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I prof di scienze: "Il Comune riveda il progetto della pista ciclopedonale"

Ciclabile, via ai lavori. Sarà pronta a novembre
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Gli insegnanti di Scienze naturali dei Licei e Istituti scolastici: Marconi, Ulivi, Romagnosi, Toschi, Melloni e Rondani scrivono un appello per la tutela del tratto urbano del Torrente Parma.  Si tratta delle scuole affacciate sul torrente. Il documento è relativo al "discusso" progetto del Comune della pista ciclopedonale nel greto del Torrente Parma. 

Perdere qualcosa di unico e irripetibile per offrire qualcosa che già si può avere altrove e con
minore spesa. Oppure, salvaguardare uno scorcio di notevole bellezza paesaggistica e di
eccezionale interesse naturalistico all’interno di un’area urbana nel centro storico della città.
L’Amministrazione comunale di Parma ha davanti a sé questa scelta e questa responsabilità.
Nelle ultime settimane sono state avanzate, con grande senso di responsabilità e atteggiamento
civile, ragioni contrarie da parte di un Comitato civico, di Associazioni ambientaliste, di personalità
del mondo della scienza e della cultura. Sono le ragioni di persone che hanno a cuore la bellezza
del paesaggio e la biodiversità come valore irrinunciabile. Il Comune non sottovaluti queste
ragioni.
In questi ultimi trent’anni il tratto urbano del torrente è tra le poche cose migliorate sotto il profilo
ambientale, a partire dalla qualità dell’acqua, della vegetazione ripariale, della ricchezza di fauna
acquatica. Tutto ciò è stato determinato da leggi che hanno tutelato gli ambienti acquatici e interi
gruppi faunistici, come gli ardeidi o gli uccelli limicoli, assai rarefatti fino agli anni ’80. Ma, occorre
riconoscerlo, il torrente cittadino si è salvato soprattutto grazie alla mancanza di interventi
invasivi, di fattori di disturbo, di trasformazioni territoriali impattanti. Grazie a una serie di
circostanze favorevoli si è realizzato un piccolo miracolo: mentre tantissimi corsi d’acqua italiani
sono stati oggetto di interventi devastanti e ridotti a canali con sponde cementificate, il tratto
cittadino del torrente Parma è rinato, diventando un’area di interesse scientifico e naturalistico
che meriterebbe l’istituzione di un Parco naturale con vincoli di tutela. Un’idea molto diversa da
quella a cui sta lavorando l’Amministrazione comunale.
Il progetto del Comune consiste infatti in interventi di trasformazione che a nostro avviso sono
incompatibili con le esigenze di tutela. Affermare che il percorso ciclopedonale, con tutte le
attività ricreative ad esso legate, sarà rispettoso dell’ecosistema fluviale è puro esercizio retorico.
L’unica valorizzazione accettabile è rispettare l’integrità fisica delle sponde senza creare e
incentivare attività di disturbo.
Come insegnanti di Scienze naturali ci teniamo a sottolineare un punto che ci sta particolarmente
a cuore: l’educazione ambientale non necessita di interventi infrastrutturali che garantirebbero
soltanto nuove occasioni di degrado. Valorizzare non può sempre e soltanto avere come effetto
modificare e trasformare ciò che è bello e interessante proprio perché non ancora antropizzato e
addomesticato.
L’educazione ambientale ha come scopo suscitare meraviglia e amore per la natura. Un’area
integra, con caratteristiche di naturalità diffusa e presenza di specie rare legate ad habitat fragili, è
di per sé un presupposto formidabile per progetti di educazione ambientale. Il comune di Parma
potrebbe già da ora incentivare tutto ciò promuovendo la pulizia delle sponde dai cumuli di rifiuti
abbandonati, realizzando sui viali che costeggiano il torrente pannelli informativi e inviti al rispetto
ambientale. Si potrebbero promuovere e finanziare studi e ricerche.
Per le ragioni sopraesposte, invitiamo il comune di Parma a ripensare il progetto e a mettersi in
ascolto di quanti, oggi preoccupati per il futuro di un’area patrimonio di tutti, potrebbero dare un
fattivo contributo a salvaguardare la vera peculiarità del tratto urbano del torrente e a garantirne
il futuro.
L’appello è stato sottoscritto dai docenti di Scienze delle scuole superiori che si affacciano, o
sono prossime, al tratto urbano del Torrente Parma:
Liceo Scientifico “Marconi”: Anna Gandolfi, Cecilia Rossini, Mauro Orlandini, Eleonora Squassoni,
Annalisa Tipa, Rosalba Lispi, Mauro Bertozzi, Silvana Buono, Antonella Ciarelli, Mariangela Coletta,
Rossana Franceschini, Giovanna Trascinelli, Rita Ghirardi, Mario Salvatore Castellano
Liceo Scientifico “Ulivi”: Andrea Beseghi, Mariangela Ditta, Gianmarco Giordani, Magda Schianchi,
Giulia Lippi, Daniela Righi, Chiara Ferretti, Giuseppe Barattini, Annabella De Vito
Liceo Classico “Romagnosi”: Emanuela Montagna, Mariangela Fontechiari, Maria Rosa Gherri,
Paola Savini
Liceo Artistico “Toschi”: Luciano Maria Ciulla, Michele Pesci
Istituto Tecnico Economico “Melloni”: Maria Marina Maffei, Elisa Savini, Emanuela Maniga
Istituto Tecnico Tecnologico “Rondani”: Roberta Tateo, Gorza Silvia
Perdere qualcosa di unico e irripetibile per offrire qualcosa che già si può avere altrove e con
minore spesa. Oppure, salvaguardare uno scorcio di notevole bellezza paesaggistica e di
eccezionale interesse naturalistico all’interno di un’area urbana nel centro storico della città.
L’Amministrazione comunale di Parma ha davanti a sé questa scelta e questa responsabilità.
Nelle ultime settimane sono state avanzate, con grande senso di responsabilità e atteggiamento
civile, ragioni contrarie da parte di un Comitato civico, di Associazioni ambientaliste, di personalità
del mondo della scienza e della cultura. Sono le ragioni di persone che hanno a cuore la bellezza
del paesaggio e la biodiversità come valore irrinunciabile. Il Comune non sottovaluti queste
ragioni.
In questi ultimi trent’anni il tratto urbano del torrente è tra le poche cose migliorate sotto il profilo
ambientale, a partire dalla qualità dell’acqua, della vegetazione ripariale, della ricchezza di fauna
acquatica. Tutto ciò è stato determinato da leggi che hanno tutelato gli ambienti acquatici e interi
gruppi faunistici, come gli ardeidi o gli uccelli limicoli, assai rarefatti fino agli anni ’80. Ma, occorre
riconoscerlo, il torrente cittadino si è salvato soprattutto grazie alla mancanza di interventi
invasivi, di fattori di disturbo, di trasformazioni territoriali impattanti. Grazie a una serie di
circostanze favorevoli si è realizzato un piccolo miracolo: mentre tantissimi corsi d’acqua italiani
sono stati oggetto di interventi devastanti e ridotti a canali con sponde cementificate, il tratto
cittadino del torrente Parma è rinato, diventando un’area di interesse scientifico e naturalistico
che meriterebbe l’istituzione di un Parco naturale con vincoli di tutela. Un’idea molto diversa da
quella a cui sta lavorando l’Amministrazione comunale.
Il progetto del Comune consiste infatti in interventi di trasformazione che a nostro avviso sono
incompatibili con le esigenze di tutela. Affermare che il percorso ciclopedonale, con tutte le
attività ricreative ad esso legate, sarà rispettoso dell’ecosistema fluviale è puro esercizio retorico.
L’unica valorizzazione accettabile è rispettare l’integrità fisica delle sponde senza creare e
incentivare attività di disturbo.
Come insegnanti di Scienze naturali ci teniamo a sottolineare un punto che ci sta particolarmente
a cuore: l’educazione ambientale non necessita di interventi infrastrutturali che garantirebbero
soltanto nuove occasioni di degrado. Valorizzare non può sempre e soltanto avere come effetto
modificare e trasformare ciò che è bello e interessante proprio perché non ancora antropizzato e
addomesticato.
L’educazione ambientale ha come scopo suscitare meraviglia e amore per la natura. Un’area
integra, con caratteristiche di naturalità diffusa e presenza di specie rare legate ad habitat fragili, è
di per sé un presupposto formidabile per progetti di educazione ambientale. Il comune di Parma
potrebbe già da ora incentivare tutto ciò promuovendo la pulizia delle sponde dai cumuli di rifiuti
abbandonati, realizzando sui viali che costeggiano il torrente pannelli informativi e inviti al rispetto
ambientale. Si potrebbero promuovere e finanziare studi e ricerche.
Per le ragioni sopraesposte, invitiamo il comune di Parma a ripensare il progetto e a mettersi in
ascolto di quanti, oggi preoccupati per il futuro di un’area patrimonio di tutti, potrebbero dare un
fattivo contributo a salvaguardare la vera peculiarità del tratto urbano del torrente e a garantirne
il futuro.
L’appello è stato sottoscritto dai docenti di Scienze delle scuole superiori che si affacciano, o
sono prossime, al tratto urbano del Torrente Parma:
Liceo Scientifico “Marconi”: Anna Gandolfi, Cecilia Rossini, Mauro Orlandini, Eleonora Squassoni,
Annalisa Tipa, Rosalba Lispi, Mauro Bertozzi, Silvana Buono, Antonella Ciarelli, Mariangela Coletta,
Rossana Franceschini, Giovanna Trascinelli, Rita Ghirardi, Mario Salvatore Castellano
Liceo Scientifico “Ulivi”: Andrea Beseghi, Mariangela Ditta, Gianmarco Giordani, Magda Schianchi,
Giulia Lippi, Daniela Righi, Chiara Ferretti, Giuseppe Barattini, Annabella De Vito
Liceo Classico “Romagnosi”: Emanuela Montagna, Mariangela Fontechiari, Maria Rosa Gherri,
Paola Savini
Liceo Artistico “Toschi”: Luciano Maria Ciulla, Michele Pesci
Istituto Tecnico Economico “Melloni”: Maria Marina Maffei, Elisa Savini, Emanuela Maniga
Istituto Tecnico Tecnologico “Rondani”: Roberta Tateo, Gorza Silvia

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