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I genitori contro ParmaZeroSei: "Perchè diciamo no alla esternalizzazione"

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Comunicato stampa
 

Perché diciamo NO! alla esternalizzazione dei nostri servizi educativi
Comitato dei Genitori in Difesa dei Servizi Educativi Comunali


Le istituzioni democratiche e il patrimonio pubblico non si identificano con chi temporaneamente le amministra. Un servizio educativo pubblico efficiente appartiene ai cittadini come patrimonio materiale e immateriale e come diritto. Esso è un bene comune, un patrimonio fatto di valori, competenze e partecipazione, strategico per la collettività. Per questi motivi consideriamo i servizi educativi comunali un patrimonio indisponibile. Giudichiamo grave la decisione di cedere una parte di questi servizi a una Società di Capitali a partecipazione pubblica minoritaria.
Siamo ormai in possesso di una serie di dati e i dati parlano chiaro. L’operazione “Parma06” danneggia i servizi educativi comunali e presenta aspetti preoccupanti.
L’operazione “Parma06” nega, qui ed ora, la continuità educativa, elemento fondante il progetto pedagogico dei nostri servizi, garantita all’atto dell’iscrizione ai bambini di tre strutture. Purtroppo, è stato necessario sottolinearlo: parliamo di più di trecento bambini. Non si può considerare la continuità del rapporto educativo un aspetto marginale.
L’operazione “Parma06” non offre garanzie sul futuro assetto di questi asili e scuole dell’infanzia: l’unica certezza è che il tempo a disposizione per l’organizzazione di una nuova gestione è assolutamente inadeguato ad un servizio di tale complessità.
L’operazione “Parma06” disperde il patrimonio di cultura educativa, professionale e organizzativa accumulato da tre strutture comunali pienamente efficienti.
L’operazione “Parma06” provoca ripercussioni sull’intero servizio educativo comunale che dovrà essere frettolosamente riorganizzato per ridistribuire il personale di ruolo, mentre il personale a tempo determinato risulterà in esubero e quella professionalità costruita nel servizio pubblico verrà dispersa o regalata al partner privato.
L’operazione “Parma06” affiderà ad un soggetto privato la gestione di sei Strutture Operative (tra asili, scuole d’infanzia e spazi bambino) esistenti in tre sedi, più tre nuove strutture operative previste dopo la costruzione di una nuova sede a Corcagnano. Il comune riscuoterà le rette e verserà al gestore un corrispettivo, attualmente in bianco, per ogni bambino. Nel corso di una trasmissione televisiva l’Assessore ha presentato una stima del “risparmio” che questa gestione porterà rispetto all’attuale gestione diretta in termini di “costo-bambino”. Dal momento che tutte le altre voci di spesa, si spera, non possono essere compresse, il “costo” ridotto è evidentemente quello del lavoro. Il Comune non ha strumenti per ottenere che il privato si adegui agli attuali standard raggiunti dal servizio pubblico in materia di reclutamento del personale, formazione in servizio, orario di lavoro, compresenza nelle sezioni (salvo limiti di legge), inquadramento contrattuale del personale.
In concreto, parliamo del servizio: nel Bando (allegato 3, SCHEMA SINTETICO DI PRESENTAZIONE DEI SERVIZI PER L’INFANZIA DEL COMUNE DI PARMA OGGETTO DELL’AFFIDAMENTO), per quanto riguarda il nido, si stabilisce già una organizzazione che comporterà carichi di lavoro più stressanti per le educatrici di ParmaZeroSei S.p.A. Le sezioni dei nidi d’infanzia a gestione diretta comunale sono organizzate con la presenza di 3 educatori a tempo pieno. Il tempo pomeridiano 16-18 è garantito da personale ulteriore. Le sezioni dei nidi d’infanzia a futura gestione ParmaZeroSei S.p.A. saranno organizzate, a parità di bambini, con la presenza di 2 educatori a tempo pieno e 1 educatore part-time. In aggiunta, lo stesso personale dovrà assicurare la copertura del servizio anche nella fascia di orario dalle 16.00 alle 18.00.
L’operazione “Parma06” prevede che le offerte presentate dai candidati a socio di maggioranza privato, siano valutate <sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa> (BANDO DI SELEZIONE DEL SOCIO PRIVATO DI MAGGIORANZA DELLA COSTITUENDA “PARMAZEROSEI S.P.A.”, p. 14).
<Il punteggio massimo attribuibile ad ogni offerta sarà di 100 punti. La ponderazione dei singoli elementi di valutazione è la seguente:
a) offerta economica: 30
b) piano aziendale di sviluppo  70 di cui:
piano economico-finanziario: 35
progetto tecnico: 35>.
Il <progetto tecnico> è poi suddiviso in tre componenti, di diversa natura:
1) politiche di investimento (impegno a realizzare una nuova struttura su un’area conferita dal Comune presso Corcagnano);
2) strategie di gestione e di ottimizzazione del servizio affidato (progetto pedagogico-educativo, politiche di formazione del personale, standard di servizio);
3) strategie di crescita e di ottimizzazione della gestione societaria.
Quale peso sarà attribuito al progetto educativo e allo standard di servizio (2), lo sapranno i candidati prima di noi, perchè sarà loro comunicato nelle lettere-invito.
L’operazione “Parma06” dà luogo ad una transazione economica il cui segno (positivo o negativo) non è chiaro.
Nel BANDO DI SELEZIONE si legge che <“ParmaZeroSei S.p.A.” sarà una società per azioni partecipata al 49% dal Comune di Parma e al 51% dal socio privato di maggioranza che sarà selezionato a seguito della procedura prevista nel Bando. Il capitale della società sarà pari ad un minimo di euro 520.000,00 e, in ragione della stima dei beni conferendi, non superiore a 1.000.000,00 (unmilione)>.
Lo Schema di Contratto di Servizio (art.7) precisa che il Comune di Parma conferisce alla s.p.a. per 33 anni il diritto di superficie <sul terreno e le pertinenze, su cui è localizzata la Struttura Millecolori, ferma restando la destinazione pubblica della medesima>, oltre al diritto di superficie sull’area presso Corcagnano dove dovrebbe sorgere una nuova struttura.  Più volte abbiamo chiesto quanto fosse stato stimato (e da chi) il diritto di superficie per 33 anni sull’area di via Fratelli Bandiera, senza ottenere risposta. Il socio privato pagherà dunque il suo 51% di azioni in base ad una stima che sarà compresa fra il mezzo milione e il milione di euro, cioè pagherà tra i 260mila e i 510mila euro circa.
Il socio privato può trasferire le sue azioni a terzi e in questo caso il Comune ha diritto di prelazione (ha diritto di comprare… ciò che ha conferito alla s.p.a.), altrimenti esercita una clausola di gradimento sul nuovo socio che si offra per l’acquisto.
<La Società potrà assumere e concedere agenzie, commissioni, rappresentanze e mandati, nonché compiere tutte le operazioni commerciali, mobiliari, immobiliari e finanziarie ritenute dal Consiglio di Amministrazione necessarie o utili per il conseguimento dell’oggetto sociale e, comunque, in via esclusivamente secondaria.
La Società potrà altresì assumere interessenze e partecipazioni in altre società o imprese di qualunque natura aventi oggetto analogo, affine o connesso al proprio, rilasciare fideiussioni e altre garanzie in genere, anche reali>. (Bando, p.2)
Con il voto favorevole di almeno uno degli Amministratori nominati dal Comune di Parma (che sono due, tra cui il Presidente, su cinque componenti del Consiglio di Amministrazione), è tecnicamente possibile, ad esempio, la <vendita, cessione, sotto qualsiasi forma o concessione in locazione o in affitto di immobili e/o cespiti sostanziali del proprio patrimonio> (p.4).
Non abbiamo bisogno di ipotizzare quali siano i motivi ispiratori di una simile iniziativa, della fretta con cui è stata messa in atto, della sua manifesta intempestività, dell’assoluta chiusura al confronto (vero, quello che produce conseguenze e non parole) con i genitori, con il personale educativo e con la città. Oggi sappiamo con certezza che questi motivi nulla hanno a che fare con una visione strategica dei servizi educativi comunali per l’infanzia.
Ogni cittadino si forma un’opinione, quando ha le informazioni necessarie. A noi genitori le informazioni sono arrivate a giochi fatti e a mezzo stampa, dopo aver iscritto i nostri figli per l’anno prossimo in strutture dove a nostra insaputa tutto avrebbe dovuto cambiare, tranne i muri. Solo la nostra mobilitazione ha prodotto momenti di confronto pubblico: un confronto per modo di dire, dato che l’Amministrazione partiva dal presupposto che l’operazione sarebbe comunque andata avanti così come stabilito.
Quale sensibilità pedagogica, quale competenza in campo educativo, quale accortezza organizzativa, quale prudenza amministrativa guida questo progetto? Noi chiediamo che venga fermato prima che produca i danni previsti.
Come genitori e come cittadini desideriamo partecipare ad un progetto di sviluppo dei servizi per l’infanzia che voglia dire più posti e al tempo stesso anche diffusione e continuo innalzamento dei livelli di qualità raggiunti. Non ci rassegniamo a vedere realizzato il contrario.
Vogliamo difendere il patrimonio ma anche la cultura dell’infanzia e le pratiche educative espresse dai servizi comunali. Essi sono un BENE COMUNE di cui deve continuare a fruire l’intera collettività: propietaria e custode della conoscenza e dei valori che essi producono.
Comitato dei Genitori in Difesa dei Servizi Educativi Comunali
parmadifendeiservizieducativi@gmail.com http://www.indifesadeiservizieducativi.blogspot.com
 

 

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