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Ruba una bici e se ne va: fermato 38enne, denunciato per furto di bici poche ore prima

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Ha scelto una bici parcheggiata in centro, l'ha sollevata e se n'è andato con il veicolo sotto braccio. Un tentativo di furto andato male a un napoletano 38enne che abita in città. Non solo, per lui sembra essere una specie di abitudine: fra aprile e maggio ha collezionato quattro denunce per furto di bici. La penultima... poche ore prima.
Ieri pomeriggio un barista della zona di via Garibaldi lo ha visto passare con la bici sottobraccio: la scena gli è sembrata sospetta. In effetti poco dopo la polizia ha trovato il 38enne mentre cercava di spaccare il lucchetto con un bastone. L'uomo è stato denunciato in questura. Poche ore prima, ieri mattina, il napoletano era stato denunciato per un furto di bici. Altre denunce sono state fatte lo scorso 8 aprile dalla polizia, il 25 aprile dai carabinieri. In tutto, quattro nel giro di nemmeno due mesi.
Oggi si tiene il processo per direttissima.

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  • simone

    27 Maggio @ 13.26

    @GB il confronto con lei è sempre stimolante. e citi pure, molti non parmigiani apprezzeranno. Forse non ha capito bene il mio intervento: i dettagli che chiedevo in aggiunta alla cronaca non erano per determinare altre fasce di delinquenti ma al contrario per capire quali sono PER VOI i dettagli che vale la pena riportare e quali tralasciare. Avete voi stessi ritenuto più indicativo il dettaglio de NAPOLI che il modello della bicicletta o la condizione sociale del derubato (magari napoletano pure lui). Fate pure voi un esamino di coscienza. Possiamo essere ipocriti "fino in fondo" e dire che siamo tutti uguali, ma non è così. non dico che c'è chi è meglio e chi è peggio, ma che culturalmente non siamo tutti uguali. (per fortuna) inconfutabile. e in certe circostanze l'indole di una persona emerge e si distingue dagli altri in base alla sua cultura e alle sue tradizioni. se vogliamo dire che tutto il mondo è uguale a Napoli allora viviamo pure nell'ipocrisia di dirlo. Il povero Napoletano che ha rubato la bici, forse è talmente indigente da non potersi spostare a piedi per la città, o per comprare qualche biglietto del bus per attraversare il centro. Oppure per lui il proprietario delle bici non se la meritava questa bici e ha convenuto che servisse più a lui che al legittimo proprietario. Taglio la testa al toro: credo che a Napoli sia facile delinquere e forse, si è più spinti a farlo, credo sia addirittura un fatto "moralmente accettato" se non l'espediente più diffuso per tirare avanti. qui no. questo almeno è la percezione che ho e se vogliamo, pure indotta dai media. Forse ha ragione lei. è colpa della società che discrimina chi delinque. Non tutti gli immigrati delinquono, non tutti i meridionali, non tutti i napoletani e non tutti i 38 enni, ma senza ipocrisia cominciamo a pensare che non è il "paese ospitante" ad avere sempre torto e cominciamo a capire davvero dove sta la responsabilità della collettività (società civile e aministrazione pubblica) e dove quella del singolo. ..anche se poi, tutto mondo è paese.

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  • LUCA

    27 Maggio @ 12.22

    ho appurato che è lo stesso tizio che mi ha rubato la bici l altra notte....io le facce non le dimentico,e nemmeno lui si dimentichera' del mio crick.......

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    27 Maggio @ 11.19

    @yatta - Non le citerò il poco elegante detto parmigiano secondo il quale quando si pesta è meglio non ecc. ecc. , nè ho la presunzione di farle cambiare le sue idee. Ma per mantenerle, non ci attribuisca cose non vere: noi non mettiamo "il dettaglio della napoletanità", ma mettiamo "tutti" i dettagli che abbiamo su una notizia. Se lo sappiamo, scriviamo che è uno giovane/vecchio, alto/basso, uomo/donna. Se sappiamo che è parmigiano lo scriviamo, idem se è milanese, straniero o - appunto - napoletano. Ma visto che lei vuole perseguire questa strada, allora lo faccia fino in fondo. Se noi scrivessimo ogni volta - come lei chiede nel suo post - anche il colore degli occhi, al secondo rapinatore con gli occhi azzurri lei prenderebbe il pc e ci scriverebbe per chiedere il rimpatrio di tutti quelli con gli occhi azzurri...? Ovviamente no. Allora, se vuole che la segua, proviamo a fare un ragionamento leggermente diverso. Un conto è ammettere le difficoltà e gli effetti collaterali che può portare con sè un massiccio fenomeno di immigrazione (che si tratti di africani, di meridionali, o di italiani in America come avvenne per decenni). E questo significa, sì, che chi sbaglia deve pagare (che si chiami Gennaro Esposito da Napoli o Gabriele Balestrazzi pramzan dal sàs), ma significa soprattutto lavorare per eliminare qauelle difficoltà, di fronte a un fenomeno che - come hanno più volte spiegato in modo ben più autorevole del mio - è comunque inarrestabile, e per certi versi necessario per il nostro benessere cui tanto teniamo, e domani anche per tante nostre pensioni. Ben diversa è una sentenza da "bar sport" basata sul fatto - vero o presunto - che nella percentuale dei reati gli africani o i napoletani sono proporzionalmente più "avanti" dei parmigiani genuini. Certo, non siamo tutti uguali, ma non solo in base alla carta d'identità. Ci sono parmigiani di cui essere orgogliosi e altri di cui dovremmo vergognarci, e così per i napoletani. Se perdessimo meno tempo a discutere sulle etnìe, e più a preoccuparci dei problemi concreti e delle loro soluzioni, avremmo fatto un grande passo avanti., e magari ci treoveremmo più spesso d'accordo e perderemmo meno tempo a dividerci. Tutto qui. (G.B.)

    Rispondi

  • "eterosessuale"

    27 Maggio @ 09.51

    Ma possibile che i Parmigiani sono tutti come quelli che leggo nei commenti?! Non ci voglio credere. Io sono Parmigiano e mi vergogno.

    Rispondi

  • simone

    27 Maggio @ 08.53

    @REDAZIONE grazie per la lezione di politically correct e di libertà di stampa, siete sempre il mio esempio. Il dettaglio della "napoletanità" lo avete messo voi e i casi sono 2: o non aggiunge niente alla cronaca e quindi è superfluo e discriminatorio, oppure è un dettaglio che aggiunge forma e sostanza e quindi è normale diventi un punto su cui soffermarci , altrimenti, sempre per dovere di cronaca avreste detto anche l'altezza, l'aspetto fisico, il colore delgi occhi, il modello delle bici... Vi fa comodo lanciare il sasso e nascondere la mano, ma va bene così lasciate che altri si sporchino le mani. Non è certo quella bicicletta e quel povero disgraziato a tracciare lo stereotipo del napoletano. Ci hanno pensato loro stessi, per quanto mi riguarda, in almeno 30 anni di storia. se vi fa comodo che una persona rappresenti la sua città all'estero, nel bene, è normale lo faccia anche nel male. Provate ad andare in molte località turistiche (Grecia, spagna ecc) e dite di essere italiani, poi sentiamo i commenti. DI certo se dico di venire da Parma non tengono stretti il portafoglio pensando a Tanzi. Se nemmeno a me piacciono le discriminazioni, non si può nemmeno far finta di essere tutti uguali e che ognuno non abbia una cultura diversa e diversi atteggiamenti culturali verso il rispetto degli altri e delle regole.

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