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Autovelox nel vicolo cieco. Supermulta 13 anni dopo

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Oltre 1.800 euro per eccesso di velocità. E la multa arriva tredici anni dopo. E' accaduto a una signora di Parma, che nel luglio del 2010 si è vista recapitare a casa un verbale da parte della polizia municipale, riguardo a un' infrazione commessa il giorno 18 agosto 1997 alle ore 8.02 in via Vittorio Alfieri (zona via Emilia Est). Un fatto che, come ha sottolineato la sfortunata signora, «ha dell'incredibile». «Già, il fatto che in una via come quella, lunga 70 metri e addirittura chiusa, sia stato posizionato un autovelox, è piuttosto strano - continua la signora -. Poi, la cosa assurda è che non esiste nè la multa originale e nemmeno la notifica dell'infrazione, essendo passati così tanti anni. Ma io ho dovuto pagare lo stesso, anche perchè a causa di accertamenti vari ho avuto persino il fermo dell'auto. Insomma, se ho sbagliato pago, ma vorrei sapere per che cosa devo pagare».
(L'articolo completo oggi sulla Gazzetta di Parma in edicola)

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  • sbairsda

    10 Ottobre @ 23.19

    Io non ci credo che la signora ha pagato...ma se l 'ha fatto,e' stata ingenua.sarebbe bastato un giro dai vigili e polemica chiusa.

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  • dispiaciuta

    10 Ottobre @ 14.10

    Al Sig. Elbano Bagnoli vorrei dire che mi può dare dell'ingenua, della credulona, della persona semplice ma gonza e poco intelligente no!!! Non maligna e maleducata come lui!!! Quanta presunzione!! Il suo posto è al governo con le persone furbe come lui!!!!!

    Rispondi

  • Paolo Reggiani

    10 Ottobre @ 12.22

    Grazie gentile amico Elbano Bagnoli. Lei ha ragione sul dubbio che mette nella credibilità della situazione. È ovvio che ogni commento si basa sui fatti come riportati ma ancor più sull’assurdità della vicenda, anche se l’interessata avesse effettivamente tutto il torto ascrittole. Non si aspettano 13 anni per una sanzione: perde l’effetto, diciamo così, di ravvedimento che dovrebbe avere; mancano i documenti di riferimento perché decorsi e poi la cifra da pagare è lievitata oltre ogni logica: è ormai una vera e propria rapina. Le colpe vanno pagate, è giusto, ma se esiste una prescrizione un motivo c’è. Qui, e comunque stiano le cose, c’è accanimento, una specie di vendetta postuma, ma non più giustizia. Non hanno dovuto fare il giro del mondo per gli accertamenti e le notifiche: la polizia (anche municipale) per accedere al proprietario della vettura dalla targa può farlo in pochi minuti (sono collegati ai pubblici registri), alla compilazione del verbale può servire un giorno, per la spedizione basta una busta, ecc. A che cosa sono serviti 13 anni? È questa la mia domanda e l’indignazione. Se la signora ha giocato sulla località: non era a Parma ma in una Via Alfieri di altra località dovrebbe per lo meno averlo letto sull’ingiunzione di Equitalia e se effettivamente era altrove non avrebbe fatto tanta questione, al massimo si sarebbe lamentata per l’assurdo ritardo e l’eccessivo costo: ce n’era abbastanza per sollevare una questione di opportunità senza sottolineare la brevità della strada. Se invece era effettivamente a Parma, qui confermo la vuotezza di chi non ha fatto presente già in Equitalia che si stava commettendo un’assurdità. Unico punto che vorrei sottolineare e che io non sto combattendo una mia personale battaglia: sono semplicemente un cittadino stanco, super stanco, sfinito di questa situazione generale che ammorba i nostri notiziari. Provo un grande voltastomaco a vedere allignare certe figure laddove dovrebbero tutelare i nostri interessi generali in quanto rappresentanti della nostra sovranità, quindi anche miei e di tutti ed invece fanno solo sconcezze, liti, discorsi vuoti. Colgo ogni occasione per dire questa mia immensa stanchezza agli amici che vogliono liberamente partecipare a queste pagine che la Gazzetta offre. Una piccola palestra di democrazia.

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  • angelo

    10 Ottobre @ 11.54

    @Elbano, oltre saper scrivere bisognerebbe anche saper leggere, nel mio post facevo una premessa importante "episodi che se accertati" che mi pone fuori dalla gragnuola di insulti ed improperi che hai vomitato adosso agli altri estensori di commenti giustamente indignati. Tuttavia solidarizzo con essi in quanto già il fatto che siano in giro persone che "tentano di ipotizzare una fantomatica contravvenzione in un meglio precisato luogo di vacanza",piuttosto di prendere atto di una svista clamorosa e grossolana, è motivo di allarme sociale, soprattutto se come presumo questa gente ha un minimo di potere e di discrezionalità sul come esercitarlo. Il fatto si commenta da solo, ma vi immaginate che ne sarebbe di una vicenda analoga "ambientata" in via Fleming dove gli autovelox potevano anche starci??

    Rispondi

  • Elbano Bagnoli

    10 Ottobre @ 11.27

    A me invece chi fa paura sono i miei concittadini: i vari LOBSTER, BITTA, SIMONE, TUT A CA', BIBI, ANGIOLDO, MADDA gente che è pronta a credere qualunque panzana venga propinata sul giornale o dalla tv. Gente che puoi manipolare facilmente, che non si preoccupa di sentire la controparte, ma che in base al proprio pregiudizio anti-vigili, ha già formulato la propria sentenza di condanna e, naturalmente in forma anonima, lancia strali contro l'amministrazione o contro i vigili per dare un senso di riscossa alla propria frustrazione. A tutti quelli che si sono bevuti la storia chei vigili posizionino l'autovelox in via Alfieri a Parma devo svelare un semplice (ma non per tutti, evidentemente, verità) L'autovelox in via Alfieri NON e' mai stato messo. Non funzionerebbe nemmeno e non potrebbe rilevare alcuna velocità che superi il limite dei 50 km/h. Io credo che la signora sappia benissimo dove si trovava in vacanza nell'agosto del 1997 e sappia che nel 1997 ha ricevuto una multa per autovelox, e che non l'abbia pagata allora e conti di continuare a non pagarla ora, con la buona approvazione dei succitati gonzi indignati. Unica nota di merito al sig. Paolo Reggiani che combatte la sua personale battaglia ma almeno si firma, e a Max, Andrea e Valerio che almeno azzardano ipotesi diverse da quella che la massa acriticamente ha accettato.

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