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Maltempo, frana a Trefiumi di Monchio. La Protezione civile di Parma va in aiuto a Pontremoli

Maltempo, frana a Trefiumi di Monchio. La Protezione civile di Parma va in aiuto a Pontremoli
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L'ondata di maltempo sembra ormai passata, nel Parmense. Ieri però una frana si è verificata a Trefiumi, frazione di Monchio. Circa 400 metri cubi di terra sono franati e hanno colpito una casa, sfondando la recinzione. Gli abitanti e gli operai del Comune si sono messi subito al lavoro per evitare che la situazioni peggiori.

PARMA E L'EMILIA-ROMAGNA INVIANO AIUTI A PONTREMOLI. Sono quelle del crinale le zone del Parmense più colpite dalla pioggia caduta per circa 12 ore, a partire dalla notte di lunedì 24 ottobre. La situazione più grave e drammatica è in Liguria e in Lunigiana, dove si registrano vittime e danni ingenti. Per questa ragione, nelle prime ore della mattina e dopo aver avuto il punto sulla situazione locale, sostanzialmente sotto controllo, il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli si è messo in contatto i colleghi delle province confinanti per offrire supporto tecnico e logistico in caso di necessità.
La Provincia ha reso noto che, su indicazione dell’Agenzia regionale, una squadra parmense di volontari di protezione civile è partita verso le 14 di ieri, mercoledì 26 ottobre, per Pontremoli, zona attualmente isolata in quanto, oltre ad avere problemi di viabilità, sono saltate le linee telefoniche e i ponti radio e manca l’acqua potabile. Con loro anche l’assessore provinciale Andrea Fellini insieme ad un tecnico della Provincia, per dare supporto nel coordinamento e negli interventi che si renderanno necessari. La prima tappa pomeridiana è ad Aulla dove è stato predisposto il Tavolo di crisi provinciale con la Prefettura di Massa e tutti i soggetti interessati.
“Una cucina da campo è già partita e insieme ai volontari anche le idrovore per togliere l’acqua dai locali. Ho parlato con gli amministratori di Massa e la situazione è davvero drammatica - racconta Fellini che in mattinata ha svolto anche un sopralluogo a Colorno dove stava passando la piena del torrente Parma.
“I livelli dei corsi d’acqua stanno calando e non sembrano destare preoccupazioni. Per quanto riguarda la viabilità questa mattina è stato chiuso anche il Passo del Cirone sulla sp 74, nel versante toscano, oltre al Passo del Bratello che invece è stato chiuso nella  notte per una frana a 5 km da Pontremoli. Ovviamente c’è traffico sulla 357 di Fondovalle a causa della chiusura dell'Autocisa. Si sono rivelate alcune criticità a Monchio dove c’è stata una frana nei pressi di Trefiumi, e sarà necessaria una verifica in tempi rapidi. A Berceto con alcune esondazioni di canali. C’è un problema su un ponte di una strada comunale di Bardi”.
La rete di pluviometri della Provincia ha registrato la quantità d’acqua caduta nel nostro territorio dalle 16 del 24 alle 4 del 25. Il dato più importante è quello rilevato dalla stazione di Lagdei e relativo a tutta l’Alta val Parma dove si sono riversati 308,8 millimetri di pioggia, 209,6 mm sulla Val taro (la centralina è quella di Valdena) e 238,6 sulla val Baganza (centralina del passo della Cisa).
Alti anche i livelli dei fiumi,l’altezza più significativa è quella raggiunta dal Baganza a Berceto con 217 cm, sfiorando  il massimo storico di 221 cm.  Per la Parma la punta massima registrata a Ponte Verdi è 292,5 cm alle 22 del 25 ottobre (la soglia di allarme è 250 cm).
Il servizio di protezione civile della provincia operativo tutta la notte monitorando la situazione, in contatto con la Prefettura, il Consorzio di bonifica e i Vigili del fuoco.
Nel pomeriggio è stato mandato dall'Emilia-Romagna a Pontremoli anche un potabilizzatore mobile, richiesto dal sindaco. Il paradosso è che alle enormi piogge nella zona occidentale dell'Emilia fa da contraltare una siccità perdurante sulla parte orientale della regione: la Romagna ha i bacini a secco.

OLTRE 300 MM DI PIOGGIA IN APPENNINO. Nell'Appennino parmense sono caduti in 16 ore oltre 300 mm di pioggia, con picchi da 50 all'ora. Le piogge, nel Parmense, hanno portato a un rapido innalzamento dei fiumi Enza e Baganza, prima sopra il livello d’attenzione e poi di preallarme. L’agenzia interregionale per il Po ha deciso di riempire le opere di invaso sul Parma evitando così la sovrapposizione dei colmi di piena dei dei due affluenti, tra le 23 e la mezzanotte di ieri, consentendo così il passaggio della piena al Ponte Verdi senza particolari conseguenze. Stessa situzione sull'Enza, nel Reggiano, ma i vari enti hanno concordato che non fosse necessario chiudere il ponte a Sorbolo, vista la rapidità del passaggio di piena. Ci sono stati alcuni movimenti franosi nella zona di Berceto. Sull'A15 è in corso un filtro, che fa passare solo i mezzi leggeri di soccorsi diretti in Liguria. I trasporti ferroviari sono tornati alla normalità.

DISAGI NEL PARMENSE MA NON CI SONO SITUAZIONI GRAVI.  Gli ultimi interventi dei Vigili del Fuoco sono stati attorno alla mezzanotte per cantine e garage allagati, sia in città sia in provincia; gli uomini del 115 confermano che comunque non si è trattato di situazioni gravi. Gli allagamenti hanno interessato anche i comuni della Bassa, in particolare Fontevivo mentre a Trecasali cinque persone hanno rischiato di annegare con la loro auto dopo essere finite in un fosso a lato della strada.
Le zone più colpite sono nella fascia montana, al confine con Liguria e Toscana. È stato istituito il divieto di circolazione, sempre per smottamenti, lungo la strada comunale Lamino-Calcaiola nel comune di Valmozzola e si teme anche per le altre arterie che attraversano frane storiche dell’Appennino parmense. In questi casi sono sul posto da ieri sera i tecnici della Provincia per monitorare la situazione.

AUTOCISA INTERROTTA: DANNEGGIATI DUE VIADOTTI. E' chiusa al traffico l’autostrada A15 della Cisa, Parma-La Spezia per il cedimento strutturale due viadotti sul torrente Magra, in Lunigiana. Il primo cedimento è segnalato al km 83,500: si è formata una buca sulle corsie di marcia. Da un sopralluogo sono emersi poi nuovi problemi. I viadotti danneggiati sono quelli di Narbareto e Lusuolo, rispettivamente nei comuni di Villafranca e Mulazzo (Massa Carrara).
L’A15 è chiusa in carreggiata nord nel tratto che va dall’allacciamento con l’A12 fino a Pontremoli, e in carreggiata sud nel tratto da Borgotaro fino allo svincolo per l’A12 a Spezia. Sono autorizzati a percorrere il tratto chiuso dell'Autocisa soltanto i mezzi di soccorso diretti in Lunigiana.
Problemi anche per la viabilità alternativa all’autostrada, su strade statali e provinciali, per frane e smottamenti. Il maltempo ha creato problemi sulla statale 62 della Cisa, dove, oltre a quello locale, si è riversato il traffico dei veicoli che non hanno potuto accedere all’autostrada. Rallentamenti, in particolare, ci sono in presenza di sensi unici alternati attuati in presenza di frane ad Aulla e Villafranca Lunigiana. Un altro senso unico alternato è stato istituito vicino a Pontremoli.
In Provincia a Massa si tiene un summit fra i tecnici coordinato dal prefetto Giuseppe Merendino. Tutta la Lunigiana è isolata, manca l’energia elettrica e non funzionano né i telefoni fissi né i cellulari: è stato attivato un solo telefono satellitare per una zona di 4-5mila abitanti.  

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RIAPERTA LA FERROVIA. La linea ferroviaria Pontremolese è stata riaperta questa mattina. La circolazione dei treni era interrotta da ieri pomeriggio. Inizialmente si pensava che fino al primo pomeriggio di oggi i treni sarebbero rimasti fermi, invece le Ferrovie hanno reso noto che la circolazione sulla Pontremolese è stata riattivata.

TORRENTI INGROSSATI NEL PARMENSE, PROTEZIONE CIVILE AL LAVORO. Nel Parmense in poco più di 12 ore ore sono caduti 260
millimetri di acqua. A Fornovo ieri sera è rimasto bloccato un treno sulla linea Parma-La Spezia e per 40 viaggiatori non c'è stata possibiità di proseguire. Protezione civile regionale, Provincia, Prefettura e Fs si sono attivati per soccorrerli.
La pioggia ha fatto ingrossare pericolosamente il torrente Parma e l’affluente Baganza e, come ha riferito il responsabile della Protezione civile dell’Emilia-Romagna, Demetrio Egidi, in accordo con Arpa e Aipo è stato deciso di intervenire sulla Parma facendo defluire le acque nella cassa di espansione in modo da non far coincidere i due colmi di piena. In Appennino diverse frane hanno interrotto strade nella zona di Bardi e vicino a Berceto un ponte è stato chiuso al traffico.
Su richiesta del dipartimento nazionale, la Protezione civile regionale si attiverà in aiuto delle zone in difficoltà della Liguria. Già domattina partirà una prima squadra di tecnici per valutare un intervento anche con idrovore.
La vigilanza di Protezione civile, Arpa, Aipo e volontari continuerà nelle prossime ore.

LA CRONACA DI IERI. Frane, allagamenti e persone disperse: Liguria in ginocchio, problemi anche in Lunigiana (la cronaca di ieri)

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  • Elena

    11 Settembre @ 23.22

    Sperando che certe cose non accadano più, se mai dovesse ricapitare qyuesto link potrebbe tornare utile <a href='http://www.lineatraffico.it/A15/Autostrada_della_Cisa_37'>http://www.lineatraffico.it/A15/Autostrada_della_Cisa_37</a>

    Rispondi

  • pier luigi

    27 Ottobre @ 09.25

    e bravo sterminatore, hai capito tutto, lo stato deve preoccuparsi del territorio, tutto, ma cosa cistanno afare le regioni? le province? i comuni?. Non è lo stato a rilasciare licenze per costruire, eventualmente è lo stato ad intervenire per eliminare certe brutture. Strano, in questo caso sono regioni 'rosse', non si può incolpare, comuni e province dello stesso colore, e i verdi hanno una buona parte di colpe, non si può raccogliere un legno e dragare un torrente che il verde non voglia!

    Rispondi

  • angelo

    26 Ottobre @ 19.45

    Purtroppo ci siamo di nuovo. Una pioggia eccezionale ed ecco i disastri e le vittime purtroppo. La natura va rispettata in tutti i sensi. Inutile non tagliare le piante nei fiumi, non tagliare le siepi, non fare i traversi dei nonni nei campi per far scolare le acque. Come possibile non togliere la ghiaia nei fiumi quando il letto del fiume è alto quasi l'argine?????Stiamo attenti perchè quello che è successo in Liguria potrebbe succedere anche a Parma e provincia. Signori verdi ma levatevi di torno e lasciate che si facciano le cose sensate come faceva mio nonno........................

    Rispondi

  • lucio

    26 Ottobre @ 16.08

    Quello che è successo ieri è stato un evento eccezionale. Si parla di più di 300 millimetri d'acqua in 24 ore caduta su un terreno secco ricoperto di foglie che invece di assorbire ha fatto da impermeabile ingrossando torrenti e fiumi. Piogge dalla portata così pesante sono diventate sempre più frequenti negli ultimi anni a causa dei mutamenti climatici. Le colpe della politica sono tante e possono essere viste come concausa di quello che è successo ieri tra liguria e toscana, ma non come unica causa. Una delle principali colpe politiche è stata quella di consentire un'urbanizzazione del territorio senza tener conto di eventi come questi. Vietare di costruire case dentro l'alveo dei fiumi, in prossimità di frane ecc non costa nulla (se non voti) e salva vite umane. La scarsa manutenzione del territorio a causa dell'abbandono da parte delle persone delle nostre montagne. I contadini che un tempo vivevano sui nostri monti erano le sentinelle del territorio. Mantenevano puliti boschi e torrenti, mantenevano coltivati i terreni e quindi erano i primi ad ottimizzare i corsi d'acqua. Il progresso e la politica hanno fatto in modo che le nostre montagne si spopolassero. Oggigiorno chi volesse fare il contadino si troverebbe a non aver di che vivere.... Quote latte, tasse, burocrazia opprimente.... Certo la politica stanzia milioni per mettere in sicurezza i corsi d'acqua, ma questi soldi poi vengono distribuiti a pioggia e non sempre piove nelle mani giuste. E' più conveniente venire incontro a chi decide di tornare a vivere in montagna sostenendolo economicamente se decide di dare vita ad una attività agricola oppure destinare dei fondi ad una società paraprivata per togliere qualche pianta da un fiume? La politica vede la montagna come un luogo utile solo per costruire inutili e costose centrali eoliche per consentire alle città a valle di avere energia "pulita". Con questo modo di concepire il territorio, insieme all'energia le montagne mandano verso valle anche l'acqua con il fango.

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  • mattia

    26 Ottobre @ 12.55

    Per la cronaca, la ferrovia pontremolese già ieri sera è stata riaperta, in quanto il treno delle 17,48 da Parma ha raggiunto La Spezia in tarda serata...E stamattina tutti i treni l'hanno percorsa nella sua interezza...

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