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PARMA

Centro commerciale di Baganzola: cantiere sotto sequestro, tre avvisi di garanzia in Comune

La Procura indaga per abuso d'ufficio. Le reazioni politiche. E Legambiente attacca: "Mancanza di trasparenze e umiltà"

Guardia di Finanza

La Guardia di Finanza nel cantiere di Baganzola

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La Guardia di Finanza ha sottoposto a vincolo cautelare l'area del cantiere del centro commerciale "Parma Urban District": un'area di circa 300mila metri quadrati vicina all'aeroporto Verdi. Le Fiamme gialle hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo ordinato dal giudice per le indagini preliminari (gip), in cui si ipotizza il reato di abuso di ufficio. 
Le indagini della Procura di Parma hanno preso avvio da un esposto nel quale venivano ipotizzate criticità nell'iter amministrativo di rilascio dei permessi di costruzione. 
Le Fiamme gialle hanno eseguito il sequestro e hanno notificato un avviso di garanzia a tre esponenti del Comune di Parma per il reato di abuso d'ufficio in concorso. Gli indagati sono Michele Alinovi, assessore all’Urbanistica e ai lavori pubblici, e due tecnici del Comune di Parma.

Nel corso delle indagini, delegate al Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Parma, è emerso che il centro commerciale in costruzione ricade pienamente in un’area che, sulla base sia del Codice della navigazione sia del Regolamento dell'Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), deve ritenersi sottoposta a vincolo aeroportuale. In particolare, proprio per la sua posizione a ridosso dell’aeroporto Verdi, al fine di minimizzare possibili rischi per la collettività in caso di incidenti aerei, in quest'area non sarebbe stato possibile edificare strutture o edifici frequentati da un considerevole numero di persone (ad esempio scuole, centri commerciali ed edifici con un elevato “carico antropico”.
Viceversa, non aggiornando il piano di rischio aeroportuale in base all’ultima versione del regolamento che l’Enac aveva emanato fin dal 2011, pur in presenza di queste limitazioni, fra ottobre 2017 e gennaio 2018 il Comune di Parma ha rilasciato i permessi di costruzione. Per questo la Procura ha chiesto e ottenuto dal Gip il sequestro del cantiere. Le indagini continuano. 

Le reazioni

LEGAMBIENTE: "MANCANZA DI TRASPARENZA E UMILTA' IN QUESTA AMMINISTRAZIONE COMUNALE". «Siamo onorati che la Procura della Repubblica abbia dato ascolto al nostro esposto del giugno scorso. L’inchiesta della magistratura accoglie in pieno tutti i dubbi che Legambiente aveva avanzato sulla legittimità del mall-mega centro commerciale di Baganzola, rispetto all’assente piano di rischio aeroportuale del Verdi. Non a caso le chiamavamo "relazioni pericolose" ». E’ la posizione di Legambiente, in una nota a commento dell’indagine che ha portato al sequestro del cantiere Parma Urban Discrict, che «fa cadere il velo di ipocrisia di cui si ammanta l’azione dell’amministrazione comunale in ambito ambientale», scrive l'associazione.
Legambiente ricorda anche «che non saremmo giunti a questo punto se il Comune avesse agito in trasparenza e sospeso in autotutela il cantiere del mall, come chiedemmo dall’inizio della vicenda e come consigliato anche da Enac. Siamo garantisti, non è nostro costume chiedere dimissioni ma la mancanza di trasparenza e umiltà di questa amministrazione comunale impone una seria riflessione alla città intera. Sull'aeroporto e il mall si era creata una cappa che ora si è incrinata. Serve un cambio di rotta. Il Comune di Parma - conclude la nota - si sta esponendo a rischi concreti di richiesta risarcimento danni che graveranno sulla collettività». 

PEZZUTO: "AVVALORATE LE NOSTRE PERPLESSITA' "

"Sono un convinto garantista - esordisce Fabrizio Pezzuto, consigliere di Parma Unita- Centristi - e per questo non commenterò l'operato della Procura né la posizione dei tre indagati. Ciò premesso non posso non rilevare che, per quello che ci è dato di conoscere delle indagini in corso, queste sembrano avvalorare tutte le perplessità politiche sulla procedura di rilascio dei permessi di costruire che a suo tempo avevo rilevato insieme ai colleghi di minoranza di Parma Protagonista e del PD a seguito dell'inchiesta di Legambiente. In particolare a non convincere noi, ma evidentemente anche la Procura,  erano i ritardi  e la mancata predisposizione dell'aggiornamento del piano dei rischi a fronte della decisione da parte di questa Amministrazione di dare via libera alla realizzazione finale del Mall in barba a tutte le declaratorie di ambientalismo e aiuto al piccolo commercio.
Adesso, come purtroppo sempre più spesso accade, sarà la Giustizia a stabilire se siano stati commessi reati e chi abbia sbagliato. Per quanto mi riguarda, ogni ulteriore valutazione attenderà gli esiti di questa indagine che ovviamente mi auguro possa giungere a termine nel più breve tempo possibile".

SPADONI (M5S): "GRAVE COMPORTAMENTO DEL COMUNE"

“L’intervento della Procura di Parma non fa altro che avallare quanto già denunciato nella mia interrogazione lo scorso agosto al Ministro della Infrastrutture Toninelli” dichiara in una nota stampa la vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni.


“Non solo sequestro preventivo, ma è stato disposto anche una notifica di un avviso di garanzia a tre esponenti del Comune di Parma tra cui l’assessore all’urbanistica della Giunta Pizzarotti. Dal punto di vista politico trovo questo fatto davvero gravissimo” continua la deputata pentastellata. 


“Mi chiedo: come mai il Comune di Parma non ha provveduto ad aggiornare il piano di rischio aeroportuale in base all’ultima versione del regolamento che l’E.N.A.C aveva emanato fin dal 2011 e ha rilasciato i permessi di costruzione? Perché il Comune ha lasciato tutto scorrere nonostante un’ interrogazione parlamentare e l’esposto presentato all’Autorità giudiziaria da parte di un’associazione ambientalista? Bisognava arrivare all’intervento della Procura? “ incalza la parlamentare del M5S.


“Il Comune di Parma ha dunque rilasciato permessi di costruire violando la norma che tutela l’incolumità pubblica. E’ un fatto davvero grave: chi ne risulterà colpevole, dovrà pagare fino in fondo”. 

CAVANDOLI (LEGA): "QUANDO IL SINDACO FACEVA SPALLUCCE IN CONSIGLIO..."

 “Ancora un nuovo scossone giudiziario che colpisce la città, scalfisce la sua immagine e aumenta la sfiducia dei parmigiani verso le istituzioni”, dice Laura Cavandoli, parlamentare e consigliere comunale parmigiana della Lega.

“A questo – prosegue Cavandoli - si sommano i danni diretti: cantiere bloccato con rischio di nuovo degrado, danni da pagare, aeroporto sempre più isolato”.
“Ribadendo convintamente la presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva e la fiducia nelle indagini giudiziarie – conclude -  l'Amministrazione comunale avrebbe potuto prestare più attenzione a regole e normative come più volte ho auspicato in consiglio comunale ricevendo le "spallucce" del sindaco come risposta”. 

OCCHI (LEGA): "ALLA NOSTRA INTERROGAZIONE RISPOSERO: "TUTTO A POSTO" "

“Nel maggio scorso anche il gruppo Lega in Consiglio comunale presentò un'interrogazione in cui chiedeva chiarimenti circa la costruzione dell’Urban District nella zona di rispetto all'aeroporto”, dice Emiliano Occhi, segretario provinciale e capogruppo della Lega in Consiglio Comunale.

“Che ci fossero una pista e dei vincoli imposti dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile non ci sembravano un dettaglio trascurabile. La risposta come spesso accade da parte della giunta Pizzarotti fu “tutto a posto”, oggi scopriamo quello che tutti sospettavano: forse non è proprio così”, prosegue Occhi. 

“Probabilmente – aggiunge -  sindaco e giunta passano troppo tempo sui social e in campagna elettorale per occuparsi delle cose della città, ma poi i nodi vengono al pettine". “Ferma restando la presunzione d’innocenza, la Sicurezza dei cittadini dovrebbe essere la prima preoccupazione di chi governa e, dal punto di vista politico e amministrativo, la città non può permettersi dilettanti alla sua guida”.

PARMA PROTAGONISTA: "E' LA SCONFITTA DI UN SINDACO"

"Mancato aggiornamento del Piano di Rischio aeroportuale, possibile interferenza tra l'area di cantiere del Mall con la pista dell'aeroporto, permessi di costruire "rilasciati sulla base di strumenti urbanistici superati, in violazione di una specifica norma posta a tutela dell'incolumità pubblica": le contestazioni della Procura al Comune di Parma ripetono con autorità quanto da mesi sollevato da Legambiente, dall'Ente Nazionale Aviazione Civile, dai nostri gruppi di minoranza in Consiglio comunale con interrogazioni, comunicati, richieste di chiarimenti: davanti a tutto questo Assessore e Sindaco hanno opposto prima un muro di silenzio, poi arroganza e ironia, fino a negare l'evidenza. Ci hanno accusati di essere degli irresponsabili, ignorando ogni richiamo alla realtà e disprezzando platealmente qualsiasi invito alla prudenza. Oggi è una città intera che ancora una volta subisce le conseguenze di questi comportamenti", scrivono Bruno Agnetti, Pier Paolo Eramo e Paolo Scarpa di Parma Protagonista.

"L'intervento della magistratura è la sconfitta della politica, della democrazia, dei meccanismi di controllo e di autocorrezione che una buona amministrazione dovrebbe utilizzare con coraggio. Ed è, prima ancora che di un assessore, la sconfitta di un sindaco che ha costruito la sua immagine su continue rivoluzioni annunciate - dall'inceneritore in poi - e sulla narrazione di un mondo ecologista e solidale che nella realtà non esiste. 
Quello che ora esiste è un cantiere sequestrato, che forse non avrebbe mai dovuto essere autorizzato, e accuse circostanziate che attendono risposte. E, lì vicino, un aeroporto senza prospettiva di sviluppo, la cui sbandierata pista per i Cargo è stata forse solo l'ultima della ennesime promesse mancate".

PD PARMA: "IL COMUNE HA MESSO A RISCHIO ANCHE L'AEROPORTO"

"Un avviso di garanzia non costituisce condanna e siamo garantisti. Ma ci compete un giudizio politico che non deroga al rispetto della persona e delle indagini. Indipendentemente da ogni valutazione sulle responsabilità penali, di cui si occupa la magistratura, è innegabile che vi sia una grave responsabilità politica nell’inerzia del Comune di Parma e dell’amministrazione comunale in carica. Lo abbiamo detto in tanti in questi mesi: il Comune non ha adeguato il piano rischi aeroportuali (strumento previsto dalla legge) alle norme vigenti, pur avendo avuto sei anni di tempo e pur sapendo perfettamente di esservi tenuto.

La cosa singolare è che nonostante nel dicembre 2017 Enac avesse ribadito al Comune l’impossibilità di costruire nuove opere in assenza di piano rischi aggiornato, lo stesso Comune abbia rilasciato un permesso di costruire, e ciò a maggior ragione considerando che sin dal 2011 il Comune era consapevole della necessità di adeguare il piano dei rischi avendolo espressamente previsto con delibera commissariale. Ci auguriamo che il Comune abbia agito in base ad approfondite valutazioni di tipo tecnico e giuridico, nonostante abbia sempre risposto alle nostre interrogazioni, in Consiglio ed in commissione, in modo superficiale e sbrigativo. Ma è assolutamente certo che se prima di rilasciare i permessi, il Comune avesse aggiornato il piano, i problemi che sono stati sollevati in questi mesi, oggi non avrebbero ragione di esistere.

L’amministrazione così facendo, ha messo a rischio anche l’aeroporto. Quella di oggi non è certo una buona notizia per lo scalo, intento a cercare capitali a sostegno di un asset più volte dichiarato strategico dalla amministrazione stessa. Come stia andando l’aumento di capitale lo scopriremo il 31 ottobre prossimo, data della sua scadenza. Occorre evidenziare che Enac, in un’altra lettera del luglio scorso, aveva adombrato il fatto che Mall e prolungamento della pista fossero potenzialmente incompatibili.

In sintesi, in attesa degli sviluppi, le valutazioni in merito alla permanenza in carica dell’assessore devono essere rimesse alla sensibilità dello stesso e a quella del Sindaco, ma nella vicenda la responsabilità politica dell’amministrazione è grave a prescindere dagli esiti che darà l’indagine in corso, e ciò quantomeno a titolo di inerzia amministrativa".

Gruppo consiliare Pd Parma

Segreteria cittadina Pd Parma

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  • lucanoge

    21 Ottobre @ 08.52

    Gnox le tue parole fanno rabbrividire.. uno che lascia 800 milioni di debito non ha nulla a che spartire con chi invece l’ha ridotto di 500 milioni in mezzo ad un mare di difficoltà.. Attendiamo gli sviluppi di questa vicenda, ma mi sembra che la differenza tra le due amministrazioni sia oggettiva, a favore di quella che è al lavoro in questi anni..

    Rispondi

  • Gnox

    20 Ottobre @ 16.41

    @simone: dal punto di vista puramente amministrativo, Vignali era Churchill, rispetto a pizzarotti. Dal punto di vista morale, aspettiamo a vedere come finirà questa amministrazione...

    Rispondi

  • Gnox

    20 Ottobre @ 15.30

    Una vergogna. Un sindaco che meriterebbe le pentole sotto il Comune, ha il coraggio di spacciarsi per ecologista, mentre fa sembrare Vignali uno statista.

    Rispondi

    • simone

      20 Ottobre @ 16.02

      vignali ha rappresentato una vergogna storica per questa città.

      Rispondi

  • simone

    19 Ottobre @ 22.18

    Se non si fa l'ennesimo centro commerciale io sono contento. È molto.meglio fare.un qualcosa che dia respiro alla gente. Un parco acquatico tipo uno grande e bellissimo in prov di Brescia del quale non ricordo il nome.. O che so io un polmone verde che sia un cuscinetto tra città e autostrada, o un parco divertimenti in mezzo al.verde. mi sento di poter dire. che con il decimo centro commerciale in una città con meno di 200.000 abitanti... ha rotto

    Rispondi

  • Michele

    19 Ottobre @ 21.03

    pizzarotto2018@libero.it

    Occorrono DIMISSIONI DI MASSA di questa giunta. Pieni di indagati..... avevano giurato TRASPARENZA !!! Ed ecco i risultati.

    Rispondi

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