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Presa la "banda del caveau": tradita (anche) dal tunnel scavato in via Cavour

Maxi-rapina in banca: svuotate 80 cassette di sicurezza
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Come nei film entravano nelle banche scavando cunicoli che, partendo dalla rete fognaria, li portavano all’interno dei caveaux. Questa l’accusa nei confronti di dieci rapinatori, tutti pregiudicati e di origine campana, fermati dai carabinieri del comando provinciale di Parma.
Il 31 ottobre la banda avrebbe messo a segno una rapina a Banca Intesa di via Venezia con un bottino milionario e, secondo gli investigatori, erano pronti a svaligiare un’altra banca, questa volta in via Cavour. All'angolo con borgo Angelo Mazza questa mattina erano ben visibili i segni del colpo sfumato: scavando un nuovo tunnel, un cedimento ha fatto sì che si aprisse una voragine in strada. E anche nel destino della banda: i carabinieri, che stavano da tempo alle costole dei ladri, a quel punto hanno accelerato i tempi delle manette.

I particolari dell'operazione

Lo stavano preparando da tempo. Avevano studiato la mappa fognaria della città, avevano individuato un appartamento al pian terreno, non troppo vicino all’obiettivo selezionato; avevano praticato un foro nella pavimentazione per potersi calare nel sistema di condotte sotterranee e da lì raggiungere il caveau della banca. “Presto saremo a casa pieni di soldi” avevano previsto in maniera frettolosa i 10 componenti d’oro (tra essi anche una donna) della banda, tutti campani, decisi a mettere a segno il colpo.

Il 22 maggio scorso però, i loro propositi però sono stati infranti dai carabinieri del Comando Provinciale di Parma, che hanno eseguito gli arresti decisi dalla Procura della Repubblica. All’interno dei due covi che erano a disposizione della banda sono stati trovati pistole a salve prive del tappo rosso, maschere per il travisamento, tute da lavoro, percussori, piedi di porco, mazzette e scalpelli da muratori, mascherine protettive, apparati ricetrasmittenti e telefoni cellulari con utenze intestate a prestanome per garantire un efficace e sicuro sistema di telecomunicazione.

Nel mirino c’era la sede della BPER di via Cavour: i banditi avevano studiato l'accesso da una delle abitazioni, attraverso un tunnel di collegamento profondo circa 4 metri, nel sistema fognario; quindi, dopo aver camminato per circa 30 minuti, nel punto d’incrocio tra Borgo Angelo Mazza e via Cavour, avevano praticato uno scavo lungo 11 metri e largo uno che li avrebbe portati direttamente all’interno della banca.

Qualcosa però non è andato secondo i piani: a causa dello scavo, in Borgo Mazza il 17 maggio si è verificato un cedimento strutturale con crollo del manto stradale e la presenza - di fatto - di una voragine che metteva in pericolo i cittadini. I banditi non se ne sono accorti immediatamente: erano a riposo nella regione d’origine. Decisamente in attività, invece, i carabinieri, che hanno capito che l'imprevisto– appena scoperto – avrebbe comportato anche la fuga della banda. 

E' così che nella serata del 21 maggio, in concomitanza del rientro a Parma di parte della banda, il Procuratore della Repubblica  Lucia Russo ed il Sostituto Fabrizio Pensa hanno emesso il provvedimento di fermo a carico di tutti gli indagati. Numerosi i reati contestati: associazione per delinquere finalizzata alle rapine; rapina aggravata; tentata rapina; crollo di costruzioni o altri disastri dolosi, danneggiamento aggravato ed altro.

Evidenti le analogie con la rapina messa a segno lo scorso 31 ottobre alla filiale di Banca Intesa di via Venezia, e sulla cui paternità gli investigatori non hanno dubbi: anche in quel caso il commando fece irruzione nell’istituto attraverso un tunnel scavato dalla condotta fognaria, svuotando la cassaforte e 84 cassette di sicurezza dei clienti: oltre 3 milioni di euro (tra contante e valori) la stima complessiva del bottino.

I pochi indizi raccolti in quella circostanza sono stati sviluppati in maniera certosina dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Parma. Le testimonianze raccolte hanno indirizzato le indagini verso alcuni soggetti di origine campana. Attraverso le banche dati è stato redatto il lungo elenco delle persone di quella regione presenti in città dal mese precedente la rapina, ed è partito il paziente lavoro di screening che ha visto passare al setaccio centinaia di posizioni, analizzati oltre 1,5 milioni di report informatici, finché la rosa degli interessati si  è ristretta. Individuano le utenze target, la successiva attività tecnica di intercettazione telefonica ed ambientale ed i servizi di osservazione e pedinamento sul terreno e l’esito di accertamenti tecnici condotti dal R.I.S. di Parma hanno permesso di stringere infine il cerchio intorno agli indagati.

Il piano era stato studiato nei minimi dettagli e tutti i componenti della banda agivano con estrema prudenza e cautela: le operazioni di scavo nel sottosuolo erano seguite in superficie da un complice. 

Dopo aver scavato per ore, per non suscitare l’attenzione dei vicini trascorrevano tutto il resto della giornata all’interno del minuscolo covo, circa 50 mq, discutendo su come impiegare il bottino (investimenti immobiliari, campi di calcio, feste in famiglia. Uno degli indagati, prossimo alle nozze, stava progettando di regalare una bottiglia di champagne a ciascuno degli invitati). Il gioco delle carte e la TV per allentare la tensione fisica e psichica: “Gli Angeli del Male” – la serie televisiva sul criminale milanese Renato Vallanzasca - e “GOMORRA” i cult per il gruppo. E dalla serie televisiva ispirata al best seller di Roberto Saviano hanno mutuato l’appellativo di “immortale” per uno di loro, gravemente ferito nel conflitto a fuoco seguito ad una rapina andata male. “Che effetto fa sparare ad una persona?” domanda uno dei sodali: “Queste cose non te le devi chiedere” la risposta.

Periodicamente, i soggiorni a casa nell’hinterland partenopeo per ritemprare le forze. E - per attenuare il rischio di controlli di polizia - gli spostamenti avvenivano in treno, ovviamente in 1 ^ classe.

Anche i criminali hanno poi dei sogni: “Quando saremo in pensione faranno un film su di noi”, commentano alcuni membri della banda. Ma il finale l'hanno scritto i carabinieri. E per loro non è "happy".

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • la camola

    25 Maggio @ 17.36

    il titolo del film : come passare una vacanza al fresco "

    Rispondi

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