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Piscina del centro "Negri", sospesi i lavori. Pagliari e Ablondi: "Si dimetta chi ha lasciato eseguire i lavori"

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Comunicato stampa di Giorgio Pagliari e Marco Ablondi

Sulla piscina scoperta del centro sportivo "Ercole Negri" vicino al Campus intervengono i capigruppo in Consiglio comunale del Pd Giorgio Pagliari e del Prc Marco Ablondi, che hanno chiesto la sospensione dei lavori e ora invocano le dimissioni di chi ha permesso che i lavori proseguissero sebbene la piscina non comparisse nel contratto. Ecco il comunicato:

La sospensione è un atto dovuto, quanto tardivo.
E’ il caso di dire che in Comune la mano sinistra non sa quello che fa la destra?
Come può, infatti, concepirsi che su un’area comunale, nell’ambito di un intervento pubblico, si possa costruire una piscina non prevista dal contratto e comunque non autorizzata, proseguendo i lavori per parecchio tempo (come fa presumere lo stato di avanzamento degli stessi) senza che nessuno intervenga?

Eppure chi sapeva c’era perché il comunicato del Comune dice chiaramente che l’impresa aggiudicataria del project financing per il centro Ercole Negri ha proposto la costruzione di questa nuova opera “fuori contratto” e che il Comune si è riservato di valutare la congruità dell’opera. Lasciando fare i lavori!

Chi ha dato il “via libera”?
La responsabilità individuale deve uscire insieme con le dimissioni dell’interessato.
Il provvedimento di oggi conferma la fondatezza della nostra denunzia, ma non chiude la questione.
La “cosa pubblica” non è un affare privato, mentre questo ennesimo episodio conferma che in Comune c’è chi pensa che tutto possa essere trattato alla stregua del proprio ufficio, del giardino di casa, del patrimonio personale o del proprio conto corrente.
Chiediamo il senso di responsabilità e l’assunzione immediata, piena e trasparente della responsabilità dell’operazione da parte di chi l’ha assunta.
Per parte nostra, opereremo perché le responsabilità politiche, che in questo caso sembrano inscindibilmente legate a quelle penali (presuntivamente dal reato di costruzione in assenza del titolo abilitativo all’omissione e all’abuso d’atti d’ufficio o a qual’altro) e a quelle amministrative, siano acclarate a tutela di una Città, che deve essere rispettata e del ritorno al governo del bene comune e dell’interesse generale, da troppo tempo assente.
Parma, 31.05.2011

Paola Zilli, coordinatrice provinciale dell'Italia dei Valori, attacca la giunta in merito alla costruzione della piscina (comunicato stampa):

"Non sta né in cielo né in terra che venga costruita un'opera da oltre 1 milione di euro senza che l'opera stessa, la piscina scoperta, sia stata e sia inclusa nel piano delle Opere Pubbliche, sia stata deliberata e finanziata con il suddetto impegno economico e senza che sia stata effettuata alcuna gara trasparente per l'assegnazione dei lavori. La sospensione dei lavori è un atto più che dovuto in risposta ad un'operazione che non ha niente a che fare con uno Stato di Diritto - continua la segretaria IdV. La giunta, per l'ennesima volta, ha dimostrato di credersi padrona incontrastata della città e prendiamo atto che, inoltre, ritiene superfluo l'iter democratico nel quale regna la trasparenza. È gravissimo quanto fatto dall'amministrazione comunale, le dimissioni sarebbero già arrivate se fossimo una città normale, pertanto le chiediamo con forza. Purtroppo, Parma è l'alter ego dell'Italia di Berlusconi, nella quale l'attaccamento alla poltrona è molto più forte di qualsiasi principio morale e legale; nella quale gli interessi degli amici valgono ben di più di quelli dei  cittadini e del bene comune." Conclude la Zilli: "Nel merito, chiediamo dal Comune risposte concrete e precise, nessuna arrampicata sugli specchi, in quanto di quelle ne abbiamo viste abbastanza per quanto riguarda i debiti che ci stanno soffocando o la nomina dei revisori, e abbiamo visto come è andata a finire".  

 

 

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  • Viola

    01 Giugno @ 13.08

    E' giusto non cercare la polemica in tutto. Infatti però aspetterei di sentire per correttezza l'altra campana. Ho un abbonamento al Planet (dove mi trovo benissimo) comprensivo di quello al Campus dove è stata promessa la realizzazione della piscina scoperta in tempi brevi. Ho però la preoccupazione che tutto ciò che subisce ritardo comporta solo danni comprensibili per tutti.

    Rispondi

  • mirco

    01 Giugno @ 10.40

    @ Abbonata : se lei ha preso l'abbonamento su promesse che le avrebbero costruito una piscina...sono fatti suoi, vada dal titolare della piscina e si faccia restituire parte dell'abbonamento. Se il Comune spuittana i miei soldi, sono cavoli di tutti

    Rispondi

  • manuel

    31 Maggio @ 21.26

    ma che dietrologia!! nel momento in cui si effettuano dei lavori si devono rispettare le norme e si devono avere autorizzazioni. Sopratutto in questo caso abbiamo a che fare con un'opera che sarà aperta al pubblico! spero tutto si risolva al meglio, ma non cerchiamo la polemica in tutto. bene hanno fatto gli assessori all'opposizione a denunciare questa cosa, poi se tutto si risolve nel migliore dei modi tanto meglio, ma almeno si fa chiarezza!!

    Rispondi

  • mephaust00

    31 Maggio @ 20.45

    Signora Abbonata, questa non è questione di “solita burocrazia”. E’ l’ennesimo episodio di “mala edilizia finanziaria”, di (maledetto) project-financing “alla parmigiana” Le autorizzazioni, di principio, servono a garantire l’interesse pubblico dallo strabordare di interessi privati. Soprattutto quando si parla di autorizzazioni a carattere sanitario, ambientale e edilizio. Osservo che: 1) il soggetto attuatore, pur con un nome diverso, nella scorsa estate ha “saltato” qualche passaggio autorizzativo come è stato messo in luce a seguito di un incidente sul lavoro con intossicazioni e che ciò ha condotto a un fermo della piscina di viale Rustici per sequestro giudiziario. 2) durante tutto l’iter dal progetto all’inaugurazione del centro Negri, i due soggetti interessati (il Comune di Parma e la società Progetto Campus) non hanno mai sciolto il nodo della dubbia natura dell’opera, ovvero, se si trattasse di un intervento tramite appalto pubblico o privato, scegliendo, di volta in volta, di superare le difficoltà della realizzazione con la veste più conveniente, ignorando i vincoli dell’una o dell’altra strada. 3) non c’è stato alcun confronto pubblico sull’opera che -in ultima analisi- è e rimane una struttura pubblica e non privata (sebbene generesossimamente data in concessione da questa giunta per decenni) L’insofferenza per i “lacci e lacciuoli”, gabellati per burocrazia, nasconde come sempre l’insofferenza per ogni tipo di controllo, anche se sacrosanto. Un limite alla insopprimibile spinta a farsi i propri porci comodi. Provi a chiedere la versione su questa vicenda a chi le ha rilasciato l'abbonamento

    Rispondi

  • Viola

    31 Maggio @ 20.27

    Stefano,secondo il tuo ragionamento, non si dovrebbe mai iniziare nessuna opera pubblica. A questo punto, fermiamo tutto perchè c'è sempre chi ci guadagna. Quanta dietrologia.

    Rispondi

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