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La villa sulla curva maledetta: "Otto auto nel mio giardino"

La villa sulla curva maledetta: "Otto auto nel mio giardino"
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Roberto Longoni

Lo spesso muretto di cemento armato si è sbriciolato sotto l'urto dell'auto-ariete. Il giardino è pieno di schegge, di parti di carrozzeria e pezzi del «cappotto» isolante della villa; un colonnotto è stato sbalzato a una ventina di metri, come un paio di pesanti quadrati della rete d'acciaio. «Stavamo aggiustando questa parte della recinzione, dopo l'ultimo incidente - dice Cristina Greci, mostrando il lato di fronte alla facciata della villa della madre -.

Rifaremo tutto insieme». Sempre che un altro schianto non aggiunga un capitolo alla storia infinita di «frontali» tra automobili e un immobile piantato alla fine di una lunga curva. Una curva che si trasforma in una rampa di lancio per auto kamikaze. Via Montanara 114, poco oltre il cavalcavia della tangenziale Sud. Qui si danno appuntamento fortuna e sfortuna. Quest'ultima perseguita Carmen Vincenzi, la proprietaria della villa che fa da «bersaglio» ai veicoli lanciati ben oltre il limite da Gaione verso la città. La prima invece ha il volto degli otto automobilisti (e dei loro passeggeri) che in questi quattro anni sono usciti senza gravi danni dall'incontro più che ravvicinato con la recinzione e la stessa casa. «Un miracolo che non ci sia scappato il morto - assicura la padrona di casa -. Ma il rischio c'è. Eccome». A proposito di miracoli, l'altra sera, poco dopo le 21, è andato in scena l'ultimo.

Una Fiat Bravo con due giovani moldavi a bordo ha tirato dritto nella curva maledetta. Con la parte anteriore destra, l'auto ha colpito di striscio la base del lampione, perdendo il primo pezzo (e facendo cadere la luce). Ha attraversato una quindicina di metri di prato, ha steso come niente un cartello stradale. Quindi, s'è schiantata contro il muretto. Nemmeno qui s'è fermata. La rete d'acciaio è schizzata via, il muretto è esploso: la Bravo c'è volata sopra, per colpire l'angolo della casa. L'auto è rimbalzata sull'erba del giardino, per poi finire contro uno dei grossi alberi di fronte alla villa. La Bravo ci si è fermata contro: il muso puntato sul tronco e la parte posteriore incastrata a oltre un metro dal suolo nel «cappotto» isolante della villa. «Ho pensato a un terremoto, poi a una bomba» racconta Claudia Villareal, in quel momento sola in casa. La villa ha tremato: anche i quadri all'interno si sono spostati. Uscita in giardino, la giovane collaboratrice di Carmen Vincenzi ha visto un polverone e al centro quell'auto «sospesa». A bordo, due ragazzi. «Il conducente sembrava illeso, mentre l'altro perdeva sangue: s'è steso a terra, prima di scappare con l'amico». Lì per lì era scontato pensare a un'auto rubata.

Si scoprirà poco dopo che la fuga dei due era forse dettata da altre paure. L'auto, quasi nuova, è della famiglia del giovane alla guida, pagata con il sudore della fronte. «In serata - racconta Cristina Greci - è venuta la mamma del ragazzo. Il figlio l'ha chiamata, dicendole di stare bene, ma d'aver distrutto l'auto. Dispiace, ma può succedere».Ma qui succede troppo spesso. Otto volte negli ultimi quattro anni. L'ultima il giugno scorso, con una donna che ha detto d'aver perso il controllo per evitare una lepre. Poi c'è stata la signora «svenuta» proprio in curva e risvegliatasi dopo lo schianto e, poche ore dopo, il conducente di un camioncino distratto dalla vista del muretto distrutto, poi il giovane che ha rischiato di sfondarsi il petto con un colonnotto di cemento armato e la in cui, al rientro dal ponte dei Morti, la signora Vincenzi ha trovato il giardino devastato dall'ennesima invasione da incidente («Senza nemmeno un biglietto di spiegazioni»).«Quanto sia pericolosa quella curva l'abbiamo ricordato ai vigili intervenuti per uno schianto - dice Cristina Greci, mentre il passaggio delle auto più veloci su via Montanara sembra lasciare dietro un sospiro di sollievo -. L'abbiamo scritto al Comune. Niente. Che si installi almeno un guardrail o si metta qualcosa che costringa a rallentare. Noi per proteggerci volevamo mettere una barriera di sacchetti di sabbia: avrebbe dato l'idea dell'assedio nel quale viviamo, ma ci hanno detto che fa ancora più decollare le auto. Così ce le troviamo al primo piano, in camera».

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  • Geronimo

    12 Ottobre @ 14.03

    Concordo con Silvia, purtroppo domenica sera mi sono trovato davanti a me vigili del fuoco ed autoambulanza con sirene accese appena dopo la caserma dei vigili del fuoco che andavano a prendere la tangenziale da strada Farnese. In tutto il tragitto io sono stato dietro loro ed ero abbondantemente sotto i limiti di velocità, questi sono mezzi di emergenza ma tra le due rotonde in 200 metri e le condizioni pietose dell'asfalto sono costretti ad andare piano.... E poi esistono persone che si lamentano per l'arrivo ritardato dei soccorsi...

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  • giampy

    12 Ottobre @ 13.29

    Leggendo alcuni commenti mi spiego come mai le cose in italia vanno cosi' male , anche in un caso cosi' lampante di mancato rispetto delle regole ( limiti di velocita' ) si cerca di trovare la scusante per un conducente che anziche' procedere a 70 km/h "volava" a velocita' ben superiori , magari anche ubriaco ..... ma si' ,sicuramente e' scappato dopo lo scontro per lo schock .... !

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  • Silvia

    12 Ottobre @ 12.23

    @ tutti quelli che votano per i dossi, vi auguro di farvi un bel viaggetto in ambulanza con una frattura o una colica e farvi tutti i dossi, piano o forte, è uno strazio comunque. Io faccio quella strada tutti i giorni per andare al lavoro. Basta andare piano. Punto. Il semaforo "a velocità" non serve perchè la gente se ne frega, vedi a Gaione.

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  • sabcarrera

    11 Ottobre @ 21.22

    Allargare la curva o la strada così vanno ancora più veloce. La cura sono i dossi. La gente non vuol capire che l velocità è pericolosa ma dobbiamo subire questo terrorismo degli automobilisti che minacciano la morte se non facciamo quello che vogliono.

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  • jack

    11 Ottobre @ 17.21

    @la mary. Siamo sicuri che quella casa sia in regola?una soluzione potrebbe essere un bel esproprio comunale e usare il giardino della signora per allargare la strada. Non credo che tirando via il giardino alla signora cambi molto visto che si lamenta che ce l'ha pieno di rottami di auto. Io credo che la cementificazione del giardino con l'allargamento della strada e con dei guardrail ovvierebbe al problema che sostiene di avere

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