARE IL PROCESSO PER ANALIZZARE ANCORA I FATTI. POI LA SMETTA DI DARE LEZIONI A TUTTI. IN GENERALE I CRIMINOLOGI NON SERVONO A UN BEL NIENTE NEL NOSTRO PROCESSO PENALE. POI UN INNOCENTE NON HA BISOGNO DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE TUTTE QUESTE "MENTI" CHE HA AVUTO LA CONSERVA. I GIUDICI NON SONO COSI' DISTRATTI DA NON VALUTARE L'INNOCENZA PALESE DEGLI IMPUTATI. RICORDO IN FINE CHE BEN 2 CORTI HANNO DICHIARATO LA CONSERVA COLPEVOLE, E NON PENSO CHE SIA UN CASO. IN FINE SEMPRE CON QUESTA STORIA ASSURDA DEGLI ORARI, NON AVEVA NESSUNA LOGICA CHE LA CONSERVA ANDASSE SUL LUOGO DEL SEQUESTRO A PRENDERE ALESSI..CHE POCO PRIMA ERA ANDATO A FARE UN SEQUESTRO A SUA INSAPUTA...MA CHI LO PUO' CREDERE?? MA POI IL PICCOLO CHI LO ACCUDIVA?? RAIMONDI SUL MOTORINO?? A NO...DIMENTCAVO...LA FAMOSA ENTITA' ASTRATTA....E.. GRAZIE.. SENNO' I CONTI NON TORNANO...MA ALLORA TUTTO RISOLTO...BASTA CHE IN OGNI OMICIDIO NOI DIFENSORI DICIAMO CHE LA COLPA E' DI UNA ENTITA' ASTRATTA...CHE NON SI TROVA... E FACCIAMO SCAGIONARE I NOSTRI ASSISTITI...MENO MALE CHE CI HANNO FATTO LEZIONE....

    Rispondi

  • gando

    14 Dicembre @ 14.52

    sono pienamente d'accordo con FABRIZIO e Daniele

    Rispondi

  • Roberta

    14 Dicembre @ 10.21

    Spero che adesso che la condanna per Alessi è diventata definitiva, non lo sentiremo più proclamare la sua innocenza e chiedere perdono, come ha fatto finora periodicamente. Sono vicina alla signora Paola e la ammiro per la sua grande forza.

    Rispondi

  • bapi

    14 Dicembre @ 00.21

    La legge ,come sempre ,non rispetta le vere vittime che in questo caso sono solo Tommy e la sua famiglia.

    Rispondi

  • fabrizio ferrari

    13 Dicembre @ 23.22

    un nuovo processo vuol dire "innocente" o vuol dire "nuovo processo per accertare responsabilità" ? La vittima è Tommy non la Conserva.

    Rispondi

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