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La Parma del futuro? Nel Psc del Comune sarà: "compatta, a misura di persona e green”

La Parma del futuro? Nel Psc del Comune sarà: "compatta, a misura di persona e green”
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COMUNICATO STAMPA

Compatta, a misura di persona e “green”. E’ la Parma del futuro prevista dal nuovo Psc (Piano strutturale comunale), il più importante documento di pianificazione urbanistica del Comune, in cui sono contenute le linee guida per lo sviluppo della città nel prossimo decennio.

La grande sfida è quella di rispondere alle necessità di sviluppo della città senza utilizzare nuove aree agricole, riqualificando l’esistente e lavorando soprattutto nell’anello interno alle tangenziali.

Parma 2025: oltre 210 mila abitanti e 13 mila nuove famiglie

Il nuovo Psc è stato pensato in base ad un orizzonte di crescita demografica che prevede, secondo il Censis, una popolazione di 212 mila abitanti al 2025, con una domanda insediativa aggiuntiva di oltre 13 mila famiglie.La sfida, dettata anche dal documento preliminare al Psc “Parma 2020 una green city equilibrata e compatta”, è quella di sostenere un processo di sviluppo urbano che prosegua le positive tendenze demografiche ed economiche che la città ha registrato nel corso dell’ultimo decennio, rinnovandole in un quadro di piena sostenibilità sociale ed ambientale.

Per raggiungere questi obiettivi e dar vita a una strategia urbana allineata alle migliori esperienze delle green city europee, è necessario puntare con forza sulla realizzazione di una città compatta, lavorando soprattutto sull’esistente e preservando le aree agricole.

L’obiettivo: riqualificare valorizzando l’esistente

Alla luce degli strumenti urbanistici recentemente approvati (Rue e Poc), sono state selezionate una serie di aree (una trentina quelle ipotizzate dall’Amministrazione, ma si tratta di una proposta aperta), in cui attivare percorsi di riqualificazione urbana. Nell’elenco delle aree oggetto di intervento figurano, tra l’altro, via Palermo e quartiere Benedetta nella zona nord, l’area ex Salamini (per la quale è confermato l’interesse per la realizzazione di un grande progetto di riqualificazione) nella zona est, e l’area nord ovest. Le aree sono selezionate in funzione della loro collocazione e in rapporto alle strategie urbane di consolidamento della città, principalmente entro l’anello delle tangenziali e in relazione con le dorsali del trasporto pubblico.

Non solo case e negozi, ma una nuova idea di città vivibile e sostenibile

Il nuovo Psc punta a realizzare, attraverso nuovi insediamenti edificati riqualificando l’esistente, un numero di abitazioni e di superfici terziarie (spazi commerciali, uffici e altro ancora) in grado di rispondere agevolmente alla domanda insediativa della città senza determinare alcun consumo di nuove aree agricole, e migliorando l’efficienza, la fruibilità e il decoro della città. Ogni intervento inoltre, sarà pensato in maniera tale da offrire un contributo alla riqualificazione della città nel suo complesso, anche al di fuori del proprio perimetro di intervento. In particolare, a livello ambientale dovranno essere risolte eventuali criticità esistenti o realizzati assetti ambientali più qualificati. A livello di sostenibilità sociale invece, incrementando i servizi nei quartieri, basandosi su quanto richiesto dai singoli “parlamentini”.

Semplificazioni a livello normativo

Anche sul fronte normativo l’innovazione prodotta dal nuovo Psc è significativa e risponde ad una esigenza di semplificazione. Le principali innovazioni normative del nuovo Psc riguardano i processi di riqualificazione urbana (costruire sul costruito) che vengono favoriti:

- togliendo l’obbligo della perequazione urbanistica

- migliorandone la fattibilità e la flessibilità offrendo la possibilità di realizzare per parti gli interventi.

Per le aree di riqualificazione urbana si individua un indice territoriale minimo (commisurato alla fattibilità, verificata) con la possibilità che venga aumentato nell’attuazione (Poc) per garantire condizioni di sostenibilità economica e un maggior contributo alla realizzazione di infrastrutture pubbliche.

L’effetto della riqualificazione viene inoltre esteso alla città promuovendo gli interventi fuori comparto ma nel contesto, sostenuti dalle trasformazioni urbane.

Frazioni, interventi all’insegna della riqualificazione del paesaggio rurale

All’esterno dell’anello delle tangenziali, l’attenzione è concentrata soprattutto sulle politiche di riqualificazione del paesaggio rurale. Gli interventi nelle frazioni sono pensati per aumentare la dotazione di servizi pubblici che di strutture commerciali medio piccole, cercando di garantire un maggiore auto-contenimento degli spazi, contribuendo così a una maggiore sostenibilità della mobilità urbana e alla realizzazione di centri autonomi.

La capacità insediativa confermata nelle aree dei margini frazionali o ricavata dalla riqualificazione urbanistica ed edilizia dei tessuti esistenti, sarà destinata ad ospitare una nuova modalità della residenza rurale, nuovi servizi di fruizione ambientale e gli interventi nati dalla demolizione di vecchi edifici rurali.

“La sfida del nuovo Psc – ha affermato il sindaco Pietro Vignali – è quella di accompagnare lo sviluppo della città senza consumare suolo. La Parma del futuro sarà compatta, sostenibile e ricca di servizi per la cittadinanza. A Parma negli ultimi due anni c’è stata una inversione del tasso demografico che, a differenza che altrove, è in crescita. Si calcola che nel 2025 avremo 13 mila famiglie in più rispetto ad oggi. L’obiettivo è quello di prevedere una città che sia in grado di ospitare questi nuovi cittadini senza utilizzare suolo agricolo. Nelle frazioni inoltre, cercheremo di potenziare i servizi, prevedendo anche delle strutture commerciali di piccole dimensioni per ridurre gli spostamenti”.

“L’intento è quello di costruire sul costruito – ha rimarcato Francesco Manfredi, assessore all’Urbanistica – e di farlo in modo diverso dal passato, migliorando la qualità dei servizi. Il piano è stato studiato per dare risposta alle esigenze di diverse fasce della popolazione. Le 30 aree da riqualificare previste nel piano, sono state scelte con l’obiettivo di aumentare la qualità complessiva del territorio”.

 
 

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  • Matteo

    25 Maggio @ 09.54

    Per 15 anni ho sentito solo grandissime lodi a Ubaldi perchè finalmente aveva fatto ripartire Parma (bloccata dalle giunte di sinistra) realizzando grandi opere pubbliche e favorendo grandi costruzioni private.... e poi cosa è cambiato?? il cemento andava bene fino a 2 o 3 anni fa e adesso fa schifo? prima l'edilizia era l'unica speranza di Parma e adesso bisogna bloccare il "consumo del suolo"??? ma allora Ubaldi era un cementificatore messo lì dai costruttori per fare i loro interessi oppure era il più grande sindaco che abbiamo mai avuto, lungimirante, efficente ecc.?? qualcuno me lo sa spiegare per favore ?

    Rispondi

  • manuel

    24 Maggio @ 18.03

    Basta fare un giro in tangenziale per notare lo sfacelo di terreno e suolo agricolo attuato da parecchi anni. Ubaldi pensava a Parma (il comune) con 400.000 abitanti, mentre tra 14 saremo (secondo il trend e secondo Censis) in 210.000...alla faccia della lungimiranza. Ora sul mercato saranno messi in vendita centinaia e centinaia di appartamenti (vista l'ingente quantità di progetti in opera) che, visti i tempi, inevitabilmente resteranno vuoti. Inoltre ribadisco che la situazione dello SPIP è veramente imbarazzante....

    Rispondi

  • mirco

    24 Maggio @ 16.11

    Riporto l'articolo : "Frazioni, interventi all’insegna della riqualificazione del paesaggio rurale : All’esterno dell’anello delle tangenziali, l’attenzione è concentrata soprattutto sulle politiche di riqualificazione del paesaggio rurale. Gli interventi nelle frazioni sono pensati per aumentare la dotazione di servizi pubblici che di strutture commerciali medio piccole, cercando di garantire un maggiore auto-contenimento degli spazi, contribuendo così a una maggiore sostenibilità della mobilità urbana e alla realizzazione di centri autonomi" Sarò demente, ma io lo traduco così : non sarà la città che si svilupperà verso le frazioni ma saranno le frazioni che si allargheranno, comunque, costruendo comunque e quindi comunque mangiando suolo agricolo. Sono demente io o sono loro che continuano a prenderci per i fondelli?!?!?! Qua probabilmente è entrato in gioco questo fattore : le frazioni vicine vedevano la città avvicinarsi sempre più a loro con nessun guadagno per le frazioni. Quindi i sindaci delle frazioni cosa avranno detto al Sindaco di Parma : "Adesso basta avere solo voi gli oneri da costruzione". Quindi adesso sono le frazioni a dare via libera alla cementificazione e intanto il Sindaco di Parma passa per quello che ha a cuore il verde di Parma...che geni loro e che coglioni noi.

    Rispondi

  • mephaust00

    24 Maggio @ 13.31

    Preciso meglio la mia ultima frase forse un pò sibillina: la formula "gli interventi nelle frazioni sono pensati per aumentare sia la dotazione di servizi pubblici che di strutture commerciali medio piccole, cercando di garantire un maggiore auto-contenimento degli spazi, contribuendo così a una maggiore sostenibilità della mobilità urbana e alla realizzazione di centri autonomi La capacità insediativa confermata nelle aree dei margini frazionali o ricavata dalla riqualificazione urbanistica ed edilizia dei tessuti esistenti, sarà destinata ad ospitare una nuova modalità della residenza rurale, nuovi servizi di fruizione ambientale e gli interventi nati dalla demolizione di vecchi edifici rurali." (che copioincollo) non significa forse "salvate le apparenze, continueremo a cementificare tutt'attorno senza ritegno"?

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  • gian luca

    24 Maggio @ 13.26

    Non voglio ASSOLUTAMENTE entrare nel merito del progetto futuro , ESIGO però per il presente spiegazioni : parlando di verde , perchè piazzale della pace è senz'erba e dove c'è è bruciata , non abbiamo i soldi per riparare un impianto di irrigazione? Perchè al contrario nessuno sta facendo manutenzione sulla crescita a raso degli alberi dei viali cittadini , ma li vedete come sono ridotti , ANCHE QUI NON CI SONO I SOLDI PER PAGARE LE AZIENDE CHE DEVONO CURARE LA MANUTENZIONE? Parliamo poi dello stato delle strade cittadine , ma il sindaco e il suo vice e la giunta la percorrono la città o fanno solo le strade che sono state asfaltate per il giro d'Italia? Non voglio andare a vivere a Reggio , per carità ma il mio comune si è fumato un paio di bilanci a venire e adesso ci vengono a parlare di attenzione sulle spese? MA PER PIACERE! E' giusto pensare al futuro ma il presente dove lo mettiamo????????? Tristezza e rassegnazione , consola poco sapere che fra poco se ne torneranno a casa , i danni sono fatti e chi verrà temo non sarà molto meglio , ma con questi BASTA.

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