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Quali scelte per l'Ospedale dei Bambini?

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Sergio Bernasconi e Giancarlo Izzi

Gentile direttore, qualche settimana fa è stato pubblicato sulla Gazzetta un ampio e articolato intervento con cui  Maurizio Vescovi, come consigliere comunale e come medico, proponeva importanti considerazioni utili a stimolare una discussione sulla futura organizzazione dell’Ospedale dei Bambini, riprendendo alcune tappe della storia più che centenaria della Pediatria di Parma e palesando qualche preoccupazione sul suo futuro.
Desideriamo innanzitutto ringraziare Vescovi per aver sollevato un problema che ci sta molto a cuore e che, soprattutto negli ultimi anni, ci sta preoccupando. Pensiamo che quella che è stata definita da molti politici e amministratori un “occasione storica” meriti oggi un’analisi approfondita, aperta non solo agli operatori sanitari ma a tutta la società civile che in questi anni ha appoggiato culturalmente ed economicamente il progetto. Nel momento in cui la parte strutturale va verso il completamento diventa importante e pressante definire, con sguardo rivolto ai modelli assistenziali più avanzati, quale deve essere l’organizzazione funzionale del nuovo ospedale e quali professionalità specialistiche  pediatriche devono essere presenti e in grado di operare.
La nostra personale opinione, maturata sui tanti anni di esperienza clinica e sullo studio di modelli assistenziali, è che un Ospedale dei Bambini deve avere una dimensione e una prospettiva di attività che lo differenzino da un “normale” reparto pediatrico. Questo è possibile se lo si propone come luogo dove viene concepita la gestione integrata che raccoglie e valorizza le idee, i principi e i valori, i metodi e le prospettive, nate in campo nazionale e internazionale, nell’ambito della gestione efficace, efficiente ed evidence-based delle persone in età evolutiva ammalate di patologie acute, ma anche e sempre più di malattie ad evoluzione cronica.
L’Ospedale dei Bambini di Parma dovrebbe avere un’impronta di ampia logica partecipativa tra le diverse risposte istituzionali sanitarie pediatriche locali, regionali, nazionali e anche internazionali, aperto alla ricerca di soluzioni condivise sui tanti  aspetti critici dell’assistenza, tra i quali c’è da considerare la frammentarietà delle singole esperienze, se lo specialista non è inserito in un percorso programmato, e l’annoso problema dell’autoreferenzialità professionale.
Quindi il nostro ospedale prossimo e futuro dovrà promuovere, con il contributo di tutti, la costituzione di “progetti di sistema” interaziendali e regionali orientandosi verso il progressivo affermarsi dell’unitarietà delle logiche e di finalità comuni, nel pieno rispetto delle specificità e competenze, ma con l’intento di promuovere le buone pratiche assistenziali, sia sul versante clinico, sia su quello organizzativo e gestionale, che mettano al centro sempre e comunque il benessere e la qualità di vita del bambino in ospedale, con l’obiettivo di raggiungere concreti risultati in termini di salute dei cittadini e di ottimizzazione dell’uso delle risorse.
I livelli a cui è chiamato a rispondere l’Ospedale dei Bambini di Parma, che già sono in essere, ma in contesti fisicamente inadeguati ai bisogni, sono almeno tre: Il primo è un’efficace e pronta risposta alle esigenze di urgenza pediatriche della popolazione di Parma e provincia; il secondo è caratterizzato da livelli assistenziali elevati e capaci di affrontare i problemi clinici più difficili e di settori molto diversi, per i quali sono necessarie specifiche competenze specialistiche da presidiare, sviluppare o acquisire nei tempi prossimi; il terzo è orientato alla ricerca e alla sperimentazione in ambito pediatrico perché solo dove si fa ricerca scientifica, si può avere anche buona attività clinica.
È una sfida con la quale  i medici e gli  infermieri dell’Area pediatrica dovranno , confrontarsi. Non è sfida facile specie in un momento di particolare congiuntura economica, che dobbiamo condividere con tutta la Società italiana, e con la coincidenza dei pensionamenti già avvenuti o che avverranno prossimamente di valenti professionisti, medici e infermieri, che hanno reso la Pediatria di Parma molto apprezzata a livello nazionale e internazionale, il cui apporto scientifico e culturale non è facilmente sostituibile proprio per l’assoluto valore che essi hanno rappresentato.
È anche una sfida che noi personalmente vogliamo accettare con l’obiettivo di  far superare questo periodo di interregno tra il vecchio e il nuovo Ospedale dei Bambini. Siamo però consci della necessità che ci si impegni a trasmettere le validissime conoscenze di scienza e di cultura pediatrica che la Scuola di Parma ha maturato e di formare nuovi specialisti. Ciò  richiede tempi lunghi, molta determinazione e perseveranza da parte di tutti, in particolare dei professionisti impegnati in questo percorso e risorse formative in ambienti consoni.
Abbiamo voluto esprimere queste nostre opinioni, strettamente personali, perchè
riteniamo che sia il momento di  una comune riflessione per il bene soprattutto dei pazienti che avranno bisogno del Nuovo Ospedale dei Bambini e dei professionisti che vi lavorano.

 

 
 

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  • Francesco

    03 Aprile @ 12.36

    TANTO PER COMINCIARE BISOGNEREBBE FARE UN BEL PRONTO SOCCORSO AUTONOMO ED AUTOSUFFICIENTE , SPECIFICAMENTE DEDICATO AI BIMBI , E SEPARATO DAL PRONTO SOCCORSO GENERALE , CON LA SUA RADIOLOGIA H24 ED AMBULATORI PER LE ATTIVITA' DI CHIRURGIA E TRAUMATOLOGIA AMBULATORIALE, ONDE EVITARE AI BAMBINI LA PENA DI STAZIONARE A LUNGO NEL PRONTO SOCCORSO GENERALE , IN MEZZO AD ARRESTI CARDIACI, FERITI SFRACELLATI , DROGATI IN OVERDOSE E MAGHREBBINI UBRIACHI FRADICI, ALLA FACCIA DI ALLAH !

    Rispondi

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