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Bambini in panchina: il presidente della società scrive alla Gazzetta

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Ricorderete la polemica nata a proposito di una partita di calcio per bambini, in un torneo dedicato a Tommy,  nella quale alcuni giovanissimi erano rimasti in panchina. E una mamma aveva scritto all'assessore Ghiretti e alla Gazzetta per segnalare questo esempio "poco educativo". Ne era nato un intenso dibattito, anche sul nostro sito.: ed oggi, il presidente della società sportiva ha scritto una lettera alla Gazzetta di Parma.

 Signor direttore,chi scrive è il Presidente della squadra chiamata in causa dall’articolo apparso sulla Gazzetta di Parma lunedì 13 giugno u.s. in merito al fatto verificatosi durante il torneo intitolato alla memoria del piccolo Tommaso Onofri riservato a bambini di 7-8 anni di età.Nel corso della finale per il terzo/quanto posto tre bambini sono rimasti in panchina per l’intera durata della partita senza disputare quindi nemmeno un minuto di gioco.

In veste di Presidente della società in cui i bambini militano, mi assumo la totale responsabilità di quello che considero un fatto estremamente grave. A quell’età lo sport non è competizione né ricerca del risultato ma deve essere sinonimo di divertimento e aggregazione (...)  Lungi dal voler cercare una giustificazione ad un episodio la cui gravità non è in discussione e che mai sarebbe dovuto accadere, devo però prendere le difese della mia società nonché dell’allenatore della squadra perché non si trascenda da quello che è stato un episodio isolato che mai prima d’ora si era verificato. La società che rappresento da sempre antepone l’insegnamento ai propri ragazzi dei valori dello sport, quali divertimento, amicizia e rispetto, ai risultati e ciò accade a tutte le età, dai più piccoli fino alla prima squadra.

(...)  Posso assicurare che, per quanto sarà di nostra competenza, continueremo a diffondere la cultura sportiva di cui l’Assessore Ghiretti, in nome dell’Amministrazione Comunale, si fa è fatto promotore affinché episodi di questo tipo non accadano più.

Germano Villazzi (il testo completo è sulla Gazzetta di Parma in edicola)

La vicenda

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  • letizia

    24 Giugno @ 17.17

    BRAVO...AL SIGNOR....PRESIDENTE DELLA SOCIETà CHE SI SCUSA!!!!!!!!!!!MA QUANDE BALLE!!!non e un episodio isolato indagni di più nella sua società!!!!!succede anche nelle altre squadre solo che non parla nessuno che non nè anno il coraggio...vada a quardare le partite che si rende conto il marcio che cè....che giocano i soliti bambini e gli altri girano solo 5min...il contentino....perchè DEVE GIOCARE(il figlio dell"amico,compare,poi cè il figlio del dirigente...poi il figlio dell"allenatore...ecc..ecc.(UN CLAN DI PAPà DIRIGENTI E ALLENATORI...CHE SI SORPRENDONO...DI FARE NON ALL"ALTEZZA!!!!per carità da ringraziare che non li paga nessuno.e sono un genitore che a 3 anni che vive questa situazione....e ci sono tanti bambini che quest"anno vanno via...perchè stufi...sopratutto i bambini...non i genitori...che capiscono quando e sempre presi per il CULO...mi aspetto una conferenza stampa....dal presidente...SE NON HA LA CODA DI PAGLIA!!!!!!

    Rispondi

  • CLAUDIO

    24 Giugno @ 16.46

    Cari signori aggiungo che seguo il calcio da sempre,e dopo aver giocato per tanti anni devo dire che queste cose sono sempre successe,purtroppo gli allenatori sono i primi responsabili per l'educazione sportiva dei bambini,ma questo non vuol dire che possono fare tutto quello che vogliono. Esistono da sempre tornei di calcio ,dove si possono far giocare anche quelli che teoricamente sono meno dotati di altri,all'età di 7 anni diventa difficile capire le potenzialità reali,per sviluppo fisico e mentale. Ricordo che in anni passati si sono persi per strada molti talenti,proprio perchè valutati frettolosamente e con poca professionalità. CARI ALLENATORI FATE UN MEA CULPA,e ricominciate dall'amore per il calcio e lo sport in generale,che aiuta i nostri bambini anche nella vita di tutti i giorni. Lasciate le vostre ambizioni in tasca,nel caso sia necessario,potrete usarla per lanciare giovani di talento e che meritano un occhio di riguardo. -CHI SA AIUTARE I PIU DEBOLI ,CON I CAMPIONI ,DIVENTA UN MAGO DEL CALCIO CLAUDIO LIBERO OPINIONISTA HAWASSA ETIOPIA

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  • stefano

    24 Giugno @ 00.51

    @federico. Si vede che non hai letto bene la lettera della madre del ragazzino. Ci sono bambini che in certe scuole calcio non giocano mai!!!! Mentre tu, invece, pretendi di insegnare qualcosa raccontandoci del metodo della tua squadra di calcetto che prevede un minutaggio uguale per tutti quelli della vostra squadra. Beh, mi sembra una cosa ben diversa da quella che vivono certi bambini che stanno sempre in panchina!!!!!!

    Rispondi

  • papalima1

    23 Giugno @ 23.51

    A parole sono tutti per lo sport e i principi sportivi i dirigenti ed allenatori delle squadre delle scuole calcio poi quando si è in partita tutto cambia. Nessuno vuole perdere e allora ci si dimentica che il bambino può essere grassottello o magrolino costituzionalmente per l'età e perciò non capace di reggere la partita , oppure che i movimenti delle gambe non sono ancora perfetti e quindi inciampa sulla palla o contro il compagno della propria squadra o di quella avversaria. In questo caso chiedono la punizione a favore o addirittura in area il rigore. Sono bambini e da bambini bisogna trattarli ed insegnarli i valori sportivi veri e non quelli del campo. La scuola calcio deve essere scuola e niente più. Tutti giocano ed imparano. Può essere che poi da grandi cambiano sport in quanto si rendono consci che il calcio o altro sport non è adatto a loro. La selezione è naturale avanzando con dell'età.

    Rispondi

  • federico

    23 Giugno @ 17.52

    Mi piace raccontare sempre una cosa bellissima che io ed alcuni amici abbiamo creato a 30 e passa anni suonati. "Mettiamo su" la solita squadra di calcetto, siamo 8 o 9 amici. Dal primo istante ci siamo detti: lo facciamo per divertirci per stare insieme, si gioca tutti lo stesso esatto numero di minuti programmando i cambi. Abbiamo vinto 3 campionati di fila. Spesso è capitato che all'ultimo turno di cambi, magari in un momento decisivo per le sorti del match, forse non era schierata la "formazione più talentuosa" o quella che il momento richiedeva. La regola non si trascende. Questo è SPORT ! Tutti abbiamo fatto le panchine, giuste o sbagliate. Ci hanno fatto benissimo. Se a dei bambini di 7 anni non si insegnano queste cose anche attraverso lo SPORT a 30 anni avremo dei perfetti imbecilli !

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