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Inceneritore, il Tar dice no al Comune: i lavori ripartono. Iren chiede i danni

Inceneritore, il Tar dice no al Comune: i lavori ripartono. Iren chiede i danni
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Il Tar di Parma ha deciso di accogliere la richiesta di sospensiva presentata da Iren, relativa all’inceneritore in costruzione a Ugozzolo. I giudici del Tribunale Amministrativo Regionale hanno deciso infatti di consentire la ripresa dei lavori per la costruzione del termovalorizzatore, dopo che il Comune aveva disposto con un provvedimento il fermo. Il Tar ha inoltre fissato al 7 dicembre l'udienza in cui sarà discusso il merito della questione.

La sospensiva pubblicata oggi soddisfa i vertici della multiutility Iren che da tempo sono impegnati in un braccio di ferro con l’amministrazione comunale.

L'ultimo provvedimento adottato dal Comune ha di fatto fermato i lavori per la costruzione dell’impianto (già in stato avanzato) sulla base di un presunto abuso edilizio che grava sull'opera. In pratica, nella procedura burocratica relativa al progetto dell’inceneritore, sembrerebbe mancare un atto, la concessione edilizia, appunto, che legittimi il prosieguo dei lavori. Nell’accogliere la richiesta di sospensiva del provvedimento del comune, il Tar ha inteso tutelare «l'interesse pubblico dell’intervento» e l’eventuale «pregiudizio» che uno stop prolungato del cantiere potrebbe produrre in capo a Iren, che ne sta sopportando i costi.

La questione del cantiere dell’inceneritore a Parma è al centro di grandi polemiche da più di un anno, da quando, cioè, un comitato di cittadini si è attivato per contestare la costruzione del termovalorizzatore, sostenendo la necessità di tutelare la salubrità dell’ambiente e spingendo per l’individuazione di tecnologie alternative all’incenerimento dei rifiuti.

IREN CONFERMA LA RICHIESTA DI UN RISARCIMENTO DANNI PER IL PERIODO DI SOSPENSIONE. leggi l'articolo

LA PROVINCIA: "CI MUOVIAMO NELL'INTERESSE PUBBLICO". «Su questo tema ci siamo sempre mossi nell’interesse pubblico»: è questo il commento di Giancarlo Castellani, assessore provinciale all’Ambiente, alla sentenza con cui il Tar ha sospeso l’ordinanza emessa a luglio dal Comune. «Prendiamo atto della sospensiva e quindi dell’accoglimento del ricorso - dice Castellani -. Un atto che abbiamo compiuto perché è stata messa in discussione la correttezza del nostro operato sul quale aspettiamo che il Tribunale si esprima nel merito il 7 dicembre».
Nelle motivazioni della sentenza i giudici del Tar scrivono: «Impregiudicata ogni decisione nel merito delle complesse questioni sollevate con il ricorso, sussiste il presupposto del danno grave e irreparabile in relazione all’interesse pubblico acchè sia celermente avviato lo smaltimento dei rifiuti nell’ambito territoriale in cui essi vengono prodotti, anche con riguardo alla circostanza che i lavori di realizzazione sono iniziati da oltre un anno e dovrebbero concludersi in un ragionevole lasso temporale, per cui la stessa amministrazione resistente, in caso di fermo dei lavori, si troverebbe esposta a risarcire ingenti danni patrimoniali».
E proprio in ragione di questo interesse pubblico è stata fissata il 7 dicembre l’udienza di trattazione del merito della controversia.

IL COMMENTO DELL'ASSOCIAZIONE GCR: "NON E' UN'ASSOLUZIONE PIENA PER IREN, SI APRE UN LIMBO DI DUE MESI". 
In una e-mail in cui diffonde a sua volta il responso del tribunale, l'associazione Gestione Corretta Rifiuti (Gcr) dice: "Il Tar di Parma ha annullato la sospensiva del Comune di Parma del 22 agosto che aveva messo in stand by i lavori all'inceneritore. Indiscrezioni parlano di una decisione influenzata anche dalla recente bocciatura del referendum abrogativo proposto dal comitato No Inceneritore". 
Nel pomeriggio, Gcr ha inviato un'altra presa di posizione, più articolata, in cui l'associazione spiega che "tutto può accadere" da qui al 7 dicembre, quando il tribunale entrerà nel merito della questione. Ecco il testo del comunicato:
Oggi il Tar ha accolto la richiesta di sospensiva di Iren contro l'ordinanza del comune di Parma del 22 agosto scorso. Non abbiamo ancora letto il dispositivo e quindi una analisi approfondita la riserviamo alle prossime ore. Ma un primo cenno di approfondimento occorre. Non sappiamo se Iren si appresti a brindare al verdetto, ma di certo non è una formula piena di assoluzione quella che ha scritto oggi il Tar di Parma. Il fatto che i giudici abbiamo accolto la richiesta della multiutility, rimandando tutto al 7 dicembre, e quindi non entrando nel merito della questione, apre un sostanziale limbo di 2 mesi in cui Iren potrà senz'altro rifar partire i lavori, ma con la spada di Damocle dicembrina, quando tutto potrebbe accadere.
Avremmo sperato che già oggi i giudici si fossero immersi nei dettagli della querelle, ma questo atto di procrastinazione, che sa tanto di alunno rimandato agli esami di riparazione, dopo un anno di studi poco brillante, fa capire che i temi posti dall'ordinanza del sindaco non siano acqua fresca o invenzione dell'ultimo momento, ma carte pesanti ed impegnative, che necessitano di ulteriore riflessione.
Oggi non possiamo gioire per i cancelli che probabilmente si riapriranno, in molti tra l'altro sostengono che non si fossero mai chiusi, ma nell'attesa di tuffarci nel testo del Tar, commentiamo con un punto di domanda su che cosa succederà al Paip il prossimo dicembre. Del resto, mancano solo 61 giorni.
In fondo la serata all'Astra ha confermato un semplice costrutto. Degli inceneritori si può fare a meno, guadagnandoci. La nostra strategia non cambia di una virgola. Anche a cancelli aperti la scelta dell'inceneritore è un ossimoro.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR


 

 

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  • massimo

    08 Ottobre @ 15.49

    @concetta, ti regalo una foto di barbara d'urso e berlusconi autografata se smetti di scrivere cazzate.

    Rispondi

  • massimo

    08 Ottobre @ 15.45

    Ripeto il commento: Come cittadini non possiamo chiedere i danni a Iren? Il comune chiede i soldi al comune ed il comune chiede i soldi a noi...o taglia servizi... NOI CHIEDIAMO I SOLDI ALL'IREN?

    Rispondi

  • Adria

    08 Ottobre @ 13.56

    Un invito a tutti voi: leggete http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/10/06/news/l_inquinatore_di_melfi-22826583/?ref=HREC1-9 pubblicato oggi. Chissà se tra qualche anno ci sarà un 'inchiesta simile sull'inceneritore di Parma. DA BRIVIDO!

    Rispondi

  • sc

    08 Ottobre @ 09.16

    tralasciando considerazioni politiche, sociali, sanitarie, ecc... mi piacerebbe comunque che venisse illustrata da chi vuole cosi' fermamente l'inceneritore la convenienza economica di un tale impianto per la collettivita'... tabelle semplici , chiare, "silly-proof", dove si evincono le ipotesi (quantita', costi e tariffe) su cui si fonda l'investimento e le tesi conseguenti (ritorni economici, non solo di chi gestisce, ma anche per i singoli contribuenti)... avendo fatto personalmente questa ricerca, finora ho trovato solo un guazzabuglio di numeri, in cui si capisce chiaramente che non c'e' coerenza tra i dati dell'analisi di fattibilita' ed i dati di progetto esecutivo e nessuno, tra tecnici Iren e politici compiacenti, ha voluto dare spiegazioni convincenti... il mostro che ingoia e brucia tutto costa una follia, ma se i gestori non sono nemmeno in grado di garantirci l'abbassamento delle tariffe, mi dite perche' dobbiamo ulteriormente tassarci? per paura di avere i rifiuti per strada o in qualche discarica? per far guadagnare qualcun altro? per buttare tutto in un cassonetto e non pensarci piu'? non so? badate che ho parlato esclusivamente di economicita' dell'investimento e di numeri che la dimostrino, dando per scontato che inquinamento piu', inquinamento meno, presto o tardi di qualcosa di deve tutti morire

    Rispondi

  • mirco

    08 Ottobre @ 00.22

    @ il Provocatore : faccio senza l'Egregio, sinceramente me ne sbatto e non sono nemmeno tanto Signore, anzi molto sboccato quando mi girano. Mi scusi se le rompo le balle, ma non lo faccio sicuramente per divertimento, o perchè volgio proteggere lei o gli altri Parmigiani o la sua salute, ma lo faccio per la mia saluta e quella dei miei cari. Di tante altre persone me ne sbatto...ognuno deve comportarsi secondo coscienza e secondo il proprio credo...io credo che stiano giocando con la ns salute... per i loro sporchi interessi...e se non mi batto io, nessuno si batte per me. Le volevo far sapere che ho la macchina a Metano per scelta...mi spiace deluderla ed inoltre sto sulle balle perfino a mia moglie per quanto cerco di differenziare...quello che invece a me fa incazzare è che io la faccio mentre negli uffici comunali, provincia, ospedali, scuole, strutture pubbliche nessuno lo fa...è qua che c'è qualcosa che strusa. @ Pietro : nell'incazzatura ho invertito i cardinali..

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