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Il picchiatore "graziato" da Faelli, campione di Thai boxe

Il picchiatore "graziato" da Faelli, campione di Thai boxe
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Laura Frugoni 

(...) Classe 1972, parmigiano, Gianpaolo Faelli è un «artista marziale italiano», recita la sua pagina di Wikipedia: «Con più di 130 match all'attivo e 19 anni di attività agonistica alle spalle, è uno degli atleti del panorama italiano ed è inoltre maestro di Thai Boxe». Vincitore di due titoli mondiali professionistici, nel 1999 e nel 2008, e un titolo europeo professionistico nel 2000, è il campione a raccontare il suo incontro-scontro con il 36enne arrestato dopo avere picchiato senza motivo due giovani (martedì pomeriggio in piazzale Chaplin e mercoledì sera ai tavolini di un bar a Lagrimone) e perfino un brigadiere (giovedì in caserma). Il giudice sabato mattina ne ha disposto una perizia psichiatrica, per ora resta in via Burla.

(...) E se stavolta non ci ha rimesso le penne l'aggressore è stato per merito del self control e della grande umanità del nostro campione: «Ho cercato di neutralizzare i suoi colpi senza fargli del male»

(...) L'articolo completo sulla Gazzetta di Parma in edicola

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  • carlone1973

    15 Febbraio @ 09.23

    MA QUESTO ARTICOLO DI QUANDO E'?????? TOGLIETE GLI ARTICOLI VECCHIIIIIIIIII !!!!!!!!

    Rispondi

    • 15 Febbraio @ 09.27

      REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Sono articoli con episodi precedenti sullo stesso tema, e ognuno ha la data di pubblicazione: chi è interessato li legge e chi non è interessato non li legge.

      Rispondi

  • Emilio

    04 Giugno @ 04.38

    Tanto tornera' libero tra una settimana .. siamo in Italia .bravo Faelli che ha mantenuto il sangue freddo,non sta a lui fare giustizia! dovrebbero pensarci Polizia e Carabinieri ad accorrere tempestivamente in questi casi...

    Rispondi

  • Michele

    17 Maggio @ 11.07

    Viene fortemente da pensare, considerate le dinamiche comportamentali anche nei casi precedenti, che si tratta di una persona con evidenti problemi. Quindi, sempre basandoci sull'elevatissima probabilità che si tratta di un nevrotico che non riesce a fermare i propri istinti neppure se "pestato", mi chiedo perché ci sia chi si preoccupa di usare del giustizialismo di livello becero. Fermo restando che, lo ripeto, andava bloccato e CURATO PRIMA (ma qui le problematiche toccano campi anche economici), avete forse la certezza psichiatrica che se il soggetto viene picchiato dal buon Faelli o da chi per lui (eccellente nel neutralizzare la minaccia senza tuttavia fargli male) cambierà atteggiamento? Pensate forse che questo fermerà uno psicopatico? Credete forse che le bastonate abbiano risolto i problemi della psiche e le sue aberrazioni, quando ancora si supponeva che questi comportamenti fossero comunque volontari? O siete, come temo di dedurre dal commento di qualche pezzente mentale, dei giustizialisti totali? Quindi, a fronte di questi problemi, reagireste di massima, magari alla maniera del programma T4 Nazista? E se un forte esaurimento nervoso in qualche vostro familiare lo portasse all'esasperazione spingendolo ad uscire di casa improvvisamente e picchiare il primo che capita, sareste contenti che lo massacrassero di botte? O forse urlereste "non fatelo, è malato!"? Chissà, magari sareste lì a guardare il parente massacrato e sghignazzare all'insegna di "i fan ben, vé, a c'sì l'impera..." Nessun malato di mente si ferma, se ha ancora la possibilità di agire, perciò voi che fate? Lo pestate. E magari lo "buttate giù dal bastione". Ma sì, torniamo indietro di mille anni, intanto che ci siamo. Mi viene solo il dubbio che non abbiate seguito la vicenda e non abbiate abbastanza cognizione di causa per rendervi conto che si tratta di un malato. PERICOLOSO, ma pur sempre un malato. Da fermare e curare, nemmeno da mettere in prigione, perché in galera ci dovrebbero stare (il condizionale di questi tempi è d'obbligo) i criminali. Colpire per difendersi è accettabile, in certi casi (con criminali conclamati) è sacrosanto. Colpire un malato solo allo scopo di "dargli una lezione" è stupido, inutile e peggiora la situazione. Oltreché concetto "malato" come il malato stesso. Questo giusto perché il blog è anche un sacrosanto confronto di idee. La mia e quelle di tanti che hanno scritto lodando il giusto comportamento di Faelli e le poche dei poveracci giustizialisti che evidentemente classificano come terrorista una persona con tic nervosi.

    Rispondi

  • Michele

    17 Maggio @ 10.28

    Viene fortemente da pensare, considerate le dinamiche comportamentali anche nei casi precedenti, che si tratta di una persona con evidenti problemi. Quindi, sempre basandoci sull'elevatissima probabilità che si tratta di un nevrotico che non riesce a fermare i propri istinti neppure se "pestato", mi chiedo perché ci sia chi si preoccupa di usare del giustizialismo di livello becero. Fermo restando che, lo ripeto, andava bloccato e CURATO PRIMA (ma qui le problematiche toccano campi anche economici), avete forse la certezza psichiatrica che se il soggetto viene picchiato dal buon Faelli o da chi per lui (eccellente nel neutralizzare la minaccia senza tuttavia fargli male) cambierà atteggiamento? Pensate forse che questo fermerà uno psicopatico? Credete forse che le bastonate abbiano risolto i problemi della psiche e le sue aberrazioni, quando ancora si supponeva che questi comportamenti fossero comunque volontari? O siete, come temo di dedurre dal commento di qualche pezzente mentale, dei giustizialisti totali? Quindi, a fronte di questi problemi, reagireste di massima, magari alla maniera del programma T4 Nazista? E se un forte esaurimento nervoso in qualche vostro familiare lo portasse all'esasperazione spingendolo ad uscire di casa improvvisamente e picchiare il primo che capita, sareste contenti che lo massacrassero di botte? O forse urlereste "non fatelo, è malato!"? Chissà, magari sareste lì a guardare il parente massacrato e sghignazzare all'insegna di "i fan ben, vé, a c'sì l'impera..." Nessun malato di mente si ferma, se ha ancora la possibilità di agire, perciò voi che fate? Lo pestate. E magari lo "buttate giù dal bastione". Ma sì, torniamo indietro di mille anni, intanto che ci siamo. Mi viene solo il dubbio che non abbiate seguito la vicenda e non abbiate abbastanza cognizione di causa per rendervi conto che si tratta di un malato. PERICOLOSO, ma pur sempre un malato. Da fermare e curare, nemmeno da mettere in prigione, perché in galera ci dovrebbero stare (il condizionale di questi tempi è d'obbligo) i criminali. Colpire per difendersi è accettabile, in certi casi (con criminali conclamati) è sacrosanto. Colpire un malato solo allo scopo di "dargli una lezione" è stupido, inutile e peggiora la situazione. Oltreché concetto "malato" come il malato stesso. Questo giusto perché il blog è anche un sacrosanto confronto di idee. La mia e quelle di tanti che hanno scritto lodando il giusto comportamento di Faelli e le poche dei poveracci giustizialisti che evidentemente classificano come terrorista una persona con tic nervosi.

    Rispondi

  • Michele

    17 Maggio @ 10.20

    Viene fortemente da pensare, considerate le dinamiche comportamentali anche nei casi precedenti, che si tratta di una persona con evidenti problemi. Quindi, sempre basandoci sull'elevatissima probabilità che si tratta di un nevrotico che non riesce a fermare i propri istinti neppure se "pestato", mi chiedo perché ci sia chi si preoccupa di usare del giustizialismo di livello becero. Fermo restando che, lo ripeto, andava bloccato e CURATO PRIMA (ma qui le problematiche toccano campi anche economici), avete forse la certezza psichiatrica che se il soggetto viene picchiato dal buon Faelli o da chi per lui (eccellente nel neutralizzare la minaccia senza tuttavia fargli male) cambierà atteggiamento? Pensate forse che questo fermerà uno psicopatico? Credete forse che le bastonate abbiano risolto i problemi della psiche e le sue aberrazioni, quando ancora si supponeva che questi comportamenti fossero comunque volontari? O siete, come temo di dedurre dal commento di qualche pezzente mentale, dei giustizialisti totali? Quindi, a fronte di questi problemi, reagireste di massima, magari alla maniera del programma T4 Nazista? E se un forte esaurimento nervoso in qualche vostro familiare lo portasse all'esasperazione spingendolo ad uscire di casa improvvisamente e picchiare il primo che capita, sareste contenti che lo massacrassero di botte? O forse urlereste "non fatelo, è malato!"? Chissà, magari sareste lì a guardare il parente massacrato e sghignazzare all'insegna di "i fan ben, vé, a c'sì l'impera..." Nessun malato di mente si ferma, se ha ancora la possibilità di agire, perciò voi che fate? Lo pestate. E magari lo "buttate giù dal bastione". Ma sì, torniamo indietro di mille anni, intanto che ci siamo. Mi viene solo il dubbio che non abbiate seguito la vicenda e non abbiate abbastanza cognizione di causa per rendervi conto che si tratta di un malato. PERICOLOSO, ma pur sempre un malato. Da fermare e curare, nemmeno da mettere in prigione, perché in galera ci dovrebbero stare (il condizionale di questi tempi è d'obbligo) i criminali. Colpire per difendersi è accettabile, in certi casi (con criminali conclamati) è sacrosanto. Colpire un malato solo allo scopo di "dargli una lezione" è stupido, inutile e peggiora la situazione. Oltreché concetto "malato" come il malato stesso. Questo giusto perché il blog è anche un sacrosanto confronto di idee. La mia e quelle di tanti che hanno scritto lodando il giusto comportamento di Faelli e le poche dei poveracci giustizialisti che evidentemente classificano come terrorista una persona con tic nervosi.

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