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"Parma Social House": in via Chiavari la posa della prima pietra

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Prende il via la prima fase del progetto “Parma Social House”, il più grande intervento di edilizia sociale realizzato in città che complessivamente prevede, nei prossimi anni, la realizzazione di 852 alloggi Ers. Oggi è stata posata la prima pietra nell’area di via Chiavari. Lì saranno costruiti 280 alloggi: 188 saranno messi in vendita a prezzo convenzionato (a 1.850 euro a mq) o con l’opzione del riscatto all’ottavo anno, mentre 92 saranno affittati a un canone medio di 350 euro mensili per un periodo non inferiore a 25 anni. L’area di via Chiavari è composta da sette lotti su cui verranno edificate palazzine da 5 piani.
L’housing sociale è rivolto principalmente a giovani coppie, nuclei monogenitoriali, famiglie numerose, famiglie con anziani o disabili, con l’obiettivo di offrire un contesto abitativo e sociale dignitoso, all’interno di un ambito ricco di relazioni umane e comunitarie. "In quest’ottica si è cercato di coniugare l’attenzione allo studio degli spazi privati e pubblici e l’uso di tecnologie avanzate nel campo del risparmio energetico, per realizzare manufatti architettonici di alta qualità in classe energetica B - si legge in un comunicato stampa del Comune -. Sono previsti bilocali, trilocali e quadrilocali composti da una zona giorno, da una cucina o cucinotto e, a seconda dei casi, due o tre camere da letto, due bagni, loggia e terrazzo. Le metrature variano da 50 mq a 110 mq. Gli appartamenti, adatti dunque a tutte le tipologie familiari, sono dotati di box e di cantina".

 Il progetto prevede interventi su sette aree della città, per offrire alloggi a quella fascia intermedia di famiglie, oggi molto ampia, che dispone di redditi superiori a quelli che consentirebbero di accedere agli alloggi Erp, ma non sufficienti per rivolgersi al libero mercato immobiliare. Tra gli aspetti più significativi di questo progetto, che rappresenta una esperienza unica in Italia, va segnalata la fondamentale sinergia che si è creata tra i soggetti del settore edilizio del comune di Parma e l’amministrazione comunale. Questi, in coerenza con le indicazioni strategiche di sviluppo urbanistico della città e grazie alla volontà di compiere un passo ambizioso sul proprio territorio, hanno deciso di collaborare per la realizzazione di un progetto di sviluppo urbano innovativo e strategico. Il progetto è stato pensato sulla base di temi interdisciplinari che riguardano la riqualificazione urbana, la costruzione della comunità e il risparmio energetico. 

“L’avvio di quest’opera assume una importanza particolare per una serie di ragioni. Parliamo infatti del più grande progetto di edilizia sociale realizzato a Parma. E’ il primo intervento finanziato dal sistema integrato dei fondi previsto dal piano casa nazionale. E’ un progetto importante perché risponde alla domanda di quelle famiglie non abbastanza povere da accedere all’edilizia residenziale pubblica, ma non sufficientemente ricche per rivolgersi al libero mercato”, ha affermato il sindaco Pietro Vignali.
“Teniamo molto a questo progetto che è parte fondamentale delle politiche urbanistiche che abbiamo pensato in questi anni. Un progetto innovativo che ha favorito il protagonismo del territorio. Questo è un risultato importante”, ha aggiunto l’assessore all’Urbanistica Francesco Manfredi.
“Posiamo il primo mattone di un edificio parte di un progetto con una forte valenza sociale. Permette infatti alle famiglie di pensare non solo all’acquisto dell’alloggio, ma anche ad affitti di lungo periodo con possibilità di riscatto. L’affitto a riscatto all’ottavo anno rappresenta una opportunità in più per tutti coloro che oggi non hanno la possibilità di usufruire di mutui”, ha spiegato l’assessore alle Politiche abitative Giuseppe Pellacini.
“Abbiamo puntato l’attenzione sull’aspetto collettivo, sulla globalità dell’intervento: saranno realizzati spazi comuni perché diventino luoghi di socializzazione. Vogliamo che questi quartieri diventino un modello”, ha concluso Andrea Baghi della Cooperativa Edile Artigiana che realizzerà l’intervento nell’area di via Chiavari.
 

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  • katiatorri

    22 Maggio @ 16.56

    c'è molto che non quadra,e ne aggiungo un'altra,perchè invece di continuare a consumare terreno non si utilizzanio gli edifici in disuso già esistenti invece di svenderli a privati che li utilizzano per alberghi di lusso destinati,come gli attuali,a restare semi vuoti?

    Rispondi

  • fara.bolis

    22 Maggio @ 13.01

    Spiegatemi come una famiglia, con certi requisiti fiscali, possa permettersi una casa da 1850 euro al mq in su. Sì in su, perchè poi ci sono vari balzelli che interferiscono, come il piano, l'orientamento, gli extra capitolato, ecc. Alla fine costa come una casa in edilizia libera. Ma poi con quali soldi vengono costruite le case? A quali imprese saranno dati gli incarichi, Chi le pagherà? Ci sono decine di imprese edili che a Parma stanno saltando, non si vende niente!! E il Comune non mi sembra foriero di entusiasmo nei pagamenti....C'è qualcosa che non quadra!!

    Rispondi

  • architettura

    22 Maggio @ 09.20

    ma avete visto sul sito i renderig dei progetti? vi piacciono? ma perchè non si è fatto un concorso per giovani archittetti?

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  • sabcarrera

    21 Maggio @ 15.03

    Se ci sono 10.000 case vuote a Parma. Liberalizzare il metodo di affittare le case e così troveremo che non saremo noi a riempire le tasche dei costruttori.

    Rispondi

  • katiatorri

    21 Maggio @ 14.26

    avanti con la propaganda,gli assessori si dimenticano di dire che c'è una soglia di reddito per accedere a questi alloggi,le fascie più deboli sono tagliate fuori da tutto,comunque mentre si aspettano gli appartamenti in costruzione questo è quello che accade: martedì a Parma in borgo Garimberti 16 grazie anche all'intervento e alla mediazione della rete diritti in casa si è evitato l'ennesimo sfratto di una famiglia in difficoltà,padre ,madre italiana e un bimbo malato. La situazione è resa ancor più drammatica dal fatto che il bimbo di un anno e mezzo sia invalido al 100% a causa di un emorragia cerebrale che lo ha colpito subito dopo la nascita. Dobbiamo prendere atto dell'assoluto buon senso della padrona di casa che ,vista la situazione e l'assenza dei servizi sociali, ha accettato di far rinviare l'esecuzione dello sfratto ma dobbiamo altresì rimarcare come per l'ennesima volta la situazione sia stata ,pur momentaneamente,risolta grazie alla volontà e all'impegno di attivisti e privati nella totale assenza di un qualsiasi intervento da parte dei servizi sociali,gli unici che sarebbero tenuti ad intervenire perchè fa parte del loro compito. La famiglia ha un punteggio alto nella graduatoria erp,basterebbe pochissimo perchè tutto si risolvesse nel migliore dei modi,il prossimo appuntamento con l'ufficiale giudiziario è per il 21 giugno,vogliamo credere che per allora si dissolvano le pastoie burocratiche che stanno negando il diritto per questa famiglia a un futuro in una casa. rete diritti in casa-parma

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