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Emma Monguidi fa causa al Comune: chiesti 380mila euro

Emma Monguidi fa causa al Comune: chiesti 380mila euro
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Circa 380mila euro. E' questa la somma chiesta dall'ex comandante della Polizia municipale Emma Monguidi al Comune.
La Monguidi, difesa dai legali Aniello Schettino e Claudio Lalli, dopo la vicenda Bonsu non ha mai trovato un'intesa con l'amministrazione comunale: il tentativo di conciliazione è fallito e ora a decidere sarà il giudice del lavoro.

Gli avvocati avevano giudicato «assolutamente non sufficiente e non accettabile» la proposta del Comune di assegnarle l'incarico di commissario capo all'interno della nuova microstruttura per la sicurezza urbana.
Dopo le polemiche scatenate dal caso Bonsu la Monguidi ritiene di essere stata «trasferita, demansionata, isolata e delegittimata nel proprio lavoro». In scadenza naturale di contratto il giorno dopo l'operazione che portò al fermo di Bonsu, in realtà lo spostamento ad un altro incarico nel settore sicurezza fu - secondo i suoi legali - fatto passare dal sindaco come una vera e propria rimozione. 
 

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  • Geronimo

    21 Ottobre @ 08.18

    Penso che la richiesta di risarcimento sia legittima come lo sia quella di Frateschi, non tanto per il cambio di mansione perchè tutti sappiamo, i diretti interessati sanno, avvocati compresi, che il loro mandato sarebbe scaduto a breve, alle elezioni per Frateschi e alcuni giorni dopo il caso Bonsu per la Monguidi, ma soprattuto per il fatto, a mio parere grave, che l’amministrazione comunale nella persona del sindaco o i suoi più stretti collaboratori, abbiano dato in pasto a noi cittadini questi due nomi per trovare il colpevole dei due casi. Parte dell’opinione pubblica infatti ancora crede che la colpevole del caso Bonsu sia la Monguidi ma a quanto risulta lei non è e non è stata indagata, non sono stati trovati elementi di colpevolezza e ad ora questo vale anche per Frateschi, parte dell’opinione pubblica è convinta che sia lui unitamente ad altri rimossi dall’incarico la causa dei mancati controlli sull’operato delle persone arrestate quando poi si viene a sapere che lo stesso Frateschi aveva bloccato alcuni pagamenti nel settore verde pubblico avendo rilevato qualcosa di anomalo e si scopre anche che le segnalazioni erano state fatte al sindaco Vignali la cui risposta è meglio lasciar perdere se no va a finire che lo dichiarano incapace di intendere e di volere. Una cosa sui vigili però vorrei dirla, anni fa misero per alcuni mesi un comandante interno, penso signor Pesce o qualcosa del genere, ho conosciuto questa persona prima che diventasse comandante ed era molto disponibile, preparato e bravo. Nel periodo in cui era comandante il corpo aveva avuto un netto miglioramento con più vigili nelle strade e a fare proprio il servizio del vigile urbano, prevenzione, controllo, supporto e multe quando si dovevano fare, senza esagerare con velox mobili a tradimento, in posizioni della città dove il pericolo era pari a zero e altro. Ricordo che il buon operato dei vigili era continuato con il suo successore di cui non ricordo il nome mentre dalla Monguidi in avanti è meglio lasciar perdere più che altro il corpo è stato ridotto ad un esattore delle tasse dove spesso sono state elevate multe ingiuste e a tradimento, dove basta un minimo ricorso per farsi vedere annullata la multa ma dove il ricorso è sconveniente perchè a pagamento (non ricordo se 25 o 33 euro per ogni ricordo, incamerati dal giudice di pace anche in caso di esito positivo del ricorso) e aggiunto alla perdita di ore lavorative risulta sconveniente rispetto al dover pagare 35 euro di multa

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  • gazzettadiparma.it

    20 Ottobre @ 19.21

    Mi accodo all'intervento di Gianni, che giustamente richiamail post di Francesco, per segnalare che spesso questo spazio commenti (che a mio avviso è una delle parti più preziose e importanti della nostra Gazzetta web, tanto che vi dedico quotidianamente una bella fetta di lavoro) non viene sempre usato a dovere. La libertà di opinione e di commento è sacra, ma ogni volta dovremmo ricordarci che un conto è commentare da fuori, e quindi da profano, e un conto è essere addentro a una vicenda o una professione. Non siamo tutti giudici, non siamo politici , non siamo giornalisti: questo non significa che non si possano criticare giudici, politici, giornalisti o vigili urbani. Ma spesso è come se io, che non capisco niente di auto, provassi a criticare un elettrauto: rischierei delle enormi figuracce ! (G.B.) - P.S. - E poi. comunque, chiederei semnpre di moderare i toni. Grazie

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  • ROBERTO

    20 Ottobre @ 14.37

    Fino a quando gli avvocati non avranno una responsabilità nel consigliare e aprire dei procedimenti che vanno contro il buon senso e l'intelligenza minima, solo perchè non rischiano nulla e, se va bene, ci guadagnano un bel po' di soldi; fino a quando non si mette al centro della giustizia la verità ma solo gli interessied i soldi no c'è assolutamente da meravigliarsi. Stessa cosa vale per i magistrati che, con azioni eclatanti e di grande visibilità, si assicurano "l'avvenire" in politica.... vedi quanti ex magistrati oggi sono in Parlamento.... una "casta" tanto, e forse peggio, di quella dei politici.....

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  • gianni

    20 Ottobre @ 10.59

    Leggendo i commenti a questa notizia mi verrebbe da pensare che Parma meriti tutto quello che è successo. Poi, riflettendo, rientro nella positività e capisco che certe esternazioni, al limite ed oltre la diffamazione, sono frutto di cattiva conoscenza e della diffusa voglia di apparire, che sembra non risparmiare nessuno. Sarà meglio tentare di puntualizzare alcune cose, almeno “per dare a Cesare quel che è di Cesare”. Dalla gestione Ubaldi il Corpo della Polizia Municipale è in sofferenza; basti ricordare quanti Comandanti ha cambiato. Ma il problema vero non era sulle persone, era di fondo, perché risiedeva nella mancata suddivisione delle competenze tecniche da quelle politiche. Infatti basta osservare che non erano solo i comandanti ad andare in “giostra”; tutto l’apparato dirigenziale ha subito stravolgimenti non comprensibili sotto l’aspetto meramente tecnico. Ricordo, a chi è meno addentro a queste questioni, che questo livello sistematico-organizzativo non è nella disponibilità del Comune, ma è fissato per legge dallo Stato. In altre parole a Parma Sindaci ed Assessori volevano “dirigere” non indirizzare. Fatta questa premessa, restando al caso in discussione, la brava Emma è stata usata come tappabuco di comodo senza che avesse nemmeno la giusta legittimazione, visto che veniva tenuta sulla graticola con incarichi temporanei di brevissima durata. Quindi nessuna possibilità di fare il Comandante vero, solo di gestire l’ordinario nel modo migliore possibile. Nel caso Bonsu è stato comodo dimenticare la “culpa in eligendo”. Una corretta gestione politica della sicurezza doveva porsi un progetto organizzativo “chi va a fare cosa”. Invece si è andato per tentativi, per approssimazione sino che si è incorsi in un errore. Invece di difendere quanto di buono era stato fatto si è preferito gettare la “Croce” sulla Polizia Municipale. Persone stanno pagando più del dovuto ed altre, pure colpevoli, seppur sotto altra forma, non vengono chiamate a rispondere (o meglio: ora rispondono per altra causa). Quando la d.ssa Monguidi è stata ingiustamente spostata ad altro incarico dov’era la compagine sindacale? Anche lei adagiata sulla cresta dell’onda emotiva? Non è forse anche lei una lavoratrice? Non fa riflettere che , oggi, il sondaggio sull’epilogo del caso Bonsu all’86/100 ritenga sbagliata la sentenza. Francamente non ho letto commenti analoghi quando si è saputo della richiesta di 500.000 € di risarcimento. Danno ingiusto non è solo quello fisico o patrimoniale, esiste anche il danno morale. Personalmente ritengo alta la richiesta fatta dalla Monguidi, come ho ritenuta alta quella fatta dal sig Bonsu, ma nelle sedi opportune abbiamo chi possiede la giusta competenza per le valutazioni del caso. Al sig. Francesco, quello che la manderebbe a “lavare i cessi” proporrei una cosa: sa hai abbastanza sensibilità civica e sei capace di autocritica scrivi alla d.ssa Monguidi queste parole:” Le chiedo scusa per il tono offensivo usato, intendevo dire che, a mio parere, lei non ha diritto a nessun risarcimento. Chiedo scusa anche ai dipendenti che puliscono i cessi della stazione per il tono denigratorio che ho usato per la loro utile mansione”.

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  • Cristina

    20 Ottobre @ 09.03

    Con tutte le persone che sempre più spesso nel mondo del lavoro vengono trasferite dall'oggi al domani o perdono addirittura il posto e non possono farci nulla,ci sono ancora quelli che pensano di essere intoccabili. Che vergogna!!!!

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