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Caduti della Rsi: una lapide che divide lettori e politici - Pd: "Uno scempio". Buzzi: "Giusto rispettare tutti i defunti"

Caduti della Rsi: una lapide che divide lettori e politici - Pd: "Uno scempio". Buzzi: "Giusto rispettare tutti i defunti"
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LA CERIMONIA DI IERI   ( dalla Gazzetta di Parma 3-6)

Francesco Bandini

«Ai caduti e dispersi militari e civili della Repubblica sociale italiana (1943-1945)». E poi una citazione di Giusuè Carducci: «L'Italia avanti tutto! L'Italia sopra tutto!». Poche parole racchiuse in una decorazione a forma di cerchio, scolpite su una lapide in cui l'unico simbolo che compare è una sottile striscia tricolore.

Da ieri a Parma anche i caduti della Repubblica di Salò hanno un luogo in cui essere ricordati: un'ala seminascosta del cimitero della Villetta, dove è stata scoperta una lastra di pietra chiara voluta dall'Associazione nazionale famiglie dei caduti e dispersi della Rsi, la cui posa è stata approvata dalla giunta municipale alcune settimane fa con un voto unanime (a parte un'astensione). La cerimonia di inaugurazione, ieri mattina, volutamente non è stata pubblicizzata in alcun modo dagli organizzatori per evitare il rischio di contestazioni. A prendervi parte alcune decine di persone: fra loro, oltre ai rappresentanti dell'associazione e ad alcuni storici esponenti della destra parmigiana, anche qualche reduce della Rsi. Fra i presenti anche l'assessore comunale Davide Mora, che ha precisato di essere intervenuto a titolo strettamente personale.

(...) L'articolo completo sulla Gazzetta di Parma in edicola

LE REAZIONI DI OGGI

La notizia ha provocato numerosi commenti, opponendo (come si può vedere nello spazio commenti soto l'articolo) favorevoli e contrari. E divide anche i politici: qui sotto le reazioni del consigliere Pd Caselli e del vicesindaco Buzzi

Caselli: "Ennesimo scempio in una città Medaglia d'oro della Resistenza"

Pd: "Condanna senza riserve"

Buzzi: "Giusto rispettare tutti i defunti"

Cgil e Popolo viola - La Cgil ha criticato in particolare la scelta del giorno, la Festa della Repubblica, giudicando l’iniziativa «discutibile» e parlando del rischio di «consegnare alle future generazioni una memoria rivista e corretta di un pezzo cruciale della nostra storia».

Ancora più duro il 'Popolo violà parmigiano. «E' l'ennesimo affronto e insulto – sottolinea in una nota – a tutti i parmigiani morti durante le barricate del '22 ed in particolar modo della Resistenza, tutte quelle persone che hanno dato la vita per il bene comune e per liberare l’Italia proprio dai repubblichini. La volontà di secretare il tutto e palesarlo a cose avvenute è come se avessero lanciato il sasso nello stagno e poi nascosto la mano, uno schiaffo morale ancora più insopportabile che necessita di una risposta ferma e dura».

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  • Serena

    12 Giugno @ 11.05

    La storia non si cancella e la storia NON DEVE perdonare. Altrimenti non vale niente. Non resta di monito per le generazioni future. Lasciamo siano le religioni a perdonare, se cattolica brucieranno all'inferno o si faranno la loro trafila al purgatorio, altrimenti avranno un bel pò di vite per riabilitarsi. Non siamo mica noi a doverli perdonare o riabilitare, chi li riabilita è come loro: un torturatore, un razzista, un fascista.

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  • andrea

    09 Giugno @ 12.45

    Buzzi, vada ogni anno a piantare lapidi per dittatori assassini sparsi in giro per il mondo..... Una partita a carte con Pribke......e un rifugio sicuro nerlla casa di montagna a Gheddafi

    Rispondi

  • Emanuele

    06 Giugno @ 13.57

    @alessandro, ore 8:17 Proprio così, Alessandro: "studia, leggi, informati". Mi permetto di dirtelo, perché "per onestà intellettuale e senza faziosità", come dici tu, occorre considerare che non si sarebbe stata Resistenza senza fascismo. Non credo che ai partigiani avesse fatto piacere imbracciare il fucile e andare per monti, né credo che provassero piacere nello sparare contro altri esseri umani: l'hanno fatto, e hanno combattuto una guerra, perché non c'era altro modo per liberarsi dalla dittatura. Non c'è guerra senza atrocità, in questo credo - e spero - che siamo tutti d'accordo: ma ti faccio notare che da una parte si lottava per la libertà della propria terra, mentre dall'altra si lottava per perpetuare la dittatura, nonché per commettere un genocidio. Beh, mi sembra che una lievissima differenza ci sia, non sei d'accordo? Ed è una differenza che vien prima delle considerazioni sui comunisti e compagnia bella, perché i partigiani rappresentavano tutte le correnti antifasciste nella lotta comune contro l'invasore tedesco e l'oppressore fascista. Gorizia, Trieste e le foibe non c'entrano nulla in questo discorso: o vuoi che parliamo della Risiera di San Sabba, e qui in Emilia di Fossoli? Guarda che non la finiamo più!

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  • paolo

    06 Giugno @ 11.12

    Speriamo un giorno si possano ricordare anche i martiri delle SS, loro eseguivano solo gli ordini ma erano di buon cuore

    Rispondi

  • Steeve

    06 Giugno @ 08.45

    Una Lapide? Forse era meglio piantare un' albero; ne avrebbe giovato tutta la citta'.

    Rispondi

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