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Tagli e crisi: è scontro

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 Ieri è stata una giornata di repliche alla lettera aperta del sindaco Pietro Vignali sui tagli per 5 milioni di euro al bilancio comunale. In particolare sono intervenuti il capogruppo del Pdo Giorgio Pagliari, il gruppo Altra politica-Altri valori e il segretario cittadino del Pd Lorenza Dodi.

Per Pagliari   «è troppo dire che il sindaco sta dimostrando di essere un campione di faccia tosta ! In mezzo alle macerie causate dalle politiche comunali e delle società partecipate in ragione di scelte sbagliate e di gestione o pessima o dissipata e dissipante e  nel contesto dello scandalo del verde (senza dimenticare quelli di Spip, Alfa e Stt dei presidenti che ha difeso, oltre ogni ragionevolezza), il sindaco pensa di potersi proporre come il risanatore! Davvero troppo! Operazione impossibile,  peraltro, se si guardano i numeri . Due su tutti : meno quattro milioni di euro di  investimenti  e meno 300 mila euro di spesa degli asili da recuperare con l'aumento delle rette, cioè gravando sui fruitori dei servizi ! Il sindaco - prosegue Pagliari - dovrebbe avere l'onestà politica di raccontare nella sua verità la manovra: si tratta di un tentativo di mettere una pezza ai buchi creati  dal centrodestra, cioè dalla sua gestione; un tentativo, purtroppo, ancora una volta giocato sulle alchimie e sugli artifizi così da non raggiungere nemmeno l'obiettivo indicatogli  da Parma civica .allorchè lo ha invitato a sistemare i conti prima chiudere la legislatura».  Pagliari conclude annotando che «Il sindaco rilancia il civismo, esaltandone l'indipendenza dal sistema dei partiti: peccato che la sua esperienza sia stata contraddistinta del vanto dei rapporti con i vertici dei partiti al governo. Non è il caso di spendere sul punto una parola in più, ma il sindaco non si illuda : martedì il gruppo Pd affronterà il merito di questa deliberazione, pur nella  consapevolezza che essa segna politicamente,  la fine di un ciclo».
I consiglieri di Ap-Av vale a dire Maria Teresa Guarnieri, Gabriella Biacchi e Paolo Pizzigoni scrivono invece che «c’è tutto l’armamentario della comunicazione politica vignaliana  nella sua lettera aperta alla città per spiegare l’assestamento di bilancio che verrà presentato il 30 agosto, ma ci sono tante e tali forzature  che anche il lettore più ben disposto verso l’Amministrazione fatica a crederci. Si parte sentendo il bisogno di dire che la manovra economica locale di recupero di 5 milioni di euro non è collegata ai recenti accadimenti giudiziari e che, se qualcuno lo dice, lo fa solo per ragioni politiche di parte. Sinceramente, avremmo visto con favore  che i recenti accadimenti giudiziari avessero suggerito un po’ di saggezza amministrativa alla Giunta, perché la situazione di gravissima difficoltà economica in cui versa il bilancio comunale dura da  anni e purtroppo il sindaco e i suoi sodali l’hanno sempre negata, contro ogni evidenza e contro ogni allarme che le opposizioni hanno lanciato, inascoltate e derise. Ciò che Vignali non dice è che chi verrà dopo di lui dovrà  fare scelte ancora più difficili e dolorose perché la sua Amministrazione ha dilapidato tutto, mettendo tutto il patrimonio comunale, comprese le azioni Iren, a garanzia delle banche per le operazioni  delle società partecipate,  e non riuscendo più a essere considerata dagli operatori economici un interlocutore affidabile».
«Non crediamo - prosegue la nota - di dover ricordare che diverse imprese, per essere pagate, sono ricorse a decreti ingiuntivi o al  pignoramento di beni comunali e delle società e di certo questa non è una cosa normale o di cui andare fieri! E il patto di stabilità e l’attuale manovra del governo non c’entrano proprio nulla con questo assestamento di bilancio. Suona tragicamente ridicolo scomodare addirittura la crisi economica mondiale per cercare di giustificare un assestamento di bilancio, la cui entità dipende solo dalla dissennatezza amministrativa della Giunta.  Come ci si può meravigliare oggi, ad esempio, che non siano entrati gli oneri edilizi per nuove costruzioni quando anche il più sprovveduto sa da tempo che il mercato dell’immobiliare è bloccato? Il bilancio di previsione che ora viene assestato, è stato approvato solo lo scorso dicembre - non anni fa- quando eravamo già nel bel mezzo della crisi, che non si può certo dire ci abbia colti di sorpresa. Apprendere ora che le entrate edili crollano di 22,5 milioni di euro non fa altro che confermare che quella cifra serviva solo in fase di previsione per presentare  il  bilancio in pareggio, ma, si sa che  i numeri non mentono e il “buco” è emerso. E anche ora la manovra di assestamento si basa sulla contrazione di nuovo indebitamento. Sono addirittura patetici i tentativi di giustificazione forniti dal sindaco. Che ci fossero gli asili da aprire lo si sapeva. Perché allora non sono stati posizionati adeguatamente i soldi subito, senza cercare di farci credere adesso che il loro finanziamento sia un’operazione straordinaria? Suona poi come un insulto all’intelligenza dei cittadini  il cercare di accreditarsi ora come amministrazione civica indipendente dai partiti, quando in questi anni il nostro sindaco non ha fatto altro che appoggiarsi a questo, o a quell’importante esponente del governo e delle forze partitiche che lo sostengono e quando la Giunta e la maggioranza cittadina non hanno fatto altro che respingere sdegnosamente ogni critica, anziché entrando nel merito, semplicemente come “di sinistra”, buttando tutto nel gioco della  contrapposizione delle parti.  Il sindaco dovrebbe poi ricordare, come ricordiamo tutti noi, che chi  in quest’ultimo periodo ha deciso che cosa fare e che cosa no, non è stato lui, ma il presidente di Stt, Varazzani, mandato da Tremonti a cercare di risanare la situazione delle partecipate comunali.  E’ lecito  a un amministratore - è la conclusione di Guarnieri, Biacchi e Pizzigoni - cercare di difendere il suo operato, meno lecito prendere in giro i suoi cittadini». 
 Lorenza Dodi inizia la sua nota scrivendo che «gli ultimi articoli sui tagli imposti da Vignali lasciano senza speranza perché cercano di spostare l’attenzione e la responsabilità dei debiti di Parma sulla crisi. Cittadini di Parma, questa è un’argomentazione fuorviante. Come si fa infatti a dichiarare ora che i tagli sono conseguenza solo, ripeto solo, della crisi quando per due anni il governo che sostiene l’amministrazione di Parma ha negato la crisi stessa? Come si fa a sostenere la tesi delle scelte scomode ed indipendenti quando si sono presi ordini direttamente da Roma con dirigenti inviati dai ministeri? Come si fa a sostenere la tesi dell’abbandono di opere per la crisi dopo che, ad esempio, il progetto Wcc è stato abbandonato perché non si sono trovati investitori disponibili? C’entrava la crisi? Stt, Parma Infrastrutture, Stu Stazione, Ghiaia e i debiti non sono certo colpa della crisi ma si sono accumulati perché si sono fatti investimenti sbagliati, progetti fuori da ogni logica economica e svenduto quasi tutto il patrimonio cittadino.  Come si fa a sostenere la ineluttabilità dei tagli quando la procura ha arrestato 11 persone perché hanno sottratto al patrimonio pubblico risorse? Dove sono finiti i soldi per le rose e per i cani del canile?  Chi ha assunto 18 persone per il settore comunicazione del Comune? Quanto sono costati al cittadino di Parma tutti i consulenti esterni? Un fatto è certo:  è ora di staccare  la spina - conclude la Dodi - a questo modo di amministrare che che cerca di sviare i cittadini e si contraddistingue solo per utilitarismo e prevaricazione». 
 

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  • alberto

    26 Agosto @ 13.35

    e ora che vignali se ne vada , prima va e prima vedremo il vero buco di bilancio

    Rispondi

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