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I sindaci protestano a Milano contro la manovra. Fecci al corteo: "Troppo gravosa, serve più equilibrio"

I sindaci protestano a Milano contro la manovra. Fecci al corteo: "Troppo gravosa, serve più equilibrio"
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I sindaci di circa 2mila Comuni italiani hanno protestato a Milano, con la fascia tricolore addosso e cartelli e striscioni in mano,  contro i tagli previsti dalla manovra del governo. I rappresentanti degli enti locali hanno anche incontrato il ministro dell'Interno Roberto Maroni.
«Siamo noi, siamo noi, la risorsa dell’Italia siamo noi», è il coro improvvisato dalle centinaia di sindaci che hanno attraversato Milano per raggiungere Palazzo Marino, sede dell’amministrazione comunale. Su alcuni cartelli è rappresentato uno squalo, con la scritta «Governo che mangia dei pesci piccoli» che rappresentano, per l’appunto, i Comuni. I sindaci hanno quindi intonato l’inno di Mameli.

L'ANCI VUOLE RISPOSTE DAL MINISTRO ALTRIMENTI «LA LOTTA SI INASPRIRA'». Dopo circa un’ora e venti di incontro con una rappresentanza dei sindaci, il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha lasciato la sede della prefettura di Milano. Il ministro è uscito in auto e non ha rilasciato alcuna dichiarazione sulla riunione con la delegazione dei comuni che questa mattina a Milano sono scesi in piazza per protestare contro i tagli agli enti locali previsti nella manovra.

Il presidente dell’Anci Osvaldo Napoli al termine dell'incontro ha detto che «se non ci sono dei fatti concreti entro questa sera è ovvio che la mobilitazione da parte dei sindaci continuerà e si inasprirà ancora di più». Napoli ha spiegato che, durante l’incontro, il ministro Maroni «ci ha prospettato alcune soluzioni su cui stanno ancora discutendo e ci ha mandato alcuni messaggi ottimistici, ma noi dobbiamo dire con estrema franchezza e chiarezza che, se a questi messaggi che lui ci ha mandato non seguiranno fatti concreti è ovvio che la mobilitazione da parte dei sindaci continuerà e si inasprirà ancora di più, perchè noi abbiamo necessità di velocizzare la situazione soprattutto per quanto riguarda l’aspetto della manovra economica».

PARMA PARTECIPA CON L'ASSESSORE FABIO FECCI: «MANOVRA TROPPO GRAVOSA, SERVE PIU' EQUILIBRIO». Alla manifestazione milanese ha partecipato anche l'assessore alla Sicurezza Fabio Fecci, che è vicepresidente vicario regionale Anci e ha partecipato in qualità di delegato del sindaco Pietro Vignali.
«Il fatto che siano scesi in piazza un migliaio di sindaci per manifestare il proprio scontento - afferma l’assessore - significa che questa manovra è troppo gravosa per i Comuni e che quindi va cambiata. Pur comprendendo la necessità di una manovra importante che preveda dei tagli in questo momento di crisi globale, ritengo che si debbano colpire i privilegi della casta anziché i Comuni, che garantiscono servizi fondamentali per i cittadini».

Revisione del patto di stabilità, riduzione del numero dei parlamentari e riforme strutturali. Sono queste, secondo Fecci, le azioni fondamentali su cui puntare per «non arrivare al prossimo anno con la necessità di effettuare nuovi tagli». «I Comuni - prosegue il vicepresidente vicario regionale Anci - chiedono autonomia fiscale, l'anticipazione dell'Imu (Imposta Municipale Unica), la compartecipazione nel recupero dell’evasione. Tutto questo garantirebbe i servizi essenziali e le opere necessarie a generare benessere e migliorare la qualità della vita».

«Lo Stato - rimarca Fecci -  per ridurre il debito deve dismettere il patrimonio immobiliare che possiede anziché chiedere ai comuni di vendere il proprio. Importante anche stralciare l'articolo 16 e rivedere quindi il Patto di stabilità che, voglio ricordare, è stato cambiato 4 volte dal ‘99 ad oggi senza ottenere reali vantaggi. Basti pensare a quanto sono penalizzati i comuni che, rispettando il Patto, hanno generato avanzi che ora non possono spendere per pagare le imprese che hanno effettuato lavori per l’ente. È ovvio quindi che le ragioni dell’aumento del debito pubblico vanno ricercate in altri enti. Le ultime tre manovre poi, completamente inique, hanno colpito esclusivamente gli enti locali, in particolare i Comuni. Ormai lo Stato ha superato i limiti della ragione: occorre un vero riequilibrio dei tagli».

Fondamentale anche rivedere il disegno complessivo delle istituzioni locali. «La carta delle autonomie - aggiunge Fecci - dovrà ridisegnare la pubblica amministrazione con accorpamenti di servizi dei piccoli comuni, l’eliminazione completa delle Province, ascoltando il pensiero della gente comune e non soltanto quello dei politici, mai disposti a tagliare poltrone, rivedere il numero e le dimensioni delle Regioni creando delle macro Regioni, come da me sostenuto da anni e come proposto anche dal presidente della Lombardia Roberto Formigoni». Serve infine «uno Stato più snello e meno centralista - conclude Fecci - il dimezzamento del numero dei parlamentari, ma soprattutto l’eliminazione dei loro privilegi».

PARTECIPAZIONE DA “TUTTO ESAURITO”, LA MANIFESTAZIONE SI SPOSTA IN PIAZZA DELLA SCALA. Ha registrato il tutto esaurito la manifestazione dei sindaci contro la manovra organizzata a Milano, tanto che l’auditorium del grattacielo Pirelli, che doveva ospitare l’evento, non è riuscito a contenerli tutti. Alcuni sono stati spostati in altre sale, ma alla fine è stata presa la decisone di andare tutti in corteo in piazza della Scala, dove è stato allestito il palco.
«La scelta è stata dovuta al numero dei presenti - ha spiegato il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia - che erano al di là delle previsioni. Ma ha anche un valore simbolico: i sindaci non si chiudono nelle aule, ma vanno a parlare ai cittadini per farli partecipare alle loro proteste». «Nessun sindaco, di destra o di sinistra, può permettere che ai cittadini siano tagliati i servizi fondamentali» ha aggiunto, spiegando che «finchè il governo non farà marcia indietro la mobilitazione non si deve fermare».
Per il solo Comune di Milano i nuovi tagli, che si sommano al disavanzo già previsto per quest’anno (superiore ai 150 milioni), «sarebbe - ha spiegato Pisapia - di oltre 100 milioni di euro, che significa l’estrema difficoltà a potere avvicinarsi, ma non a rispettare, il patto di stabilità».

ERRANI: «BASTA PRESE IN GIRO». Il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, presidente anche della Conferenza Stato-Regioni, vuole «chiarezza» da parte del governo al quale dice «basta prese in giro».
«Al mattino arriva la mazzata - ha detto Errani dal palco della manifestazione - il pomeriggio già hanno cambiato idea: ci devono dire con quali risorse possiamo assicurare i servizi ai nostri cittadini».
Errani ha spiegato che con questa manovra «si è passato il limite, il confine. Così non si va avanti». Il presidente dell’Emilia Romagna ha invitato a una «iniziativa comune» e a «non dividerci tra di noi».

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  • sbairsda

    30 Agosto @ 10.27

    eccerto, i sindaci scendono in piazza solo quando le mani vengono messe nelle loro tasche. comunque fosse per me, dimezzerei i parlamentari e dimezzerei i loro stipendi e farei sparire tutti i vantaggi del caso. avrà più senso far viaggiare gratis il pendolare che prende mille euro con famiglia a carico o il parlamentare miliardario che i soldi per pagarsi gli spostamenti ce li ha?

    Rispondi

  • ROBERTO

    29 Agosto @ 19.37

    MI dispiace, ma secondo me i comuni sotto i 5.000 abitanti vogliono accorpati, troppe spese e ci sono costi per sindaci e assessori troppi onerosi da mantenere, basta !!! e in piu' bisognerebbe togliere le province che non servono a niente....

    Rispondi

  • oberto

    29 Agosto @ 18.31

    Vhe Fecci che la manovra i la fan i to amig.....non puoi protestare.

    Rispondi

  • Daniele Tanzi

    29 Agosto @ 17.47

    Tutti vogliono i sacrifici degli altri.

    Rispondi

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