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Il lavoro dopo la laurea: il 59% dei giovani ha un impiego un anno dopo la specialistica

Il lavoro dopo la laurea: il 59% dei giovani ha un impiego un anno dopo la specialistica
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Chi esce dall'Università di Parma con la laurea triennale ha già buone opportunità di lavoro: i dati sono in linea con la media nazionale. Il 64% di questi studenti comunque prosegue gli studi e prende la laurea specialistica. A un anno dal conseguimento del titolo di studio, i dati sull'accesso al lavoro sono superiori alla media italiana: il 59% dei laureati di Parma ha trovato un lavoro entro 12 mesi (contro il 55,7% nazionale), anche se più spesso si tratta di un impiego con un contratto "atipico".

I dati emergono dal XIII Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati, che ha coinvolto a livello nazionale 400mila laureati. Il Rapporto conferma un quadro occupazionale complessivamente in difficoltà, seppure con un’intensità minore rispetto a quella dell’anno passato. Persiste dunque la crisi, in un contesto in cui i segnali di ripresa dell’economia a livello mondiale vedono l’Italia con tassi di crescita più ridotti; permangono così forti incertezze sulle prospettive dell’occupazione e particolarmente sugli squilibri che penalizzano le donne, il Mezzogiorno e soprattutto i giovani.

I LAUREATI DELL’UNIVERSITÀ DI PARMA ALL’INGRESSO NEL MONDO DEL LAVORO. L’indagine ha riguardato complessivamente oltre 6.200 laureati di Parma. I dati qui riportati riguardano in particolare 2.354 laureati triennali e 1.293 laureati specialistici biennali usciti dall’Università di Parma nel 2009 e intervistati dopo un anno, nel 2010; 899 laureati specialistici biennali usciti dall’Università di Parma nel 2007, intervistati dopo tre anni; 920 laureati pre-riforma del 2005, intervistati dopo cinque anni.

I LAUREATI TRIENNALI DEL 2009: OCCUPAZIONE AL 45%. Il tasso di occupazione dei 2.354 neolaureati triennali di Parma, è pari al 45%, un valore in linea con la media nazionale (46%). L’occupazione tiene per i laureati di Parma di primo livello. Tra gli occupati triennali di Parma, il 26,5% è dedito esclusivamente al lavoro, il 19% coniuga la laurea specialistica con il lavoro.
Chi continua gli studi con la laurea specialistica è il 64%: il 45% è impegnato esclusivamente nella laurea specialistica, mentre, come si è detto, il 19% studia e lavora nello stesso tempo. Sei laureati triennali di Parma su cento, non lavorando e non essendo iscritti alla laurea specialistica, si dichiarano alla ricerca di lavoro. 
Il lavoro stabile (contratti a tempo indeterminato e lavoro autonomo) coinvolge, a un anno dalla laurea, 28 laureati su cento di primo livello di Parma (la media nazionale è del 39%). Il lavoro atipico (contratti a tempo determinato, collaborazioni, ecc.) coinvolge 53 laureati su cento di Parma; la media nazionale è del 43%.
Il guadagno (influenzato in negativo dalla precarietà) si attesta su valori inferiori alla media nazionale: a un anno dalla laurea i laureati di primo livello di Parma guadagnano 890 euro mensili netti; la media nazionale è di 982 euro.
L’analisi deve tenere conto che si tratta di giovani che nella maggioranza dei casi continua gli studi, rimanda cioè al post-laurea di tipo specialistico il vero ingresso nel mondo del lavoro.

I LAUREATI SPECIALISTICI DEL 2009: 59 SU 100 LAVORANO A UN ANNO DALL'ESAME. Il tasso di occupazione dei 1.293 laureati specialistici a un anno dalla laurea è buono: a 12 mesi dalla conclusione degli studi risulta occupato il 59% dei laureati specialistici dell’Università di Parma; un valore superiore alla media nazionale del 55,7%. Ma c’è anche il 16% che continua la formazione. Chi cerca lavoro è il 26% dei laureati specialistici di Parma, contro il 28,5% del totale dei laureati.
A un anno dalla laurea, il lavoro è stabile per più di un quarto dei laureati di Parma (29%); la media nazionale è del 35%. Il lavoro atipico coinvolge il 51% dei laureati specialistici di Parma (la media nazionale è del 46%).
Il guadagno è di poco inferiore alla media nazionale: 1.066 euro mensili netti, contro i 1.078 del complesso dei laureati specialistici.

TENDENZE DEL MERCATO DEL LAVORO NEL MEDIO PERIODO: ESITI OCCUPAZIONALI A TRE E CINQUE ANNI DAL TITOLO DI STUDIO. Le crescenti difficoltà occupazionali incontrate dai giovani, neo-laureati compresi, negli ultimi anni si sono inevitabilmente riversate anche sui laureati di più lunga data, anche se occorre sottolineare che, col trascorrere del tempo dal conseguimento del titolo, le performance occupazionali migliorano considerevolmente.
Per la prima volta vengono indagati i laureati biennali specialistici di Parma a tre anni dal titolo: sono 899 quelli coinvolti nell’indagine, con un tasso di risposta del 90%. L’81% è occupato, più che a livello nazionale (75%). Con l’11% che risulta ancora impegnato nella formazione. Chi cerca lavoro è l’8%. La quota di occupati stabili cresce apprezzabilmente (di 32 punti percentuali) tra uno e tre anni dal titolo, raggiungendo il 61% degli occupati (la media nazionale è del 62%). Le retribuzioni nominali arrivano, a tre anni, a 1.296 euro mensili netti (è di 1.313 a livello nazionale).
Le condizioni di lavoro migliorano ancora nel tempo: i laureati di Parma del 2005 (sono 920 laureati pre-riforma quelli indagati, con un tasso di risposta del 79%), intervistati dopo cinque anni raggiungono un tasso di occupazione dell’88%.
Migliorano la stabilità (che coinvolge il 72% dei laureati). Il reddito è di 1.312 euro mensili netti; a livello nazionale è di 1.321 euro.

IL COMMENTO DEL RETTORE. «I dati relativi all’Università di Parma che emergono dal XIII Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati - commenta il rettore Gino Ferretti - confermano, come negli anni passati, una buona performance dei laureati del nostro Ateneo in relazione all’inserimento nel sempre più complesso mondo del lavoro. Il tasso di occupazione dei nostri laureati specialistici a uno e tre anni dalla laurea è infatti più alto della media nazionale, mentre quello dei laureati triennali è assolutamente in linea con il dato complessivo. Questi dati dimostrano ancora una volta l’alta qualità dell’offerta formativa e del livello della didattica e della ricerca dell’Università di Parma, che sa formare laureati in grado, tra le altre competenze, di rispondere alle nuove sfide del mercato del lavoro».

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  • IlSocio

    11 Marzo @ 16.32

    Piccola premessa, mi dispiace che molti di questi ragazzi che si fanno un mazzo tanto e sacrifici per poter studiare con quello che costano le università e spesso il dover stare lontano da casa, una volta finiti gli studi non trovino da lavorare, però credo che non si possa neanche pretendere che ci siano materialmente una quantità di posti di lavoro pari a tutti gli studenti che escono dalle università, soprattutto nel campo dei loro studi... Sbaglio?!

    Rispondi

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