16°

28°

Parma

Un giro di birra nella terra dei vigneti

Un giro di birra nella terra dei vigneti
Ricevi gratis le news
0

Il giornalista Klaus Jäger,
caporedattore della
redazione di Apolda
della Thüringer Allgemeine,
ospite della Gazzetta di Parma
nell'ambito del progetto
«Va bene?!» del Goethe-Institut.

Klaus Jäger

Birra nel paese del vino. “Mi piacerebbe bere birra italiana, ma qui non ne servono” si lamenta Thomas, un 34enne di Vienna, che da otto mesi lavora nel dipartimento mangimi della European Food Safety Authority (Efsa) che ha sede a Parma. A dire il vero stavo per andarmene a casa, ma ora la faccenda si fa interessante e decido di rimanere.  Solo mezz’ora prima, appena entrato nel piccolo Irish Pub vicino alla chiesa di San Giovanni, avevo detto alla formosa cameriera: «Ho assolutamente bisogno del bagno e di un irish whisky». E le mie intenzioni erano serissime. Dopo il giro di ricognizione della parte ovest del centro di Parma, volevo farmi ancora un bicchiere della staffa e poi tornarmene al mio appartamento che si trova nel cuore della città. Ora, invece, mi ritrovavo a ordinare il secondo Jameson e a guardarmi intorno. Alla parete, dietro il bancone, le pubblicità della Kilkenny e della Guinnes. Il tipo alla mia sinistra del bancone beveva birra: un’«affumicata» di Göller. Davanti a un altro c’era una Paulaner, mentre quello al tavolo accanto aveva una Radeberger. «Una Radeberger originale?» chiedo al giovane. «Originale» risponde lui contento di sapere che sono tedesco.

C’è poi un’altra cosa che Thomas trova piuttosto curiosa degli italiani ed è il modo di consumare la birra. «La sorseggiano come fosse vino. Una bottiglia da 0,66 cl basta per tutta la famiglia». I tre del tavolo accanto, su per giù trentenni, si avvicinano, sono molto gentili e hanno una gran voglia di fare conoscenza, sono italiani appunto. Poi, all’improvviso, appare anche una bottiglia di plastica, dentro un liquido trasparente. E’ grappa greca. «Viva la Grecia!» esclamano e insistono perché Thomas e io se ne beva. Un tipo tatuato dalla testa ai piedi inizia a cantare, e devo dire in un buon tedesco, «Deutschland, Deutschland über alles» e offre il secondo giro. Mi raccontano che ci sono tre birrifici in zona. La Panil viene prodotta a Torrechiara, la Ducato a Busseto - città natale di Giuseppe Verdi - mentre la terza è prodotta da un birrificio di Parma a conduzione familiare. E di nuovo la bottiglia di plastica con quello strano l’intruglio greco fa il giro. Quando mi incammino finalmente verso casa è mezzanotte e io sono piuttosto alticcio. Ma che importa. Sbronzarsi in nome della fratellanza tra i popoli? Ci sono destini indubbiamente peggiori. Certo, la mattina dopo, mi sveglio piuttosto tardi e in bocca, al posto della lingua, mi pare di aver una coperta di flanella. Birra nel paese del vino. Un paradosso. I tedeschi ai pasti bevono abitualmente birra. Solo se mangiano pizza o se c’è qualche ricorrenza particolare passano al vino. In Italia è l’esatto contrario. Qui la birra è una bevanda che al massimo può accompagnare la pizza. Almeno questa è la norma.
Ovvio che anche in Italia si produce birra, solo che i più la snobbano. Solo i veri intenditori amano la Moretti, la Peroni o la Nastro Azzurro: tutte birre molto simili a quelle tedesche. Eppure, proprio nel cuore del paese dei vini ci sono birrifici che lascerebbero a bocca aperta anche maestri birrai tedeschi.

Uno di questi è il Panil di Torrechiara, che questa domenica ha organizzato una festa della birra nella propria sede e nel convento di Torrechiara. La tradizione vinicola della famiglia Losi risale agli anni Trenta del secolo scorso; una produzione di vini tipici della zona. Ma undici anni fa, Renzo Losi ha deciso di affiancare alle cantine del vino anche un micro birrificio. Un’iniziativa coronata dal successo: le birre Panil nel frattempo non solo si sono fatte un nome, ma hanno anche ottenuto premi internazionali. Renzo Losi predilige il carattere belga con l’aggiunta di un tocco tutto italiano però. Il suo segreto, svela, sta nel doppio processo di fermentazione: il primo avviene in barili di acciao inox, il seconda nella bottiglia stessa. Un’altra cosa che tiene a precisare Losi è che non vi è alcun processo di pastorizzazione, tutte le birre Panil sono al cento per cento naturali. E per mantenere intatte le proprietà organolettiche delle singole componenti si rinuncia anche al filtraggio. Sono in tutto otto le tipologie prodotte dalla Panil (questo il marchio commerciale) e che vengono reclamizza in Internet: Ambre, Blanche (malto di frumento), Bionda, Divina, Brune, Enhanced (rafforzata), Barriquée (invecchiata in barriqué e, stando a quanto il birrificio stesso scrive, la «più apprezzata tra le nostre birre all’estero») e Barriquée Sour, il cui secondo processo di fermentazione avviene in grandi botti di legno.
I degustatori di birra tedeschi devono però stare attenti: sono giusto tre le tipologie che hanno una gradazione inferiore ai 6% vol. La Enhanced, che peraltro si può avere solo in bottiglie da 0,75 cl, arriva addirittura 9% vol.  Werner Keyser, che per molti anni è stato mastro birraio del consorzio birrifici di Apolda osserva: «Per ottenere una gradazione di 9% vol. bisogna già impiegare un lievito speciale».

La Bockbier, che è la birra più alcoolica del noto birrificio Thüringer Brauerei, va dai 6,5 ai massimo 7,2% vol., mentre le altra si aggirano sui 4-5 gradi. Birra nel paese del vino. Il birrificio della famiglia Losi si trova all’incrocio con il Castello di Torrechiara. Luca Pelagatti, un collega della Gazzetta, mi presenta Aba Losi, la sorella di Renzo Losi. «Io di arte della birra non ne capisco proprio nulla» cerca di minimizzare il proprio ruolo. Lei lavora in università, presso la facoltà di Fisica. Poi però mi mostra la cantina del birrificio che si differenzia solo di poco da una cantina per il vino. Mi dice anche che per quel che riguarda i ceppi usati bisogna sempre stare molto attenti alle giuste proporzioni, altrimenti si rischia che durante il processo di fermentazione in bottiglia la pressione diventi eccessiva. Poi mi fa notare una grande botte di legno. E’ lì dentro che avviene la seconda fermentazione del «Barriquée sour», una birra volutamente inacidificata. «Noi non la berremmo mai» spiega Aba Losi, «ma gli americani ne vanno matti». La quantità di birra prodotta viene indicata, come si fa per il vino, in bottiglie. Sessantamila, cioè quasi 400 ettolitri. Sull’area dello stabilimento dove è in corso la festa il mio occhio turingo cerca invano una griglia sulla quale sfrigolano Bratwürste e tocchi di carne. Non ce ne sono. In compenso si servono fette di dolce e si vende acqua. Solo lo stand dei souvenir pare c’entrare con il tema della festa. Lì si vendono boccali e bicchieri per la birra, fondi di botti con intagliati i marchi di birrifici e bandierine. Sono soprattutto le memorabilia della Germania meridionale e della Repubblica Ceca ad andare per la maggiore.

Il «Panil Day», questa festa della birra di Torrechiara, si distingue in modo deciso dalla rumorosa «Gemütlichkeit», rilassatezza delle festa della birra tedesche. Qui l’intento è quello di infondere cultura alla birra. Nel giardino del vicino convento risuonano le note di un concerto di musica classica, una quarantina di persone lo seguono in religioso silenzio. Successivamente ci si trasferisce nel refettorio, la sala da pranzo del convento. Ad attendere gli ospiti un pranzo a tre portate; la birra che lo accompagna viene versata in calici da 0,2 cl. Ed è proprio vero, gli italiani la sorseggiano. Noto addirittura qualcuno che vuota nell’apposita ciotola quello che gli è rimasto nel bicchiere della prima degustazione per passare alla seconda. Un collaboratore della Panil spiega, tra una portata e l’altra, le caratteristiche e il sapore della birra che verrà ora servita. A lui seguono poi un poeta che declama versi o uno scrittore che legge un brano. Poi si riprende a mangiare. Il tutto dura due ore. Durante il pasto non vengono però servite solo birre Panil, ce ne sono anche di altri produttori, tra queste: la Vecchia Orsa, per esempio, che è una birra scura; e ancora una a doppio malto con note di castagna e ginepro.  Di ritorno al birrificio mi rendo conto che si trova a due passi dai vigneti. Una promiscuità simpatica. Ma nonostante questo ritrovarsi gomito a gomito, ho come l’impressione che la birra continuerà ancora per un po’ ad aver vita difficile nel paese del vino.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

"Fiorire d'inverno": Nadia Toffa si racconta in un libro

TELEVISIONE

"Fiorire d'inverno": Nadia Toffa si racconta in un libro

Asia Argento

GOSSIP

Asia Argento, compleanno con ringraziamento a X Factor. Riammessa?

Lory Del Santo

Lory Del Santo

dramma

Lory Del Santo: "Mio figlio Loren si è tolto la vita"

Notiziepiùlette

Ultime notizie

Le cime tempestose di Kate Bush

IL DISCO

Le cime tempestose di Kate Bush

di Michele Ceparano

Lealtrenotizie

Auto finisce nel canale: un ferito grave a Polesine

Foto d'archivio

incidente

Auto finisce nel canale: un ferito grave a Polesine

Oltretorrente

Oltretorrente, la notte di "Zorro": compaiono (e poi spariscono) le figurine di pusher e clienti Foto

La Ghiretti insultata sul web

Giulia: «Volate oltre l'odio»

2commenti

Via d'Azeglio

Blitz nei kebab, i commercianti: «Avanti così».

1commento

WEEKEND

Il saluto all'estate? Pic-nic a castello, sport e profumo di porcini: l'agenda

LUTTO

Addio a Elide La Vecchia, poetessa anarchica e gentile

Denuncia

I cacciatori: «Aggrediti dagli animalisti»

3commenti

viabilità

Oggi chiuso il Ponte sul Taro. Ponte sul Po Boretto-Viadana, possibili sensi unici alternati

1commento

FIDENZA

Anziano stroncato da un infarto al cimitero

Fontanellato

Bocconi avvelenati a Parola: due cagnoline salvate in extremis

PARMA

Gervinho, che gol!

1commento

12 TG PARMA

Controlli dei carabinieri in piazza della Pace, un 34enne arrestato Video

Assistenza pubblica

Trent'anni di automedica

Varano

E' l'ora della Dallara Academy: due piani di storia, idee e futuro Gallery Video

SERIE A

Inglese e Gervinho fanno esultare il Tardini. Parma-Cagliari 2-0 Foto

2commenti

APPENNINO

E' morto il fungaiolo colto da malore nei boschi di Albareto

Si tratta di un 80enne di Bergamo

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

EDITORIALE

E' Berlusconi l'arma anti Di Maio di Salvini

di Vittorio Testa

CHICHIBIO

«Locanda Marzolara» generosa tradizione e tanta qualità

di Chichibio

ITALIA/MONDO

Radio Colonia

La Germania pensa di espellere gli italiani senza lavoro

Medicina

Primo trapianto di faccia in Italia. E' su una donna

SPORT

il videocommento

Grossi: "La "fame" di vittoria funziona. La squadra ha dato cuore e polmoni" Video

1commento

Pallavolo

L'Italia perde con la Russia al quinto set, ma è già in final-six Foto

SOCIETA'

gazzareporter

Quando il fungo pesa 2,5 kg...

Ivrea

"Vorrei vedere il mare per l'ultima volta": l'ambulanza si ferma vicino alla spiaggia

MOTORI

RESTYLING

Jeep: è l'ora del nuovo Cherokee. La vera novità? Costa meno

VOLKSWAGEN

T-Roc diesel, doppio "Porte aperte"