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Via D'Azeglio: la rabbia dei residenti

Via D'Azeglio: la rabbia dei residenti
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Andrea Del Bue

«Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano». La frase è di Gino e Michele, le formiche sono i residenti di Strada d’Azeglio, perché tali si sentono: ignorati e calpestati. Ora, però, non ne possono più e urlano tutta la loro rabbia. Non in senso figurato: ieri pomeriggio, una ventina di residenti del «Comitato Strada D’Azeglio e dintorni» si è ritrovata sotto i portici dell’Ospedale Vecchio per protestare, con voce alta e toni incandescenti, contro il degrado del quartiere. Tengono in mano copia della denuncia contro ignoti che porteranno domani ai Carabinieri: hanno mille ragioni, ma puntano il dito principalmente contro il proliferare ininterrotto di bar, che porta «giovani ubriachi – dicono -, maleducati che fanno pipì ovunque, abbandonano rifiuti, schiamazzano fino alle ore piccole, togliendo il sacrosanto diritto del riposo notturno a gente che si alza alle sei per andare a lavorare. Finita la Movida – sottolineano - la situazione non ha accennato a migliorare: il mercoledì e il venerdì sono un inferno, ma anche negli altri giorni non si riesce più a vivere». La protesta è trasversale; ci sono i pensionati, le famiglie, le giovani coppie: tutti inferociti. «Alla mattina ci ritroviamo cocci di bottiglie ovunque – spiega una giovane sposa -: ci dicono che l’alternativa al degrado è la Movida, invece deve essere la sicurezza. E oggi non c’è». Le Forze dell’Ordine vengono chiamate tutte le notti: «Quando non ci dicono che sono impegnate su altri interventi – denunciano -, arrivano ma non esercitano appieno il loro potere, non sanzionando tutte le illegalità». E qualcuno azzarda: «Anche i vigili hanno paura, perché c’è gente pericolosa che bivacca dappertutto, anche sotto i portoni delle case, giorno e notte, e che a ogni frase di protesta è pronta all’insulto. Sono persone ubriache, che hanno con sé cani aggressivi e pericolosi». A far esplodere la protesta, la notizia del prossimo arrivo in piazzale Inzani del Pirù, il bar che da via Farini, a novembre, si trasferirà in piazzale Inzani. Il titolare ha dichiarato che lì, in Oltretorrente, il nuovo locale sarà accolto a braccia aperte, annunciando una gestione non indirizzata al divertimento notturno, ma ad un bacino universitario: «Ma cosa dice – ribatte il Comitato -? Noi qui non lo vogliamo e non crediamo che non lavorerà di notte. E’ colpa dei bar e dei rivenditori di kebab, che stanno aperti tutta la notte, se questa via è diventato un bivacco». Insistono molto anche sul paragone con via Farini, i cui cittadini hanno annunciato ricorso al Tar contro la Movida: «Si devono ritenere fortunati, perché noi siamo messi molto peggio: qui non si dorme tutte le notti, con seri rischi per la salute, la via è una latrina, c’è spaccio di droga e abbiamo circa mille passaggi giornalieri di autobus». E i problemi si estendono a dismisura: «Non si riesce più ad affittare o a vendere», concludono, in attesa di risposte concrete da parte delle autorità competenti.

 E nelle strade vicine, scene di ordinario degrado  - Strada D’Azeglio è solo la punta dell’iceberg. Nelle vie limitrofe la situazione non è certo migliore e i sintomi di degrado sono innumerevoli. In borgo Cocconi c’è una discarica. Di fianco ai cassonetti, è stato abbandonato di tutto. Sembra che qualcuno abbia fatto trasloco e abbia pensato di abbandonare il superfluo in strada, occupando l’intero marciapiede: un materasso, un divano, alcune sedie, un mobile, diversi cassetti, vestiti e panni. In via Galaverna «non si respira – denuncia una residente – dall’odore di urina. E quando si cammina, alla mattina, le scarpe si incollano per terra da quanta ce n’è». Non va meglio sul lato nord, in vicolo Grossardi; sulle scale della mensa universitaria, decine di bottiglie di birra e un odore fortissimo e nauseabondo di urina: sono l’amara testimonianza di un venerdì sera di bagordi. Incurante dello schifo, sui gradini, è seduto un giovane con una bottiglia in mano e qualche problema di equilibrio. Vedendo taccuino e macchina fotografica si avvicina e chiede: «Quanto siete disposti a pagare per delle foto in cui si vede della gente che spaccia in questo quartiere»? Forse sono autoscatti? Poco importa. A. D. B. 

 

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  • Francesco L.

    16 Settembre @ 15.10

    Secondo me il vero problema non sono le leggi non applicate o le varie giunte che cercano in maniera più o meno goffa di arginare a quella che sta diventando una vera e propria piaga sociale, bensì la totale assenza di senso civico e responsabilità da parte delle persone.. punto di vista..

    Rispondi

  • Viola

    26 Settembre @ 11.19

    Primo provvedimento urgentissimo ; un'ordinanza per far PAGARE LA CAUZIONE DEL VUOTO A RENDERE SULLE BOTTIGLIE DI BIRRA come si fa in Germania. Inoltre parecchi di q,uesti bivaccatori (che vengono da ogni dove) (ho visto peraltro che la stessa cosa succede a Bologna), hanno i cosiddetti "pankabestia" dei cagnoni enormi che spaventano pure e sporcano. Cominciare a multare i proprietari e far vedere che c'è controllo. Le leggi ci sono basta avere la volontà di farle rispettare.

    Rispondi

  • gazzettadiparma.it

    26 Settembre @ 10.25

    @Valerio - La frase sui "colorati" è una delle più meschine che siano arrivate in redazione in tre anni - @scemochilegge :grazie per la lezione. Ma attenti al nickname: a volte anche chi scrive non brilla

    Rispondi

  • "Devo"

    26 Settembre @ 10.01

    Via D'Azeglio, le macchine parcheggiate sui marciapiedi davanti ai locali sono uno spot per la parma da bere, ma anche un messaggio per chi cerca impunità: "Ehi, qui non c'è un vigile in giro!". Forse è meglio non aspettare che le cose degenerino, ma dare semplici regole di convivenza e il segnale della volontà di farle rispettare fin da subito.

    Rispondi

  • Valerio

    26 Settembre @ 09.35

    @ANARCA: caro ANARCA (che il nome è un programma) Clasman non è solo. E benchè molti di sinistra di professano pacifisti e ottimisti, sarebbe giusto che invece di picchiare i ragazzi di casa pound o tirare sassi, bombe carta e/ altro ai lavoratori del TAV, si impegnassero a dare un buon esempio di educazione magari insegnando a non urinare per strada, a non ubriacarsi, a non fare risse, a non vivere in 10 in una stanza da 5mq. Cosi' avresti un motivo valido e giusto per contestare Clasman, che malgrado tutto vorrebbe una sua PARMA fatta di Parmigiani e non di colorati.

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